Jeep nei prossimi anni diventerà più italiana

Jeep continua a crescere nell'area EMEA e nei prossimi anni diventerà un po' più italiana

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Jeep è ormai considerato da tutti come il marchio più importante del gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Il brand a stelle e strisce è stato capace di passare nel giro di pochi anni da 300 mila immatricolazioni ad oltre 1,5 milioni all’anno. Si tratta di un grosso exploit che ha ormai fatto diventare la casa americana un vero e proprio marchio globale. Questo ovviamente è stato possibile grazie alla lungimiranza dei dirigenti di Fiat Chrysler con in primis Sergio Marchionne e l’attuale numero uno di FCA Mile Manley che in passato è stato capo globale di Jeep.

Jeep continua a crescere nell’area EMEA e nei prossimi anni diventerà un po’ più italiana

Jeep ha ottenuto negli ultimi anni una grossa crescita nella zona EMEA. Questo rappresenta un dato incoraggiante per il futuro del brand che spera di avere sempre più peso all’interno del mercato europeo visto che in USA il marchio è ormai consolidato da tempo. Proprio per questo in futuro probabilmente assisteremo ad una trasformazione del marchio che diventerà in un certo qual modo sempre più italiano. Infatti la casa americana punterà forte sull’elettrificazione della gamma.

In questo ovviamente un ruolo fondamentale lo avranno gli stabilimenti italiani dove verranno prodotte la maggior parte delle nuove Jeep elettrificate. Questo senza dimenticare che nei prossimi anni è in arrivo un B-Suv pensato specificatamente per l’Europa e anche questo manco a dirlo sarà prodotto quasi certamente in Italia forse accanto al futuro Alfa Romeo B-Suv che arriverà nel 2022.

Questo senza dimenticare lo stabilimento di Melfi dove già adesso vengono prodotte Renegade e Compass anche nelle versioni ibride. La speranza ovviamente è che di questo boom di Jeep possano beneficiare anche gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat Chrysler che negli ultimi anni non sempre hanno viaggiato a pieno regime a causa dell’addio alla produzione di alcuni modelli importanti e alla crisi di vendite che ha colpito Maserati e Alfa Romeo.

 

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