Trema il Comune di Torino (1 Viewer)

tontolina

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anche il PD come il PDL sa fare affari con i soldi degli altri


Appalti agli amici degli amici. Trema il Comune di Torino

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[ame=http://www.youtube.com/watch?v=VICSpdNrqJA&feature=player_embedded]Appalti agli amici degli amici. Trema il Comune di Torino - YouTube[/ame]


"Finalmente siamo riusciti a pubblicare questi dati. Sono gli affidamenti del comune di Torino dal 2006 al 2011. Manca il 2012, la parte di Fassino. Affidamenti fatti direttamente, sotto i 20.000 euro e senza nessun genere di gara o tramite gara ufficiosa, sentendo 5 fornitori però di fatto non facendo una gara ufficiale, oppure affidamenti diretti perché quel fornitore ha un know how specifico.

Un anno fa, stupiti, guardando le determine (gli atti che fanno i dirigenti) vediamo due affidamenti molto vicini fatti alla stessa società sotto i 20.000 euro. Con un unico affidamento avrebbero dovuto fare una gara, invece con entrambi sotto i 20.000 la gara non è stata fatta.

Affidamento vuol dire che un dirigente, sotto i 20.000 euro, può decidere in autonomia, di dare un servizio a un fornitore.
Anna Martina è una dirigente storica del comune, nota anche nelle vicende Chiamparino, che seguiva la cultura e ora si occupa soprattutto della comunicazione internazionale.

Il caso emerso è di determine, una firmata da lei stessa, che hanno affidato servizi a una società in cui il figlio, se non ricordo male, ha una soglia del 44% in partecipazione.

Decisamente inopportuno.


Il "sistema Torino" è un punto interrogativo. Questo è un punto di partenza per scoprire se effettivamente esiste o non esiste. Tre casi ci sono. Bisogna capire quanti sono in tutto.

Fassino c'è da un anno e mezzo. La responsabilità di quel che è successo in un anno e mezzo ce l'ha.

Il 2012 non l'abbiamo ancora analizzato, però la Martina c'era e continua ad esserci. Distaccarsi totalmente mi sembra un modo per scaricare la patata bollente e non assumersi la responsabilità politica, che Fassino ha in quanto sindaco e a capo di questa macchina." Chiara Appendino, M5S Torino
 

DNGMRZ

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5 miliardi di euro di debiti.

il comune piu' indebitato d'italia.

bravo chiamparino, bravo castellani.
 

DNGMRZ

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VIENI AVANTI, FASSINO! - ANNA MARTINA, STRETTA COLLABORATRICE DEL SINDACO DI TORINO, HA ASSEGNATO 4 APPALTI ALLA SOCIETÀ DEL FIGLIO - COME USCIRE DA UNA COSÌ IMBARAZZANTE SITUAZIONE? SEMPLICE, UTILIZZANDO LA SCUSA CHE LANCIÒ PER PRIMO SCIABOLETTA SCAJOLA: “NON LO SAPEVO” - GIÀ IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI D’ITALIA, AVEVA AFFIDATO UN INCARICO AL MARITO - CHE FARÀ PIERINO?...


Mariateresa Conti per "il Giornale"
FASSINO VITTORIOSO

La bufera, annunciata lo scorso 27 settembre dalla notizia che gli incarichi affidati dal Comune di Torino a partire dal 2006 sarebbero stati resi noti, è esplosa in questi giorni.
E tanto è virulenta che, sua sponte, oggi pomeriggio il sindaco, Piero Fassino, si presenterà in Consiglio per spiegare. Già, perché tra i 6.672 contratti contenuti nel cd che sta facendo tremare la sinistra torinese da vent'anni alla guida del capoluogo piemontese e che contiene gli incarichi al di sotto dei 20mila euro affidati dal Comune, ce ne sono quattro che imbarazzano non poco l'amministrazione, presente e passata.
http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_fotogallery-67580/314081.htm
Perché coinvolgono non un personaggio qualunque ma Anna Martina, superdirigente oggi di Fassino (adesso guida il settore Attività internazionali) come ieri dell'ex sindaco Pd, Sergio Chiamparino, con cui si occupava di Cultura. Il perché dell'imbarazzo è presto detto: la signora, autorità riconosciuta in tema di comunicazione (ha avuto il premio Ischia comunicatore proprio quest'anno) e regista dei principali grandi eventi che hanno visto Torino protagonista negli ultimi anni - dalle iniziative per i 150 anni dell'Unità d'Italia alle Olimpiadi del 2006 - ha affidato direttamente quattro incarichi alla Punto Rec Studios, rinomata società di cui però è socio Marco Barberis, che di Anna Martina è figlio.

ANNA MARTINA
«Un errore - ha minimizzato lei, interpellata da Repubblica che sulle pagine torinesi segue a tamburo battente la vicenda - non penso di dovermi dimettere. Non mi sono nemmeno accorta che si trattava della società di mio figlio». Ma alla firma a sua insaputa non crede l'opposizione, che con la Lega sollecita le dimissioni della dirigente e pure quelle dell'assessore agli Appalti della giunta Chiamparino, la dipietrista Maria Cristina Spinosa.

ANNA MARTINA
Una bella gatta da pelare, per Fassino, che oggi sarà in Aula e che ha assicurato: «Se c'è da approfondire un caso lo faremo». E il caso è lì, davanti agli occhi. Perché se «non risultano illegittimità», come pur assicura ancora a Repubblica il City manager di Fassino, Cesare Vaciago, qualche problemino di opportunità si ammetterà che sì, c'è, eccome se c'è. Gli incarichi affidati dal settore di mamma Anna alla società del figlio, tra il 2008 e il 2009, sono quattro: uno firmato da lei direttamente, uno da lei e da un suo dirigente, e altri due solo dal dirigente.
E se è pur vero che la Punto Rec Studios è una società leader nel settore dei servizi audio - basta andare sul sito e scorrere l'elenco dei clienti - è vero anche che quattro appalti affidati senza gara direttamente da mamma non sono proprio un'inezia. Soprattutto se la mamma non è un modesto impiegato, ma una superdirigente da anni nella cabina di regia dei grandi eventi torinesi.

Un solo dato, ricavato proprio dal cd reso noto giovedì scorso e che riguarda gli affidamenti diretti che, a norma di legge, possono essere assegnati senza gara sino a un importo di 20mila euro più Iva: in sei anni dal settore guidato da Anna Martina sembra siano passati oltre 18 milioni di euro, 10 milioni solo nel 2006, l'anno delle Olimpiadi che, grande evento impone, hanno goduto di ben 176 incarichi dati senza gara d'appalto. E non è tutto.
Perché questa polemica «familiare» non è la prima in cui Anna Martina rimane invischiata. Era già accaduto per Italia 150, le celebrazioni per l'anniversario dell'Unità d'Italia, in occasione della mostra «Fare gli italiani», tenuta alle ex Ogr, le Officine grandi riparazioni ferroviarie e che aveva tra gli organizzatori Walter Barberis, segretario dell'Einaudi ma anche marito di Anna Martina, che controllava gli allestimenti.
E accade da un annetto a questa parte anche per la collaborazione con Silvia Bertetto Giannone, che lavora con lei da tempo ma che dal 2011 è anche sua nuora, e che la segue come un'ombra, anche nel nuovo incarico di dirigente delle Attività internazionali.Il caso dei fondi distribuiti dal Comune di Torino senza gara d'appalto è stato sollevato, a febbraio 2012, da un consigliere del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, che a suon di interpellanze ha ottenuto che i dati completi relativi agli ultimi sei anni di affidamenti diretti fossero consegnati alla Commissione controllo di gestione del Comune.
Il caso Martina è la punta dell'iceberg, già qualche altra polemica è stata sollevata. I grillini assicurano che metteranno le liste on line e scommettono: «Ne vedremo delle belle». E Beppe Grillo, su Twitter, ieri sera cinguettava: «Appalti agli amici degli amici. Trema il Comune di Torino».
 

tontolina

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Fassino, l'inquisitore di Torino

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Fassino ha attaccato la consigliera del M5S Chiara Appendino sul piano personale definendola "La Giovanna d'Arco della pubblica moralità"

"Nel bilancio del Comune di Torino erano previsti 4,5 milioni di euro in entrata da sponsorizzazioni che non verranno accertati poichè, su decisione autonoma del Sindaco e dell'assessore alla cultura, sono stati dirottati ad un soggetto terzo: fondazione FAM.

La prova sono delle lettere firmate da entrambi i soggetti con l'esplicita richiesta agli sponsor di bonificare le cifre direttamente sul conto della FAM. Dopo un primo intervento in aula in cui chiedevamo spiegazioni in merito, non avendo ricevuto risposte soddofacenti, abbiamo presentato un'interpellanza generale che si è discussa nel consiglio di lunedì 3/12/12. Dopo una risposta non soddisfacente dell'assessore e una mia dura contro-risposta, è intervenuto il Sindaco che, invece di dare risposte di merito, ha prima dichiarato "erroneamente" che le risorse non erano previste a bilancio, poi mi ha attaccato sul piano personale ("Giovanna d'Arco della pubblica moralità" ndr).

Non me la sono presa ma l'attacco di Fassino dimostra quanto possa dare fastidio un'opposizione che entra nel merito delle questioni. In conclusione, appoggiata dal Consiglio, ho ripreso la parola e ribadito la mia posizione." Chiara Appendino, consigliera M5S Torino
Fassino perde le staffe e attacca la consigliera Appendino dandole della Giovanna D'Arco - YouTube
 

tontolina

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Blitz della Finanza negli uffici, 4 consiglieri indagati


L'accusa contestata per alcuni di loro sarebbe quella di peculato. L'inchiesta, aperta mesi fa dai pm, è quella sulle spese sostenute da alcuni consiglieri regionali.


La sede della Regione Piemonte

TORINO - La Guardia di finanza nella sede dei gruppi consiliari della Regione Piemonte. L'inchiesta è quella sulle spese sostenute da alcuni consiglieri regionali aperta alcuni mesi fa e coordinata dal pm Enrica Gabetta. Le Fiamme Gialle avrebbero acquisito materiale nei confronti di quattro consiglieri raggiunti oggi da avviso di garanzia.
Blitz della Finanza negli uffici, 4 consiglieri indagati

GLI ARRESTATI. Gli arrestati sono

Antonio Castelli, formalmente residente in svizzera ma operativo a Torino,
Riccardo Buti e Carlo Gambini, che invece operano con società di assicurazioni a pontedera (pisa).

Gli ultimi due sono stati posti agli arresti domiciliari.

L'altro assicuratore indagato, a piede libero, è Mattia De Sassi, anch'egli formalmente residente in Svizzera ma operativo in Piemonte.

Altre sei persone sono indagate per ipotesi di reato minori.

Secondo gli investigatori, coordinati dal pm Vito Destito, gli assicuratori, individuati tramite l'inchiesta sulla 'Lista Falciani', attraevano i risparmiatori con la promessa di interessi compresi tra il 6% e il 7%, che inizialmente venivano pagati. In un secondo momento, invece, questi non venivano più erogati ed era impossibile recuperare il capitale, che nel frattempo era stato trasferito in svizzera, Emirati Arabi o Cina.

Castelli e De Sassi sono già noti alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento nell'inchiesta milanese per riciclaggio, scaturita dall'anomalo deposito di un bond da un miliardo di dollari, per il tramite di uno sceicco del Qatar.








e questi sarebbero degli specchiati onesti poltici che fanno gli interessi del Comune di Torino????
che fallisse era davvero il minimo...
poi
com'è che dei residenti in Svizzera possono essere consiglieri comunali in Italia? Non c'è l'obbligo di residenza?
ma di che partito sono?
 

tontolina

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Antonio Caselli, Consigliere PD


sono tutti del PD-L
anvedi mo' che sono tutti uguali
PDL-PD-LEGA-...

che schifo
questi derubono a 4 dentiere gli italiani
 

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