Uber ha pagato 100 mila dollari per mantenere segreta una violazione di dati nel 2016

Uber ha ammesso di aver pagato 100 mila dollari ad alcuni hacker che nel 2016 avevano violato il suo sistema di sicurezza

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Uber ha ammesso di aver pagato ad alcuni hacker la somma di 100 mila dollari per mantenere segreta una grave violazione avvenuta nel 2016 a causa della quale i dati di circa 57 milioni di clienti del fornitore di servizi di trasporto privato sono stati violati, così come ha riferito la stessa società nelle scorse ore. La scoperta dell’incidente ha provocato il licenziamento di due dipendenti ritenuti responsabili del problema, così come ha rivelato Dara Khosrowshahi, il nuovo CEO nominato in agosto dopo l’addio del fondatore della famosa APP, Travis Kalanick. Il nuovo amministratore delegato ha dichiarato di aver saputo solo di recente della violazione, avvenuta nell’ottobre 2016. “Nulla di ciò sarebbe dovuto accadere, e non accetterò scuse per questo”, ha detto Khosrowshahi in un post sul blog del sito aziendale.

 

Uber ammette che alcuni hacker hanno violato nel 2016 il suo sistema di sicurezza “rubando” i dati sensibili a circa 57 milioni di suoi clienti

 

L’ammissione della compagnia arriva proprio nel momento in cui Uber cerca di riprendersi dopo i tanti problemi legali avuti e culminati con la cacciata di Kalanick a giugno. La società ha affermato che due hacker hanno ottenuto l’accesso alle informazioni utilizzate dalla App americana e archiviate su GitHub. I due hacker hanno scaricato i dati, che includevano nomi, indirizzi e-mail e numeri di cellulare degli utenti Uber in tutto il mondo e nomi e numeri di patente di guida di circa 600 mila autisti americani. “Anche se non posso cancellare il passato, posso impegnarmi a nome di ogni dipendente della mia società a promettere che impareremo dai nostri errori”, ha detto Il Ceo.

 

L’incidente è costato caro a due dipendenti ritenuti responsabili dell’accaduto

 

“Stiamo cambiando il nostro modo di fare business, mettendo l’integrità al centro di ogni decisione che prendiamo e lavorando duramente per guadagnare la fiducia dei nostri clienti”, ha continuato il numero uno della società. Nel frattempo il procuratore generale di New York ha aperto un’indagine sulla violazione dei dati. Uber ha detto di aver licenziato il capo della sicurezza Joe Sullivan e un altro dipendente Craig Clark questa settimana a causa del loro ruolo nella gestione dell’incidente. Sullivan, ex capo della sicurezza di Facebook, è stato il capo della sicurezza e il vice consigliere generale della App. L’ex Kalanick avrebbe appreso della violazione a novembre 2016, un mese dopo il momento in cui sarebbe avvenuto il misfatto.

 

Khosrowshahi  ha assunto Matt Olsen, ex consigliere generale della US National Security Agency con l’obiettivo di rendere la App a prova di hacker

 

Sebbene i pagamenti agli hacker siano raramente discussi dalle aziende, i funzionari del Federal Bureau of Investigation e le società di sicurezza private hanno riferito alla stampa che un numero crescente di società paga spesso hacker per recuperare i dati rubati. Khosrowshahi ha detto oggi di aver assunto Matt Olsen, ex consigliere generale della US National Security Agency, per ristrutturare i processi di sicurezza dell’azienda. La società ha inoltre assunto Mandiant, una società di Cyber sicurezza di proprietà di FireEye, per indagare sulla violazione.

 

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Uber ha ammesso di aver pagato 100 mila dollari ad alcuni hacker che nel 2016 avevano violato il suo sistema di sicurezza ottenendo dati sensibili dei suoi clienti

 

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