Audi: l’ingegnere italiano arrestato in USA chiama in causa i superiori per il dieselgate

Ancora guai per Audi in USA, l'ingegnere italiano arrestato chiama in causa i suoi superiori che sarebbero stati fin dall'inizio a conoscenza del dieselgate.

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Lunedì è arrivata una brutta notizia dagli USA per il gruppo Volkswagen. L’avvocato dell’ex ingegnere Audi, Giovanni Pamio, ha dichiarato che il suo cliente avrebbe coinvolto i migliori dirigenti del marchio di lusso Audi nello scandalo del dieselgate.

Le dichiarazioni e le prove fornite agli investigatori tedeschi dall’ingegnere italiano, ex capo della termodinamica nel dipartimento di sviluppo di Audi, suggeriscono che la conoscenza delle frodi sulle emissioni sia arrivata anche ai ranghi più elevati della direzione del brand che fa parte del gruppo di Wolfsburg. 

Audi: l’ingegnere italiano Pamio avrebbe coinvolto anche i massimi dirigenti della casa tedesca

Nessun membro del consiglio di amministrazione della società al momento è stato incriminato, sebbene le indagini stiano continuando. Queste nuove indiscrezioni dimostrano come sia difficile per Volkswagen superare lo scandalo che ormai va avanti da oltre 2 anni ed è costato oltre 25 miliardi di dollari tra rimborsi, risarcimenti e multe.

Il dieselgate è diventato un caso politico nazionale in Germania, dopo le accuse che Volkswagen, Daimler e BMW hanno tramato per anni per nascondere i veri livelli di emissioni nocive delle proprie vetture. Nella sua relazione mensile pubblicata lunedì, il ministero delle Finanze tedesco ha dichiarato che ormai il dieselgate è diventato “un nuovo rischio per l’economia tedesca”.

Volkswagen, che ha ammesso di aver dotato i suoi diesel negli Stati Uniti con un software per eludere le regole delle emissioni, ha pagato decine di miliardi di dollari e diversi suoi dirigenti sono stati arrestati. Ora, le sue operazioni in Europa saranno sottoposte a un maggior controllo, in quanto i procuratori cercano di esercitare pressioni sui dipendenti di basso livello, come il signor Pamio, per dimostrare un coinvolgimento dei loro superiori.

“Le indagini si stanno avvicinando al presente e all’ex consiglio di amministrazione”, ha dichiarato Christian Strenger, ex presidente della rete internazionale di corporate governance, un gruppo di advocacy. “La realtà dei fatti sta rivelando sempre più che anche i vertici del gruppo sono stati informati fin dall’inizio della truffa”. 

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