volatilità implicita e storica: domande (1 Viewer)

travis

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http://www.mrprofit.it/Analisi12.html

Leggendo a quell'ottimo link, ho scoperto un po' la differenza: l'implicita ha a che fare esclusivamente con le opzioni, e la storica con gli indici.

L'implicita dipende anche dalla storica, ma non viceversa.

"La volatilità storica è la deviazione standard del cambiamento di un prezzo da un giorno all'altro espressa come una percentuale annualizzata".
Abbastanza chiaro. Se nella media dell'ultimo anno un indice si è mosso del 2% al giorno (positivo o negativo), e oggi si muove del 2%, allora la deviazione è zero, giusto?

Non capisco allora perché il vix ha dei valori dal 15 al 60 circa. E' forse il vix una volatilità non storica ma implicita? E questo grafico allegato trovato su realtick è quello della volatilità storica o implicita dell'indice dax?

 

travis

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Grazie a coloro che sono intervenuti.

Suppongo che per "statica" arsenio intenda "storica".

Conoscevo già il post di Pierrone, deltazero, e ti ringrazio, ma è troppo complicato per me. Usa termini che non conosco. Troppi. Diventa così come una lingua straniera per me: quando non conosci abbastanza parole non capisci le frasi. Non è come l'arabo, ma come il tedesco diciamo. Avrei bisogno di andarmi a ripassare un libro di matematica. Lo farò prima o poi.
 

deltazero

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travis ha scritto:
Grazie a coloro che sono intervenuti.

Suppongo che per "statica" arsenio intenda "storica".

Conoscevo già il post di Pierrone, deltazero, e ti ringrazio, ma è troppo complicato per me. Usa termini che non conosco. Troppi. Diventa così come una lingua straniera per me: quando non conosci abbastanza parole non capisci le frasi. Non è come l'arabo, ma come il tedesco diciamo. Avrei bisogno di andarmi a ripassare un libro di matematica. Lo farò prima o poi.
se lo vuoi + semplice ,ma corretto ,ti servo subito
la volatilità storica è un parametro che misura la probabilità di variazione di un sottostante,dando come certo che il passato si ripeta
la volatilità implicita è un parametro che serve a rendere paragonabili (commensurabili) i prezzi delle varie opt
per fare questo occorreva un parametro e quindi una formula universalmente accettata
la B&S76
con questa formula avendo univoci tempo residuo strike e sottostante(e rate free risk) si ricava un parametro(vola implicita)
ecco che le vola implicite di 2 opt diverse diventano paragonabili,al contrario dei prezzi assoluti
questo però contiene una insidia ,anzi 2
viene calcolato come vola implicita quello che con la vola non c'entra(attese ,dividendi attese sui tassi ,modifiche di paniere etc)
poi,mentre posso paragonare fra loro opt diverse, con lo stesso livello di sottostante,se paragono 2 opt anche uguali con 2 livelli di sottostante ho una informazione parziale o non corretta,perchè?
perchè la probabilità di movimento viene calcolata sul livello di sottostante raggiunto e non sulla media mobile
quasi ininfluente nei range centrali,completamente non corretto e deviante sui minimi e massimi relativi
ciao marco
 

travis

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deltazero ha scritto:
la probabilità di variazione di un sottostante
Grazie infinite, Marco. Mi ricorderò la spiegazione sulla volatilità implicita per il futuro (B&S76 su strike, expiration, sottostante, tasso di interesse), ma per il momento mi concentro su questo chiarimento che mi hai dato riguardo alla volatilità storica, visto che intendo concentrarmi su derivati che hanno come sottostante il mib30, ma che non hanno volatilità.
 

travis

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Comunque dopo varie domande su vari forum e varie letture ci sono ancora cose non chiare. Perché la volatilità del Vix o Vix del Dax, che suppongo essere una volatilità storica, va dai 15 ai 60 punti? Cosa indicano quei punti?
Poi, cosa vuol dire che la volatilità di un indice in un dato momento è la sua capacità di muoversi nel breve termine?

Ok, mettiamo che siamo a Marzo 2000: le borse "volano", eppure la volatilità è ai minimi. Perché? Cioè non dovrebbe la volatilità essere l'escursione giornaliera dell'indice? E quindi, un +4% del marzo 2000 non dovrebbe valermi quanto un +4% di Novembre 2002?
Continuo a non capire.
 

pierrone

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deltazero ha scritto:
ciao
leggi il mitico Pierrone
http://www.borsanalisi.com/rubr22.shtml

il VIX non so cosa sia
ma una cosa mi preme
se devi lavorare su un grafico della implicta ,questa va "prima" parametrata al sottostante,altrimenti le informazioni non sono corrette

ciao marco

'azz mitico non me l'aveva mai detto nessuno :-D

il VIX è un'indice di volatilità implicita delle opzioni americane (credo, ma non sono sicuro, sulle opzioni sullo S&P500). E' in pratica la volatilità implicita di una opzione sintetica at the money con scadenza sempre a un mese. E' calcolata per interpolazione prendendo i prezzi e le volatilità implicite delle opzioni più at the money (gli strike più vicini, sopra e sotto, al prezzo del sottostante) call e put con scadenza immediatamente prima e immediatamente dopo a un mese a questa parte.

Se fosse calcolata per le mibo, ora come ora (7 novembre con mib30 a 23800) verrebbero usate per il calcolo le mibo call e put con strike 23500 e 24000 e scadenza novembre e dicembre, e verrebbe per interpolazione calcolata la volatilità implicita di un'ipotetica opzione con strike 23800 e scadenza 7 dicembre.


Lo stesso vale per il VXN, che è però calcolato per le opzioni sul nasdaq 100
 

pierrone

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travis ha scritto:
Comunque dopo varie domande su vari forum e varie letture ci sono ancora cose non chiare. Perché la volatilità del Vix o Vix del Dax, che suppongo essere una volatilità storica, va dai 15 ai 60 punti? Cosa indicano quei punti?
Poi, cosa vuol dire che la volatilità di un indice in un dato momento è la sua capacità di muoversi nel breve termine?

Ok, mettiamo che siamo a Marzo 2000: le borse "volano", eppure la volatilità è ai minimi. Perché? Cioè non dovrebbe la volatilità essere l'escursione giornaliera dell'indice? E quindi, un +4% del marzo 2000 non dovrebbe valermi quanto un +4% di Novembre 2002?
Continuo a non capire.
ciao travis, nel calcolo della volatilità entrano sia le variazioni giornaliere (per esempio +4%) che la media di tali variazioni.

Se si viene da un periodo particolarmente orso o particolarmente toro la media dei rendimenti giornalieri sarà piuttosto alta in valore assoluto.

gli scarti tra rendimenti giornalieri e tale media sarnno perciò anch'essi mediamente alti in valore assoluto (molto positivi o molto negativi) e quindi la volatilità (media dei quadrati di tali scarti) sarà anch'èssa alta)


quando poi "si ritorna verso la media del mercato" (come in questo periodo di torello successivo a un lungo periodo di orso) la media dei rendimenti diminuisce e ciò rende anche gli scarti più piccoli, quindi la volatilità scende.

Il migliore consiglio che credo posso darti è quello di provare da te ad analizzare la volatilità di un mercato, attraverso excel facendo il calcolo della volatilità dei rendimenti giornalieri.

Per esempio:

1) metti in una colonna le variazioni percentuali giornaliere di un indice, con un valore giornaliero per ciascuna cella della colonna

2) nella colonna successiva, metti la formula che calcola la deviazione standard dei 22 rendimenti giornalieri precedenti (la formula la trovi facilmente, comunque è DEV.ST)

3) trascini questa formula per tutte le celle della colonna

A questo punto avrai per ogni giorno, nella prima cella la variazione dell'indice di quel giorno, per esempio 10 giugno, e nella seconda cella avrai la volatilità a un mese del periodo che va dal 10 giugno a un mese addietro.

La volatilità di cui parli tu e che è sempre utilizzata dagli operatori è però una volatilità annualizzata. Tu hai per ogni giorno le volatilità a un mese, e perciò occorre trasformare tali volatilità a un mese in volatilità annualizzata: mi sembra di ricordare (non ho la possibilità di controllare sui libri e la memoria è un pò arruginita, quindi prego gli esperti di correggere eventuali miei errori) che la volatilità annualizzata si calcola, per la volatilità a un mese, dividendola per la radice quadrata di (1/12),

Se perciò per esempio la volatilità a un mese ti risultasse essere 0,02 (cioè 2%) avrai che la vera volatilità (quella considerata dagli operatori finanziari) per quel periodo è pari a 0,02/[radiceq(1/12)] = 0,24 cioè 24%

quel mese la volatilità del mercato è stata del 24%



Calcolando in questo modo, vedrai che all'incirca la volatilità del mercato in un certo periodo potrà più o meno essere un valore compreso, come hai notato tu, tra 15% e 60%.



Se hai problemi a usare excel per questi calcoli, mandami un file excel con la serie storica di un indice o delle sue variazioni giornaliere e te lo rimando con le formule, così ti renderai molto meglio conto rispetto a tante belle parole che posso dire ma che credo possano risultare diffiilmente comprensibili se non si tocca con mano il problema.


ciao
Pier
 

travis

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Grazie di tutto l'impegno nello spiegarmi tutte queste cose. Spero che questo thread sia utile anche agli altri e che non passi inosservato. Io mi metto il thread tra i preferiti, e domani farò questo esperimento che mi hai consigliato su Excel.
 

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