8 marzo 2019 sciopero globale transfemminista “Non una di meno”: come partecipare, il vademecum

Ecco il vademecum per tutte le lavoratrici del settore pubblico e privato per partecipare allo sciopero globale trasnfemminista dell'8 marzo 2019.

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Ecco il vademecum per tutte le lavoratrici del settore pubblico e privato per partecipare allo sciopero globale trasnfemminista dell'8 marzo 2019.

Lo sciopero è un diritto di tutti: lo recita l’articolo 40 della Costituzione che aggiunge quanto segue “si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Scioperare è un diritto legittimo e durante lo svolgimento di esso il lavoro è sospeso per cui anche la retribuzione da parte del datore di lavoro e la prestazione lavorativa da parte della lavoratrice. “Non una di meno“, la piattaforma italiana nata dal basso che riunisce le varie realtà femminili ha chiesto a tutte le organizzazioni sindacali di convocare uno sciopero generale di 24 ore nella giornata dell’8 marzo 2019.

Lavoratrici pubbliche e private

Non una di meno comunica che nelle 24 ore dell’8 marzo 2019 le lavoratrici del settore pubblico e privato potranno scioperare in quanto esiste la copertura sindacale generale. Ciò significa che si potrà scioperare anche se nel posto in cui si lavora con c’è un sindacato di quelli che hanno indetto lo sciopero. Si potrà partecipare anche se non si è iscritti ad un sindacato. Sarà la Commissione di Garanzia, la Regione o l’Associazione Datoriale alla quale l’azienda fa riferimento a inviare la comunicazione. Nel caso in cui (ciò sopratutto nel privato) la comunicazione non arrivi al datore di lavoro la si potrà richiedere al responsabile del personale della propria azienda oppure chiedere a Non una di Meno la copia dell’indizione e dell’articolazione dello sciopero del proprio settore.

Lavoratori settore pubblico: scuole, ospedali e servizi sanitari pubblici

Gli ospedali, i servizi sanitari pubblici territoriali nonché le scuole statali riceveranno la comunicazione dello sciopero mediante una circolare che il Miur e la Regione saranno tenuti ad inviare. Essa sarà inviata ad ogni singola scuola pubblica e ad ogni ente ospedaliero o anche ASL.

I diritti delle lavoratrici

La lavoratrice per scioperare non dovrà comunicarlo con preavviso all’azienda. L’unica comunicazione sarà quella dell’indizione dello sciopero. Per quanto concerne il settore sanità o quelli in cui ci sono dei turni: la copertura partirà dal primo turno della mattina dell’8 marzo e finirà all’inizio del primo turno della mattina del 9 marzo.

In poche parole le lavoratrici potranno scioperare indipendentemente dal turno che dovranno fare: quindi di mattina, di pomeriggio o di notte.

Le restrizioni al diritto di sciopero

Le legge 146 del 1990 disciplina il diritto di sciopero per i servizi pubblici essenziali ovvero quelli il cui compito è garantire delle prestazioni ai cittadini come il diritto alla vita, la circolazione, la previdenza sociale, l’istruzione e l’assistenza. Attenzione però: dovranno essere SEMPRE GARANTITI i diritti dei cittadini. Quindi, per tutti i servizi sottoposti alla Legge 146/90, dovranno essere previsti i contingenti minimi di personale e ciò mediante contrattazione integrativa o mediante l’accordo sindacato/azienda. Sarà lo stesso datore di lavoro ad individuare i dipendenti da inserire nei contigenti minimi. Lo stesso dovrà poi inviare a tali persone entro 5 giorni dalla data in cui si svolgerà lo sciopero la comunicazione di recarsi a lavoro il giorno dello sciopero oppure l’esonero dal lavoro.

Che fare se una dipendente inserita nei contigenti minimi vuole scioperare

Se una dipendente, inserita nei contigenti minimi, vuole scioperare dovrà comunicarlo al datore di lavoro entro 24 ore dal momento in cui ha ricevuto la comunicazione di prestazione di servizio. Dovrà farlo mediante una comunicazione in cui dirà di voler scioperare e di essere quindi sostituita. A questo punto l’azienda dovrà effettuare le opportune verifiche per capire se tale possibilità ci potrà essere. Qualora la sostituzione non fosse possibile sarà ammissibile il rifiuto al diritto. L’azienda, però, avrà sempre l’obbligo di comuncare alla dipendente se potrà scioperare o meno ed inoltre avrà l’obbligo di avvertire delo sciopero i cittadini almeno 5 giorni prima con una comunicazione sulle modalità e sugli orari in cui verranno erogati i servizi essenziali garantiti.

Leggete anche: Sciopero 8 marzo 2018: si fermano scuola e mezzi pubblici, orari e fasce garanzia Trenitalia.

Per info o se volete dire la vostra scrivete ad: [email protected]

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