Strategie operative Strategie di investimento a breve, medio e lungo termine (1 Viewer)

airone12

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STRATEGIA_1 (CCW + PP)

Ho pensato che ha senso iniziare a condividere dati partendo dal posizionamento a mercato attualmente in essere poiché è possibile seguire l'evoluzione della posizione e comprendere i ragionamenti che stanno dietro alle recenti scelte fatte e che verranno fatte in futuro. Le posizioni oramai chiuse è inutile commentarle.

Parto con quanto ho fatto in data 19/09/2016, cioè il lunedì successivo al terzo venerdì del mese di settembre (scadenza tecnica trimestrale). Mi son trovato in quella data obbligato a vendere le 5.000 azioni ENEL che detenevo in quanto le 10 opzioni call che avevo venduto erano scadute in the money. Inoltre, mi son trovato con le 10 opzioni put scadute senza valore, in quanto out of the money. In sostanza son dovuto ripartire da zero, quindi:
  • ho acquistato 5.000 azioni ENEL al prezzo unitario di 3,906
  • ho acquistato 10 opzioni put, strike 3,20, scadenza 17/03/2017, al prezzo unitario di 0,0785
  • ho venduto 10 opzioni call, strike 3,90, scadenza 16/12/2016, al prezzo unitario di 0,1920
Queste operazioni hanno dato luogo ai seguenti flussi di cassa:
  • -19.530,00 Euro (acquisto azioni ENEL) (valuta 20/09/2016)
  • -19,00 Euro (commissione acquisto azioni ENEL) (valuta 20/09/2016)
  • -392,50 Euro (acquisto opzioni PUT) (valuta 19/09/2016)
  • -69,50 Euro (commissione acquisto opzioni PUT) (valuta 19/09/2016)
  • +960,00 Euro (vendita opzioni CALL) (valuta 19/09/2016)
  • -69,50 Euro (commissione acquisto opzioni CALL) (valuta 19/09/2006)
  • -17,58 Euro (tobin tax acquisto azioni ENEL) (valuta 30/09/2016)
  • -0,08 Euro (tobin tax derivati) (valuta 30/09/2016)
Nel contesto di una gestione complessiva di portafoglio, al momento sto dedicando un ammontare intorno ai 20.000 euro quale impegno di liquidità per gestire la strategia (non vi è marginazione) pertanto questo è il motivo per il quale opero con 5.000 azioni ENEL.

Ogni volta che devo ripartire da zero, cioè comprare le azioni ENEL perché alla scadenza della posizione precedente son stato obbligato a venderle, vendo sempre opzioni CALL at the money al fine di monetizzare il massimo valore temporale possibile, aventi scadenza la successiva scadenza tecnica trimestrale. Ne ho vendute 10 in quanto, movimentando un contratto di opzione 500 azioni ENEL, riesco a scrivere totalmente la covered call.

Poiché erano arrivate a scadenza anche le opzioni PUT, ho riacquistato 10 opzioni PUT per coprire totalmente la posizione sul sottostante, limitando il rischio entro un massimo del 15%-20% del prezzo di carico. Questo è il motivo per il quale compro sempre opzioni PUT deep out of the money dal momento che hanno solo il compito di proteggere la posizione da eventi estremi. Non mi interessa speculare sul ribasso. Inoltre, al fine di limitare i costi di transazione, scelgo una scadenza sempre a distanza di due scadenze tecniche trimestrali successive.

In data 19/09/2016 la volatilità attesa di ENEL per il periodo 19/09/2016 - 16/12/2016 era pari al 10,93% il che significa che a scadenza (16/12/2016) il prezzo atteso era stimato nel range 3,46 - 4,30. La probabilità statistica che ciò accada era pari al 80%.

Vedremo ora come arriveremo alla scadenza del 16/12/2016 e come reiterare la strategia. Importante sottolineare che la profittabilità non è valutabile dall'esito di una singola operazione trimestrale ma è da valutare nel lungo periodo, dopo anni di reiterazione della strategia.
ciao, scusa ma sto cercando di documentarmi e non capisco la tua tecnica.
lo scopo delle opzioni put e call dovrebbe essere, se non ho capito male, coprire eventuali movimenti del titolo enel molto al di fuori di quell'intervallo di 10,93% che hai calcolato. ho capito correttamente?
ma se ne compri solo 10 come fai a coprire il rischio sulle 5000 che hai comprato?
temo mi stia sfuggendo qualcosa...
grazie per ogni spiegazione che riterrai di darmi
 

airone12

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In riferimento alle azioni Enel, 1 contratto d'opzione è riferibile a 500 azioni del sottostante, pertanto 5.000 / 500 = 10.
grazie, questa era l'informazione fondamentale che mi mancava :)

vediamo se ho capito anche qualcosa del resto: se la calcolatrice non mi tradisce i flussi di cassa che hai elencato indicano che, fra attivi e passivi, tu hai speso 19.138,16€, e adesso hai le tue azioni enel e le tue opzioni put per proteggerti.
hai acquistato a 3,906, e in base all'analisi fatta ritieni che all'80% le azioni enel rimarranno nell'intervallo tra 3,906 - 10,93% e 3,906 + 10,93%.
l'opzione put ti protegge se il valore dell'azione enel va al di sotto di 3,20 da un "eccesso di ribasso", ho capito bene? perchè, di fatto, fra 3,906 e 3,20 tu sei già in perdita, più contenuta ma sempre perdita. al peggio perderai (3,906-3,20)*5000=3530€, pari al 18,4%, ma questo è ovviamente il caso limite.
però in base alla tua analisi hai ben il 40% di probabilità di rimanere fra 3,48 (il famoso 3,906 - 10,93%) e 3,906, anche qui in perdita di al massimo di circa 2.134€, pari appunto al 10,93% circa dell'investimento.
quindi a meno che la funzione di ripartizione non mostri che un titolo tende più spesso a salire che scendere, e in considerazione del fatto che ci sono delle spese che rappresentano l'equivalente finanziario dell'attrito o altre forze dissipative in fisica, ovvero le commissioni che ci sono sempre, mi sembra quasi più onesto giocare al rosso e nero alla roulette.
spero di essere riuscito a spiegare in modo chiaro il mio dubbio e che tu possa indicarmi dove ho commesso un errore, concettuale o di calcolo.

grazie 1000
 

airone12

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La strategia è sempre profittevole se il sottostante sale o lateralizza o cala in misura non superiore ai premi nel frattempo incassati dalla vendita delle call e dei dividendi al netto dei premi pagati per l'acquisto delle put. Se il sottostante cala in misura superiore a questa soglia occorre gestire la situazione con un piano B sfruttando le opzioni put in portafoglio e/o abbassando il prezzo di carico con la vendita di call.

Rifletti sul fatto che è vero che ho un prezzo di acquisto di 3,906 ma ho incassato anche 0,1920 di premio call e pagato 0,0785 di premio put, quindi il prezzo di carico (lordo) è 3,7925.

Questo in estrema sintesi e in maniera molto semplificata per chiarire la logica sottostante. Se avrai la pazienza di seguire il thread nel corso dei trimestri ti renderai conto come gestisco le varie situazioni mano a mano che si manifestano.
ciao, scusa ma continua a non tornarmi qualcosa in tutto il tuo ragionamento. è vero che la somma dei prezzi delle azioni e delle put e delle call se sommato fa 3,7925 ma non credo si possa fare il ragionamento come se avessi abbassato il prezzo di carico delle azioni.

io vedo questi esiti possibili:
caso 1 entro la scadenza delle opzioni put il prezzo delle azioni è quotato pari o inferiore a 3,2: tu vedi le azioni a 3,2 con un bilancio (escludendo commissioni e tasse) di (3,906-3,2)*5000+960=-2.570€ cioè con una perdita sui 20.000€ investiti di poco meno del 13%
caso 2 il valore delle azioni enel resta compreso fra 3,2 e 3,9: a seconda del prezzo delle azioni tu hai un esito che può essere in guadagno o in perdita, con il punto di parità a 3,906-960/5000=3,714. se enel è fra 3,714 e 3,9 guadagni o vai in pari, se sei fra 3,2 e 3,714 sei in perdita.
caso 3 il valore delle azioni enel è uguale o superiore a 3,9: guadagni 960€ e devi coprire le opzioni call.

mi pare di capire che se ti trovi nel caso 1, di fatto "accetti la perdita" ritenendola come poco probabile (in base a quanto dicevi all'80% il valore dell'azione sarà nell'intervallo tra 3,488 e 4,323, quindi per arrivare a 3,2 o meno deve succedere una tragedia poco probabile) se ti trovi nel caso 2, unico caso in cui non sei "costretto" a cedere le azioni enel, tu semplicemente le mantieni vendendo opzioni call e comprando put, ho capito bene? ma se enel è quotata a 3,5 (entro la famosa fascia dell'80% di probabilità), ad esempio, vendere un'opzione call a 3,9 pagherà molto poco e acquistare un'opzione put a 3,2 costerà di più. in definitiva in questo caso tu puoi differire la chiusura delle posizione azionaria solo finchè non sei nel caso 1 o nel caso 3, ma se enel perde alla fine perderai anche tu.

caso 2 seguito da caso 3: enel quota 3,5, compro put a 3,2 (pagandole di più di 392,5, perchè 3,2 è più vicino a 3,5 di quanto non fosse 3,906) e vendo call: per guadagnare dalle call lo strike deve essere leggermente inferiore al prezzo attuale, nel tuo esempio 3,9 quando l'azione quota 3,906, se l'azione quota 3,5 pensiamo di vendere con strike a 3,499 e di guadagnare ancora 960 euro. e se poi l'azione quota 3,499 o più sono nel caso 3, quindi il bilancio totale sarà

ciclo 1 (enel quota 3,906)
acquisto azioni enel: -19.530
primo acquisto put strike 3,2: -392,5
prima vendita call strike 3,9: +960
ciclo 2 (enel quota 3,5)
secondo acquisto put strike 3,2: -392,5 ma anche meno
seconda vendita call strike 3,499: +960

se enel quota 3,51, quindi vendo a 3,499, il bilancio totale è: -19.530-392,5+960-392,5+960+5000*3,499=-900€ + sono in possesso di opzioni put per vendere a 3,2 euro...
quindi, a meno che non mi stia sfuggendo qualcosa, non mi sembra un bel risultato.
naturalmente bisogna capire qual è la probabilità di trovarsi in ciascuno di quei 4 segmenti, ovvero sotto il 3,2, fra 3,2 e 3,714, fra 3,714 e 3,9, sopra i 3,9. se la probabilità è favorevole (ma non vedo il perchè a priori, sinceramente) potrei guadagnare 960 investendone 20.000 più spesso di quanto non ne possa perdere 2.570, ma questa informazione non riesco ad evincerla dal discorso.

ti ringrazio molto per il tempo che stai spendendo per spiegarmi queste cose.
 

airone12

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Non è la singola operazione che deve essere valutata ma una successione di operazioni reiterate nel corso degli anni. La logica sottostante è che il possesso delle azioni funge da veicolo per ottenere flussi di cassa regolari, ancorché non costanti di importo. L'esempio banale è quello del proprietario di un immobile che lo affitta e percepisce un flusso di cassa mensile. Quel proprietario, ogni volta che incassa l'affitto esegue il saldo tra affitto incassato e differenza tra prezzo di acquisto dell'immobile e prezzo corrente di mercato?
sono d'accordo che quello che conta è il risultato nel lungo periodo, ma non credo che il paragone sia completamente calzante. è vero che in entrambi casi io investo capitale e ho una rendita periodica variabile nel tempo. è anche vero che chi acquista un immobile per metterlo a profitto certi conti li fa prima, sapendo che il rischio è la svalutazione dell'immobile e accettandone il rischio, ma credo che periodicamente dovrebbe comunque rivalutare se sia meglio vendere o tenere un immobile in certo mercato che fornisce una certa rendita.


Tieni presente questa cosa. Quella che conta non è la scadenza delle opzioni put ma la scadenza delle opzioni call e ricorda che le opzioni call le vendo con scadenza a tre mesi e le opzioni put le compro con scadenza a 6 mesi. Ad oggi ho le opzioni call che scadono il 16/12/2016 e le opzioni put che scadono il 16/03/2017.


questo è un aspetto molto importante che mi era sfuggito.

Detto questo, in questo tuo primo caso non vendo assolutamente le azioni, o meglio, le vendo se e solo se sono al di sotto del mio prezzo di carico di almeno il 50%. Motivo? Perché solo al di sotto del 50% non sono più in grado di ottenere una profittabilità adeguata dalla vendita delle call in quanto dovrei vendere troppo out of the money. Se a quella scadenza mi scadono anche le opzioni put (ti ricordo che le opzioni call le vendo 4 volte l'anno - trimestralmente - mentre le opzioni put le compro solo due volte l'anno - semestralmente) allora vendo le opzioni put due-tre giorni prima della scadenza al fine di garantirmi la copertura che avevo ipotizzato e di non essere esercitato, cioè obbligato a vendere le azioni allo strike delle put.
scusa ma qui mi sono perso, non ho molta elasticità mentale con le opzioni e faccio fatica.
prima di tutto, quando parli di "al di sotto del prezzo di carico del 50%" intendi il prezzo di carico effettivo o del prezzo di carico ricalcolato incorporando profitti e spese per le opzioni put e call che hai comprato e venduto?
in secondo luogo: l'opzione put che hai comprato, se non ho capito male, ti da il diritto di vendere ad un certo prezzo, non l'obbligo. quindi cosa significa che vendi le put 2/3 giorni prima della scadenza per garantirti la copertura e non essere obbligato a vendere allo strike delle put.... scusa se ho fatto una domanda particolarmente scema ma non capisco.

La vendita delle azioni allo strike delle put la eseguo solo se il mercato crolla del 50% sotto il prezzo di carico.
questo mi sembra perfettamente logico. se hai comprato a 3,906 e l'azione perde il 50% sei ben al di sotto dei 3,2 quindi perderai "solo" (3,906-3,2)*5000=3.530€ invece di 3,906*5000/2=9.765€

Se ciò non accade mi ritrovo con le azioni in portafoglio e rivendo altre opzioni call ad uno strike che scelgo sulla base della volatilità storica del mercato in modo tale da assicurarmi possibilmente o uno strike compreso tra il prezzo di acquisto e il prezzo di carico (a me favorevole) o uno strike (a me sfavorevole) che con elevata probabilità non verrà raggiunto alla prossima scadenza trimestrale, perché io voglio liberarmi delle azioni possibilmente solo ad un prezzo a me conveniente (escluso il caso di crollo del mercato).
anche qui ti ho perso... puoi farmi un esempio per favore?


Qui entra in gioco la statistica perché sulla base della volatilità posso rischiare di vendere call ad uno strike a me sfavorevole, cercando di aumentare il premio incassato e cercando di evitare di essere esercitato e, quindi, di vendere le azioni ad un prezzo a me sfavorevole.
e anche qui mi sono perso, sorry.
comincio a "intuire" il senso. vendi le call e, di fatto, sposti parte dell'incertezza del mercato su chi le compra. guadagni 960€ certi, che ti "coprono" una fascia di crica il 5% intorno al prezzo di carico delle tue 5000 azioni. se l'azione nei tre mesi resta all'interno della fascia 3,906±960/5000 di fatto tu (trascurando tasse e commissioni che restringono questo intervallo) hai già vinto. ma se sei nella fascia inferiore (fra 3,906-960/5000 e 3,9) chi ha acquistato le tue call essendo out of the money (spero di non usare questa espressione a sproposito) non avrà interesse ad esercitare comprando a 3,9, se invece ci troviamo nella fascia superiore (fra 3,9 e 3,906+960/5000) io eserciterei il mio diritto ad acquistare per rivendere subito rifacendomi (almeno in parte) dell'investimento speso per comprare le call. quindi la tua vendita delle call funziona (dal punto di vista del non dover ricomprare le azioni ad un prezzo più elevato) solo se l'azione scende al di sotto dei 3,9... o sbaglio?

Anche questa strategia, ovviamente, presenta dei rischi ma esiste una programmazione a priori per far fronte ad ogni tipologia di rischio, senza dover mai improvvisare. Alla fine ciò che conta è la contabilizzazione di premi call, premi put, dividendi e chiusure di posizioni azionarie nel lungo periodo, 10, 20 , 30 anni ... Io implemento questa strategia dal 2006, ho passato anche i crolli del 2008-2009, 2011-2012 che, nell'immediato hanno prodotto difficoltà ma, nel corso di questi 10 anni sono stati ampiamente assorbiti. La difficoltà della maggior parte delle persone che opera sui mercati è quella di essere costanti e reiterare una strategia nel tempo. E questo vale sia per chi investe sia per chi fa trading. Chi fa trading generalmente non regge ai drawdown e abbandona la strategia, chi investe crede che investire significa semplicemente detenere azioni in portafoglio, non coprirsi e al primo -50% vende tutto.
ok, qui due domande: se dovessi fare un cagr rispetto all'investito, quanto sarebbe la tua percentuale media di guadagno annuo con questa tecnica?
in secondo luogo, credo che sarebbe opportuna una descrizione "teorica" della metodologia, oltre all'utilissimo esempio pratico.
una cosa del tipo: succede questo, allora faccio quest'altro. non so se ho reso l'idea.

Chi non ha una visione di lungo periodo, ma si concentra al breve termine, fallisce sia nell'investimento sia nel trading. Questa strategia di investimento non è il sacro graal ma è quella che riesco a gestire meglio perché mi permette di essere costante a reiterare le operazioni nel tempo.
questo mi è chiaro, per questo sto approfondendo :)
 

airone12

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Le opzioni put che ho in portafoglio hanno strike 3,20, scadenza 16/03/2017. Ipotizziamo che al 16/03/2017 ho in carico anche le Enel al costo di acquisto di 3,90 e il prezzo di mercato è crollato a 2,80. Sulle Enel avrò perso 3,9 - 2,8 = 1,1 per azione cioè 1,1 * 5.000 = 5.500 Euro. A quella data le opzioni put saranno in the money e avranno valore intrinseco pari a 3,2 - 2,8 = 0,4 per contratto di opzione, cioè per 500 azioni. Due/tre giorni prima del 16/03/2017, a parità di prezzo di sottostante (2,8 Euro / azione), le put varranno qualcosina di più in quanto è ancora incorporato nel prezzo valore temporale + volatilità, ipotizziamo 0,41. Io venderò, quindi, le 10 put, che avevo acquistato al prezzo di 0,0785, al prezzo di 0,41, lucrando un guadagno di 0,41 - 0,0785 = 0,3315 per contratto d'opzione cioè 0,3315 * 10 * 500 = 1657,50 coprendo quasi totalmente la perdita subita da 3,20 a 2,8. La differenza tra 0,4 (3,20 - 2,8) e 0,3315 è appunto il costo sostenuto per coprire il rischio di deprezzamento sotto i 3,20 Euro. E mi tengo le Enel in portafoglio.
adesso ho capito! questa è una cosa talmente geniale che mi sembra incredibile.
in pratica tu scegli di non esercitare l'opzione put perchè, comunque, guadagni di più rivendendola prima della sua scadenza e così perdi di meno e ti tieni le azioni.

Si certo. Ipotizziamo la situazione di cui sopra al 16/03/2017. Ho venduto le opzioni put e ho in carico le Enel al prezzo di acquisto di 3,9 e prezzo di carico, per esempio, 3,35. (tieni conto che nel frattempo ho venduto altre call il 19/12/2016 e ho incassato 0,3315 dalla vendita di put il 14/03/2017 e incassato 0,09 di dividendi in gennaio 2017. Enel quota 2,8. A quel punto o vendo call con uno strike tra prezzo acquisto e prezzo di carico, cioè tra 3,35 e 3,9 (incassando pochissimo) oppure vendo call sotto i 3,35 ad un distanza dai 2,8 tale che statisticamente sia improbabile che alla scadenza del 16/06/2017 le enel siano sopra tale strike di call vendute. E' qui che entra in gioco la statistica al fine di valutare se assumersi un rischio o meno. Chiaro ora?
sì e no... mi spiego: nel tuo primo esempio incassavi dalla vendita di call "ben" 960€ perchè lo strike era at the money rispetto al valore di mercato del sottostante al momento della vendita. se tu vendi una call out of the money dovrei ricavare poco, esattamente come il tuo primo acquisto delle put con un prezzo out of the money a te è costato poco, e a chi vendeva ha fruttato poco. sempre ammesso di aver usato i termini in modo corretto, sbaglio?



La singola operazione non è buona solo quando il sottostante a scadenza quota sotto il prezzo di carico.
mmmm, qui mi sfugge ancora qualcosa. vendi le call con strike a 3,9, il sottostante è quotato già sopra 3,9 al momento della vendita delle call, quindi tu incassi 960 euro. se l'azione scende, chi ha comprato le call è otm e quindi non eserciterà il suo diritto (sarebbe bello se lo facesse, gli daresti le tue enel a 3,9 e ricompreresti ad un prezzo più basso, avendo qui le stesse azioni e un guadagno), ma a qualunque cifra sopra i 3,9 si arrivi entro la scadenza se io avessi comprato le tue call le eserciterei: vendendo subito mitigherei i 960 euro spesi. anche qui mi sta sfuggendo qualcosa?

grazie ancora
 

airone12

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Si vero. Rifletti però su alcuni dati. Quando ho acquistato le azioni put strike 3.20 il sottostante quotava 3,9, cioè era distante dallo strike di 0,7, un quasi 18%. A quella distanza, un opzione call con scadenza tre mesi, se ti va bene, la vendi a 0,02. Pochissimo. Ma quante volte pensi di dover vendere call con uno strike così distante dal prezzo del sottostante? In altri termini, quante volte credi di trovarti col prezzo di acquisto sotto del 18% dal prezzo di mercato, dopo 3 mesi dall'acquisto? Tra l'altro potresti decidere, ad esempio, di vendere call non più con scadenza a tre mesi ma a sei mesi (avresti più valore temporale) o rischiare di vendere molto vicino al prezzo di mercato o entrambi.
non ho capito.
il discorso è questo: per come sei partito tu hai comprato put otm e venduto call itm, la differenza ti da un guadagno. se però compri put otm e vendi call otm, vendi poco e guadagni poco, il risultato sarà vicino a 0. più lontano dal valore del sottostante è lo strike della put e della call e meno costeranno. nel tuo esempio dicevi:

Si certo. Ipotizziamo la situazione di cui sopra al 16/03/2017. Ho venduto le opzioni put e ho in carico le Enel al prezzo di acquisto di 3,9 e prezzo di carico, per esempio, 3,35. (tieni conto che nel frattempo ho venduto altre call il 19/12/2016 e ho incassato 0,3315 dalla vendita di put il 14/03/2017 e incassato 0,09 di dividendi in gennaio 2017. Enel quota 2,8. A quel punto o vendo call con uno strike tra prezzo acquisto e prezzo di carico, cioè tra 3,35 e 3,9 (incassando pochissimo) oppure vendo call sotto i 3,35 ad un distanza dai 2,8 tale che statisticamente sia improbabile che alla scadenza del 16/06/2017 le enel siano sopra tale strike di call vendute. E' qui che entra in gioco la statistica al fine di valutare se assumersi un rischio o meno.
se quota a 2,8 e tu vuoi vendere call fra 2,8 e 3,35 venderai una call otm, e quindi pagata poco. risultato: non avrai più quella rendita di 960€ che ti permette di coprire il rischio con le put. e so già che mi risponderai che questa operazione non conta, perchè l'importante è il lungo termine, ma allora la domanda è: quando devo vendere call otm e quanto le devo vendere atm o itm?

Non so se ho capito bene la tua perplessità. Se il prezzo del sottostante mi va sopra lo strike delle call vendute non faccio nulla e se a scadenza sta ancora sopra tale strike di default mi vengono vendute le azioni, le call in portafoglio cancellate e il guadagno dell'operazione è pari al premio incassato dalla vendita delle call che, tra l'altro, rappresenta sempre il massimo guadagno che si può ottenere dalla singola operazione. Nonostante le opzioni che tratto siano di tipo americano, cioè l'acquirente può esercitare il diritto in qualunque momento, il possessore di una opzione in the money non troverà mai vantaggio nell'esercitarla anzitempo perché l'esercizio di un'opzione ha costi di intermediazione aggiuntivi e perché vendendola sul mercato si incassa anche parte del valore temporale e della volatilità.
qui ti ho perso ancora... se io ho comprato le tue call, fino alla scadenza posso esercitare il diritto di acquisto a 3,9. se le vedo a 4,0 posso decidere di esercitarlo anche in anticipo rispetto alla scadenza, soprattutto se penso che scenderanno: le compro a 3,9 e rivendo a mercato (4,0), guadagnando 0,1. se poi vanno a 3,8 le ricompro. per cui la mia riflessione era: se il sottostante è quotato sotto i 3,9 nessuno eserciterà il diritto, e tu ti troverai 960€ e le azioni enel, se invece quota sopra 3,9 tu avrai 960€+3,9*5000 e se vorrai ricomprare enel: 960-5000*0,1 (ipotizzando che quotino 4,0) + le azioni enel.

sono completamente d'accordo con te che è indispensabile analizzare la statistica per capire quali siano le probabilità di ogni singolo evento e garantirsi un guadagno nello scenario complessivo.

io sono abituato a fare un'analisi di questo tipo: usando una determinata tecnica gli eventi possibili sono A, B, C e D
evento A: probabilità 30%, esito +1.000€
evento B: probabilità 50%, esito +200€
evento C: probabilità 40%, esito 0€
evento D: probabilità 10%, esito -1.300€

guadagno atteso: 1.000€*30%+200€*50%+0€*40%-1.300€*10%=+270€ che è >0, quindi è un buon piano. se fosse <0 sarebbe un pessimo piano e sulla lunga scadenza, ripetendo quegli scenari, mi aspetterei di andare in perdita. fino ad ora però non sono riuscito ancora a capire bene quali siano gli eventi possibili, le linee di comportamento e le probabilità di ogni singolo evento, ma grazie ai suggerimenti che mi hai dato conto di documentarmi e magari capirli.
 

airone12

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Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
quello che hai detto è chiaro e condivisibile, e in parte lo avevo già letto proprio in questo thread scritto da te, ma al mio fine di calcolare l'esito attesa della strategia non utilizzabile.
ho l'80% di probabilità che il sottostante, nel caso di enel, sia nel range ±10,90%, ma non è l'unico dato necessario a calcolare l'esito atteso della strategia.
intendiamoci, io mi rendo perfettamente conto che tu non sei qui per convincere nessuno (e me tanto meno) e che non ci guadagni niente, anzi lo fai spendendo il tuo tempo e quindi non posso certo pretendere nulla, però se non ho chiaro il quadro in toto, con i vari scenari possibili e la loro probabilità di verificarsi e il valore del loro esito (entrambi ragionevolmente approssimati) sinceramente non me la sento di imbarcarmi in questo tipo di investimento, che mi sembra "troppo bello" per essere vero e di esito incerto.

ad esempio mi sarebbe utile un ragionamento di questo tipo:
prendo in considerazione il titolo X, quotato attualmente a Y. ha una volatilità di K% nell'80% dei dati storici, quindi vendo una call con strike a f(y, k) e compro una put con strike a g(y,k).
ecc ecc

invece fino ad ora quali siano le leve che ti fanno prendere delle decisioni operative non mi sono chiare.
mi spiace, come detto non ho molta esperienza, ma ti sono molto molto grato per il tuo sforzo
 

airone12

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Tra ieri e oggi ho trovato un po' di tempo libero da dedicare al completamento di un documento dove ho messo nero su bianco la mappa mentale che mi sono costruito nel corso di questi ultimi 10 anni di operatività in reale con la STRATEGIA_1 (CCW + PP). Questo documento rappresenta una generalizzazione e uno schema operativo di sintesi dei processi decisionali in seno a questa strategia in opzioni. Ho cercato di formalizzare al massimo i concetti e ho fatto attenzione a non dare nulla per scontato. Nel processo di semplificazione della complessità spero di non aver tralasciato nulla e di aver revisionato correttamente il documento. Credo che sia venuto fuori un buon lavoro di sintesi e la speranza che nutro è quella di trasmettere l'importanza della pianificazione puntuale, rigorosa e formale di ogni decisione nel contesto dell'attività di trading e di investimento. Nel limite del possibile, nulla deve essere lasciato al caso.
ciao lorenzo,
ti ringrazio per lo sforzo che hai fatto. tempo permettendo sto studiando il tuo documento, che fra l'altro risponde perfettamente alle mie esigenze.
mi sarebbe piaciuto fare una simulazione con dati storici, ma non so dove andare a prendere il costo storico delle opzioni per un dato strike, per cui temo che dovrò improvvisare qualcosa :)
qualche domanda però te la faccio subito:
1 il tasso di volatilità su base trimestrale come lo calcoli? puoi farmi un esempio?
2 a pagina 5, quando definisci lo strike da scegliere per le call, dici che ci sono due sole possibilità: P(m)<P(mk)<P(a) e P(mk)<P(m)<P(a). faccio molta fatica ad astrarre questa cosa, quindi come mai escludiamo gli altri 4 possibili ordinamenti di queste 3 variabili, ad esempio P(m)<P(a)<P(mk)?

grazie ancora per il tuo aiuto
 
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Buon Anno anche a te.

Ho alcune domande sul tuo piano ETF. Come dicevo in altro thread io voglio fare una cosa analoga con una quota di 200 Eur mese per portafoglio mio e 100 EUR mese per quello dei miei bimbi. Non so se è troppo poco.

Cmq, la strategia mi sembra abbastanza classica, un mix azioni/bond con percentuali in base al rischio. Poi in ciascuna categoria scegli sottocategorie con percentuali che tarano un po' il rischio.

1. La prima domanda è perché non hai previsto un capitale iniziale (es. 1000, 2000 Eur o più). Solo una questione di ridurre il rischio timing? Con un capitale iniziale avresti una buona base da cui iniziare.
2. Ho notato che usi JustETF come piattaforma che prevede dei costi mensili da detrarre ai guadagni totali. Inoltre, mi sembra che fa direttamente ordini a Banche come comdirect. Ora io ero rimasto a Fineco, IWBank, HelloBank, BNL, San Paolo. Ha senso affidarsi a questi operatori sconosciuti? Quali sono i rischi?
3. Nel tuo discorso introduttivo hai parlato di Indice di Costo nei report vedo un TER (che credo sia qualcosa di analogo se non sbaglio). Il punto è come faccio a capire quanto è costoso un operatore da un punto di vista di commissioni? Per ora io semplicemente calcolo gli EUR delle transazioni ed ad occhio confronto i vari operatori.
4. Nella 3° tabella della 2° pagina usi i quantili. Ora ho ricordi universitari vaghi di questo concetto. Non voglio che mi spieghi cosa sia, posso cercare da solo, ma da un punto di vista pratico a cosa ti serviranno in futuro? In che ottica sono utili?
5. Se il tuo obiettivo è l'accumulo sui 30 anni perché investire in ETF che distribuiscono dividendi e dover gestire quest'ulteriore rogna? Non era meglio optare per ETF ad accumulo?
6. Come dicevo in altro thread per i miei calcoli uso Excel ed essendo un programmatore ho un piccolo programmino con cui calcolo i rendimenti passati. Il problema è che non trovo mai un software che faccia quello che voglio. JustETF non lo conoscevo. Ma con la versione Free è possibile crearmi un portafoglio e valutarne le performance nel passato, magari con piano accumulo e ribilanciamento annuale? Se ne conosci altri che fanno questo fammi sapere.
7. Dalle mie letture so che il rischio di un portafoglio va calcolato anche in base all'età. Più sei giovane più rischi puoi prenderti. Nel calcolo delle tue percentuali hai tenuto conto anche di questo. Nel caso di due portafogli, uno per i miei bimbi piccoli e uno per me (42 anni) come varierebbe la componente azionaria vs bond? Immagino ai miei figli devo mettere maggiore azioni, e così? Cosa suggerisci a riguardo.
8. Nella tabella delle simulazioni vedo un po' di quantili rossi, potresti spiegarmi cosa sono?
9. Tornando ai costi, cosa mi dici anche del costo annuo dell'imposta di bollo su conto deposito? Anche quella andrebbe rimossa dalle performance.
 
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