Fiat Chrysler: in Giappone dietro solo a Bmw e Mercedes

Cresce bene nel paese de Sol Levante Fiat Chrysler, il gruppo di Sergio Marchionne dopo le tedesche è il primo importatore di auto del paese

di Andrea Senatore, pubblicato il
Fiat Chrysler

Vanno molto bene le cose in Giappone per il gruppo italo americano Fiat Chrysler Automobiles. L’azienda diretta dal numero uno Sergio Marchionne nel 2016 è cresciuta bene nell’importante paese asiatico diventando il primo importatore di auto non tedesco del paese. Secondo la Japan Automobile Importers Association sono state oltre 20 mila le vetture vendute lo scorso anno. Si tratta di un numero importante se pensiamo che stiamo parlando di uno dei mercati più difficili e chiusi di tutto il mondo. In Giappone infatti si vendono pochissime auto straniere. Tra l’altro il paese del Sol Levante è un paese in cui la popolazione ha l’età media più elevata e i giovani non sembrano particolarmente attratti dalle automobili ma più attenti alla tecnologia.

In un simile contesto i brand di Fiat Chrysler sembrano disimpegnarsi bene. Basti pensare ad esempio che Fiat cresce dell’11,4 per cento rispetto al 2015 grazie a 6.717 unità vendute. Molto bene anche Abarth e Jeep che crescono rispettivamente del 26,2% e del 31,7% grazie a 1.857 e 9.392 automobili vendute. Questi risultati compensano i crolli di Chrysler Alfa Romeo che invece rispetto al 2015 segnano una perdita. Per quanto riguarda la casa automobilistica del Biscione comunque il 2017 dovrebbe essere anche in Giappone l’anno del rilancio grazie alla commercializzazione di due vetture molto attese anche da quelle parti: Alfa Romeo Giulia e Stelvio. 

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Fiat Chrysler

Fiat Chrysler: cresce bene in Giappone nel 2016 con i suoi brand

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Il Ceo di Fiat Chrysler in terra nipponica è lo svedese Pontus Haggstrom che da oltre 16 anni vive in Giappone. Il dirigente è molto ottimista sul futuro di FCA in questo paese. Infatti da quando è stata costituita FCA Japan, divisione locale del gruppo italo americano, le cose stanno andando sempre meglio. Infatti l’obiettivo è quello di migliorare la rete di distribuzione e lanciare campagne di marketing  mirate, in un paese dove spesso chi sceglie un’auto straniera lo fa con la convinzione di voler abbracciare la cultura del paese da cui l’auto proviene.

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Argomenti: FIAT Chrysler

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