Nuove_emissioni, collocamenti Sportello reclami - Se li conosci li eviti: i collocamenti bancari fra bazze e bidoni (1 Viewer)

negusneg

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L'attività delle banche di collocamento di obbligazioni presso la loro clientela sta proseguendo a ritmo serrato, come dimostra anche l'apertura di nuovi 3ad sull'argomento, ed è facile prevedere che si intensificherà durante l'anno, vista la cronica "sete" di liquidità che affligge tutti gli istituti.

Suggerirei di postare notizie, richieste di informazioni e consigli in questo 3ad, anche per rendere più semplice il confronto fra le varie "offerte". :rolleyes:

A mo' di premessa riporto l'apertura di un'analoga "vecchia" discussione e qualche materiale che avevo postato di là.



21/03/2008

Bazza (espressione dialettale bolognese): buon affare, buona occasione per acquistare un oggetto.

C'è un fattore che sta erodendo sistematicamente i risparmi degli italiani. Non è il credit crunch, e neanche il crollo delle borse, si chiama "asimmetria informativa".

In parole povere significa che quando l'italiano medio si reca allo sportello, o dal suo promotore, non ha quel bagaglio minimo di conoscenze necessario a valutare razionalmente i titoli/prodotti che l'intermediario gli propone.

Questo pesante gap di conoscenze fra venditore e acquirente fa sì che spesso quest'ultimo se ne esca tutto contento dalla banca convinto di avere trovato una bazza, mentre invece normalmente gli è stato rifilato un bidone.

Negli anni scorsi le maggiori banche italiane hanno collocato CENTINAIA DI MILIARDI DI EURO di obbligazioni bancarie. Spesso si trattava di titoli strutturati, dal funzionamento astruso e di difficile comprensione, poco liquidi, molto costosi e soprattutto ben poco convenienti rispetto a normalissimi titoli di stato.

Gran parte degli utili di bilancio delle banche in questi anni sono il ricavato di questa attività di vendita forsennata che ha comportato un notevole trasferimento di ricchezza direttamente dalle tasche dei loro clienti ai loro caveau. Analogamente a quanto è stato fatto con la vendita capillare ad aziende e amministrazioni pubbliche degli ormai tristemente noti derivati.

Credo che purtroppo nei prossimi mesi questa offerta di prodotti scadenti si moltiplicherà ulteriormente, viste le pressanti necessità di liquidità dovute alla crisi del mercato del credito. Del resto le recenti offerte di Unicredito, Intesa ed MPS confermano questa tendenza, come testimoniato dalle numerose segnalazioni (e i goffi tentativi di promozione
, per fortuna meno numerosi) che stanno arrivando in sezione.

Ho pensato che sarebbe utile aprire una sorta di sportello, dove chi ha ricevuto l'offerta di qualche prodotto in collocamento, postandone se possibile il Prospetto Informativo, o quanto meno illustrandone le caratteristiche principali, possa rapidamente avere un parere sull'emissione, magari con una comparazione rispetto ad obbligazioni già emesse e liberamente acquistabili sul mercato, ad un costo quasi sempre inferiore (talvolta di dieci volte inferiore!) e quindi ad un rendimento effettivo superiore (spesso di qualche punto percentuale!).

Va da sè che eventuali segnalazioni da parte di bancari/promotori/intermediari che non abbiano carattere promozionale, ma informativo, sarebbero molto utili, ed anzi in certi casi necessarie, soprattutto per individuare quelle insidie commerciali che non si possono ricavare dal prospetto. Ad esempio, la decisione di MPS di spingere per abbinare all'acquisto della loro obbligazione subordinata la sottoscrizione di prodotti assicurativi o di altre fetecchie.

Per cominciare suggerisco a chi non l'ha ancora fatto di leggere questo articolo di Morya Longo sul Sole 24 Ore, un po' datato ma ancora interessante e valido.



LA DIFESA
Gli istituti si giustificano: «Questi titoli non hanno commissioni», dicono
Ma poi alcuni ammettono: «Io non li comprerei»

Morya Longo
Chi acquisterebbe le obbligazioni della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio, paesino in provincia di Milano, se offrissero rendimenti inferiori a quelli dei più blasonati BTP? La risposta ovvia è: nessuno. Eppure questa è la risposta sbagliata: infatti i clienti della banca di Triuggio le comprano. Questo piccolo istituto — al pari di quelli più grandi come Monte dei Paschi, UniCredit, Banca Intesa, Banca Popolare di Milano, Capitalia e così via — vende infatti ai propri clienti obbligazioni che pagano tassi d'interesse più scarni rispetto a quelli dei titoli di Stato. Dal 30 ottobre, nelle sue 12 filiali, offre infatti bond quinquennali "fatti in casa" col marchio Bcc Triuggio e un rendimento del 3,60%: peccato che il 6 novembre, data di emissione di quei bond, bastava acquistare un BTP quinquennale per avere il 3,84% annuo. E di casi così — secondo un'inchiesta del «Sole-24 Ore» — ne è piena l'Italia.
Prendiamo il Monte dei Paschi. Il 30 agosto scorso ha emesso per i risparmiatori un bond a tasso fisso con scadenza nel 2008: il rendimento è del 3,40% lordo. Quello stesso giorno, però, un BTp biennale offriva sul mercato il 3,572%: lo 0,17% in più. Alla Banca popolare di Milano le offerte sono ancora più "magre": il 29 settembre scorso l'istituto ha collocato allo sportello obbligazioni quinquennali con un rendimento effettivo annuo lordo del 2,89 per cento. Quello stesso giorno, sul mercato dei titoli di Stato, un BTp quinquennale offriva però il 3,73 per cento. Anzi: il BTp che lo stesso prospetto della Popolare di Milano prende in considerazione per fare un confronto offriva un tasso d'interesse lordo del 4,72 per cento. Quasi il doppio.
Andando sulle banche ancora più grandi la musica non cambia. Un esempio? Capitalia il 12 settembre ha emesso un bond con cedole crescenti da offrire ai propri clienti: il rendimento annuo del titolo è pari a 3,57%, quando il BTp biennale quel giorno offriva il 3,679 per cento. Idem per UniCredit: il 7 aprile 2005 ha emesso un bond a cedole crescenti con un rendimento lordo annuo del 2,77 per cento. E i BTp? Offrivano quello stesso giorno il 2,973 per cento. Nel viaggio tra i prospetti dei bond bancari, insomma, i numeri sono sempre uguali. E sono sempre a svantaggio dei risparmiatori. Tra tutti i prospetti visionati, «Il Sole-24 Ore» ne ha trovato solo uno un po' più generoso dei BTP: un bond di Banca Intesa con scadenza nel 2010 e rendimento del 3,70 per cento. Quel giorno, infatti, il BTp offriva il 3,643 cento. Ma è un caso: in altri bond Banca Intesa non si differenzia dagli altri istituti.
Tutto questo può sembrare impossibile. La regola numero uno della finanza, cioè che a maggior rischio corrisponde un maggiore rendimento, appare completamente stravolta: per un rischio relativamente più elevato, infatti, i bond bancari offrono rendimenti inferiori rispetto ai BTp. È vero che il default di queste banche è improbabile, ma è anche vero che chi acquista un BTp corre comunque un rischio minore: dunque dovrebbe avere un rendimento più basso. Non solo. I BTp hanno una liquidità enorme, mentre i bond bancari sono molto piccoli. Anche questo dovrebbe alzare i loro rendimenti rispetto ai titoli di Stato. Eppure non è così. C'è poi un altro aspetto curioso: quando le Stesse banche collocano obbligazioni presso gli investitori istituzionali, offrono tassi d'interesse più elevati. Come se esistessero due mercati diversi.
Resta dunque la domanda iniziale: perché mai un risparmiatore dovrebbe acquistare questi bond bancari al posto dei BTP, se correttamente informato? Dalle molteplici banche contattate sono arrivate le più disparate risposte. «I, nostri bond non hanno commissioni di vendita, mentre i BTP sì», spiegano da un grande istituto. «I prodotti emessi dalle banche — osservano da un altro — si adattano alle necessità dei clienti, mentre i BTP sono standard». «Le obbligazioni bancarie — ribattono da un altro istituto — a nostro avviso sono un surrogato dei conti correnti: per questo offrono tassi d'interesse più bassi dei BTp». Poi però la stessa persona commenta: «Sono comunque d'accordo con lei: io non comprerei questi bond ». E da un'altra grande banca arriva la stessa affermazione: «Obiettivamente è difficile giustificare questa differenza con i BTp...» Eppure le banche ne vendono a tonnellate.
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negusneg

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Cosa ne pensate (in parole semplici, per favore! sono un neofita) di un'obbligazione proposta da Intesa scadenza 2011, tasso fisso, con cedola annuale 2.62% netto?
E' sicura? c'e' da fidarsi? credo sia XS0409428231.

grazie
a

In questo momento tutte le banche hanno un grosso bisogno di liquidità ed offrono ai propri clienti obbligazioni in emissione con rendimenti vergognosamente bassi, rispetto alle normali condizioni di mercato.

In questi stessi giorni, ad esempio, Intesa sta proponendo sull'euromercato una obbligazione che scade nel 2012 (fra tre anni) e che ha una cedola annuale del 4% netto, quasi il doppio di quella che ti hanno proposto (ne abbiamo parlato qui: http://www.investireoggi.it/forum/showpost.php?p=735054&postcount=69).

Tieni presente che sul mercato ci sono moltissime obbligazioni Intesa già emesse, il cui rendimento è sicuramente superiore di quella che ti hanno offerto.

La morale è che bisogna evitare di comprare le obbligazioni proposte in emissione dalle banche ai loro clienti, perchè hanno delle commissioni "implicite" (tu non le vedi, ma ci sono!) che ne abbassano drasticamente il rendimento.

Dovresti quindi farti consegnare il prospetto o la nota informativa dell'emissione, e magari postarne qui il contenuto, così riusciamo a vedere meglio quali sono le condizioni e a quanto ammontano le commissioni implicite. In questo modo potremmo dare ulteriori informazioni, utili anche per gli altri.

In ogni caso non credo che le obbligazioni di Intesa siano particolarmente a rischio, anche se oggi tutte le banche non godono certo di ottima salute. Certo non ci metterei più del 5-10% del mio portafoglio, e comunque ad un rendimento misero come quello che ti hanno offerto non ne varrebbe assolutamente la pena.
 

andrej

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Chiedo senz'altro alla banca, grazie mille. Credo che si tratti di questa FT FT Opportunita' ITA 3a emissione, Isin XS0409428231.
Mi consigli di valutare quella di cui mi scrivi? volendo pensar bene, forse non me l'hanno proposta in quanto chiedevo qualcosa a breve termine...

a
 

andrej

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L'obbligazione che tu mi segnali, e ti ringrazio, molto interessante sono andato un po' a vederlo, ma richieste un investimento minimo di 50000, mentre l'altra di 20000....questa e' un'importante differenza

a
 

negusneg

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L'obbligazione che tu mi segnali, e ti ringrazio, molto interessante sono andato un po' a vederlo, ma richieste un investimento minimo di 50000, mentre l'altra di 20000....questa e' un'importante differenza

a
Alcune informazioni.

L'emittente è Banca IMI.

La cedola è del 3% lordo (se l'euribor 6 mesi è superiore al 2,20%) o del 3,50% lordo (se l'euribor 6 mesi è inferiore al 2,20%).

Sinceramente mi sembra una miseria, per essere un'obbligazione bancaria.

Piuttosto farei un conto deposito.

Oppure dai un'occhiata a questa:

http://www.investireoggi.it/forum/ottimo-rendimento-banca-imi-it0004357429-vt37556.html

Stesso emittente, rendimento più alto, dura solo un po' di più. Se ti servono prima puoi sempre vendere prima della scadenza...
 

jackie 'o

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Scusate per l' O.T. ma volevo segnalare cosa stanno facendo le Poste:

http://www.postevita.it/news/comunicatopostafuturoadhoc.shtml

Leggere II° invio.

A me è capitato di vedere un contratto "Programma Dinamico 3 A":
emissione 2002, scadenza (se non ricordo male) 2012; il valore del sottostante è precipitato intorno a 50 ed evidentemente le Poste avevano l'obbligo di rimborso a 100. Allora hanno pensato bene di proporre la trasformazione del contratto (senza facoltà di recesso) "allungato" al 2015 ed il cui meccanismo è ben descritto nella lettera inviata ai clienti. Clienti che, essendo in gran parte persone di una certa età, abboccano facilmente...

Cosa ne pensate?
 

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