USA: J. P. MORGAN COINVOLTA IN ATTIVITA' RISCHIOSE (1 Viewer)

Atman

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USA: J. P. MORGAN COINVOLTA IN ATTIVITA' RISCHIOSE

Secondo voci che circolano con insistenza nelle sale operative newyorkesi, il colosso finanziario...

By WS ITALIA
 

Reverse

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Ciao grande Biagino.:D Come va? Riguardo a J.P. Morgan se ne dicono tante, speriamo che non siano vere, altrimenti altro che LTCM.... sarebbe come il default di uno stato. :-o Si specifica di che tipo sarebbero queste attività? Ancora ciao.;)
 

Fleursdumal

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Questo è un articolo scritto su usemlab a fine 2001 :

Rischio derivati

Prima di passare alle conclusioni finali vorremmo affrontare un argomento di notevole interesse: i derivati. Come oramai quasi tutti sanno i derivati sono strumenti finanziari che traggono valore dal prezzo di un bene, detto il sottostante, e che trovano generalmente due utilizzi: uno speculativo e l'altro di copertura del rischio.
In entrambi i casi attraverso l'acquisto o la vendita dello strumento derivato si opera un trasferimento di rischio da una controparte all'altra.

Nell'ultimo report del Comptroller of the Currency, negli US il valore nozionale dei contratti derivati, (il valore nominale, cioè, dei sottostanti nel loro complesso) è aumentato di $3.5 trilioni nel terzo trimestre del 2001 raggiungendo un totale di $51.3 trilioni. Nel 2001 l'aumento è stato del 27%.

L'84% dei derivati è costituito da contratti su tassi di interesse, mentre il 96% del totale dei contratti in essere è nei portafogli di sole sette istituzioni finanziarie.
Una di esse, la JP Morgan Chase, ne detiene da sola il 60%. Una concentrazione del rischio enorme. Soprattutto considerando che circa il 90% dei derivati in questione è trattato OTC, Over the Counter, non sono cioè contratti standardizzati e scambiati su mercati regolamentati, bensì contratti negoziati in maniera bilaterale e disegnati spesso sulle esigenze del cliente della istituzione finanziaria.

JP Morgan Chase, quotata al NYSE, è considerata una ottima banca di investimento. Tuttavia se guardiamo bene ai dati, scopriamo che alla fine del terzo trimestre Q301 il rapporto tra capitalizzazione della società e valore nozionale dei derivati in essere in seno alla stessa risultava essere superiore a 700.

Un rapporto talmente spaventoso da far impallidire quello già enorme del Long Term Capital Mangement che si assestava poco sopra i 400. Ma il LTCM era un hedge fund, una società ad altissimo profilo di rischio. Strano che oggi, di fronte a numeri del tutto simili, siano in pochissimi a preoccuparsi dell'esposizione ancora più massiccia della JP Morgan Chase e del grado di rischio associato alla stessa.

Sappiamo tutti come finì la storia del LTCM: nel 1998 la sua torre di attività, una montagna di carta finanziaria in derivati venne spazzata via in pochi giorni dalla crisi del debito russo. Eppure veniva accuratamente gestita da ben due premi nobel oltre a numerosi altri geni della finanza.

Il caso del LTCM avrebbe dovuto insegnare una lezione fondamentale: nella gestione probabilistica del rischio degli strumenti derivati, il verificarsi di un evento imprevedibile è capace di far saltare in aria la montagna di carta finanziaria e ciò tanto più probabilmente quanto più alta è la concentrazione del portafoglio di derivati in seno a un numero ristretto di società, e quanto più alta è la leva finanziaria di ciascuna società a fronte dell'investimento complessivo in termini nominali.

A noi sembra che questa lezione non sia stata imparata da nessuno, né dai soggetti che manipolano la carta stessa, né dalle autorità di controllo.
Giusto per far capire come anche alla JPM si possa sbagliare, nonostante i suoi dirigenti siano persone estremamente competenti e plurimasterizzate, basti considerare che:

- l'esposizione creditizia verso Enron, inizialmente dichiarata di 0.9b dollari si è rivelata in realtà pari a 2.6b$
- l'esposizione sul debito argentino sembrerebbe ammontare a 0.9b.

Due perdite ancora non accertate nella loro totalità ma per un totale potenziale di 3.5b dollari, il 60% dei profitti del 2000. Non vorremmo sembrare troppo cinici ma la torre della JP Morgan Chase ha già cominciato a vacillare, e ancora non sembra essere stato colpito il cuore della sua attività, quella ad alto rischio in strumenti derivati.
Ipotizzare cosa potrebbe succedere in un caso del genere farebbe rabbrividire qualunque economista. Il LTCM aveva una esposizione in derivati di circa 1,3 trilioni. La JPMC di ben 30T$!
 

Atman

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Ciao Umbi. Come stai, amico mio? spero benissimo.
Flords (che ringrazio) ti ha esposto quale sarebbero le attivita' rischiose inficiate.....: quelle relative ai derivati.
Non so se hai visto il filme: the bank. Una banca in america puo' accappottarsi totalmente per la leva sui derivati...

un abbraccione a tutti e due...
 

Reverse

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Ciao.;) Sì conoscevo la situazione, sembra sia grave. Soprattutto vi sono dubbi sulosizione short di JPM sull'oro. Ho fatto la domanda perchè credevo ci fossero novità, che comunque sotto sotto ci devono essere.... secondo me non manca molto alla fine del rialzo. Un saluto anche a flords che con questo nick non avevo riconosciuto. Ciao a tutti.;)
 

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