Azioni Italia Stock picking intraday FEBBRAIO 2008 (1 Viewer)

patt

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Agenda del 4 febbraio



Prende il via l’aumento di capitale da 957 milioni di euro lanciato da Banca Carige. Le nuove azioni saranno emesse a un prezzo unitario di 2,4 euro, in rapporto di due nuovi titoli ogni 7 vecchie azioni. It Way e Borgosesia risp. staccheranno il dividendo.


ITALIA
Operazioni straordinarie
- Prende il via l'aumento di capitale da 957 milioni di euro lanciato da Banca Carige. Le nuove azioni saranno emesse a un prezzo unitario di 2,4 euro, in rapporto di due nuovi titoli ogni 7 vecchie azioni. L'aumento di capitale è rivolto anche ai portatori di obbligazionari convertibili "Banca Carige 1,50% 2003-2013", ai quali vengono offerte 16 nuove azioni ogni 49 bond posseduti. L'operazione termina il 22 febbraio, mentre i diritti resteranno quotati fino al 15 febbraio
- Prende il via l'offerta pubblica d'acquisto residuale di Marzotto sulle azioni di Linificio e Canapificio Nazionale. Il prezzo offerto è di 2,933 euro per azione. L'operazione termina il 22 febbraio.

Dividendi
- It Way (0,13 euro).
- Borgosesia (0,06 euro; risparmio).

Trimestrali
- Italcementi (preliminari 2007).
- Dada (4° trimestre 2007).


Trimestrali
Europa
- Ryanair Holdings (Irlanda, 3° trimestre 2007/2008)

Stati Uniti
- Anadarko Petroleum Corporation (4° trimestre 2007)
- Archer Daniels Midland Company (2° trimestre 2007/2008)
- Clorox (2° trimestre 2007/2008)
- Computer Sciences Corporation (3° trimestre 2007/2008)

- Equifax Inc. (4° trimestre 2007)
- Humana Inc. (4° trimestre 2007)
- Ingersoll-Rand Co. Ltd (4° trimestre 2007)
- Lincoln National (4° trimestre 2007)
- Manitowoc (4° trimestre 2007)
- News Corporation (2° trimestre 2007/2008)
- Principal Financial Group (4° trimestre 2007)
- Wendy's International (4° trimestre 2007)
- Yum! Brands (4° trimestre 2007)



MACROECONOMIA
EUROPA
- Indice dei prezzi alla produzione a dicembre (ore 11.00).

STATI UNITI
- Ordinativi industriali a dicembre (ore 16.00).
 

maramau

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dow jones transport

sui canali finanziari dicono che sia un indice anticipatore

oscillatori e volumi buyer che non si vedevano da mesi

alziamo il livello di alert visto il contatto con la t-line discendente che unisce i max


 

patt

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maramau ha scritto:
dan

i buontemponi hanno deciso di non portare il ts a compimento!
sembra proprio cosi'......e probabilmente c'è da crederci..consideriamo che probabilmente i ben informati sapevano del mega contratto in arrivo..e l'asta di venerdi a mezzo euro dal controllo ne è una mezza prova....


ora non la rincorrerei ..... provo a darci qualche "morsetto" strada facendo....e se sul ritorn della neck e conseguente tenuta proverei a longare con trailing annesso....

ottimo supporto grafico mara!! :) gracias...
 

patt

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Agenda del 5 febbraio




Qualche trimestrale negli Stati Uniti. Si segnalano i numeri di Walt Disney. In agenda importanti dati macro in Europa e negli Stati Uniti.


Trimestrali
Europa
- BHP Nilliton (Gran Bretagna, Interim 2007)
- British Petroleum (Gran Bretagna, 4° trimestre 2007)
- Dassault Aviation (Francia, 4° trimestre 2007)
- KPN (Olanda, 4° trimestre 2007)
- MAN (Germania, 4° trimestre 2007)

Giappone
- Mitsubishi Motors Corp. (3° trimestre 2007/2008)
- Toyota Motor Corp. (3° trimestre 2007/2008)

Stati Uniti
- ACE Limited (4° trimestre 2007)
- Avon Products Inc. (4° trimestre 2007)
- Boston Scientific Corporation (4° trimestre 2007)
- CB Richard Ellis Group (4° trimestre 2007)
- Chicago Mercantile Exchange Holdings (4° trimestre 2007)
- Duke Energy Corporation (4° trimestre 2007)
- Emerson Electric (1° trimestre 2007/2008)
- Equity Residential (4° trimestre 2007)
- Harman International Industries (2° trimestre 2007/2008)
- JDSU (2° trimestre 2007/2008)
- Nabors Industries (4° trimestre 2007)
- NYSE Euronext (4° trimestre 2007, prima dell'apertura di Wall Street)
- TECO Energy Inc. (4° trimestre 2007)
- Tyco International (1° trimestre 2007/2008)
- VF Corporation (4° trimestre 2007)
- Walt Disney (1° trimestre 2007/2008, dopo la chiusura di Wall Street)
- Whirlpool Corporation (4° trimestre 2007)
- XL Capital (4° trimestre 2007)



MACROECONOMIA
ITALIA
- Indice PMI dei servizi a gennaio.
- Indice dei prezzi al consumo a gennaio (ore 11.00). Consensus: -0,8% m/m; +3,1% a/a.

EUROPA
- Indice PMI dei servizi a gennaio (ore 10.00). Consensus: 52,0.
- Indice PMI composito a gennaio (ore 10.00). Consensus: 52,7.
- Vendite al dettaglio a dicembre (ore 11.00). Consensus: +0,4% m/m.

GERMANIA
- Indice PMI dei servizi a gennaio.

FRANCIA
- Indice PMI dei servizi a gennaio.

GRAN BRETAGNA
- Indice PMI dei servizi a gennaio (ore 10.30). Consensus: 52,0.

STATI UNITI
- Indice ISM non manifatturiero (attività) a gennaio (ore 16.00). Consensus: 53,0.
- Indice ISM non manifatturiero (composito) a gennaio (ore 16.00). Consensus: 52,5.
 

patt

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Wall Street travolta da violento sell-off su timori recessione


Cala il sipario su una giornata decisamente funesta per la piazza azionaria americana che con la flessione odierna, unita a quella della vigilia, ha interamente annullato tutto il recupero realizzato la scorsa settimana. Gli ordini in vendita sono comparsi sin dalle prime battute, con una partenza tutta in calo, che ha fatto seguito alla diffusione dell’unico dato macro in calendario. L’aggiornamento, diffuso peraltro in anticipo per evitare una fuga di notizie, ha consegnato un indice ISM non manifatturiero in forte calo a 41,9 euro, ben al di sotto della soglia dei 50 punti, che delimita l’area di contrazione e di attività, e più in basso delle attese del mercato che si aspettava un calo più contenuto a 53 punti, dai 54,4 del mese precedente. Un’indicazione che ha spaventato e non poco i listini, provocando un’ondata di vendite, che è diventata ancora più intensa nella seconda parte della giornata.





Gli operatori appaiono fortemente spaventati dal rischio, ormai sempre più reale, di una recessione che in parte è stata confermata anche da Jeffrey Lacker. Il presidente della Fed di Richmond ha dichiarato quest’oggi di attendersi una fase recessiva leggera, con una ripresa molto lenta della congiuntura. Questo potrebbe rendere necessari ulteriori allentamenti della politica monetaria da parte della Fed, tanto che il mercato sconta già al 98% la probabilità di un taglio dei tassi di interesse di mezzo punto a marzo. Nelle ultime ore si sono inseguite anche indiscrezioni su un possibile intervento in anticipo, visto che la data del 18 marzo appare ora più lontana di quanto non lo fosse in precedenza, alla luce delle ultima novità dal fronte macro.
A rendere ancora più pesante l’umore degli investitori hanno contribuito anche le negative indicazioni dal mondo societario, con risultati aziendali deludenti che hanno alimentato timori di nuovi revisioni al ribasso degli utili da parte di altre società.
A nulla è servito il ritracciamento dei prezzi del petrolio, che nel finale sono ritornati ad un passo dalla soglia degli 88 dollari. Quello che viene consegnato a fine seduta è così un vero e proprio bollettino di guerra, con gli indici schiacciati sui minimi di giornata. Il Dow Jones e l’S&P500 hanno accusato un ribasso rispettivamente del 2,93% e del 3,2%, mentre il Nasdaq Composite si è fermato a 2.309,57 punti, con un calo del 3,08%, dopo aver segnato un massimo a 2.359 punti.




Tra i titoli del Dow Jones, nessuno riesce a chiudere in territorio positivo, anche se McDonald’s riesce a fare decisamente meglio di altri, con un frazionale calo dello 0,07%. Perde terreno Walt Disney che lascia sul parterre il 2,69% in attesa dei risultati trimestrali che saranno diffusi dopo la chiusura dei listini.
La flessione dei prezzi del petrolio ha trascinato al ribasso Exxon Mobil che ha chiuso in rosso del 3,9% e restituisce al mercato il rimbalzo della vigilia Merck, che lascia sul parterre il 3,2%.
Particolarmente pesante il comparto finanziario, sulla scia del calo di Goldman Sachs, bocciata dai brokers. American Express è arretrata così del 4,11%, ma è andata ancora peggio a JP Morgan e a Citigroup, che hanno perso rispettivamente il 5,04% e il 7,43%.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, si muove in controtendenza Google che porta a casa un rialzo del 2,29%, nonostante lo scetticismo di molti analisti sulla possibilità che il titolo riesca a confermare la performance molto positiva degli ultimi mesi.
In lieve calo Yahoo che dopo due sedute tutte al rialzo presta il fianco ad alcune prese di beneficio, cedendo l’1,19%, complice anche la bocciatura di Bank of America che ha ridotto il giudizio sul titolo da “buy”a “neutral”.
In rosso Cisco Systems che cede il 2,35% alla vigilia dei risultati trimestrali, mentre è decisamente più accentuato il ribasso di Dell e Intel, che arretrano del 4,5% e del 5,09%. Tra i peggiori del listino Nvidia Corporation che paga pegno per la cattiva intonazione del comparto dei chip, scendendo del 6,26% e in forte calo è anche Garmin chiude in rosso dell’8,44%.
 

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