Una donna ogni due/tre giorni... un ricordo (1 Viewer)

Claire

Zingaraccia sbruffoncella
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Non solo donne, ma soprattutto donne.
Persone ammazzate per mano maschile. Di uomini che vogliono avere il controllo sulla vita e il corpo delle donne che dicono di amare.
E allora uccidono, colpiscono, violentano, picchiano, segregano.
Non sempre la compagna o la ex compagna, a volte anche i suoi figli, i suoi affetti.

I giornali, parlano quasi tutti, a torto, di "gelosia" di "raptus", di psicosi, droga o simili. Spesso sottolineano, insinuanti e ammiccanti, dettagli come l'abbigliamento della vittima o il fatto che essa avesse volontariamente seguito il suo carnefice.

Siamo arrivati a 54 persone (a stragrande maggioranza donne) uccise in questo modo, per FEMMINICIDIO, per usare la parola corretta, dall'inizio dell'anno.

In rete si trova di tutto. Si trova anche spazzatura, gente che domanda, parlando dell'ultima giovane vittima: "Che ci faceva con un drogato di 14 anni più vecchio di lei?" come se fosse stata lei, la vittima a chiedere di essere uccisa.
Che ci faceva con lui a me non importa, certamente non gli ha chiesto di essere ammazzata.

54 persone sono tante. Sono più di quelle ammazzate nello stesso periodo dalla mafia, per esempio.
54 persone sono troppe.

Le istituzioni non fanno niente. Anzi, recentemente ho letto che si sta per chiudere anche il centro antiviolenza di Rovigo, per mancanza di fondi, come se finanziare i centri antiviolenza non fosse importante... l'importante, invece, è finanziare i partiti o pagare i politici perché possano comportarsi come dei puttanieri senza scrupoli.

Nessuna campagna di sensibilizzazione, nessuna scelta educativa all'interno della scuola, nessun finanziamento di progetti in soccorso alle vittime.

NULLA. Il silenzio totale. E nessuna regola e nessuno dice nulla a chi etichetta come "delitto passionale" l'uccisione di una ragazza come Vanessa, la 54esima vittima, o a chi, in rete, si permette di "uccidere due volte" la ragazza pubblicando (l'ho vista con i miei occhi) una sua foto, con l'oltraggiosa frase "ME LA SONO VOLUTA" (pezzi di *****! Sono solo dei luridi pezzi di *****).

Riporto uno dei pochissimi articoli che ho letto che parla, dicendo le cose come stanno:

Vanessa Scialfa aveva venti anni, era una bella ragazza mora, siciliana e di carattere allegro. Aveva incontrato, così le pareva, l’amore. E invece no: non era amore, ma la morte che aveva incontrato. La morte mascherata con l’abito dell’amore.

L’ha uccisa un giovanotto di 34 anni, Francesco Lo Presti, per gelosia. Una folle gelosia. Vanessa non è stata sorpresa fra le braccia di un altro uomo, Francesco non ha trovato sul cellulare o il diario, le prove del tradimento. Nulla di tutto questo. Vanessa, ha raccontato dapprima Francesco, ha chiamato il suo uomo con il nome dell’ex fidanzato. È bastato questo perché Francesco uscisse fuori di testa e la condannasse a morte. L’ha strangolata con un filo elettrico e con un fazzoletto sulla bocca. Una fine atroce. Una versione dei fatti “edulcorata”, che gli inquirenti hanno provveduto a correggere, dopo avere interrogato l’assassino. Non è stato un attimo di follia, ma la punizione da infliggere alla donna che aveva deciso di abbandonarlo. Un vecchia storia.

Vanessa avrà urlato, avrà giurato la sua innocenza, si sarà difesa in ogni modo, avrà anche chiesto perdono, indulgenza? E’ assai probabile che il delitto sia stato compiuto in pochi minuti, ma per la povera ragazza deve essere stato un’eternità. Non è stata colpita d’istinto, non è stata una reazione immediata. “Armarsi” di un filo elettrico non è semplice. Bisogna strapparlo da qualche posto e tenere la vittima stretta a sé. Compiuto il crimine, l’ha avvolta in un lenzuolo, caricata in auto e gettata da un cavalcavia giù, perché il suo corpo sparisse. E con il suo corpo, la prova del delitto.

Francesco Lo Presti non ha preparato il crimine, ma non ha nemmeno ucciso d’istinto. Cocaina? Raptus? La sua follia era lucida, implacabile. Quei minuti che hanno preceduto la morte di Vanessa sono stati una eternità anche per lui. Possibile che non avesse coscienza di ciò che stava facendo?

Non, non è possibile. Quel che non ha preparato “prima”, cioè il delitto, l’ha meditato dopo, durante quei terribili momenti in cui l’uomo ha realizzato il crimine.


Che cosa ha fatto scattare la follia omicida?

Francesco era disoccupato, non aveva arte né parte. Probabilmente era smarrito. Ma questo non ha niente a che vedere con l’assassinio. Non ci sono attenuanti che tengano. Vanessa aveva appena venti anni. Le è stato impedito di avere una vita.

“L’uomo è cacciatore”, scrisse Adriano Sofri in un articolo su la Repubblica qualche tempo fa, riflettendo sulle 47 donne uccise da mariti e amanti dall’inizio dell’anno. “Il cacciatore gode di scovare la preda, inseguirla, braccarla, catturarla e farla finita. Al centro del millenario addestramento dell’uomo maschio sta il desiderio, e la certezza del diritto naturale di possedere la donna. E’ la metà della cosa: prendi la donna, chiudi a chiave, la usi, la fai figliare e lustrare stivali, la bastoni ogni tanto, perché non si distragga dall’obbedienza, come fai con gli altri animali addomesticati”. “L’altra metà della cosa sta nella sensazione che la “tua” donna ti sfugga, anche quando l’hai riempita di botte e di moine, che il diritto di possederla è eluso da un’impossibilità”.

E’ questo che ha provocato la morte di Vanessa?

“Non c’è carceriere che possa voltare le spalle tranquillamente al suo prigioniero”, ricorda Sofri. “ E non c’è prigioniero più irriducibile di una donna”.

E’ questo il movente del delitto: l’offesa, la paura, la vergogna suscitati dallo scacco indomabile? “E quando si persuade, l’uomo, di averla perduta, la sua donna, e di non potere più vivere senza di lei, la uccide”.



Allora, siccome qui si fanno omaggi alla bellezza di modelle, attrici, si pubblicano foto di corpi nudi, si occhieggia sornioni al nudo femminile, talvolta persino deumanizzato, senza nemmeno la pubblicazione del volto, ma solo del corpo o di un dettaglio di esso, siccome qui si inneggia alla bellezza delle donne (in senso fisico, ovvio, per che altro omaggiare una donna? Solo io, una donna, ho scelto di valorizzare il nostro cervello e il nostro coraggio), siccome qui si pubblicano foto di belle donne mezze nude, guerriere, o attrici, o lettrici, in acqua o altrove, io scelgo un modo alternativo per parlare delle donne.

Parlerò di quelle che non ci sono più, barbaramente uccise dai loro uomini.
(ci sono anche altre vittime, non donne, tra quelle che citerò, ma la mano e la causa del loro assassinio è la medesima).

Basterà lo spoglio elenco, tacendo di quelle che non sono state uccise, ma "solo" fatte oggetto di vari tipi di violenza.

Tanto, amaramente, lo so che esso è destinato ad allungarsi.
Perché gli uomini non si interrogano, non sono dalla parte delle donne, se non in modo blando e superficiale, non abbracciano il problema, non lo sentono "loro", non è, per loro, un problema sociale.
Gli uomini dicono che è nella "natura" delle cose la violenza del maschile sul femminile.
Non è NATURA è CULTURA e TUTTI SIAMO CHIAMATI A CAMBIARE QUESTA CULTURA.
 

Claire

Zingaraccia sbruffoncella
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1) Ferrara, 5 gennaio 2012

Lenuta Lazar, 31 anni.


2) Putignano 5 gennaio 2012

Antonella Riotino, 20, strangolata dal fidanzato


3) Bari, 9 gennaio 2012

Moglie uccisa dal marito, suicidatosi appena dopo


4) Avellino, 10 gennaio

Fabiola Speranza, 45 anni, 7 colpi di pistola sparati dal marito


5) 6) 7) 8) Trapani, 12 gennaio

Stefania Mighali 40 anni
Daniela Fiorentino (bambina)
Nunzia Rintinella, 77 anni
Hanzi, fratello di Stefania 55 anni

Uccisi dal marito di Stefania che ha dato fuoco all'appartamento


9) Monza, 14 gennaio

Sharna Abdul Gafur, 19 anni, uccisa dagli uomini della sia famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato


10) Civitanova Marche, 14 gennaio

Donna polacca di 44 anni, uccisa a colpi di pistola dal marito, italiano


11) Scicli, 14 gennaio

Rosetta Trovato, 38 anni uccisa dal marito, sotto agli occhi della figlia di 15 anni


12) Napoli, 16 gennaio

Enza Cappuccio, 33 anni, uccisa dal marito coetaneo che, prima ha inscenato una rapina.


13) Mandas, 24 gennaio

33enne ammazza la madre dopo anni di violenze e maltrattamenti sulla donna


14) Macerata, 27 gennaio

Andrea Christina Marin, 24 anni, uccisa dal fidanzato e da altri 3 uomini, cranio massacrato a suon di sprangate


15) Parma, 4 febbraio

Uccide la fidanzata di 24 anni con 4 colpi di pistola e poi si uccide


16) Roma, 4 febbraio

Lancia il figlio di 2 anni nel Tevere, perché non accettava la separazione dalla moglie e madre del bambino


17) Parma, 5 febbraio

Ave Ferraguti, 72 anni, uccisa dal marito


18) Milano, 5 febbraio

Leda Corbelli, 65 anni, alla quale il marito aveva appiccato fuoco


19) Lanciano, 5 febbraio

93enne uccisa dal figlio


20) Massagno, 7 febbraio

Donna uccisa a martellate dal compagno che voleva lasciare


21) Palermo, 7 febbraio

Rosanna Siciliano, 38 anni, uccisa a colpi di pistola dal marito, successivamente suicidatosi


22) Modena, 16 febbraio

Edyta Kozakiewcz di 39 anni ammazzata di botte dal compagno


23) Latiano, 17 febbraio

Figlio uccide la madre, di 77 anni



24) Siracusa, 24 febbraio

Elisabeth Sacchiano, 73 anni, soffocata dal marito



25) Pordenone, 24 febbraio

Ammazza la madre a coltellate in casa, il figlio di 42 anni



26) Desenzano, 27 febbraio

Cinese accoltellata dall'ex convivente



27) Milano, 29 febbraio

Antonia Bianco, 43 anni, uccisa dall'ex compagno con una "stilettata" dritta al cuore



28) Novara, 29 febbraio

due italiani uccidono una trans


29) Avellino 2 marzo

Donna tedesca ammazzata davanti a casa da un suo partner



30) Milano, 2 marzo

Ucciso un uomo, Fabrizio, 28 anni, amante clandestino della sorella e della figlia degli assassini.



31) Napoli, 3 marzo

Poliziotto uccide la moglie con un colpo di pistola al ventre



32) 33) 34) 35) Brescia, 4 marzo

34enne uccide la ex moglie, il suo compagno, la figlia di lei e il ragazzo della figlia.


36) Verona, 5 marzo

Uomo strangola sua moglie e si consegna ai carabinieri



37) Piacenza, 5 marzo

Ecuadoregna di 49 anni ammazzata da un ex partner



38) Torino, 6 marzo

Anna Capilli, 81 anni, soffocata da un parente (forse)



39) Torino, 8 marzo

Donna ancora senza identità trovata morta. Si indaga nella sua vita sentimentale



40) 41) Barletta, 16 marzo

Uccise un'anziana e la sua badante, dal fratello dell'anziana



42) Sant'Antioco, 17 marzo

Daniela Sulas, 22 anni vuol lasciare il compagno e tornare col padre del suo bambino, il piccolo Mirko, soffocato da un cuscino dal compagno di Daniela



43) Torino, 18 marzo

Rita Pullara, 64 anni strangolata da un cavo elettrico e poi soffocata dal marito


44) Brindisi 20 marzo

Uccide a colpi di fucile la moglie



45) Ladispoli, 23 marzo

Uccide l'anziana moglie mentre dorme con un colpo di pistola alla testa



46) Caserta, 26 marzo

Donna uccisa in casa, fermato il marito


47) Venezia, 27 marzo

Uccide la moglie a coltellate dopo una lite


48) Modena 27 marzo

Donna orientale trovata cadavere, si indaga tra i suoi affetti


49) 28 marzo

Roberta Ragusa, trovata morta, si indaga sul marito


50) 29 marzo

Donna morta, dopo esser stata spinta dal marito dal balcone dopo una lite


51) Calenzano, 13 aprile

Uccide la compagna che voleva troncare la relazione e poi si spara davanti alla figlia


52) Vittorio Veneto, 21 aprile

Uccide la moglie a colpi di fucile e poi si suicida


53) Reggio Emilia, 21 aprile

Tiziana Olivieri, 41 anni, uccisa dal marito che poi simula incendio


54) Vanessa Scialfa, 20 anni.
Uccisa dal convivente, strangolata da un cavo elettrico e soffocata da un fazzoletto imbevuto di candeggina.
 

@lr

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Allora, siccome qui si fanno omaggi alla bellezza di modelle, attrici, si pubblicano foto di corpi nudi, si occhieggia sornioni al nudo femminile, talvolta persino deumanizzato, senza nemmeno la pubblicazione del volto, ma solo del corpo o di un dettaglio di esso, siccome qui si inneggia alla bellezza delle donne (in senso fisico, ovvio, per che altro omaggiare una donna? Solo io, una donna, ho scelto di valorizzare il nostro cervello e il nostro coraggio), siccome qui si pubblicano foto di belle donne mezze nude, guerriere, o attrici, o lettrici, in acqua o altrove, io scelgo un modo alternativo per parlare delle donne.


Non è NATURA è CULTURA e TUTTI SIAMO CHIAMATI A CAMBIARE QUESTA CULTURA.
se non sono mai entrato in quel tipo di thread non è un caso. Forse pago anche per questo. Per quanto le immagini siano belle, hai pienamente ragione nel dire che alla fine ripropongono il cliché trito e ritrito del quale non solo le donne ma anche gli uomini sono schiavi.
 

great gatsby

Guest
se non sono mai entrato in quel tipo di thread non è un caso. Forse pago anche per questo. Per quanto le immagini siano belle, hai pienamente ragione nel dire che alla fine ripropongono il cliché trito e ritrito del quale non solo le donne ma anche gli uomini sono schiavi.


retorica mirabile
 

Claire

Zingaraccia sbruffoncella
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:vicini:

IL MANIFESTO - attualità - La famiglia uccide più della mafia


Tante, troppe, le donne uccise «in quanto donne» in Italia. Una strage che si consuma per lo più dopo mesi di liti e violenze dentro le mura domestiche e che spesso vede protagonisti uomini che non accettano di essere lasciati. Le donne uccise da uomini sono sempre di più: 127 del 2010, 137 nel 2011 e sono già oltre 37 i femmicidi nei primi due mesi di quest'anno.
La Casa delle donne di Bologna, che ha coordinato la ricerca sul femmicidio nel «Rapporto ombra» sulla condizione delle donne italiane elaborato dalla piattaforma italiana «Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW» presentato lo scorso luglio alle Nazioni Unite di New York, dimostra che il femmicidio è aumentato. Nello studio si mette in rilievo come «in Italia a partire dall'inizio degli anni '90 il numero di omicidi in generale è fortemente diminuito mentre il numero di omicidi delle donne è raddoppiato».
I dati della ricerca sono stati presi dai casi riportati solo sulla stampa, perché in Italia, a differenza di Francia e Spagna, non è stato ancora istituito un osservatorio speciale per il femmicidio e non esistono dati pubblici ufficiali «differenziati» forniti dal ministero degli Interni. I numeri comunque parlano chiaro: nel nostro paese, nel 1992, gli omicidi di donne rappresentavano il 15,3% degli omicidi totali, mentre nel 2006 rappresentavano il 26,6 %. Negli ultimi tre anni, dal 2006 al 2009, le vittime di femmicidio in Italia sono state 439.
Contrariamente al senso comune, solo una minima parte di casi (15%) è avvenuta per mano di sconosciuti. Più della metà delle vittime (il 54%) è stato ucciso nell'ambito di una relazione sentimentale: il 36% dal marito e il 18% dall'amante, dal partner o dal convivente, nel 20% dei casi da un parente e solo nel 4% da un semplice conoscente. Quasi sempre la violenza si protrae nel tempo: su dieci uccisioni di donne, tre quarti sono precedute da maltrattamenti e abusi fisici o psicologici, il che dimostra un legame, nella violenza familiare, che può sfociare in un omicidio, tra il sentimento di «orgoglio ferito, di gelosia, di rabbia, di volontà di vendetta e punizione nei confronti della donna», e la trasgressione di un modello comportamentale, un concetto che coinvolge stereotipi culturali legati a una cultura patriarcale. Quando Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza di genere (che a gennaio di quest'anno ha visitato l'Italia), ha spiegato la nostra situazione, ha parlato esplicitamente della violenza domestica come della «forma di violenza più pervasiva che continua a colpire le donne italiane», cioè la più diffusa e la più capillare, presente tra il 70 e l'87% dei casi.
Barbara Spinelli, avvocata del gruppo delle Giuriste democratiche esperta di femmicidio, fa notare come «la famiglia italiana uccide più della mafia, più della criminalità organizzata straniera e di quella comune», che «il posto più insicuro per la donna è la propria casa».
Ma il femmicidio, che cos'è, chi lo compie? Quasi sempre si tratta di uomini insospettabili, uomini «per bene» che a un certo punto decidono di uccidere chi amano. Maria Monteleone, procuratrice aggiunta nel pool antiviolenza di Roma, dice chiaramente che nel «90-95% dei casi è sempre l'uomo a commettere maltrattamenti, abusi e violenze»: «Io non credo che si uccida per gelosia - spiega Monteleone - per me la gelosia è un pretesto, un alibi di cui non si deve tenere conto. Una persona, che di natura non è violenta, difficilmente arriva a eliminare fisicamente l'ex coniuge o il partner».

Una parte importante la fanno anche i mass media. Citando ancora il «Rapporto ombra»: «I media spesso presentano gli autori di femmicidio come vittime di raptus e follia omicida, ingenerando nell'opinione pubblica la falsa idea che i femmicidi vengano perlopiù commessi da persone portatrici di disagi psicologici o preda di attacchi di aggressività improvvisa. Al contrario, negli ultimi 5 anni meno del 10% di femmicidi è stato commesso a causa di patologie psichiatriche o altre forme di malattie riconosciute e meno del 10% dei femmicidi è stato commesso per liti legate a problemi economici o lavorativi».
 

nonmollare

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Molly House
Non solo donne, ma soprattutto donne.
Persone ammazzate per mano maschile. Di uomini che vogliono avere il controllo sulla vita e il corpo delle donne che dicono di amare.
E allora uccidono, colpiscono, violentano, picchiano, segregano.
Non sempre la compagna o la ex compagna, a volte anche i suoi figli, i suoi affetti.

I giornali, parlano quasi tutti, a torto, di "gelosia" di "raptus", di psicosi, droga o simili. Spesso sottolineano, insinuanti e ammiccanti, dettagli come l'abbigliamento della vittima o il fatto che essa avesse volontariamente seguito il suo carnefice.

Siamo arrivati a 54 persone (a stragrande maggioranza donne) uccise in questo modo, per FEMMINICIDIO, per usare la parola corretta, dall'inizio dell'anno.

In rete si trova di tutto. Si trova anche spazzatura, gente che domanda, parlando dell'ultima giovane vittima: "Che ci faceva con un drogato di 14 anni più vecchio di lei?" come se fosse stata lei, la vittima a chiedere di essere uccisa.
Che ci faceva con lui a me non importa, certamente non gli ha chiesto di essere ammazzata.

54 persone sono tante. Sono più di quelle ammazzate nello stesso periodo dalla mafia, per esempio.
54 persone sono troppe.

Le istituzioni non fanno niente. Anzi, recentemente ho letto che si sta per chiudere anche il centro antiviolenza di Rovigo, per mancanza di fondi, come se finanziare i centri antiviolenza non fosse importante... l'importante, invece, è finanziare i partiti o pagare i politici perché possano comportarsi come dei puttanieri senza scrupoli.

Nessuna campagna di sensibilizzazione, nessuna scelta educativa all'interno della scuola, nessun finanziamento di progetti in soccorso alle vittime.

NULLA. Il silenzio totale. E nessuna regola e nessuno dice nulla a chi etichetta come "delitto passionale" l'uccisione di una ragazza come Vanessa, la 54esima vittima, o a chi, in rete, si permette di "uccidere due volte" la ragazza pubblicando (l'ho vista con i miei occhi) una sua foto, con l'oltraggiosa frase "ME LA SONO VOLUTA" (pezzi di *****! Sono solo dei luridi pezzi di *****).

Riporto uno dei pochissimi articoli che ho letto che parla, dicendo le cose come stanno:

Vanessa Scialfa aveva venti anni, era una bella ragazza mora, siciliana e di carattere allegro. Aveva incontrato, così le pareva, l’amore. E invece no: non era amore, ma la morte che aveva incontrato. La morte mascherata con l’abito dell’amore.

L’ha uccisa un giovanotto di 34 anni, Francesco Lo Presti, per gelosia. Una folle gelosia. Vanessa non è stata sorpresa fra le braccia di un altro uomo, Francesco non ha trovato sul cellulare o il diario, le prove del tradimento. Nulla di tutto questo. Vanessa, ha raccontato dapprima Francesco, ha chiamato il suo uomo con il nome dell’ex fidanzato. È bastato questo perché Francesco uscisse fuori di testa e la condannasse a morte. L’ha strangolata con un filo elettrico e con un fazzoletto sulla bocca. Una fine atroce. Una versione dei fatti “edulcorata”, che gli inquirenti hanno provveduto a correggere, dopo avere interrogato l’assassino. Non è stato un attimo di follia, ma la punizione da infliggere alla donna che aveva deciso di abbandonarlo. Un vecchia storia.

Vanessa avrà urlato, avrà giurato la sua innocenza, si sarà difesa in ogni modo, avrà anche chiesto perdono, indulgenza? E’ assai probabile che il delitto sia stato compiuto in pochi minuti, ma per la povera ragazza deve essere stato un’eternità. Non è stata colpita d’istinto, non è stata una reazione immediata. “Armarsi” di un filo elettrico non è semplice. Bisogna strapparlo da qualche posto e tenere la vittima stretta a sé. Compiuto il crimine, l’ha avvolta in un lenzuolo, caricata in auto e gettata da un cavalcavia giù, perché il suo corpo sparisse. E con il suo corpo, la prova del delitto.

Francesco Lo Presti non ha preparato il crimine, ma non ha nemmeno ucciso d’istinto. Cocaina? Raptus? La sua follia era lucida, implacabile. Quei minuti che hanno preceduto la morte di Vanessa sono stati una eternità anche per lui. Possibile che non avesse coscienza di ciò che stava facendo?

Non, non è possibile. Quel che non ha preparato “prima”, cioè il delitto, l’ha meditato dopo, durante quei terribili momenti in cui l’uomo ha realizzato il crimine.

Che cosa ha fatto scattare la follia omicida?

Francesco era disoccupato, non aveva arte né parte. Probabilmente era smarrito. Ma questo non ha niente a che vedere con l’assassinio. Non ci sono attenuanti che tengano. Vanessa aveva appena venti anni. Le è stato impedito di avere una vita.

“L’uomo è cacciatore”, scrisse Adriano Sofri in un articolo su la Repubblica qualche tempo fa, riflettendo sulle 47 donne uccise da mariti e amanti dall’inizio dell’anno. “Il cacciatore gode di scovare la preda, inseguirla, braccarla, catturarla e farla finita. Al centro del millenario addestramento dell’uomo maschio sta il desiderio, e la certezza del diritto naturale di possedere la donna. E’ la metà della cosa: prendi la donna, chiudi a chiave, la usi, la fai figliare e lustrare stivali, la bastoni ogni tanto, perché non si distragga dall’obbedienza, come fai con gli altri animali addomesticati”. “L’altra metà della cosa sta nella sensazione che la “tua” donna ti sfugga, anche quando l’hai riempita di botte e di moine, che il diritto di possederla è eluso da un’impossibilità”.

E’ questo che ha provocato la morte di Vanessa?

“Non c’è carceriere che possa voltare le spalle tranquillamente al suo prigioniero”, ricorda Sofri. “ E non c’è prigioniero più irriducibile di una donna”.

E’ questo il movente del delitto: l’offesa, la paura, la vergogna suscitati dallo scacco indomabile? “E quando si persuade, l’uomo, di averla perduta, la sua donna, e di non potere più vivere senza di lei, la uccide”.


Allora, siccome qui si fanno omaggi alla bellezza di modelle, attrici, si pubblicano foto di corpi nudi, si occhieggia sornioni al nudo femminile, talvolta persino deumanizzato, senza nemmeno la pubblicazione del volto, ma solo del corpo o di un dettaglio di esso, siccome qui si inneggia alla bellezza delle donne (in senso fisico, ovvio, per che altro omaggiare una donna? Solo io, una donna, ho scelto di valorizzare il nostro cervello e il nostro coraggio), siccome qui si pubblicano foto di belle donne mezze nude, guerriere, o attrici, o lettrici, in acqua o altrove, io scelgo un modo alternativo per parlare delle donne.

Parlerò di quelle che non ci sono più, barbaramente uccise dai loro uomini.
(ci sono anche altre vittime, non donne, tra quelle che citerò, ma la mano e la causa del loro assassinio è la medesima).

Basterà lo spoglio elenco, tacendo di quelle che non sono state uccise, ma "solo" fatte oggetto di vari tipi di violenza.

Tanto, amaramente, lo so che esso è destinato ad allungarsi.
Perché gli uomini non si interrogano, non sono dalla parte delle donne, se non in modo blando e superficiale, non abbracciano il problema, non lo sentono "loro", non è, per loro, un problema sociale.
Gli uomini dicono che è nella "natura" delle cose la violenza del maschile sul femminile.
Non è NATURA è CULTURA e TUTTI SIAMO CHIAMATI A CAMBIARE QUESTA CULTURA.
ho letto, ne parlerò con Ignatius.
 

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