Uber accusata di assumere ex agenti della CIA per spiare i rivali

Uber viene accusata di aver assunto alcuni ex agenti della CIA per spiare le sue dirette concorrenti nel settore dei trasporti privati

di Andrea Senatore, pubblicato il
Uber

Arrivano ancora cattive notizie per Uber. La celebre App non nuova a polemiche e scandali, nelle scorse ore è stata accusata di aver assunto una società che utilizza ex agenti della CIA per aiutarla a spiare i rivali oltre oceano. L’accusa arriva da un ex responsabile della sicurezza della società americana di trasporto privato. Il testimone ha infatti affermato in tribunale che la sua ex azienda avrebbe utilizzato appaltatori che impiegavano ex spie per infiltrarsi nei computer dei concorrenti.

I pubblici ministeri federali statunitensi stanno ora indagando sulle accuse, che hanno ritardato a tempo indeterminato il processo tra Uber e Waymo, divisione per la guida autonoma di Google che nei mesi scorsi ha accusato la famosa App di aver rubato i segreti della sua tecnologia. Il giudice distrettuale William Alsup ha descritto le nuove accuse come “scandalose”

Uber viene accusata di aver assunto alcuni ex agenti della CIA per spiare le sue dirette concorrenti nel settore dei trasporti privati

 

Le accuse arrivano da Richard Jacobs, ex manager dell’intelligence globale di Uber, il quale ha dichiarato in tribunale che la società di app avrebbe utilizzato un team di spionaggio per condurre la sorveglianza oltreoceano sui rivali, nascondendo le loro attività utilizzando dispositivi progettati per non lasciare tracce digitali.

 

 Jacobs è stato licenziato da Uber ad aprile, ma il motivo del suo licenziamento non è stato reso noto. Al centro della causa di Waymo alla celebre App vi è Anthony Levandowski, un ingegnere automobilistico che ha lavorato per Google per quasi nove anni prima di dare le dimissioni per fondare Otto, una startup, che poi successivamente è stata acquistata da Uber.

 

Ecco cosa sostiene Waymo che ha fatto causa a Uber negli scorsi mesi

 

Waymo sostiene che prima di dimettersi dalla sua carica nella società di Google, Levandowski avrebbe scaricato 14 mila documenti dell’azienda relativi alla tecnologia Lidar, una tecnologia che consente ai veicoli di percepire ciò che li circonda e che dunque diventa fondamentale per lo sviluppo delle auto a guida autonoma. Vedremo come la società risponderà a queste accuse e come la famosa App giustificherà le sue azioni.

 

Questo è solo l’ultimo scandalo che colpisce la famosa App che sembra non avere pace

 

Questo è l’ennesimo scandalo che colpisce Uber la società di recente è stata accusata di aver pagato 100 mila dollari per mantenere segreta una violazione di dati nel 2016. Inoltre sempre a proposito di questa azienda nelle scorse settimane nel Regno Unito un giudice ha dato ragione ad alcuni autisti che chiedevano il riconoscimento di alcuni diritti equiparandoli di fatto a lavoratori dipendenti. vedremo dunque come si evolverà questa vicenda nelle prossime settimane.

 

Leggi anche: Uber: finalmente nominato il nuovo CEO, si tratta di Khosrowshahi, ex numero uno di Expedia

 

 

Uber

Uber: nuova bufera per la celebre App che viene accusata di aver assunto alcuni ex agenti della CIA per spiare le sue dirette concorrenti nel settore dei trasporti privati

 

Leggi anche: Uber,: la celebre App ordina 24 mila auto a Volvo per il suo programma di guida autonoma

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Uber

I commenti sono chiusi.