Maserati: tira una brutta aria in casa del Tridente

Maserati ha vissuto un primo trimestre del 2019 davvero molto negativo, i dati di vendita non erano così bassi dal 2013

di , pubblicato il
Maserati

I dati ufficiali di vendita di Maserati rappresentano un notevole passo indietro per la casa automobilistica del Tridente. La società che fa parte del gruppo Fiat Chrysler Automobiles dopo un 2017  molto positivo è entrata in una crisi che non sembra avere fine a causa della mancanza di nuovi modelli. In particolare il marchio italiano ha registrato un primo trimestre del 2019 davvero molto negativo. Appena 5.500 unità in tutto il mondo sono state vendute dalla casa automobilistica modenese nel periodo che va da gennaio a marzo. Lo scorso anno le immatricolazioni nello stesso periodo furono 9.400. Questo significa che vi è stato un calo del 41 per cento rispetto al 2018.

Maserati ha vissuto un primo trimestre del 2019 davvero molto negativo, i dati di vendita non erano così bassi dal 2013

Per capire quanto in basso è sceso il marchio Maserati basti ricordare che un risultato così basso non veniva ottenuto dal primo trimestre del 2013. A causa di tutto ciò il marchio ottiene ricavi netti per 471 milioni di Euro con un calo percentuale del 38%. Insomma in casa del tridente al momento tira una brutta aria e purtroppo si teme che le cose non cambieranno nel corso del 2019 visto che al momento non sono previste novità importanti. Dal prossimo anno però le cose potrebbero cambiare radicalmente in quanto sono attesi nuovi debutti. Dal 2020 in poi infatti è prevista almeno una novità importante all’anno per il marchio italiano se non di più. La prima dovrebbe essere la sportiva Maserati Alfieri che arriverà anche in versione elettrica.

Leggi anche: Maserati ha intenzione di lanciare un nuovo modello ogni 6 mesi dal prossimo anno

Maserati ha vissuto un primo trimestre del 2019 davvero molto negativo, i dati di vendita non erano così bassi dal 2013

Leggi anche: Maserati Levante: la sua produzione a Mirafiori sarà ridotta secondo la FIOM

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti:

I commenti sono chiusi.