Un nuova strategia di trading system: "Bull flattener" (1 Viewer)

Piedi a Terra

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A scanso di equivoci.
Ovviamente prima, quando facevo riferimento alla alchimia della regressione logaritmica come criterio di scelta dei titoli di stato, scherzavo.

Questa storia, davvero poco conosciuta, dei 703 punti base toccati venerdi' dalla Slovenia invece non e' uno scherzo: e' l'amara realta' che potrebbe prosciugare l'abbeveratoio del fondo salvastati ben prima che ci arrivino i cavalli nostri e quello spagnolo.
 

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Piedi a Terra

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Solito pattern sfruttabilissimo economicamente anche questa mattinai: asta di Bot che finisce "bene" e partono gli acquisti sull'intera curva, con lo spread che scende di 10 punti.

E' un win win assoluto :voglio davvero vedere come sia possibile che in un clima ferragostano una piccola asta di Bot non venga coperta...eppoi il "bene" e' un concetto del tutto relativo, perche' e' sufficiente il clima ferragostano a tramutare il piombo in oro :D
 

Cren

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Riporto l'opinione (analisi mi sembra eccessivo) di Alberto Bagnai, gentilmente inoltratami da un collega, in merito agli effetti di una uscita dalla moneta unica.

Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo rinsalda il consenso col terrore. Che qualcosa suoni falso, nei grandi proclami ideologici, nel grande sogno europeo, i meno sprovveduti lo intuiscono presto. Basta leggere sul Sole 24 Ore le lucide parole di Da Rold: per un paese dell’eurozona, in caso di crisi “non ci sono alternative: o si svaluta la moneta (ma nell’euro non si può più) o si svaluta il salario”. Impeccabile: come ogni economista sa, e come del resto lo stesso “padre dell’euro”, Mundell, tranquillamente ammetteva, lo scopo del gioco, nelle unioni monetarie, è “disciplinare” i lavoratori, scaricando su di essi e solo su di essi il peso degli shock avversi. Il meccanismo funziona alla perfezione, se non fosse per un dettaglio: quando la crisi arriva, anche chi non se ne fosse accorto prima intuisce di aver preso una fregatura. Interviene allora, puntuale come un detonatore svizzero, il terrorismo, per convincerlo che nella trappola è meglio restarci.
Il terrorismo più naif echeggia le parole della nuova guida (rinuncio a tradurre) europea, Angela Merkel: “fuori dall’euro c’è la guerra!” Ma alla guerra, oggi, in Europa, non ci crede più nessuno: tutti pensano che sia ormai una cosa per persone dal colore della pelle diverso dal nostro, una cosa che quindi non ci fa più paura, a casa nostra, di quanta ce ne facciano la malaria o i tifoni.
Il terrorismo si fa allora più subdolo: “fuori dall’euro c’è l’iperinflazione, sarà come a Weimar, andremo a fare la spesa con una carriola di monete, compreremo il giornale con un chilo di lire in tasca”. Affermazioni confezionate sapientemente, per far breccia nelle menti degli elettori più ingenui (sperando siano i più numerosi). In queste parole lievemente imprecise certo non può esserci buona fede. Cerchiamo di riportarci almeno un minimo di buon senso:
(1) Tutti concordano sul fatto che si tornerà alle valute nazionali con un cambio uno a uno: un euro per una “nuova lira” (vedi Sapir, Bootle, ecc.). È la cosa più semplice e razionale da fare per facilitare la transizione e per evitare fregature come quella che ci siamo presa con il passaggio dalla lira all’euro (vedi oltre).
(2) Ci sarà una svalutazione, ovvio: usciamo proprio per non essere stritolati da un cambio troppo forte. Di quanto sarà? Le stime vanno da un 20% (Altomonte) a un 30% (Bootle).
(3) Come si calcola? Andando a vedere quanta competitività abbiamo perso rispetto al nostro principale partner commerciale (la Germania): il cambio nominale si muoverà per compensare questa perdita. Questo dice la teoria della parità dei poteri d’acquisto, che (giusta o sbagliata che sia) è quella cui fanno riferimento gli stessi mercati nel formulare le loro previsioni. È già successo. Fra 1992 e 1993 la svalutazione fu di circa il 20%, perché nei cinque anni precedenti, quelli seguiti all’ultimo riallineamento dello Sme (1987-91), l’inflazione italiana era stata in media di quattro punti più alta di quella tedesca: come da copione, il cambio recuperò con 5×4=20 punti di svalutazione.
(4) Sarà una catastrofe? No. Tanto per capirci, questo è più o meno l’ammontare della svalutazione che subì l’euro nel primo anno di vita (26.7% dal gennaio 1999 all’ottobre 2000). Attenzione: noi l’euro non lo avevamo ancora in tasca, ma già lo usavamo negli scambi internazionali, cioè per comprare i dollari necessari ad acquistare le materie prime (i cui prezzi erano in crescita). Qualcuno ricorda carriole in giro per le strade?
(5) L’inflazione aumenterà di 30 punti, arrivando al 33%! No, appunto. Il coefficiente di trasferimento della svalutazione sull’inflazione è di norma molto inferiore a uno. Nel 2000, nonostante l’euro si fosse svalutato di quasi il 30% dall’anno precedente, l’inflazione aumentò di un solo punto (dall’1.6% al 2.6%). Nel 1993 il tasso di inflazione addirittura diminuì di mezzo punto (dal 5% al 4.5%). E la sapete la cosa più divertente? Perfino il prof. Monti ammise che la svalutazione (di circa il 20%) ci aveva fatto bene!
Insomma: l’idea dell’on. Bersani che il giorno dopo la liberazione andremo a comprare il giornale con 2323 monete da una lira in tasca (al posto di 1,20€) è molto pittoresca. A noi piace ricordarlo così, con la sua eloquenza immaginifica e le sue maniche rimboccate, a ostentare pragmatismo. Se il governo farà il suo lavoro, ci si andrà con 1.20 nuove lire, che diventeranno 1.30 dopo un anno (contando che l’inflazione aumenti di 6 punti, ad esser pessimisti). Non mi pare una tragedia, rispetto al devastante cambio 1000 lire = 1 euro, che abbiamo subìto per la colpevole inerzia del governo Berlusconi. Proprio questa esperienza recente ci aiuterà a fare più attenzione.

Sicchè le posizioni di quanti hanno comprato debito tedesco (come il sottoscritto ha fatto a metà di ottobre 2011, molto spaventato all'idea di un ritorno alla lira e sperando in una futura conversione in marchi) sarebbero sopravvalutate?

Io avevo stimato, aiutato - lo confesso - da alcune analisi di Nomura et al., una svalutazione immediata di nuova lira contro euro del 30%, e almeno il doppio nella settimana successiva contro il nuovo marco.

Quindi puntavo ad aver comprato con euro qualcosa che, nello scenario catastrofico, si facesse un 20 ~ 30% contro euro grazie alla forza del nuovo marco e successivamente un'altra buona performance al momento della riconversione alla nuova lira.

Sembra invece che abbia fatto conti troppo ottimisti... o pessimsiti? :D
 

Piedi a Terra

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Quindi puntavo ad aver comprato con euro qualcosa che, nello scenario catastrofico, si facesse un 20 ~ 30% contro euro grazie alla forza del nuovo marco e successivamente un'altra buona performance al momento della riconversione alla nuova lira.

Sembra invece che abbia fatto conti troppo ottimisti... o pessimsiti? :D
Anch'io avevo puntato ad una strategia di attesa in un agosto ben diverso da quello che poi si sarebbe materializzato. :D


Ora pero' mi pare che per cavalcare l'ottimismo dilagante sia giunto anche il momento di strategie bull steepening, poiche' questa curva iniziale mi sembra salire troppo presto e dei buoni rendimenti si trovano oggi sulla parte di curva dei 3-5 anni.

Curve della term structure BCE e curve della term strucutre PIGS dovranno prima o poi assumere delle forme piu' simili con il bottone della risk adversion posto ad On :D
 

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Piedi a Terra

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Nel 3d Nuove competenze richieste oggi dai moderni mercati
http://www.investireoggi.it/forum/q...chieste-oggi-dai-moderni-mercati-vt72210.html
avevo segnalato tra le varie nuove competenze emergenti una che reputo personalmente davvero interessante

- capacita' di assegnare probabilita' plausibili e coerenti agli scenari di OPA e richiami da parte dei piu' importanti istituti bancari che utilizzano i fondi LTRO per acquistare titoli propri anziche' finanziare il sistema industriale del paese. Districarsi tra callable, subordinati, perpetue, LT2 step-up, step-down etc. non e' facile, ma chi ci sta riuscendo ha performato nell'ultimo periodo, come pochi altri trader.

Poiche' le nuove competenze richieste dai mercati non sembrano interessare nessuno continuo qui in questo 3d, certo di trovare almeno uno interessato ad approfondire le nuove competenze che i mercati chiedono ( e che non si trovano sui libri
di Tradinglibrery :D )
Occorre saper distinguere innanzitutto tra
A - capacita di assegnare probabilita' di richiamo attribuite alla figura "richiamatore" (per fare i fighi coloro che si destreggiano in questo ambito chiamano "issuer") desunte da una serie di elementi quali la capacita' di richiamare in passato, la reputazione, la disponibilita' dei titoli nei portafogli istituzionali oppure retail, etc.
e
B)- capacita' di assegnare probabilita' di richiamo call attribuite al titolo e desunte dalla struttura stessa del titolo (premio del titolo su midswap di titolo fungibile senza struttura alcuna, cosiddetto titolo "piano" alternativo di confronto)

Separare le due cose (probabilita) e' importante, perche' la prima e' una probabilita' di approccio tipicamente soggettivista, la seconda ha caratteristiche piu' marcatamente frequentiste, come vedremo

La pirma e' una valutazione principalmente soggettivista anche perche' in Italia le piccole banche non richiamano mai le call, perche' se ne fregano dell'aspetto reputazionale e guardano al solo aspetto della vantaggiosita' economica o meno del richiamo. Le banche o assicurazioni piu' grandi, le cosiddette frequent issuer, invece tengono molto alla reputazione e quindi richiamano anche i bond il cui richiamo e' palesemente antieconomico pur di mantenere la reputazione e la possibilita' di emettere in futuro nuovi bond a tassi di favore.

Quindi per calcolare tale probabilita' conta in primis l'esperienza ed il fiuto, mentre sul secondo tipo di probabilita' si puo' lavorare con dei criteri, almeno, meno aleatori e piu' oggettivi
 
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Cren

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Le banche o assicurazioni piu' grandi, le cosiddette frequent issuer, invece tengono molto alla reputazione e quindi richiamano anche i bond che sarebbe antieconomici pur di mantenere la reputazione e emettere in futuro nuovi bond a tassi di favore.
Bravissimo :up:

Da un punto di vista prettamente economico - ma sarebbe meglio parlare di assenza di effetti economici legati a fattori intangibili, come la "reputazione" - la convenienza o meno della call è valutata a ritroso con un albero di casi futuri che tenga conto di tutti gli scenari in cui il prezzo del titolo oltrepassi il prezzo di call.

In questo contesto, tuttavia, si inserisce il fatto che, per i motivi reputazionli che tu citavi, i grossi nomi tendono a richiamare sempre & comunque; non farlo, infatti, sarebbe interpretato dal mercato come un segnale così negativo che l'eventuale diseconomicità dell'esercizio anticipato sarebbe un bruscolino se raffrontato all'effetto negativo sul costo delle nuove emissioni.

Dobbiamo chiederci se ciò non sia già scontato nei prezzi del mercato, cioè se esiste una fetta sufficiente di operatori che non tiene conto di questo effetto quando compra/vende e che quindi non proietta il titolo ad un prezzo tale da scontare già in anticipo una call anticipata, anche se svantaggiosa.

Certi numeri non parlano esattamente a favore dell'efficienza: mi dicono che istituti come Intesa Sanpaolo, per fare un esempio, sono coinvolti in questa "trappola reputazionale" per cui sono giocoforza costretti a richiamare i propri titoli @ 100 anche se non è oggettivamente conveniente farlo.

Se non lo facessero, il loro costo di funding salirebbe per un effetto di contraccolpo psicologico sugli investitori abituali («Se non richiamano vuol dire che ci sono casini grossi che non conosciamo...»).

Se ipotizzassimo che l'OAS delle callable di un emittente fosse coerente col resto della curva, allora dovremmo fare incetta di callable di coloro che soffronto di questo "bias reputazionale"; tuttavia conosci bene quant'è difficile stimare un OAS oggettivamente affidabile, visto che è una grandezza dipendente da un modello e che questo modello è solo una approssimazione della realtà.

Se mi dai l'ISIN di una callable che soffra di questo effetto (e che sia anche prossima a una call date), possiamo cercare di capire quanto già sconta un richiamo anticipiato che per il modello matematico di pricing sarebbe assolutamente improbabile.
 
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