Uber: nel Regno Unito un giudice da ragione ad alcuni autisti che chiedevano il riconoscimento di alcuni diritti

Uber perde una causa nel regno Unito e adesso dovrà riconoscere a due suoi autisti tutti i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Uber ha perso una causa venerdì davanti ad un tribunale britannico. Un giudice infatti ha stabilito che i suoi conducenti dovrebbero essere classificati come lavoratori dipendenti e non autonomi. Il tribunale ha confermato che due autisti, Yaseen Aslam e James Farrar, avendo lavorato in maniera continua per Uber hanno diritto ad una retribuzione minima e anche alle ferie. La famosa App sostiene da tempo che i suoi autisti sono lavoratori autonomi, piuttosto che dipendenti dell’impresa.

 

Uber: cattive notizie dal Regno Unito

La decisione del tribunale rappresenta una sfida per l’attività di Uber in Gran Bretagna. “La famosa azienda di trasporto privato dispone di circa 40 mila piloti nel Regno Unito, questo è un altro segno che il loro vero status di occupazione è quello di lavoratori dipendenti e in quanto tali questi hanno diritto a tutte le tutele previste per i lavoratori”, afferma Alan Price, massima autorità di Diritto del lavoro nel regno Unito. “La decisione è anche un’ulteriore indicazione per i datori di lavoro le cui aziende presentano modelli di business simili a quelli della celebre App che quanto prima probabilmente avranno bisogno di rivalutare il trattamento del proprio personale per essere sicuri di dare i giusti diritti”.

 

Uber ha dichiarato di avere intenzione di appellarsi contro la sentenza, sia attraverso la Corte d’appello della Gran Bretagna, sia attraverso la Corte Suprema che è la più alta giurisdizione nazionale per le questioni civili. Tom Elvidge, direttore generale della società in UK, ha dichiarato: “Quasi tutti i conducenti di taxi e di noleggio privato in UK sono considerati lavoratori autonomi da decenni, molto tempo prima che la nostra app esistesse.”

 

Il dirigente ha continuato dicendo: “Nell’ultimo anno abbiamo apportato alcune modifiche alla nostra app per dare ai conducenti un ulteriore miglioramento della propria posizione lavorativa. Abbiamo anche investito in cose come l’accesso a malattie e coperture per infortuni e continueremo a introdurre modifiche per rendere la collaborazione con Uber ancora più conveniente “.

 

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Argomenti: Uber

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