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Oggi: 30 Gen, 2026

Governare il rischio fiscale: il Tax Control Framework tra imprese strutturate e professionisti qualificati

Tax control framework (TCF): un modello di governance fiscale per gestire il rischio tributario e prevenire contenziosi con il fisco.
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Tax Control Framework
Foto © Pixabay

Il sistema fiscale italiano sta cambiando approccio. Accanto ai tradizionali strumenti di controllo, l’Amministrazione finanziaria punta sempre più sulla gestione preventiva del rischio tributario, privilegiando modelli organizzativi capaci di intercettare le criticità prima che si traducano in violazioni e contenzioso. In questo scenario si colloca la Tax Control Framework (TCF), uno dei pilastri della nuova strategia di compliance, che sposta l’attenzione dal singolo adempimento alla qualità dei processi fiscali interni all’impresa.

Dal controllo ex post alla prevenzione

Il modello basato su verifiche successive e accertamenti ha mostrato limiti evidenti in termini di costi, incertezza e tempi di definizione.

Per questo l’Agenzia delle Entrate sta rafforzando strumenti di selezione del rischio e collaborazione preventiva, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso e aumentare la certezza del diritto.

La compliance fiscale non è più solo un obbligo formale, ma diventa un presidio organizzativo integrato nei processi decisionali dell’impresa.

Cos’è la Tax Control Framework

La Tax Control Framework è un sistema strutturato di procedure, responsabilità e controlli interni finalizzato all’identificazione, valutazione e gestione del rischio fiscale. Il focus non è sull’adempimento isolato, ma sull’intero processo che conduce alla determinazione delle imposte e alle scelte fiscali sottostanti.

Il modello si basa su alcuni elementi essenziali:

  • mappatura dei processi aziendali fiscalmente rilevanti;
  • analisi preventiva dei rischi di non conformità;
  • definizione chiara di ruoli e responsabilità;
  • tracciabilità e motivazione delle decisioni fiscali.

La TCF costituisce il presupposto operativo del regime di adempimento collaborativo, ispirato ai modelli OCSE, che consente un confronto anticipato e strutturato con l’Amministrazione finanziaria.

Il framework richiesto alle imprese

Per la sua natura sistemica, la TCF è oggi riservata a imprese strutturate, in particolare grandi contribuenti e gruppi societari.

Il framework organizzativo richiesto presuppone:

  • strutture amministrative e fiscali dedicate;
  • processi decisionali formalizzati;
  • sistemi di controllo interno già presenti o facilmente implementabili;
  • capacità di documentare e motivare le scelte fiscali.

In questi contesti, il rischio tributario è strutturale e richiede strumenti di governo adeguati, soprattutto in aree sensibili come IVA, imposte dirette e operazioni straordinarie.

Il ruolo dei professionisti

Nel modello TCF, commercialisti e avvocati assumono un ruolo centrale. Non operano più solo in fase dichiarativa o contenziosa, ma affiancano l’impresa nella progettazione del sistema, nella valutazione del rischio e nel dialogo tecnico con l’Amministrazione finanziaria.

Il professionista diventa così un interlocutore qualificato e un garante della qualità del presidio fiscale, contribuendo a rafforzare l’affidabilità del sistema e la credibilità dell’impresa.

Uno sguardo al futuro

Sebbene oggi la Tax Control Framework riguardi un numero limitato di contribuenti, il modello indica una direzione chiara. Un’eventuale estensione ad altre realtà produttive, anche in forma semplificata, richiederebbe standard proporzionati e benefici concreti, in termini di certezza fiscale e riduzione del rischio sanzionatorio.

Conclusione

La Tax Control Framework rappresenta un cambio di paradigma: dal controllo al processo, dall’adempimento alla governance fiscale. Un modello oggi riservato a pochi, ma destinato a influenzare l’evoluzione del sistema tributario italiano e il ruolo di imprese e professionisti nel rapporto con il fisco.