Maserati: Reid Bigland punta a 55 mila immatricolazioni nel 2017

Al Salone auto di New York, il CEO di Maserati Reid Bigland fa il punto della situazione e conferma di puntare alle 55 mila immatricolazioni

di Andrea Senatore, pubblicato il
Maserati Reid Bigland

Nel 2017 le immatricolazioni di vetture targate Maserati nel mondo potrebbero essere oltre 55 mila. Questa è la previsione che viene fatta dal numero uno della casa automobilistica del Tridente, l’amministratore delegato Reid Bigland, il quale sembra essere molto ottimista sul successo che la sua azienda potrà ottenere in questo 2017, anno in cui il dirigente prevede che la crescita di Maserati sarà a doppia cifra. 

 

Secondo Bigland ci sono buone probabilità dunque che dalle 42 mila immatricolazioni del 2016 si passi alle 55 mila del 2017. Già lo scorso anno ricordiamo che le consegne di Maserati erano aumentate del 30 per cento rispetto al 2015, merito soprattutto del primo Suv nella storia del Tridente, Maserati Levante, modello prodotto nello stabilimento Fiat Chrysler Automobiles di Mirafiori in Piemonte.

 

Reid Bigland ha parlato nelle scorse ore alla stampa in occasione dell’inizio del Salone dell’auto di New York 2017, importante evento che si sta svolgendo in questi giorni nella metropoli americana. Il CEO del Tridente parlando della situazione americana, nonostante la crisi che il mercato auto in USA sta vivendo, mette in evidenza la crescita del suo brand che a marzo 2017 incrementa le sue vendite del 32 per cento mentre prendendo in considerazione il primo trimestre del 2017 cresce addirittura del 56 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

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Maserati

Maserati Levante

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A livello globale per il momento Maserati è cresciuta dell’89 per cento. Ovviamente non sarà facile mantenere queste medie per tutto il resto dell’anno ma comunque Reid Bigland è ottimista sul fatto che la crescita alla fine dell’anno vi sarà e sarà in doppia cifra. Merita una menzione l’Asia dove la casa italiana sta vendendo benissimo, in speciale modo in Cina dove si cresce in misura maggiore al 100 per cento in più dello scorso anno. Non molto brillante il risultato del Medio Oriente che però viene mitigato dal buon andamento in Europa.

 

 

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