Trading Titoli di Stato | Pagina 2142

Discussione in 'Obbligazioni, Bond e Titoli di Stato' iniziata da stefanofabb, 3 Gennaio 2015.

    17 Luglio 2019
  1. stefanofabb

    stefanofabb GAIN/LOSS control

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    In molti anni da forumista ago73 ho cercato di imparare a non dare voce di risposta a mascelle critiche (quando mi iscrissi facevo battaglie ) per non dire offensive.Ho fatto molta fatica e mi sono accorto di aver raggiunto la maturità ;poichè questi soggetti preparati a loro modo si eliminano da soli,buona sera. PS:Loro non fanno analisi ma solo caciara
     
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  2. 17 Luglio 2019
  3. camaleonte

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  4. 17 Luglio 2019
  5. Nemo trader

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    (ANSA) - ROMA, 17 LUG - Lo spread tra Btp e Bund chiude in lieve rialzo a 188 punti base dai 186 di ieri. Il rendimento per il titolo decennale italiano è all'1,59%.

    Scritto da: Ansa
     
  6. 17 Luglio 2019
  7. Nemo trader

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    (ANSA) - NEW YORK, 17 LUG - L'Italia resta vulnerabile alla volatilità di mercato nonostante la politica monetaria della Bce. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la volatilità è legata alle necessità di rifinanziamento e a potenziali condizioni più stringenti di credito dovute agli ancora elevati stock di NPL nel settore bancario.

    Scritto da: Ansa
     
  8. 17 Luglio 2019
  9. Nemo trader

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    In arrivo il doppio bazooka Fed-Bce, tassi europei in calo. Spread BTP-Bund a minimo in più di un anno

    I titoli di stato europei continuano a essere comprati, inclusi quelli italiani, con i trader che scommettono sempre di più sull’assist congiunto firmato Fed-Bce. Gli investitori attivi nel mercato del reddito fisso guardano alle imminenti riunioni delle due banche centrali: quella della Fed è alle porte, con il Fomc che si riunirà domani, per poi annunciare la decisione sui tassi dopodomani, 19 luglio. La banca centrale europea si riunirà invece il prossimo 25 luglio.

    A causa della relazione inversamente proporzionale che esiste tra il valore delle obbligazioni e i tassi, gli acquisti sui bond europei stanno procedendo di pari passo con il forte calo dei rendimenti che, nelle ultime ore, è stato alimentato dalle dichiarazioni di alcuni funzionari della Federal Reserve. In particolare, il presidente della Federal Reserve di Chicago ha affermato ieri che un taglio ai tassi Usa di 50 punti base potrebbe rassicurare la Fed sulla possibilità che l’economia americana centri più presto il target di inflazione pari al 2%.

    Immediata la reazione dei rendimenti europei, che hanno puntato verso il basso. La carta italiana continua a essere ben acquistata: Reuters mette in evidenza come lo spread BTP-Bund a 10 anni, attorno ai 185 punti base, viaggi al minimo in più di un anno, a fronte di tassi decennali sui BTP nei pressi dei valori più bassi dalla fine del 2016.

    Giù anche i tassi sui BTP a cinque anni, che stamattina scendevano di 5 punti base, allo 0,86%. I tassi a due anni sono tornati invece in territorio negativo. Ma a scendere, con le speculazioni rinfocolate su un bazooka doppio Fed-Bce, sono in generale tutti i tassi europei: quelli decennali sono in flessione di 2-4 punti.

    Gli investitori non guardano soltanto alle parole di Evans ma anche alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, fino a poco fa scettico sulla necessità di tagliare i tassi Usa. Anche Kaplan ha subìto in qualche modo una metamorfosi dovish, visto che ha ammesso di ritenere, ora, che un taglio dei tassi “tattico” di un quarto di punto percentuale potrebbe essere d’aiuto nell’affrontare i rischi scontati dagli investitori, che si sono tradotti nell’inversione della curva dei rendimenti in alcuni tratti.

    Giù anche i tassi decennali tedeschi, che viaggiano attorno al -0,31%, riavvicinandosi ai minimi testati all’inizio di questo mese, quando sono precipitati anche sotto il tasso dei depositi presso la Bce, pari al -0,40%, fino a -0,41%.

    Guardando alla Fed Daniel Lz, strategist dei tassi presso DZ Bank, ha detto a Reuters che “è molto probabile che (la Fed) taglierà i tassi a luglio, tanto che ora il dibattito è se il taglio sarà di 25 o di 50 punti base”. Dal canto suo, la Bce di Mario Draghi dovrebbe rilanciare il programma di Quantitative easing abbandonato alla fine dell’anno scorso, secondo alcuni analisti, tra cuiGoldman Sachs e ABN Amro, nel mese di settembre. L’impatto delle speculazioni su un nuovo bazooka targato Mario Draghi dovrebbe far scendere ulteriormente lo spread, secondo gli analisti. Gli stessi tuttavia non escludono nuovi rialzi del differenziale nel mese di agosto.

    Mentre i verdetti Fed-Bce si avvicinano, c’è qualcuno che fa notare come la prospettiva del primo taglio dei tassi in Usa in oltrre un decennio non abbia nulla di positivo. Alejandro Arevalo, responsabile della strategia dei debiti dei mercati emergenti presso Jupiter Asset Management, intervistato da Bloomberg, non intravede di fatto alcun motivo per brindare.

    “I mercati stanno leggendo il cambiamento della politica (monetaria) della Fed in chiave positiva – ha detto Arevalo, che ha reso noto di aver deciso di cambiare la composizione del suo portafoglio di investimenti sui mercati emergenti, puntando maggiormente sui debiti con rating investment-grade che su quelli a valutazione “junk”.

    Il gestore, che gestisce asset di Jupiter per un valore di $51 miliardi, ha detto di aver venduto le obbligazioni delle società finanziarie di quei paesi che stanno facendo fronte a un rallentamento significativo dell’economia, aumentando invece le scommesse sugli esportatori di carta del Brasile, sulla scia della crescita della domanda da parte della Cina.

    “Se stanno tagliando i tassi, è perchè ci sono problemi nelle loro economie”. Per questo, “noi stiamo diventando più difensivi guardando a quello che riteniamo sarà un secondo semestre ancora più accidentato”.

    Da segnalare che la virata dovish delle banche centrali più importanti al mondo, innescata dalla Fed, ha provocato una crescita nel numero di bond che presentano tassi negativi, scatenando la caccia ai rendimenti, a vantaggio dei titoli di debito dei paesi emergenti.

    Stando alle rilevazioni di Bloomberg e Barclays, il tasso medio dei bond dei mercati emergenti denominati in dollari si attesta al 7,19%, ancora il doppio rispetto ai bond investment-grade. Tuttavia, “in molti casi -spiega Arevalo – gli spread non riflettono in modo corretto i fondamentali di diverse società e paesi che fanno parte del comparto high-yield. Vista la domanda significativa degli investitori a caccia di rendimenti, è un grande momento per le prese di profitto”.
    FOL
     
  10. 17 Luglio 2019
  11. camaleonte

    camaleonte New Member

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    New York, 17 lug. (askanews) - L'economia ha registrato un'espansione "a passo moderato" negli Stati Uniti, con la crescita tra la metà di maggio e l'inizio di luglio in parte frenata dalle preoccupazioni per le incertezze commerciali. È quanto si legge nel rapporto della Fed chiamato Beige Book, elaborato ogni sei settimane sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera la banca centrale statunitense. (segue)

    New York, 17 lug. (askanews) - In linea con i dati precedenti, le vendite retail sono leggermente cresciute, con la produzione del settore manifatturiero rimasta stabile; le pressioni inflazionistiche sono tra "stabili e al ribasso". Redatto in vista della riunione del 30 e 31 luglio prossimi, il rapporto indica che ci sono stati pochi cambiamenti rispetto all'edizione precedente del documento; al prossimo summit, è ampiamente previsto un taglio dei tassi, da tempo chiesto dal presidente Donald Trump per sostenere la crescita.
     
  12. 17 Luglio 2019
  13. Giachetti

    Giachetti New Member

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  14. 17 Luglio 2019
  15. camaleonte

    camaleonte New Member

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  16. 17 Luglio 2019
  17. stefanofabb

    stefanofabb GAIN/LOSS control

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    Lo so.. in privato è cosi e l'offesa è una debolezza dell'interlocutore,che si può dire!Buona notte
     
  18. 18 Luglio 2019
  19. Ray Strapazzo

    Ray Strapazzo CE LA FAREMO

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    Il piano dei cubani a 5 stelle è invece:

    - quello di impoverire ulteriormente le banche ancora in serie difficoltà con miliardi di sofferenze;
    - quello di far mancare all'erario ingenti entrate derivanti dal capital-gain immediatamente detratto dalle operazioni, oggi al 26%, al 12,5% sui tds;
    - quello di dirottare all'estero altre centinaia di miliardi oltre a quelli già volati via...

    Veri geni della finanza [​IMG][​IMG]
     
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