Solo politica (7 lettori)

Val

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Il resto è contorno come lo sono i reduci di se stessi, da Paola e Chiara
ai Cugini di Campagna che si offendono se il figlio di D’Alessio non gli bacia gli zatteroni.

E qui c’è poco da dire, la sfilata di questi artisti o spremuti
o destinati ad appassire senza fioritura è modesta fino all’imbarazzo e alla mortificazione.

Non un momento di interesse, non un fremito se non di insofferenza per la volgarità dello stalento diffuso,
per la fissità inquietante della Ferragni con la sua vocetta a tassametro
o per quel pleonasmo vivente che è Fiorello detto “Ciuri”,
al quale Amadeus detto Ama non sa e non vuole rinunciare,
basta che ci sia, anche solo per un peto, al che tutti, subito: che genio, che prodigio, che peto celestiale.


Meglio degli obbrobri in gara senz’altro.


Chi si costringe le dodici, le quindici ore fuori dal teatro in attesa di tanta mediocrità non è tenuto,
ma se uno appena conosce la musica, se ha masticato nozioni elementari di armonia e di melodia,
di canto, di presenza scenica, non può che arrendersi alla desolazione:

chi sono questi sordi, malaticci, cerei, tinti, belanti, genderizzati ma dall’aspetto terminale?

Qual è il loro senso, come ci sono arrivati su quelle tavole?


Ancora per il substrato politicante
.


La ragazzina Ariete ricorda la classica disadattata da ultimo banco,
ma è lesbica e anche lei odia la Meloni, insomma può servire alla causa globalista:
abile e arruolata, come la diretta concorrente Madame che è un’altra coi suoi bei problemi di adattamento e si vede.


Ma, in definitiva, sono tutti uno il clone dell’altro, almeno nella fascia per così dire emergente, alternativa, a cosa non si è mai capito.
 

Val

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Se non è politica questa!

E qui in questa settimana la praticano e la respirano tutti, volenti o nolenti.

Ma vogliono.

Tutto in transumanza, a vedere e a farsi vedere, a intrallazzare, a svaccarsi,
a esibire ciò che non si ha, a inciuciare con amici e nemici.

È la forza di Sanremo, una faccenda maledettamente politica,
per dire del potere che, se non ne fai parte o almeno se non gli graviti attorno,
ti ignora più che estrometterti.

E se sei estromesso sei morto.


Ma come si spiega ogni febbraio la migrazione per la Riviera ligure di saltimbanchi e guitti?

Proprio perché tali, proprio perché il Festival rappresenta le colonne d’Ercole dove si intrecciano opportunismi,
disperazioni, ambizioni che passano per il gioco puttanesco dello show business, della politique d’abord,
delle istituzioni televisive e non solo.


Se i telegiornali aprono con Sanremo, poi passano a riferire del terremoto in Turchia e Siria,

“seimila palazzi crollati, diecimila vittime, ma torniamo a Sanremo”,

vuoi o non vuoi ci state dentro a questa assurdità normalizzata,

a questo trionfo della noia efferata, estenuante, senza vergogna che si dissimula dietro la Costituzione.


Stando così le cose, conviene saperne quel minimo per non farsi condizionare più di tanto

e a tal proposito, se vi pare, seguite almeno queste colonne in cui si prova, non senza pena,

a tracciare i fili, che son tanti, e ad unirli in una trama alla lunga comprensibile.
 

superciuk1

La verità e' come voi prima o poi viene a galla
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Roberto Benigni è salito sul palco dell'Ariston per impartire una "lezione" sulla Costituzione che, a suo dire, è una "opera d'arte". Stiamo parlando del documento che come valore fondante non mette l'identità cristiana dell'Italia ma il lavoro che tra l'altro il sistema ha persino abolito. Benigni poi parla dei Paesi dove gli oppositori vengono incarcerati e perseguitati. Forse piuttosto che guardare in casa d'altri, Benigni avrebbe dovuto guardare nella nostra. Era qui, e non in Russia, che si arrestavano le persone perché non avevano la mascherina. Era qui, e non in Russia, che non si poteva uscire di casa rinchiusi agli arresti domiciliari. Era qui, e non in Russia, che non si poteva entrare al lavoro senza vaccino.

E tutto questo è avvenuto con la Costituzione "perfetta" di cui parla Benigni e sotto di lui, in platea, c'era il garante della carta che in teoria avrebbe dovuto respingere tutte le derive autoritarie degli anni passati e invece le ha firmate tutte. Siamo finiti nella peggiore dittatura della storia non con il fascismo ma con la Costituzione liberal-democratica. È una verità che troppi hanno compreso e che sta portando il popolo ad una irreversibile crisi di rigetto di questa ipocrisia.
 

Val

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Mettiamolo bello chiaro.

Album Vittimine Panini 2023 - collezionale tutte .....

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Val

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La direttiva europea case green, se 100% applicata, eviterebbe CO2 per 40 mil. tonn. in Italia.

La CO2 generata dall'India per produzione di energia elettr. con carbone è 22 volte tanto.

Si fa prima e costa meno, chiudere qualche centrale in India o rifare tutta l'Italia?


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