11 settembre 2001, il giorno in cui cambiò la storia: la tragedia dei pompieri che continuano a morire

Da quel giorno, l’11 settembre 2001, la storia del mondo è cambiata: una tragedia che ha colpito gli USA e che non finisce mai, i pompieri continuano a morire.

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Da quel giorno, l’11 settembre 2001, la storia del mondo è cambiata: una tragedia che ha colpito gli USA e che non finisce mai, i pompieri continuano a morire.

Chi ha più di trent’anni ricorda perfettamente le sensazioni complesse e convulse di quell’11 settembre 2001, quando il mondo rimase attaccato al teleschermo per vedere quanto accadeva negli Stati Uniti d’America. A distanza di 18 anni da quel giorno, quando chi nacque in quella data oramai diventa maggiorenne, sono ancora molte le persone che muoiono in conseguenza di quanto accaduto: soltanto in quest’ultimo anno sarebbero 22 i vigili del fuoco ad aver perso la propria vita in conseguenza degli attacchi.

Il Memorial Wall of World Trade Center conserverà i nomi di questi eroi sconosciuti.

Il giorno che cambiò il mondo: l’11 settembre 2001

C’è chi la definisce una strage infinita, una ferita che difficilmente si rimarginerà. In quell’11 settembre 2001 diciannove terroristi affiliati ad Al Qaeda hanno dirottato quattro aerei per usarli come armi contro i due grattacieli del World Trade Center e il Pentagono; solo uno dei quattro velivoli si schiantò al suolo. Il numero delle vittime è stato di 2974, mentre i feriti furono oltre i seimila. Si tratta del peggior attacco contro gli USA dai tempi di Pearl Harbour, durante la Seconda Guerra Mondiale, e soprattutto il primo sul suolo americano continentale. La tragedia non si è ancora conclusa, la ricerca e l’identificazione delle vittime continua ancora e, soprattutto, a quelle dovute all’attacco se ne aggiungono costantemente delle altre: si calcola che siano almeno 343 i vigili del fuoco e 241 gli agenti della polizia di New York ad essere morti negli anni successivi per conseguenze connesse all’attacco.

Perché si continua a morire dopo l’11 settembre 2001: il problema sanitario

Secondo uno studio recente della Yeshiva University, Albert Einstein College of Medicine, coloro che sono arrivati per primi nel luogo dell’attentato a New York, Ground Zero, hanno il 44% di probabilità in più di sviluppare malattie cardiovascolari: la ricerca si è svolta analizzando i campioni di sangue di centinaia di membri dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Si tratta di un vero e proprio problema sanitario, che le istituzioni USA hanno affrontato con leggi specifiche: si parla di circa 51mila persone che hanno fatto richiesta di un indennizzo per le vittime; il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act ha confermato il fondo d’indennizzo che poi è stato prolungato da Barack Obama nel 2015 in maniera tale da assicurare nuovi fondi fino al 2020.

L’amministrazione Trump ha deciso nel mese di luglio di firmare una nuova legge che allungherà il finanziamento del fondo per le vittime degli attacchi terroristici fino al 2090. La legge ha un nome molto particolare, Never Forget the Heroes, non bisogna mai dimenticare gli eroi. Il provvedimento, in realtà, è arrivato dopo una lunga protesta, dal momento che il fondo istituito di 7 miliardi di dollari andava esaurendosi e i pagamenti si erano ridotti del 70%.

Nella giornata di oggi, anche questi nuovi ‘eroi’ loro malgrado, che continuano a morire a distanza di 18 anni, saranno ricordati durante le celebrazioni.

Leggete anche:  Accadde oggi 11 settembre: gli attentati alle Torri Gemelle di New York.

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