25 aprile chiusi in casa, un danno economico per ristoratori e commercianti

Poteva essere una boccata d'ossigeno per l'economia, non sarà così.

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25 aprile

Oggi 25 aprile, giorno della liberazione, una data storica che trova forza e si alimenta nel simbolo della libertà e sancisce definitivamente la fine dell’oppressione nazista che è all’origine della seconda guerra mondiale. Perché è stata scelta questa data come simbolo? Cercheremo di rispondere a questa domanda, anche se una nota di tristezza aleggia nel mentre. Si sperava infatti che la vecchia liberazione coincidesse con la nuova, quella del Covid e delle restrizioni che si porta dietro. Purtroppo invece nulla è cambiato dall’anno scorso, e ci troviamo di fronte un danno economico che si sta facendo sempre più irreparabile.

25 aprile, tra storia e simbologia

La storia è continuamente alimentata dalla simbologia, così come a loro volta i simboli trovano ispirazione dalla storia per trasformarsi in elemento concreto della realtà, sia essa quotidiana o universalmente storicizzata da grandi periodi che hanno segnato il nostro tempo. Quella del 25 aprile è senza dubbio una delle date storiche del nostro paese, ed è naturalmente festa nazionale. Si celebra la liberazione dell’Italia, liberazione che in realtà si concluse effettivamente solo il 2 settembre del 45, dopo un lungo processo.

Perché allora si è scelto questa data? Ritorna qui in scena il simbolo. Come dicevamo, se è vero che per la conclusione della contesa bellica (la seconda guerra mondiale) dovremo attendere il 2 settembre, è altrettanto vero che è con l’abbandono delle truppe naziste e fasciste della Repubblica di Salò, le quali iniziarono ufficialmente la propria ritirata abbandonando le città di Torino e Milano il 25 aprile del 45, che nasce quel sentimento di liberazione che ci accomuna. Ecco il simbolo.

25 aprile e restrizioni, un danno economico

Anche quest’anno, come quello scorso, sarà un 25 aprile all’insegna delle restrizioni.

Una condizione che non fa certo sorridere l’economia. Le piazze italiane rimarranno chiuse ancora una volta, con negozi e venditori vari costretti a non incassare. Per non parlare poi dei cinema, i ristoranti e tutti gli altri luoghi che abitualmente si visitano quando una primaverile giornata di festa lo consente. Statistiche infatti ci dicono che durante le feste gli italiani spendono di più. Insomma, un’altra occasione sprecata in cui si poteva dare una boccata d’ossigeno all’economia. Del resto, purtroppo, con la tegola dei vaccini che non arrivano a sufficienza, non si poteva sperare in un esito diverso.

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