Volkswagen: il CEO respinge le accuse di aver fatto cartello con altri gruppi tedeschi

l CEO di Volkswagen Matthias Muller nega un coinvolgimento del suo gruppo nell'inchiesta dell'Antitrust europea che mira a fare chiarezza su un presunto cartello

di Andrea Senatore, pubblicato il

Matthias Muller, amministratore delegato di Volkswagen, ha voluto fare un’importante dichiarazione nelle scorse ore a proposito delle indagini e delle perquisizioni avvenute nelle scorse ore nelle sedi di alcune aziende che fanno parte del suo gruppo. Le autorità indagavano sulla possibilità che il gruppo automobilistico di Wolfsburg, assieme ad altre aziende come Daimler, avesse potuto fare cartello per fissare i prezzi dei componenti e delle altre tecnologie necessarie per realizzare le proprie auto per diversi decenni.

Il CEO di Volkswagen Matthias Muller nega un coinvolgimento del suo gruppo nell’inchiesta dell’Antitrust europea che mira a fare chiarezza su un presunto cartello

 

Gli agenti antitrust dell’Unione europea hanno coinvolto Volkswagen, Daimler e BMW in questa inchiesta che sta facendo molto rumore nel mondo dei motori. Se le accuse fossero confermate, infatti le aziende andrebbero incontro a  multe salate. “Non ho conoscenza di pratiche irregolari nella fissazione dei prezzi da parte del mio gruppo”, ha detto Muller  durante una conferenza tenuta a Stoccarda nei giorni scorsi. “Rispettiamo in maniera rigorosa e da sempre la legge sui cartelli”.  Il commento di Muller arriva dopo che il suo collega di Daimler, Dieter Zetsche,  aveva detto durante la conferenza di martedì scorso che la cooperazione tra i rivali tedeschi era stata fatta per il bene dei clienti e non per danneggiarli.

L’Unione Europea indaga da luglio dopo le rivelazioni della rivista tedesca “Der Spiegel”

 

L‘Unione europea già nello scorso mese di luglio aveva fatto trapelare di aver iniziato ad indagare sui più famosi fabbricanti di auto tedeschi dopo che la rivista Der Spiegel ha riferito che le 3 società avevano fatto cartello per decenni per imporre ai fornitori le proprie condizioni. Vedremo dunque come la questione si evolverà nelle prossime settimane. Ricordiamo che in questi casi la legge prevede una multa pari al 10 per cento del fatturato annuo e questo per Volkswagen significherebbe un vero e proprio salasso, dopo il bagno di sangue rappresentato dal dieselgate negli Stati Uniti costato quasi 30 miliardi di dollari tra rimborsi, multe e risarcimenti al gruppo automobilistico di Wolfsburg. 

 

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Il CEO di Volkswagen Matthias Muller nega un coinvolgimento del suo gruppo nell’inchiesta dell’Antitrust europea che mira a fare chiarezza su un presunto cartello

 

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Argomenti: Volkswagen

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