'Abbonamento streaming video, ecco come gli utenti le varie piattaforme

Abbonamento streaming video, ecco come gli utenti sfruttano la guerra tra le varie piattaforme

Prosegue la guerra delle piattaforme, anzi entra nel vivo. Abbonamento streaming video, novità nel 2022.

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Netflix

Potrebbe non essere un momento particolarmente felice quello che si profila quest’anno per le piattaforme di video on demand. L’abbonamento streaming video sta subendo un momento di saturazione e le analisi indicano che in questo 2022 ci sarà un calo di utenza. Vediamo cosa dicono le previsioni.

Abbonamento streaming video, mercato saturo?

Gli analisti prevedono che 150 milioni di abbonamenti saranno disdetti. Questo il quadro per il 2022 appena iniziato, il motivo è che la troppa concorrenza sta saturando il mercato e gli utenti si trovano spaesati tra offerte che diventano sempre più spezzettate e quindi mensilmente più costose. Netflix naturalmente guida questa speciale classifica. Nel 2013 aveva lanciato la sua prima serie originale, parliamo di House of Cards, anno in cui non era ancora arrivata in Italia e per questo motivo la serie venne distribuita da Sky che oggi ne detiene ancora i diritti nel nostro paese.

Da allora Netflix è cresciuta in maniera esponenziale tanto da superare già i 220 milioni di abbonati nel mondo. Le cose però da allora sono velocemente cambiate. Da noi sono arrivate Disney+, Discovery+, Prime Video, poi ancora Now e Apple+, solo per citarne alcune. Le previsioni degli analisti comunque non indicano l’addio totale di questi 150 milioni di utenti, ma si riferiscono semplicemente alle disdette, ossia questi utenti rescinderanno il contratto per spostarsi su altre piattaforme.

Abbonamento streaming video, le strategie

Sono diverse le strategie che questi colossi stanno mettendo in campo. Tra le più fortunate c’è Netflix che con il suo finge watching sembra dare un’alternativa importante a quella del rilascio settimanale della puntata. Anche l’effetto bundle è molto efficace, è il caso di Amazon che offre Prime Video insieme ad altri servizi. In questo scenario Apple continua invece a spendere tanto per un sevizio, quello dello streaming, che sembra non giovargli invece molto. Secondo le analisi però la casa di Cupertino vuole dimostrare in questo modo ai propri clienti che anche i ricavi degli iPhone sono ben spesi, perché offrono poi agli utenti la possibilità di guardare le serie originali della casa.

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