Verdini del PDL è al VERDE (1 Viewer)

tontolina

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Credito Fiorentino insolvente. Verdini rischia per bancarotta fraudolenta


Il tribunale fallimentare di Firenze ha dichiarato lo stato di insolvenza della Banca Credito Cooperativo fiorentino che era di proprieta' dell'onorevole Denis Verdini, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Firenze. Verdini e i suoi soci rischiano l'incriminazione per bancarotta fraudolenta


Lunedì, 19 novembre 2012 - 19:29:00


Il tribunale fallimentare di Firenze ha dichiarato lo stato di insolvenza della Banca Credito Cooperativo fiorentino che era di proprieta' dell'onorevole Denis Verdini, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Firenze.
E' stata dunque respinta l'istanza di Verdini e degli altri soci.

L'ipotesi di reato con la quale Denis Verdini e' stato indagato dalla Procura di Firenze, nell'ottobre 2011, insieme ad altri vertici del CCF, ovvero associazione per delinquere finalizzata ad appropriazione indebita, si aggraverebbe passando a bancarotta fraudolenta perche' commessa nell'ambito di una procedura concorsuale.
Si ipotizza che l'Istituto di Verdini abbia concesso una parte delle proprie risorse, non rispettando le regole del credito cooperativo. In particolare, fra i beneficiari di flusso, compare l'impresa Fusi Bartolomei. Nella sentenza si legge che "a fronte di previsione di perdita per 19 milioni di euro, emersa in sede ispettiva, i Commissari hanno infatti accertato, nel corso della procedura, previsioni di perdita per ulteriori 80 milioni di euro, di cui 70 circa da ascrivere alle iniziative riconducibili al gruppo 'Fusi Bartolomei' e alla famiglia del Presidente (Verdini, ndr)". Si legge inoltre che "la crisi di liquidita' e di redditivita' "che affliggeva l'Istituto al momento della richiesta di liquidazione coatta amministrativa da parte dei commissari liquidatori" sono ritenute "indici rivelatori dello stato di insolvenza". Stato di insolvenza che "si desume dall'incapacita' di far fronte alle proprie obbligazioni e quindi in una crisi di liquidita' generata da crisi di redditivita'". Il tribunale fallimentare ha rigettato l'istanza di Verdini e degli altri soci, accogliendo interamente la richiesta della Procura fiorentina. Nella sentenza di dichiarazione dello stato di insolvenza della Banca di Credito Cooperativo fiorentino, si legge che "appaiono tutti provati gli elementi che giustificano la dichiarazione di stato di insolvenza della Banca di Credito Cooperativo fiorentino in liquidazione coatta amministrativa".
 

tontolina

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ma se c'è qualcosa da araffare
sembra che lui ci sia sempre
come il prezzemolo


Truffa da 18 milioni di euro: indagato il senatore bresciano Riccardo Conti

I senatore Pdl è finito nel registro degli indagati per la compravendita di un palazzo del valore di 26 milioni di euro a pochi passi da Fontana di Trevi, rivenduto il giorno stesso dell'acquisto a 44 milioni

Truffa da 18 milioni di euro: indagato il senatore Riccardo Conti

Truffa da 18 milioni di euro: indagato il senatore Riccardo Conti
„Svolta nell'indagine della procura di Roma sulla compravendita, avvenuta nello stesso giorno, di un palazzo in via della Stamperia, nel centro storico della Capitale che, nello scorso gennaio, fruttò al senatore bresciano del Pdl Riccardo Conti una plusvalenza di 18 milioni di euro.

I pm hanno proceduto all'iscrizione nel registro degli indagati, per truffa aggravata, dello stesso Conti, che acquistò il palazzo a pochi passi da Fontana di Trevi per 26 milioni di euro, e di Angelo Arcicasa, presidente dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi (Enpap), che, a sua volta, rilevò l'immobile per 44 milioni di euro.

Non solo, nel registro degli indagati è finito anche il nominativo del coordinatore del Pdl Denis Verdini, in concorso con Conti, per illecito finanziamento ad un parlamentare.
Truffa da 18 milioni di euro: indagato il senatore Riccardo Conti
„Quest'ultima ipotesi di reato è legata ad una dazione di un milione di euro che Verdini ricevette da Conti come penale per un mancato prestito da 10 milioni di euro. Tutti e tre gli indagati potrebbero ora essere convocati dal pm per fornire la propria versione dei fatti.

La vicenda giudiziaria, oggetto di una richiesta di proroga delle indagini da parte degli inquirenti, prese spunto da un servizio del Tg de La7 ripreso da alcuni organi di informazione ed il primo atto dei magistrati di piazzale Clodio fu l'acquisizione di tutti i documenti in possesso dell'Ente di previdenza e assistenza degli psicologi (Enpap).

Il fatto avvenne il 31 gennaio 2011. L'immobile (3.900 metri quadri distribuiti su cinque piani nel cuore del centro storico di Roma, in via della Stamperia 64) fu acquistato dal fondo Omega di Intesa Sanpaolo. Poche ore dopo il passaggio di proprietà all'ente previdenziale degli psicologi, l'Enpap. La cifrà, però, lievitò a 44,5 milioni di euro. Conti, dunque, in qualche ora fece registrare un profitto di 18 milioni di euro.


Ma c'é di più: la ghiotta plusvalenza fu ottenuta senza anticipare un euro. Estate2, la società di cui il senatore Conti è amministratore unico, aveva versato a Omega i primi cinque milioni di euro solo dopo aver incassato l'acconto dall'ente previdenziale. Da qui gli accertamenti della procura culminati nelle iscrizioni nel registro degli indagati.“

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tontolina

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Hanno arrestato un altro del PDL

ma il partito di Berlusconi è un covo di gentaglia
una sorta di 40 ladroni in azione perpetua


Arrestato consigliere regionale Pdl
Truffa e peculato per un rimborso
Fatture da un pregiudicato


Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. L'uomo politico, Massimo Ianniciello del Pdl, è ai domiciliari. E' accusato di aver percepito denaro esibendo fatture per operazioni inesistenti, emesse da una società di cui è rappresentante operativo un pregiudicato. Perquisizione anche all'ex capogruppo Pdl Martusciello, in casa e in ufficio

di DARIO DEL PORTO
Lo leggo dopo





NAPOLI - Sviluppi nell'inchiesta sugli sprechi dei fondi pubblici per la politica destinata alla comunicazione. Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per truffa aggravata e peculato è stata eseguita dalla Guardia di Finanza nei riguardi del consigliere regionale della Campania Massimo Ianniciello (Pdl). Secondo l'accusa, avrebbe percepito illecitamente un rimborso di circa 64mila euro esibendo fatture per operazioni inesistenti.

L'inchiesta, condotta dal pubblico ministero di Napoli Giancarlo Novelli e coordinata dal Procuratore aggiunto Francesco Greco, riguarda l'uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del consiglio regionale della Campania. Nei mesi scorsi era stata sequestrata la documentazione presso gli uffici regionali al centro direzionale.

Perquisizioni sono in corso da parte dei finanzieri del Comando provinciale di Napoli nei confronti anche del commercialista di Ianniciello, Antonio Pazzona, e dell'ex capogruppo dello stesso consiglio regionale campano, Fulvio Martusciello, attualmente consigliere con delega della giunta regionale, che avrebbe dovuto controllare la regolarità dei rimborsi che vengono erogati ai singoli consiglieri. Nei confornti di Martusciello di ipotizza il concorso in truffa e peculato. I finanzieri hanno effettuato le perquisizioni in casa e in ufficio.

Nei riguardi di Massimo Ianniciello è stato eseguito anche un decreto di sequestro dell'appartamento fino all'ammontare di 63.807 euro, pari all'importo della presunta truffa che gli viene contestata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

Per ottenere il rimborso, secondo l'accusa, Ianniciello ha esibito fatture emesse da un'inesistente società di Bacoli, che ha nella sua ragione sociale il commercio all'ingrosso di rottami ed è formalmente amministrata da due cittadini svedesi che sono risultati irreperibili in Italia e domiciliati presso un'agenzia di viaggi. Il rappresentante operativo di questa società - secondo le indagini della Guardia di Finanza - è risultato un pregiudicato che ha precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione di assegni rubati.

Complessivamente sarebbe di circa di 4 milioni di euro [rubati agli italiani stremati dall'eccessiva tassazione] la somma destinata ai gruppi consiliari sulla quale si è posta l'attenzione della Procura di Napoli. Nei mesi scorsi e fino a poche settimane fa il Nucleo di polizia valutaria della Gdf ha compito decine di acquisizioni di carte presso il consiglio regionale. Praticamente ogni giorno le Fiamme gialle sono state al centro direzionale per acquisire i bilanci dei gruppi.

L'indagine ha avuto inizio nel 2011 a seguito di una denuncia contro ignoti che segnalava irregolarità nell'esecuzione di un appalto di servizi avente ad oggetto la manutenzione delle attrezzature stradali da parte di una società edile.

(20 dicembre 2012)
 

tontolina

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MILANO non è da meno si sono pagati anche le Nozze dei figli

MILANO non è da meno- si sono pagati anche le Nozze dei figli con i soldi rubati alla sanità pubblica


Rimborsi del Pirellone, il leghista Galli
"Ecco i soldi per le nozze di mia figlia"


Il capogruppo del Carroccio, finito sotto inchiesta, annuncia via Facebook la restituzione del denaro
"inserito per errore nella mia lista dei rimborsi". Minetti litiga con un cronista: "Mi hai toccato la tetta"


Rimborsi del Pirellone, il leghista Galli "Ecco i soldi per le nozze di mia figlia" - Milano - Repubblica.it
 

tontolina

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Elezioni, il sondaggio di Berlusconi: “Gli impresentabili? Una zavorra per il Pdl”

Euromedia research calcola che candidare Cosentino e altri inquisiti costererebbe al partito circa un milione di voti. Ma il Cavaliere teme anche la vendetta degli esclusi, che potrebbero raccontare vicende imbarazzanti. E così la lotta tra il "legalitario" Alfano e l'indagato Verdini potrebbe durare fino a lunedì sera, termine per la presentazione delle liste

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...o-di-b-impresentabili-zavorra-per-pdl/475453/



per non lasciare fuori gli indagati eccellenti. In pratica, alcuni nomi potrebbero trovare alloggio, come si era detto già in tempi non sospetti, nella lista Grande Sud di Miccichè, federata con il Pdl.
 
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tontolina

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Pdl/ Ingroia: Cosentino fuori, finita epoca. Cavaliere piega capo

Roma, 22 gen. (TMNews) - "La vicenda Cosentino è la dimostrazione che è finita un'epoca. Il Cavaliere ha dovuto piegare il capo di fronte alla spinta dell'opinione pubblica. Non lo avrebbe fatto in un'altra epoca. Rivoluzione Civile dimostra la novità di queste elezioni". Lo ha detto Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, a margine di un convegno Usigrai.

Pdl/ Ingroia: Cosentino fuori, finita epoca. Cavaliere piega capo - FIRSTonline




Lo spero davvero tanto
che sia finita l'epoca dei ladroni con la faccia di tolla
spero che il M5Stelle e Rivoluzione Civile controllino i politici e ne denuncino le ruberie




anzi denuncino non solo all'opinione pubblica ma anche alla procura

CI SIAMO STUFATI DI PAGARE ANCHE IL MATRIMONIO DEI FIGLI DEI LEGHISTI
 

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