SPAGNA: è rivoluzione (1 Viewer)

tontolina

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Assedio al Parlamento spagnolo
Crisi, feriti e spari sulla folla



Duri scontri Madrid tra i manifestanti del movimento degli indignati e la polizia, che ha fatto diverse cariche e utilizzato proiettili di gomma per disperdere i giovani nei pressi del Congresso dei deputati. Migliaia di persone si sono riunite davanti al Parlamento al grido di "dimissioni", per denunciare una democrazia "sequestrata" e "schiava dei mercati finanziari". È di almeno 64 feriti, tra cui due agenti, il bilancio. Uno è grave

 

tontolina

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l'unione monetaria UNICA è sbagliata

si ritorni alle monete nazionali con l'Euro comunitario
cioè in tutta europa l'euro è accettato
mentre localmante anche le monete alternative....


almeno finchè non ci sarà una politica democratica e non eurocratica
 

Kronos

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Credo che già solo il passaparola contro la casta predatrice e assassina delle masse inermi risulterà sufficiente questa volta per una rottura totale col passato. Per ora il forcone è solo un simbolo, ma presto potrebbe risultare un vero affare per quei mercanti che avessero l'occhio sveglio.:-o
 

tontolina

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Spagna Kaputt. O default o Schiava dell’Europa.

11 ottobre 2012 Di Giuseppe Sandro Mela
Spagna Kaputt. O default o Schiava dell’Europa. | Rischio Calcolato



Giuseppe Sandro Mela.


Die Stunde Ist Aus: la Spagna sembrerebbe proprio essere arrivata al capolinea. Come da copione, giusto a ridosso delle prossime elezioni.
Dopo il declassamento di Egon Jones, adesso anche Standard & Poor ha abbassato il rating della Spagna da “Bbb+” a “Bbb-”, certificandone così il fallimento.
Al momento attuale gli iberici hanno solo due possibilità: il fallimento oppure cedere agli inviti dei paesi fratelli europei, che li esortano a richiedere gli aiuti dando in cambio la loro sovranità nazionale.
Nessuno compatisca gli spagnoli: un popolo che non sa governarsi non ha diritto a lamentarsi se viene messo sotto tutela.
I nostri avi si conquistarono la libertà versando il loro sangue.
La nostra generazione la ripudia per molto meno di un piatto di lenticchie.

Le responsabilità sono degli attori, non di altri. Gli spagnoli avrebbero dovuto pensarci prima, quando hanno consentito con il loro voto ad otto anni di governo destruente. Non hanno votato, ed in quella maniera, perché avevano una pistola puntata alla tempia. Lo hanno fatto perché era stato loro promesso, qui e subito, un bengodi così inverosimile che nemmeno un anfiosso lo avrebbe potuto ritenere possibile. Alla loro dabbenaggine si aggiunse anche il fatto che il governo Zapatero fece il possibile e l’impossibile per attuare le utopie che covava nella sua mente. Ma non era certo difficile comprendere che conferendo potere ad un utopista lo si metteva anche in grado di cercare di attuare le sue ubbie.
Non fatevi nessuna illusione: se non si rinsavisce, questa sarà anche la fine dell’Italia.

Radiocor. 2012-10-11. Spagna: S&P taglia rating a “Bbb-”, outlook negativo.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – New York, 11 ott – Ieri sera Standard & Poor’s ha tagliato il rating della Spagna di due livelli da “Bbb+” a “Bbb-”, uno scalino sopra la valutazione “junk”, spazzatura. Come si legge nel comunicato dell’agenzia, l’outlook rimane negativo. La motivazione per la revisione al ribasso va ricercata nell’aumento delle pressione a cui e’ sottoposto il Paese a causa dell’intensificarsi della recessione, che “limita le opzioni politiche del governo spagnolo”. La valutazione di S&P e’ ora uguale a quella di Moody’s Investor Service, che ha tuttavia messo Madrid sotto osservazione per un possibile downgrade a “junk”. Secondo S&P “l’attuale deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie potrebbe aumentare i rischi fiscali nel breve-medio termine, prima che le riforme fiscali a sostegno della crescita siano radicate”.

Sole24Ore. 2012-10-11. Perché la mossa di S&P può accelerare gli aiuti alla Spagna.
La notizia del downgrade della Spagna da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s ha riportato la tensione sui titoli di Stato dei Paesi periferici. Il differenziale di rendimento tra i Bonos decennali con i corrispondenti Bund tedeschi è risalito di oltre 10 punti nelle prime ore di contrattazioni passando da 430 a 440 punti mentre il rendimento è risalito sopra il 6 per cento.
Soffrono, di conseguenza anche i titoli italiani con lo spread Bund-BTp oltre 368 punti. Male anche le Borse di Milano e Madrid, le uniche in ribasso tra i principali listini europei dove invece c’è stato un leggero rimbalzo dopo le prime tre sedute della settimana in negativo. Come sempre accade quando i titoli italiani sono sotto pressione, le vendite in Borsa si concentrano sui titoli delle banche, che sono le più esposte in BoT e BTp. E’ così anche oggi con tutti i principali istituti di credito del paniere delle blue chips in ribasso, guidati da Banca Mps. Limitate invece le ripercussioni sul mercato valutario, con l’euro che resta comunque sotto quota 1,29.
Per buona parte dell’anno le mosse delle agenzie di rating sono spesso “snobbate” dagli operatori che in molti casi avevano già scontato eventuali declassamenti. Questa volta invece no. La ragione è che da diverse settimane il mercato dei titoli di Stato era in qualche modo “anestetizzato”. Prima la decisione della Bce di varare il programma Omt, poi il via libera della Corte costituzionale tedesca al fondo salva-Stati Esm, avevano infatti frenato la speculazione sui periferici.
Se nei mesi scorsi tutta l’attenzione dei mercati si era concentrata sulle mosse delle banche centrali, ora il mirino si è spostato sul governo di Madrid. Il piano di acquisti di titoli di Stato, in gergo chiamato il “bazooka” della Bce, rimane infatti disinnescato fintanto che la Spagna non chiede ufficialmente il salvataggio. La palla insomma è nelle mani di Mariano Rajoy, come ha ricordato lo stesso Draghi all’ultimo direttivo Bce. Il premier spagnolo tuttavia ha finora temporeggiato, soprattutto per ragioni di politica interna (nelle prossime settimane ci saranno una serie di importanti appuntamenti elettorali).
La decisione della prima agenzia di rating però potrebbe “spronarlo” ad accelerare i tempi. Questo almeno è quello che si attendono i mercati che, tornando a vendere carta spagnola (e italiana) in qualche modo tornano a mettere sotto pressione Madrid. “Se la Bce ha aiutato a comprare tempo – è il messaggio implicito – la Spagna non può approfittarne troppo”
 

tontolina

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In Spagna è in arrivo la censura fascista


Vietare le foto della polizia violenta, è l’ultima trovata di Madrid

di Roberto Pellegrino -
La diffusione delle fotografie degli scontri tra studenti e polizia è stata devastante per l’immagine della Spagna. Ora, il governo vuole approvare una legge che proibirà di acquisire e riprodurre immagini delle forze di sicurezza nell’esercizio delle loro funzioni. E la popolarità di Rajoy continua a diminuire.













MADRID – Mentre la Spagna annaspa nella peggiore confusione economica e sociale della sua storia e non si sono ancora placate le proteste dei giorni scorsi che hanno riversato nelle strade migliaia di studenti, mobilitati contro i recortes, i tagli all’istruzione, il Governo conservatore di Mariano Rajoy si appresta ad approvare una legge destinata a riaccendere gli animi.
Il direttore generale della Polizia, Ignacio Cosidó, ha annunciato l’imminente riforma della Legge di Sicurezza Cittadina che, tra le varie norme, proibirà «di acquisire, riprodurre e trattare immagini, suoni o dati di membri delle forze di sicurezza nell’esercizio delle loro funzioni, quando possono mettere in pericolo le loro vite o in rischio operazioni che stanno sviluppando». In tal modo, secondo i vertici della Policia, si vuole assicurare «un equilibrio tra la protezione dei diritti dei cittadini e quelli delle forze di sicurezza».
Con buona pace del diritto di cronaca e d’informazione, Cosidó vuole proteggere la sicurezza e l’intimità personale e familiare degli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico o contro la criminalità.
Una legge che, secondo il direttore generale, è indispensabile contro mafia e terrorismo, ma che potrebbe assumere una finalità ambigua, dopo i violenti scontri tra forze dell’ordine e manifestanti, documentati non solo dai fotoreporter, ma anche da centinaia di immagini e filmati realizzati con i telefonini da indignados e studenti. Immagini che hanno denunciato l’eccessiva aggressività e violenza usata dalla polizia contro manifestanti per lo più inermi e disarmati, oltre ad aver mostrato le infiltrazioni di gruppi sospetti di provocatori.
Pochi giorni fa, nel caldo delle ultime violenza tra chi protestava in nome della democrazia e chi era chiamato a vigilare sull’ordine pubblico, un numeroso gruppo di deputati del Partido Popular (che compone l’attuale maggioranza dell’esecutivo), aveva chiesto di rivedere il diritto a manifestare introducendo misure più restrittive. «Un modo – questo – per delegittimare gli spagnoli che scendono in piazza per protestare contro i tagli alla spesa pubblica», ha commentato il quotidiano El País.
Le intenzioni dei popolari di dare un giro di vite al sacrosanto diritto di manifestare pubblicamente, assieme alle misure restrittive di Cosidó, gettano un’ombra sinistra sulle reali ragioni del provvedimento.
«E’ facile sostenere che le proteste, culminate in scontri tra forze dell’ordine e cittadini, mettono in pericolo la vita dei poliziotti – ha scritto il quotidiano Publicó – ma a noi riesce solo di pensare, davanti a tale legge, che il Governo stia solo tentando maldestramente di impedire la circolazione di fotografia troppo imbarazzanti per i vertici di Polizia che potrebbero essere chiamati dall’opinione pubblica a dover spiegare simili eccessi di violenza usati nel garantire l’ordine».
Le immagini del 25-S, quando la piattaforma che riunisce gli indignados di Spagna chiamò lo scorso settembre tutti a circondare il Parlamento di Madrid, sono state riprese sulle copertine e le prime pagine dei maggiori giornali stranieri, testimoniando la violenta e inedita reazione delle forze dell’ordine. Alcuni hanno paragonato la violenza degli scontri con la mattanza del G8 di Genova del 2001, puntando il dito sulla Polizia spagnola che aveva trasformato una semplice operazione di contenimento, in una vera e propria operazione militare offensiva.
Le fotografie crude di studenti, giovani e pensionati pestati a sangue dagli agenti sono state devastanti per l’immagine della Spagna, già umiliata da un servizio fotografico del New York Times che mostrava senza pietà l’impoverimento della società, calcando la mano su una situazione che sembrava appartenente a un povero paese africano, più che alla settima potenza economica mondiale.
Nelle ore successive alle manifestazioni, numerosi giornalisti, assieme ai movimenti degli indignados avevano lamentato la rimozione delle targhette di riconoscimento dalle divise degli agenti impegnati: un modo per impedire l’identificazione e un’eventuale denuncia per abuso.
La legge spagnola è chiara in proposito: i poliziotti devono essere sempre identificabili, in ogni circostanza, tranne quando impegnati in operazioni contro mafia e terrorismo. Tuttavia si moltiplicano le testimonianze che vedono poliziotti sbeffeggiare e minacciare i manifestanti che esigono di vedere i loro dati identificativi sulla divisa.
Un vero autogol per il governo di Rajoy, sempre più in calo di credibilità: i cittadini gli avevano chiesto di fare in modo che i poliziotti rispettassero la legge durante le manifestazioni, ma, come risposta, hanno avuto il divieto di fotografare i poliziotti in azione nelle manifestazioni.
Fonte: Vietare le foto della polizia violenta, è l




Tratto da: Vietare le foto della polizia violenta, è l’ultima trovata di Madrid | Informare per Resistere Vietare le foto della polizia violenta, è l
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
 

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