Alfa Romeo: Sergio Marchionne ha ammesso due errori

Sergio Marchionne ha ammesso due errori nella gestione di Alfa Romeo che ne hanno rallentato il rilancio.

di Andrea Senatore, pubblicato il
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Parlando con la stampa al Lingotto, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha voluto rispondere alla domanda su come mai Alfa Romeo non sia riuscita a raggiungere la soglia delle 400 mila immatricolazioni annue nel 2018 così come preventivato inizialmente. Il CEO di FCA ha ammesso in proposito due errori. Il primo è stato quello di non aver tenuto in considerazione la complessità industriale di un brand come quello del Biscione. Ciò ha finito per provocare dei ritardi nei lanci delle vetture che ovviamente sono stati fatali per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Sergio Marchionne ha ammesso due errori nella gestione di Alfa Romeo che ne hanno rallentato il rilancio

Nel 2018 infatti Alfa Romeo non raggiungerà quota 400 mila immatricolazioni. Il brand milanese di Fiat Chrysler Automobiles si dovrà accontentare di circa 170 mila consegne entro fine anno. L’obiettivo delle 400 mila immatricolazioni dovrà invece essere raggiunto entro il 2022. Il primo errore comunque, sempre secondo quanto dichiarato da Marchionne, sarebbe adesso sotto controllo e dunque in futuro non dovrebbero esserci ulteriori conseguenze. L’altro grande errore che Sergio Marchionne ha ammesso è quello di aver sottovalutato le reazioni della concorrenza ed in particolare delle rivali tedesche di Audi, Bmw e Mercedes.

Marchionne adesso è molto più ottimista circa il raggiungimento degli obiettivi del nuovo piano industriale

L’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles ha ammesso di aver sottovalutato le difficoltà che Alfa Romeo ha trovato nel penetrare il segmento premium del mercato auto. Un segmento dominato ormai da molti decenni dalle case automobilistiche tedesche. Anche questo è stato un duro ostacolo che ha rallentato il rilancio del brand di Arese. Anche questo secondo errore però dovrebbe essere stato ormai superato. Dunque adesso Marchionne ritiene che con il nuovo piano industriale non dovrebbero esserci problemi a raggiungere gli obiettivi prefissati.

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