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Oggi: 19 Feb, 2026

Il congedo parentale 2026 allunga i tempi fino ai 14 anni: ammessi, esclusi e istruzioni INPS

Dal 2026 il congedo parentale cambia volto: più tempo per utilizzarlo, nuove indicazioni INPS e differenze importanti tra lavoratori
3 settimane fa
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congedo parentale
Foto © Investireoggi

La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità importante per molte famiglie: cambia la “finestra” entro cui è possibile usare il congedo parentale. Il chiarimento arriva anche dal messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026, che spiega cosa cambia e come presentare la domanda.

Congedo parentale: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Dal 1° gennaio 2026, per i lavoratori dipendenti, il tempo disponibile per utilizzare il congedo parentale si allunga: non più entro i 12 anni del figlio, ma entro i 14 anni. In pratica, la possibilità di assentarsi dal lavoro per occuparsi dei figli resta la stessa nei limiti previsti dalla legge, ma si estende il periodo in cui questa scelta può essere fatta.

Per le nascite, il congedo parentale può essere usato entro i primi 14 anni di vita del bambino. Il conteggio parte dopo la fine del congedo di maternità obbligatorio per la madre lavoratrice dipendente, mentre per il padre lavoratore dipendente il riferimento è la data di nascita.

La novità vale anche in caso di adozione e affidamento: il congedo parentale si può utilizzare entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia. C’è però un limite chiaro: non si può andare oltre il raggiungimento della maggiore età.

Questa estensione può essere molto utile nelle situazioni in cui, per motivi di salute, scuola o organizzazione familiare, si presenti il bisogno di assentarsi quando i figli non sono più piccoli, ma hanno ancora necessità di presenza e cura.

A chi si applica l’estensione e chi resta escluso

Il punto centrale della novità, prevista dalla legge bilancio 2026, è che l’allungamento a 14 anni riguarda solo i genitori lavoratori dipendenti. Non è una modifica “uguale per tutti”.

Per chi lavora con contribuzione nella Gestione Separata, il limite temporale del congedo parentale non cambia: resta entro i 12 anni di vita del figlio, oppure entro 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

Per i lavoratori autonomi, invece, il margine resta ancora più ristretto: il congedo parentale continua a poter essere utilizzato solo entro il primo anno di vita del figlio oppure entro un anno dall’ingresso in famiglia nei casi di adozione o affidamento.

Questa differenza è importante perché può creare aspettative sbagliate: la riforma amplia i tempi solo per una categoria precisa. In ogni caso, l’estensione non significa “più mesi” automatici, ma più tempo per collocarli: i limiti individuali e complessivi previsti dalle regole restano quelli già stabiliti.

Regole di decorrenza: attenzione alle date e ai periodi già passati

Un altro dettaglio decisivo riguarda il calendario. Le nuove regole partono dal 1° gennaio 2026. Di conseguenza, per periodi di congedo parentale utilizzati fino al 31 dicembre 2025, resta valido il limite precedente dei 12 anni.

Dal 2026, invece, possono accedere al congedo parentale entro i 14 anni tutti i genitori lavoratori dipendenti che hanno figli sotto questa soglia (o, in caso di adozione/affido, quando non sono ancora trascorsi 14 anni dall’ingresso in famiglia).

In termini pratici, una famiglia con un figlio di 13 anni, nel 2026, può ancora pianificare il congedo parentale.

Prima, in una situazione simile, lo spazio disponibile si stava chiudendo molto più in fretta.

Per evitare errori, conviene ricordare due passaggi:

  • prima del 2026 vale la vecchia regola (12 anni);
  • dal 2026 vale la regola aggiornata (14 anni), ma solo per dipendenti.

Domanda e procedure INPS per il congedo parentale

L’INPS ha aggiornato la procedura online per le “Domande di maternità e paternità” in data 8 gennaio 2026. Da quel momento, i genitori lavoratori dipendenti possono inserire la richiesta di congedo parentale anche secondo il nuovo limite temporale.

C’è poi una situazione particolare: tra il 1° gennaio 2026 e l’8 gennaio 2026 potrebbe non essere stato possibile inviare la domanda in anticipo, proprio perché il sistema non era ancora adeguato. In questi casi, l’indicazione è chiara: la richiesta può essere presentata dopo, anche per periodi già trascorsi in quei giorni, e le sedi territoriali INPS devono tenere conto dell’oggettiva difficoltà nel presentare la domanda preventiva.

In sintesi, il congedo parentale nel 2026 diventa più flessibile per i lavoratori dipendenti: non cambia la funzione, ma aumenta lo spazio di tempo entro cui utilizzarlo. E, con procedure aggiornate e indicazioni operative, il congedo parentale può essere gestito con maggiore serenità anche nei casi di domanda “a posteriori” legati ai primi giorni dell’anno.

Riassumendo

  • Dal 2026 il congedo parentale per dipendenti utilizzabile fino ai 14 anni del figlio.
  • L’estensione del congedo parentale non aumenta i mesi, ma solo il periodo di utilizzo.
  • Per adozioni e affidi il congedo parentale vale entro 14 anni dall’ingresso in famiglia.
  • Gestione Separata e autonomi restano esclusi dall’estensione del congedo parentale.
  • I periodi di congedo parentale prima del 2026 restano soggetti al limite dei 12 anni.
  • Dal gennaio 2026 l’INPS accetta domande di congedo parentale secondo le nuove regole.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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