Fiat: Landini di Fiom teme il completo abbandono dell’Italia nel 2019

Il leader di Fiom Landini ha un brutto presentimento per quanto riguarda Fiat dopo le parole pronunciate ieri dal numero uno di Fiat Chrysler, Marchionne

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Il leader di Fiom Landini ha un brutto presentimento per quanto riguarda Fiat dopo le parole pronunciate ieri dal numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, l’amministratore delegato Sergio Marchionne al Salone dell’auto di Ginevra 2017. La paura di Landini e che già a partire dal 2019, Fiat possa abbandonare definitivamente il nostro paese anche per quanto riguarda la produzione dei veicoli.

 

Infatti al sindacalista non sembra poi così improbabile a questo punto che dopo Fiat Panda possano lasciare l’Italia anche le altre vetture del brand di Torino che attualmente continuano ad essere prodotte in Italia.

 

Il riferimento di Landini ovviamente è alle altre vetture di Fiat che secondo il suo ragionamento potrebbe lasciare il nostro paese nei prossimi anni, realizzando quello che è il progetto chiaramente espresso da Sergio Marchionne di trasformare l’italia in un polo produttivo unicamente di vetture di segmento premium.

 

Questo preoccupa molto il leader della Fiom perchè potrebbe significare che in futuro il piano di Fiat Chrysler Automobiles di produrre almeno un milione di veicoli l’anno in Italia potrebbe non essere valido e questo potrebbe avere forti ripercussioni sull’occupazione degli stabilimenti, che senza il raggiungimento di questo traguardo difficilmente arriveranno alla piena occupazione così come profetizzato da Sergio Marchionne alcuni anni fa. 

 

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Maurizio Landini e Sergio Marchionne

Maurizio Landini e Sergio Marchionne

 

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Il fatto che le vetture Fiat che saranno prodotte all’estero verranno rimpiazzate da nuove auto di Alfa Romeo non convince al 100 per cento Maurizio Landini. Così come evidenziato dallo stesso Sergio Marchionne il futuro del Biscione dipende dal successo commerciale di Alfa Romeo Giulia e Stelvio.

 

Solo in questo caso in futuro verranno prodotti molti altri modelli e dunque questo significa che in tal maniera la futura occupazione degli stabilimenti italiani del gruppo sarà fondata su quella che al momento è una semplice scommessa. 

 

In tutta questa situazione Landini denuncia il silenzio del governo italiano, che davanti a questi grandi cambiamenti prospettati da Sergio Marchionne che riguardano moltissimi lavoratori in Italia, è rimasto in silenzio.

 

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Argomenti: FIAT Chrysler