Trading per vivere: si può fare? (1 Viewer)

zappolaterra

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alan1 ha scritto:
zappolaterra ha scritto:
alan1 ha scritto:
zappolaterra ha scritto:
ciao alan :)
per favore puoi specificare cosa intendi per metodo?
grazie.
;)
Il Metodo è la regola procedurale,
da applicare con rigore e disciplina assoluti.


Quello che ha cominciato ad usare la Ferrari quando è arrivato Todt,
quello che non applica l'Inter (sono interista :uhm: ).
alan, non compro ferrari e non sono interista anche se moratti e facchetti mi sono simpatici.
e la procedura?
nel senso che se non c'era schumacher... in ferrari... il successo lo aspettavano ancora.... perchè todt non c'entra nelle monoposto.

la procedura la fa un pc o ci vuole "l'uomo"?
e che caratteristiche deve avere "il pc" o "l'uomo"?
grazie. :)
sempre se è possibile" :)
La Ferrari attuale è quello che è per un'insieme di fattori.
Non basta avere i Campioni, Inter docet.


Quanto al Metodo,
è dentro alla componente che su ho chiamato Capacità di Fare,
ovvero uno dei 2 fattori imprescindibili insieme al Capitale da Investire.
non basta avere la procedura.
.......e non occorre un campione.
volevo da te qualche idea sulla "procedura" e qualche idea "sull'uomo" che la crea e la applica.
per riflettere sull'argomento di questo interessante 3d .
e tu continui a parlare di ferrari e di inter e di qualcosa che è dentro un'altra.
grazie alan.
buonanotte.
;)
 

alan1

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zappolaterra ha scritto:
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zappolaterra ha scritto:
ciao alan :)
per favore puoi specificare cosa intendi per metodo?
grazie.
;)
Il Metodo è la regola procedurale,
da applicare con rigore e disciplina assoluti.


Quello che ha cominciato ad usare la Ferrari quando è arrivato Todt,
quello che non applica l'Inter (sono interista :uhm: ).
alan, non compro ferrari e non sono interista anche se moratti e facchetti mi sono simpatici.
e la procedura?
nel senso che se non c'era schumacher... in ferrari... il successo lo aspettavano ancora.... perchè todt non c'entra nelle monoposto.

la procedura la fa un pc o ci vuole "l'uomo"?
e che caratteristiche deve avere "il pc" o "l'uomo"?
grazie. :)
sempre se è possibile" :)
La Ferrari attuale è quello che è per un'insieme di fattori.
Non basta avere i Campioni, Inter docet.


Quanto al Metodo,
è dentro alla componente che su ho chiamato Capacità di Fare,
ovvero uno dei 2 fattori imprescindibili insieme al Capitale da Investire.
non basta avere la procedura.
.......e non occorre un campione.
volevo da te qualche idea sulla "procedura" e qualche idea "sull'uomo" che la crea e la applica.
per riflettere sull'argomento di questo interessante 3d .
e tu continui a parlare di ferrari e di inter e di qualcosa che è dentro un'altra.
grazie alan.
buonanotte.
;)

Ma si esula dall'argomento del thread,
quì si discuteva se è possibile concepire il trading come lavoro o no,
io ho risposto che è possibile, ma non bisogna pensare che sia un lavoro più semplice o con regole diverse dalle altre imprese.
Ho spiegato che per fare il trader servono tutte quelle cose che servirebbero per aprire un'azienda, capitali compresi.

Ora, se ben ho capito, tu vai oltre e mi chiedi cosa serve,
ma quì si aprirebbe un capitolo complesso che richiederebbe tanto tempo e sarebbe anche un po' delicato.

Io non sono mai satto parco in consigli e informazioni, credo forse di aver distribuito pubblicamente più di qualsiasi altro arrivando a distribuire anche sistemi completi sebbene non i più sofisticati che possiedo (vedi Regolo, ADI, FF, FFT, MdT, e segnali pubblici per ADM, MB, ME, MP),

ma non sono sicuro di voler divulgare le mie procedure, che ritengo un mio patrimonio "aziendale".


Per terminare l'argomento e rispondere almeno parzialmente alla domanda, mi limito a incollare per l'ennesima volta un mio vecchio schemino, che sebbene non sia del tutto attinente all'argomento, è quantomeno affine.
La data è quella della prima pubblicazione,
ovviamente non è cambiato nulla da allora, ne cambierà.




29/8/01 da: Alan1


.omississ..........................



Sono stati individuati alcuni errori tipici, ma prima occorrerebbe inserire indicazioni più generali, infatti ritengo che fare trading, a qualsiasi livello, sia un’attività come qualsiasi altra attività economica e necessita di presupposti.

Sono altresì convinto che i suggeritori degli errori fin qui visualizzati diano per scontate questa premesse, ma, giacchè questo thread verrà letto anche da neofiti, ritengo che non sia il caso di trascurarle.

D'altronde alcuni thread anche recenti hanno evidenziato questo aspetto, vedi:


omissis.................


1-Il Planning;
spesso non si fanno considerazioni esaustive sull’insieme dei fatti che l’attività che si va ad incominciare può impattare sulla propria esistenza.
Occorre verificare quale siano gli obbiettivi, quali siano le risorse messe in campo per raggiungerli, quali siano i rischi connessi e quali potranno essere gli eventuali correttivi.
Gli obbiettivi e le risorse dovranno essere verosimilmente compatibili.
Non va sottovalutato anche l’aspetto sociale ovvero come il tutto può impattare sulla vita familiare e sociale dell’individuo, nonché sulla sua qualità della vita.

2-Il Metodo;
occorre avere le idee chiare su quello che saranno le metodologie adottate per raggiungere l’obbiettivo.
E’ bene che si utilizzi più di un canale e non si punti tutto su un sistema.
I vari canali dovranno essere scorrelati in modo da diminuire la volatilità globale dell’insieme.
Se le risorse non sono sufficienti ad utilizzare più canali, occorrerà scegliere una soluzione che al suo interno utilizzi una retroazione capace di autolimitarsi, o almeno che comporti un rischio totale compatibile con il planning.

3-Gli Strumenti;
Occorre dotarsi di tutti gli strumenti necessari a raggiungere l’obbiettivo e richiesti dal metodo utilizzato, compatibilmente con le risorse.




4-Il Training;
Tutto l’insieme deve essere rodato, occorre un periodo di prova sufficiente a garantirci almeno la convinzione che siamo sulla strada giusta.
Occorrerà un adeguato periodo senza esposizione economica diretta, finito il quale si passerà ad una fase reale le cui regole e il tempo devono essere stabiliti in partenza.
Alla fine del testing si procederà ad un esame approfondito e si delibererà la prosecuzione solo a ragion veduta.

5-La disciplina;
Dopo aver messo a punto la strategia da adottare e fondamentale essere disciplinati nell’operatività, la mancanza di disciplina è un atteggiamento pernicioso per il trader.
Ho messo questo punto al quinto posto ma è il primo per importanza.





Mi limito a queste considerazioni generali, conscio di aver solo iniziato un aspetto che viene troppo sottovalutato da molti investitori ma che è invece necessario al fine di evitare i tristi risultati che si ascoltano.

La sintesi è che ogni attività economica (è il trading lo è) ha regole comportamentali che non si possono eludere.


Alan1
 

gioric

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>>>ritengo che fare trading, a qualsiasi livello, sia un’attività come qualsiasi altra attività economica

ho già detto che non mi trovo molto in accordo con questo assunto

spiego meglio

un imprenditore avveduto prima di aprire un'attività farà una valutazione delle possibilità di riuscita dell'impresa, valuterà cioè se il prodotto che vuole realizzare, o il servizio, ecc, ha discrete possibiltà di successo

se l'analisi è stata esatta e l'imprenditore è valido, le possibilità di riuscita sono buone (perchè in effetti il mercato ha in continuazione bisogno di beni e servizi)

prendiamo il trading

prima di partire occorre valutare quali sono le possibiltà di successo dell'attività

è chiaro che vi sono tanti modi di fare trading

prendiamone uno abbastanza seguito: fare trading coi futures

sappiamo che questa attività, fra tutti gli operatori, ha somma negativa

la somma negativa è dovuta ai costi fissi: commissioni, spread, slippage

esistono poi altri costi indiretti per un trader privato fai da te

il fatto di essere un pesce piccolo tra pesci grossi (professionisti, istituzionali, ecc)

questo è uno svantaggio perchè il professonista può mettere in campo maggiori conoscenze, maggiori capitali, migliori sw, notizie di prima mano e....il tempo)

morale della favola le statistiche dicono che il 95% dei traders perde (se poi prendiamo un arco di 35 anni, penso che siano in pochissimi a salvarsi)

cioè, mi pare che si tenda a sottovalutare che il mercato è qualcosa di moooolto efficiente e che tirarci fuori da vivere con continuità è qualcosa di molto difficile (vuole dire in sostanza che io sono molto più bravo del trader medio. molto di più perchè, oltre agli altri trader, ci sono i costi e... i pesci grossi)

quindi, date queste premesse, io dico che fare il trader non è come aprire una qualsiasi altra attività, ma è molto più difficile

poi, è chiaro, con più capitale ho e con più sono tranquillo perchè posso permettermi di chiudere anni in pari o in leggero negativo che non mi cambia nulla
 

Seashore

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WD Gann:

" To make success in investing in stocks
or speculating in commodities,
you must have a well defined PLAN
and must know the RULES that have stood
the test of time for 50 years or more.
After you learn the rules
you must eliminate guess work,
hope and fear
and FOLLOW rules and you will make profits"



________________________

Quanto citato sopra
è una dichirazione di WD Gann
Credo non ci sia bisogno di traduzione
e credo calzi perfettamente con l'argomento in questione.

-
Serve un piano, un metodo
Servono le regole di questo metodo
Serve testarlo su uno storico di almeno 50anni
(quindi con situazione ciclicamente ed economicamente diverse)
Se questo ha successo e se segui le regole
che comandano il tuo piano, allora elimini ogni componente che può distrarre l'operatività (paura, speranza, ... )
-

La soluzione credo l'abbia trovata Gann
noi dobbiamo solo seguire

bye ;)
robby
 

brianzatrade

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alan1 ha scritto:
GERVASI ha scritto:
Insomma l'avete scoraggiato!
In effetti quasi tutti in borsa ci lasciano le penne.
Se invece avessi tutti quei soldi che dice alan be....
lascerei perdere ugualmente la borsa e andrei a godermeli.

Lavorare in Borsa è come aprire un negozio,


se possiedi 500.000€ puoi decidere di acquistare un bel negozio in centro, con licenza avviamento e tutto il resto.
Ovviamente devi saper fare il negoziante.

Perchè c'è gente che apre il negozio e non se li gode quei soldi ?


Fare il Trader di professione è la stessa cosa,
serve l'investimento e la capacità di fare.


Se si tratta di un'impresa, perchè dovrebbe essere diversa dalle altre?

Se non capite questo siete lontani.
Ho sempre fatto il tuo paragone...è come aprire un negozio, o, più precisamente, è come aprire un attività imprenditoriale....

ha un vantaggio...
sotto casa mia ha aperto da poco più di un anno un negozio di gastronomia;
la concorrenza, le capacità o quant'altro lo stanno "costringendo" alla chiusura...
quanto riuscirà a salvare, ammesso che ci riesca, del capitale iniziale?
penso una quota marginale...

un trader, se riesce ad ammettere di non essere in grado di proseguire, riesce di norma a recuperare molto di più...
 

alan1

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gioric ha scritto:
>>>ritengo che fare trading, a qualsiasi livello, sia un’attività come qualsiasi altra attività economica

ho già detto che non mi trovo molto in accordo con questo assunto

spiego meglio

un imprenditore avveduto prima di aprire un'attività farà una valutazione delle possibilità di riuscita dell'impresa, valuterà cioè se il prodotto che vuole realizzare, o il servizio, ecc, ha discrete possibiltà di successo

se l'analisi è stata esatta e l'imprenditore è valido, le possibilità di riuscita sono buone (perchè in effetti il mercato ha in continuazione bisogno di beni e servizi)

prendiamo il trading

prima di partire occorre valutare quali sono le possibiltà di successo dell'attività

è chiaro che vi sono tanti modi di fare trading

prendiamone uno abbastanza seguito: fare trading coi futures

sappiamo che questa attività, fra tutti gli operatori, ha somma negativa

la somma negativa è dovuta ai costi fissi: commissioni, spread, slippage

esistono poi altri costi indiretti per un trader privato fai da te

il fatto di essere un pesce piccolo tra pesci grossi (professionisti, istituzionali, ecc)

questo è uno svantaggio perchè il professonista può mettere in campo maggiori conoscenze, maggiori capitali, migliori sw, notizie di prima mano e....il tempo)

morale della favola le statistiche dicono che il 95% dei traders perde (se poi prendiamo un arco di 35 anni, penso che siano in pochissimi a salvarsi)

cioè, mi pare che si tenda a sottovalutare che il mercato è qualcosa di moooolto efficiente e che tirarci fuori da vivere con continuità è qualcosa di molto difficile (vuole dire in sostanza che io sono molto più bravo del trader medio. molto di più perchè, oltre agli altri trader, ci sono i costi e... i pesci grossi)

quindi, date queste premesse, io dico che fare il trader non è come aprire una qualsiasi altra attività, ma è molto più difficile

poi, è chiaro, con più capitale ho e con più sono tranquillo perchè posso permettermi di chiudere anni in pari o in leggero negativo che non mi cambia nulla

L'erba del vicino è sempre più verde.



Credi davvero che non sia più difficile aprire un'impresa ?

Hai idea di quante cose ci sono da tenere sotto controllo in una impresa ?

E credi davvero che non ci sia massima competizione,

proprio ora che la globalizzazione rende più difficile il trading,
ma rende anche quasi impossibile competere con i Cinesi ?

Dicono:
"Bisogna produrre Qualità per essere competitivi"
non è mica facile.


Il trading è difficilissimo, ma ha un vantaggio enorme,

non devi avere a che fare con mille cose diverse,
solo una, implacabile, ma una sola, il Mercato.

Non c'è la sorte, non devi raccomandarti con nessuno,
se sei bravo vinci, altrimenti perdi,
amen.
 

gioric

Forumer storico
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gioric ha scritto:
>>>ritengo che fare trading, a qualsiasi livello, sia un’attività come qualsiasi altra attività economica

ho già detto che non mi trovo molto in accordo con questo assunto

spiego meglio

un imprenditore avveduto prima di aprire un'attività farà una valutazione delle possibilità di riuscita dell'impresa, valuterà cioè se il prodotto che vuole realizzare, o il servizio, ecc, ha discrete possibiltà di successo

se l'analisi è stata esatta e l'imprenditore è valido, le possibilità di riuscita sono buone (perchè in effetti il mercato ha in continuazione bisogno di beni e servizi)

prendiamo il trading

prima di partire occorre valutare quali sono le possibiltà di successo dell'attività

è chiaro che vi sono tanti modi di fare trading

prendiamone uno abbastanza seguito: fare trading coi futures

sappiamo che questa attività, fra tutti gli operatori, ha somma negativa

la somma negativa è dovuta ai costi fissi: commissioni, spread, slippage

esistono poi altri costi indiretti per un trader privato fai da te

il fatto di essere un pesce piccolo tra pesci grossi (professionisti, istituzionali, ecc)

questo è uno svantaggio perchè il professonista può mettere in campo maggiori conoscenze, maggiori capitali, migliori sw, notizie di prima mano e....il tempo)

morale della favola le statistiche dicono che il 95% dei traders perde (se poi prendiamo un arco di 35 anni, penso che siano in pochissimi a salvarsi)

cioè, mi pare che si tenda a sottovalutare che il mercato è qualcosa di moooolto efficiente e che tirarci fuori da vivere con continuità è qualcosa di molto difficile (vuole dire in sostanza che io sono molto più bravo del trader medio. molto di più perchè, oltre agli altri trader, ci sono i costi e... i pesci grossi)

quindi, date queste premesse, io dico che fare il trader non è come aprire una qualsiasi altra attività, ma è molto più difficile

poi, è chiaro, con più capitale ho e con più sono tranquillo perchè posso permettermi di chiudere anni in pari o in leggero negativo che non mi cambia nulla

L'erba del vicino è sempre più verde.



Credi davvero che non sia più difficile aprire un'impresa ?

Hai idea di quante cose ci sono da tenere sotto controllo in una impresa ?

E credi davvero che non ci sia massima competizione,

proprio ora che la globalizzazione rende più difficile il trading,
ma rende anche quasi impossibile competere con i Cinesi ?

Dicono:
"Bisogna produrre Qualità per essere competitivi"
non è mica facile.


Il trading è difficilissimo, ma ha un vantaggio enorme,

non devi avere a che fare con mille cose diverse,
solo una, implacabile, ma una sola, il Mercato.

Non c'è la sorte, non devi raccomandarti con nessuno,
se sei bravo vinci, altrimenti perdi,
amen.

non ho detto che sia facile fare l'imprenditore
di cose facili al mondo ne esistono poche

ho detto che secondo me comunque il trading ha un grado di difficoltà maggiore

parere personale :)

anche sta storia del bravo andrebbe un attimino meditata

in una attività normale, se sei bravo è probabile che emergi o comunque porti a casa la pagnotta

sui mercati efficienti siamo sicuri che conti la bravura?

ovvio che se uno è un pollo verrà spennato
questo è poco ma sicuro

ma in un mercato efficiente, in un mercato che non ha memoria, come sai ,non sono possibili extrarendimenti

quindi la bravura conta poco

chiaro che è in corso da anni un grosso dibattito; i mercati sono efficienti? quanto? hanno o no memoria?

io non ho le risposte a questi quesiti (solo sensazioni), qualcosa però comincio a capire :)
 

ricpast

Sono un tipo serio
Registrato
24 Ottobre 2003
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6.738
[quote="gioric, io dico che fare il trader non è come aprire una qualsiasi altra attività, ma è molto più difficile

[/quote]

Non è assolutamente vero.
Probabilmente non hai mai avuto una tua attività.

Dovevi dire (e forse avresti avuto un pò + di ragione) che è "diverso".
"Difficile" è una valutazione che non ha nessun significato.
 

zappolaterra

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alan1 ha scritto:
non devi avere a che fare con mille cose diverse,
solo una, implacabile, ma una sola, il Mercato.

Non c'è la sorte, non devi raccomandarti con nessuno,
se sei bravo vinci, altrimenti perdi,
amen.
la tua risposta alla mia domanda è troppo generica.
ma fai bene a considerare "patrimonio aziendale" parte del tuo sapere.
io sto imparando a fare lo stesso.

quanto scrivi sopra è l'unica cosa che conta.

è giusto che si sappia che bravi non si nasce quindi chiunque lo voglia può diventarlo, la variabile è il tempo.
il capitale può anche essere "minimo"
però bisogna capire bene con se stessi cosa si intende per "lo voglio", perchè spesso siamo dei "vorrei... ma non posso".... (specie molto diffusa fra i trader)
"il 95% di coloro che tradano perde per colpa di..... altro" ne è la dimostrazione.
nel mondo delle imprese è la stessa cosa ma la percentuale dei fallimenti è notevolmente inferiore perchè la competizione è minore e c'è differenza dei tempi di esecuzione.
grazie alan.
;)
 

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