Tesla ha citato in giudizio un ex dipendente per presunto hacking

Tesla: la casa automobilistica di Elon Musk cita in giudizio un ex dipendente che avrebbe hackerato il suo sistema operativo.

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Tesla nelle scorse ore ha citato in giudizio un ex dipendente per presunto hacking del suo sistema operativo di produzione e per avere esportato illegalmente dati aziendali. La causa intentata in Nevada accusa l’ex tecnico di processo Martin Tripp. L’uomo avrebbe realizzato un software che ha hackerato il sistema operativo di produzione della casa automobilistica di Elon Musk. Egli inoltre avrebbe trasferito diversi gigabyte di dati, tra cui “dozzine di fotografie riservate e un video del sistema di produzione della società americana” a entità esterne. L’azienda di Elon Musk sostiene anche che Tripp abbia scritto un codice informatico, che ha inserito nel sistema che ha continuato a funzionare ed esportare dati anche dopo che l’uomo ha lasciato la casa automobilistica.

Tesla: la casa automobilistica di Elon Musk cita in giudizio un ex dipendente che avrebbe hackerato il suo sistema operativo

Tripp ha negato di aver hackerato il sistema di Tesla e ha detto alla CNN di essere stato licenziato nell’ultima settimana. L’ex dipendente si è difeso dicendo di essere stato licenziato in quanto aveva deciso di rendere pubblica la notizia che 1.100 moduli di batteria danneggiati sono stati installati nelle auto del Model 3 attualmente sulla strada.

Tripp si è anche detto molto preoccupato per l’eccessiva quantità di rottami immagazzinati in modo pericoloso nella fabbrica di Fremont in Nevada. Ovviamente le accuse lanciate dall’ex dipendente nei confronti di Tesla sono state rispedite al mittente dalla casa automobilistica americana che ritiene sia proprio lui il sabotatore di cui parlava Elon Musk nei giorni scorsi.

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