Fiat Chrysler: alcuni dipendenti sapevano delle manipolazioni ai motori diesel?

Fiat Chrysler: nuove accuse arrivano dagli Stati Uniti, alcuni dipendenti sapevano delle manipolazioni dei motori diesel.

di Andrea Senatore, pubblicato il
Fiat Chrysler Usa

Lo scandalo emissioni che ha colpito negli USA Fiat Chrysler torna a far parlare di se’. Secondo le ultime indiscrezioni trapelate sulla stampa americana, alcuni dipendenti del gruppo italo americano guidato dal numero uno Sergio Marchionne erano a conoscenza delle alterazioni dei livelli di emissioni dei motori diesel di alcuni veicoli di FCA. Questa situazione sarebbe venuta alla luce in seguito alla causa intentata da uno degli azionisti di FCA. Nei giorni scorsi l’accusa avrebbe depositato presso la Corte Federale di Manhattan una serie di documenti che proverebbero il fatto che alcuni dipendenti della società italo americana erano a conoscenza delle manipolazioni effettuate sui motori diesel.

Fiat Chrysler: nuove accuse arrivano dagli Stati Uniti, alcuni dipendenti sapevano delle manipolazioni dei motori diesel

I documenti in questione farebbero riferimento ad alcune email che i dipendenti di Fiat Chrysler Automobiles si sarebbero scambiati in passato. In queste email si parlerebbe della presenza dei dispositivi illegali utilizzati per modificare i dati relativi alle emissioni dei veicoli coinvolti nello scandalo. FCA si difende dicendo di non sapere nulla di ciò e che le mail citate sarebbero documenti isolati il cui significato sarebbe stato estrapolato dal contesto. Dunque diventa difficile da tali documenti riuscire a provare la creazione di uno schema atto a falsificare le emissioni.

Dai documenti emerge anche il rimprovero di Sergio Marchionne al portavoce di FCA in USA

Sempre dai medesimi documenti emerge anche il rimprovero effettuato dal numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, l’amministratore delegato Sergio Marchionne, all’ex portavoce del suo gruppo negli States, Gualberto Ranieri. Quest’ultimo nel 2015 un po’ troppo frettolosamente all’indomani dello scoppio dello scandalo dieselgate di Volkswagen, aveva dichiarato che la sua società non usava alcun software illegale. Marchionne aveva chiesto a Ranieri se fosse fuori di testa. Il numero uno di FCA aveva anche messo in evidenza come la dichiarazione di Ranieri fosse «completamente stupida e irragionevole».

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Argomenti: FIAT Chrysler

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