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Oggi: 31 Gen, 2026

Dall’Agenzia delle Entrate multe a chi ha venduto merce su Vinted o Ebay, ecco i colpiti

Multe da parte dell'Agenzia delle Entrate per chi vende su Ebay e Vinted? Ecco come funzionano limiti e vincoli.
3 settimane fa
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Agenzia delle Entrate lettere
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Vendere qualcosa su Internet è da anni una prassi che tantissimi italiani e non adottano. C’è chi ha la bici della figlia ormai in disuso perché la piccola è cresciuta. La stessa cosa per la console dei videogiochi non più usata. Ma poi ci sono capi di abbigliamento non più usati, cellulari e smartphone, beni da collezione e così via dicendo. Ma non ci sono solo avventori di passaggio o persone che vendono le cose prima citate per liberare spazio in casa. C’è anche chi sui siti di commercio elettronico hanno avviato qualcosa che può avvicinarsi davvero ad una vera e propria attività.

Siti come Ebay o Vinted sono davvero molto diffusi e usati. E gli utenti che li utilizzano sia per comprare che per vendere sono tanti. Inevitabile che qualcosa finisca quindi sotto controllo delle autorità. E adesso Dall’Agenzia delle Entrate multe in arrivo a chi ha venduto merce su Vinted o Ebay.

Diversi media e siti hanno portato all’attenzione di tutti i rischi che si corrono a vendere cose in Rete. Con tutte le spiegazioni sui limiti da non superare per non finire sotto controllo e soprattutto per non prendere le multe. Naturalmente vietato allarmarsi, perché ciò che adesso vedremo riguarda sostanzialmente chi su siti di questo genere vende abitualmente e soprattutto, vende tanto.

Dall’Agenzia delle Entrate multe in arrivo a chi ha venduto merce su Vinted o Ebay, ecco i colpiti

Pare che dall’Agenzia delle Entrate siano in arrivo multe indirizzate a soggetti che usano abitualmente siti come Ebay e Vinted per vendere beni di vario genere.

In effetti questo genere di iniziativa è finito all’attenzione delle autorità fiscali italiane anche perché ci sono delle regole, vecchie e nuove da seguire per evitare guai. In linea di principio possiamo dire che chi vende in modo occasionale e saltuario cose su questi siti non rischia nulla. Nessuno vieta di mettere in vendita la bici prima citata piuttosto che il maglione ricevuto in regalo ma con una taglia non appropriata. Legittimo ed anche lecito dal punto di vista normativo vendere cose che non si desidera più avere tra le mani o in casa.

L’Agenzia delle Entrate invece mette nel mirino chi vende abitualmente su questi siti. C’è chi, per esempio, compra beni di vario genere che poi mette in vendita per ricavarci sopra la differenza. Se questo genere di attività viene effettuata abitualmente, può nascere un problema. Perché a quel punto per l’amministrazione fiscale italiana chi fa queste cose può essere considerato un venditore professionale a tal punto da essere successivamente obbligato a pagare le tasse, a presentare le dichiarazioni dei redditi se non addirittura ad aprire partite Iva e ad iscriversi a Registri e ad Albi.

In parole povere, il rischio c’è per chi vende spesso su questi siti e arrotonda così stipendi o altri redditi. Naturalmente ci sono limiti da considerare e che l’Agenzia delle Entrate considera.

Il nostro Fisco, infatti, deve attenersi alle normative introdotte a livello Europeo su queste tipologie di vendite a distanza. E in questo senso quella che potremmo definire la “Bibbia” per comprendere le regole ed i limiti da rispettare è la direttiva DAC7 della UE, con il suo regolamento 514 del 2021.

Ecco le direttive europee di riferimento e le regole da rispettare

Partiamo dal capire cosa sono Vinted, Ebay e tutti gli altri siti di questo genere. Di fatto sono portali che riescono a mettere in contatto venditori di beni di qualsiasi genere e acquirenti di beni di qualsiasi genere. Su questi siti si trova di tutto ed è per questo che ormai riscuotono tanto successo. La direttiva UE prima citata obbliga, dal 2023 (anno di sua entrata in vigore, ndr), queste piattaforme ad una sorta di collaborazione con le autorità fiscali dei Paesi di competenza. Perché devono fornire alle autorità i dati delle transazioni dei loro venditori.

Per chi vende su questi siti, se le operazioni in un anno sono state massimo 30 e con volume di affari fino a 2.000 euro, non ci sono particolari pericoli. Secondo i dettami delle regole oggi vigenti però la soglia limite dovrebbe essere di 5.000 euro. Al di sopra di questo volume di affari l’Agenzia delle Entrate può considerare l’attività di uno che vende, come una vera e propria attività commerciale. E di conseguenza l’interessato deve aprire Partita Iva e deve seguire tutte le regole fiscali più comuni, da quelle dichiarative fino ai pagamenti delle tasse.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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