Tra incudine e martello...nipponizzazione dell'economia mond (1 Viewer)

trender

Nuovo forumer
Registrato
6 Gennaio 2000
Messaggi
16
Stiamo attraversando il periodo economico (a livello mondiale)più negativo degli ultimi 10 anni.

Economia giapponese...out e senza segni di svolta(2 economia del pianeta),
economia statunitense ...in forte rallentamento e sembra ormai palese recessione(1 economia del pianeta),
economia europea...in forte rallentamento ma ancora tenuta su dell'unico baluardo disponibile,il forte deprezzamento dell'euro degli ultimi 2 anni.

Nei prossimi mesi è sicuro un forte apprezzamento dell'euro,per diversi motivi:
il primo....è voluto e assecondato dagli Usa per ridar stimolo alle loro aziende esportatrici ,
il secondo....per motivi di vita reale dell'euro, ci sarà per usi commerciali richiesta della nuova moneta e il suo inserimento nella catena usuale del denaro lo renderà meno esposto a fini puramente speculativi.

Questo motivi hanno portato nel mese passato diversi speculatori(anche di piccolo cabotaggio di mia conoscenza)a indebitarsi in yen e dollaro contro euro,la mossa dovrebbe risultare vincente almeno fino a gennaio.

Il problema sta nel rafforzamento dell'euro che porterà a forte ridimensionamento delle nostre esportazioni,quindi senza tanti fronzoli vi consiglio di vendere finchè in tempo tutte le azioni di quelle società che fanno fatturato basandosi pesantemente sull'estero.

Il problema è comunque comune a tutta la borsa ...qui abbiamo il serpente che si mangia la coda....seppur in presenza di tagli consistenti dei tassi d'interesse da parte di Greenspan non vi sono ancora segni di svolta in Usa.
Personalmente anch'io comincio a dubitare che si riesca a sollevare le sorti del treno Usa in un periodo corto,la mia paura è che il Giappone sia stato in piccolo quello che vedremo a livello mondiale nei prossimi anni....finora non ci credevo,ma ormai comincia a farsi largo(è ovvio dopo aver ponderato diversi scenari macroe)un pò subdolamente in me un sentimento negativo e pessimistico di largo raggio.

L'Europa ha solo una grande chanche di paracadute da giocare,che gli altri continenti non hanno:la ristrutturazione di tutte quelle nazioni del blocco comunista che ambiscono a far parte dei Paesi Occidentali più evoluti.
La loro esigenza sia di beni di consumo che di strutture primarie, nonchè la loro abbondanza di manodopera rappresentano per il blocco Ue quell'ossigeno che può pararci da una recessione.

Unico limite ....la nostra gestione politica(Ue) deve essere in grado di capire ed utilizzare queste possibilità vergini.

Saluti a tutti

Trender

Ps Fate liquidità,e state fermi se potete
 

Carlo Tonini

Forumer attivo
Registrato
6 Gennaio 2000
Messaggi
944
Località
Rimini
Ciao Francesco,

penso che le borse come sempre viaggiano sulle attese e non sui risultati, ora visto il grosso ribasso (grosso relativamente) se si insinua la possibilità di una inversione economica mondiale allora si rinizia a salire, ma poi bisogna confemare il sentiment altrimenti la scoppola sarà ancora peggiore.

bye
 

trender

Nuovo forumer
Registrato
6 Gennaio 2000
Messaggi
16
Ciao Carlo

ti faccio i complimenti per i tuoi pronosticati (tempo fa)34000 di mib 30!!!

Per il momento attuale vedo che la pensiamo allo stesso modo,senza conferme sui fondamentali macroe nel prossimo autunno inverno è probabile un'inversione di lungo periodo bearish sui mercati azionari.

Per il rimbalzo...per sicurezza aspetterei i dati Usa di venerdì...oltre alla riunione Fed di domani;)

Buon lavoro;)

Trender
 

trender

Nuovo forumer
Registrato
6 Gennaio 2000
Messaggi
16
E' quello di cui sopra che continua a far crollare i mercati ...paura!...
Paura che questa crisi economica diventi lunga e difficilmente controllabile.
Si vende e si vende tutto...tanto tra un mese costerà di meno!

Saluti

Trender
 

Max Breakeven

Forumer attivo
Registrato
22 Agosto 2001
Messaggi
249
Località
Roma
Ciao Trender! Scrivo di getto alcune riflessioni sui temi da te proposti:

1. E’ vero, stiamo vivendo un periodo difficile per l’economia mondiale e soprattutto per la maggior parte dei cittadini americani è un’esperienza assolutamente nuova, abituati come erano a una crescita ininterrotta;

2. Il Giappone vive le conseguenze di irrisolti e antichi problemi strutturali e la politica monetaria a tassi zero non può fare molto. Le riforme devono essere sostanziali e la speranza è che Koizumi abbia il consenso e il coraggio di intraprenderle. I nodi sono venuti al pettine non appena si è reso evidente il brusco calo della domanda mondiale prodotto, a sua volta, dal forte rallentamento americano. Senza il traino delle esportazioni il Giappone è costretto a guardare ai propri fondamentali economici ed è emerso, soprattutto ma non solo, la pericolosa fragilità del sistema creditizio. Una ripresa dell’economia USA renderebbe meno urgenti le riforme procrastinando una sorta di sistema debole ma drogato da una nuova espansione delle esportazioni. Paradossalmente è proprio in questo contesto di debolezza della domanda mondiale che il paese del Sol Levante può essere costretto ad intervenire in modo incisivo e duraturo sul proprio sistema economico;

3. Gli USA sono in forte rallentamento ma è ancora presto per dire se siano in recessione e tanto meno se la durata della crisi sarà più o meno lunga. Il mercato è bugiardo su almeno due dati: l’indice della fiducia dei consumatori se ha indicato le aspettative di spesa presente in calo ha però anche visto aumentare le aspettative di consumo future; la crescita del PIL se è stato ridotta in senso assoluto ha però visto nelle sue componenti una fortissima contrazione delle scorte (fattore che si rivela positivo nel lungo periodo). Entrambi questi dati non sono in contraddizione con la necessaria fase di assestamento, prima che sia possibile l’inversione del ciclo. Va detto poi che è sbagliato pensare che le politiche monetarie e fiscali espansive adottate siano risultate inefficaci perché è ancora presto per poterlo affermare. Equiparare poi lo stato di salute del sistema economico americano (specie dal lato della solidità del sistema bancario) con quello giapponese mi sembra eccessivo.

4. L’Europa ha potuto godere fino ad ora dell’effetto positivo di due debolezze strutturali. Proprio così! La relativa arretratezza tecnologica e la ancora scarsa credibilità dell’Euro hanno permesso di rimanere parzialmente immuni sia dallo scoppio della bolla tecnologica, sia dal calo della domanda mondiale (vedi il vantaggio competitivo di una valuta debole);

5. Sulle previsioni in materia valutaria starei attento. E’ vero, tutto quello che dici può effettivamente influire su un rapido apprezzamento dell’Euro ma potrebbe non essere sufficiente. Una fase di recessione mondiale spinge normalmente a preferire valute di rifugio: in questo senso il dollaro gode ovviamente ancora di una fiducia maggiore rispetto alla giovane moneta europea; inoltre una ripresa degli States comporterebbe un afflusso di capitali in quel paese tale da produrre anche in questo caso un apprezzamento del dollaro. Insomma il valore dell’Euro dipende si dalle dinamiche interne all’Area europea, compresa la possibilità di aprire i mercati dell’Est europeo, ma non solo. Quanto ai benefici che gli USA potrebbero ottenere da una svalutazione eccessiva non tenderei a sopravalutarli, e giudicherei questo movimento come una conseguenza inevitabile piuttosto che una scelta di politica economica vantaggiosa;

6. Conclusione: il vero pericolo è un pessimismo diffuso che impedisca al mondo intero di riprendere in tempi ragionevoli un cammino di crescita basato non su euforie temporanee ma su piani di sviluppo concreti e sostenibili. Nel breve si può prevedere di tutto, anche perché i movimenti speculativi trovano terreno fertile nell’incertezza attuale. Ma se gli sforzi fatti e in corso non saranno vani, sarà sempre più difficile che gli shorters riescano ad avere la meglio sui movimenti delle economie reali.

Fammi sapere cosa ne pensi.
Ciao
Max
 

trender

Nuovo forumer
Registrato
6 Gennaio 2000
Messaggi
16
Max ti devo delle grosse scuse ma non mi ero accorto del tuo thread...vai sul thread di Aino -Karina,c'è un sunto veloce del mio pensiero.
Praticamente son convinto che avremo qualche anno difficile,forse come ci dicono alcuni manager ht Usa la ripresa per questo settore sarà solo nel 2003 e visto che il carburante per la vettura del toro sta li ho proprio paura che ci rimane solo di cogliere i rimbalzi...anche se son convinto che verso novembre dicembre potremmo avere una fase fortemente rialzista.
Scusandomi di nuovo ti saluto:)
 

Users Who Are Viewing This Discussione (Users: 0, Guests: 1)

Alto