Honda nega di aver nascosto i pericoli derivanti dagli airbag di Takata

Honda si difende dalle accuse di conoscere e aver nascosto i difetti degli airbag Takata che hanno provocato morti e feriti

di Andrea Senatore, pubblicato il
Honda

Venerdì i responsabili di Honda hanno rilasciato importanti dichiarazioni sulla questione relativa agli incidenti provocati dagli airbag Takata che hanno causato gravi danni ai passeggeri di alcuni modelli della casa automobilistica giapponese. Il gonfiaggio difettoso degli airbag Takata può provocare grossi danni agli occupanti dei veicoli in cui questi sono installati. Basti pensare che fino ad ora sono stati accertati 16 morti e almeno 180 feriti in tutto il mondo a causa di questo problema.

Honda si difende dalle accuse relative al caso degli Airbag Takata

 

Molte delle vittime hanno fatto causa a Takata così come a Honda e alle altre case automobilistiche sia per le morti e i ferimenti avvenuti ma anche per la perdita di valore delle proprie vetture. Il problema ha causato i il più grande richiamo automobilistico nella storia degli Stati Uniti. Questo infatti ha coinvolto 42 milioni di veicoli  di varie case automobilistiche tra le più importanti.

 

La celebre casa automobilistica nipponica è intervenuta per smentisce un’indiscrezione uscita sui giornali nelle scorse ore. In base al contenuto di un email di un suo tecnico si era ipotizzato che la casa nipponica fosse a conoscenza del problema e avesse nascosto l’esistenza del difetto.

 

Ovviamente Honda ha voluto rispondere subito a queste gravi accuse negando di conoscere il problema prima del verificarsi degli incidenti. Ricordiamo che attualmente c’è un processo in corso negli Stati Uniti e il giudice sta raccogliendo tutte le prove che dovranno essere valutate per capire chi ha ragione se Honda o le vittime degli incidenti. 

 

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Honda si difende dalle accuse di conoscere e aver nascosto i difetti degli airbag Takata che hanno provocato morti e feriti

 

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Honda per anni è stato il più grande cliente di Takata. Gli avvocati  che hanno citato in giudizio la società nipponica vogliono che l’ingegnere giapponese che ha scritto l’email in cui si intuisce che l’azienda sapeva del problema possa testimoniare in giudizio. Vedremo se il giudice acconsentirà a questa testimonianza o meno. Per l’accusa questa è solo l’ultima prova che il gruppo giapponese fosse consapevole dei rischi per la sicurezza derivanti dagli airbag Takata

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Argomenti: Honda