Segnali di smantellamento (1 Viewer)

Ignatius

sfumature di grigio
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Richard Ginori in liquidazione

Richard-Ginori 1735 - Borsa Italiana

L'assemblea dei soci, con sei voti a favore e tre astenuti, ha decretato ufficialmente l'avvio delle procedure di messa in liquidazione della società

L'assemblea ha provveduto a nominare anche i commissari liquidatori: si tratta di Marco Milanesio, piemontese, già liquidatore della Mabro di Grosseto, specialista della materia; Nicola Lattanzi di Carrara, professore associato di economia aziendale all'università di Pisa, docente di organizzazione aziendale e direttore di un master presso la stessa università; e Roberto Villa attuale presidente di Richard Ginori 1735.

I liquidatori, a cui tocchera' anche l'ingrato compito di formulare un piano di ristrutturazione aziendale, percepiranno un assegno annuale di 130 mila euro (Villa pero' ha rinunciato all'emolumento).

«Non e' una giornata felice - ha detto il presidente - ma speriamo di fare un buon lavoro nell'interesse della Ginori e dei suoi dipendenti».

Il Titolo in Borsa e' stato sospeso.
 

Sen

ευαiσθητος
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Sai cosa mi dispiace ? Sarò un romantico idealista a volte, ma sono profondamente rattristato dalla contrazione della produzione di oggetti ad alto valore aggiunto, peraltro tipici dell'Italia, oltre che produzioni artigianali e artistiche. Tanto per ricollegarci a quello spin-off sul tema del settore della biancheria intima. La crisi poi accentua lo spostamento dei consumatori verso prodotti low cost prodotti fabbricati in Paesi dove si può sfruttare manodopera a basso costo.

D'altra parte non si può nemmeno pretendere di produrre beni, per quanto belli essi siano, che non hanno più mercato perchè semplicemente i consumatori ad oggi preferiscono spendere il proprio reddito per altri beni o servizi. L'esempio calzante è l'imprenditore tessile nostalgico che si ostina a produrre i loden. Per quanto sia ottima la materia prima se il prodotto non va incontro alle esigenze del consumatore e magari anche le altre "P" sono carenti, il tuo loden rimarrà sullo scaffale.

Senza contare tutti i problemi che ha una azienda ad operare sul territorio italiano, ma qui sarei poco originale..
 

tontolina

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[ame=http://www.youtube.com/watch?v=_xVLHJAGFRY&feature=endscreen&NR=1]-ecco perche italia non ce la fara.flv - YouTube[/ame]
 

tontolina

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Buongiorno: Docomo Deutschland annuncia Opa cash a 2 euro (RCO)

Principale socio aderisce. Offerta finalizzata a delisting

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 mag - Docomo
Deutschland, societa' interamente controllata dalla
giapponese Ntt Docomo (gruppo Nippon Telegraph
and Telephone Corporation) , ha intenzione di promuovere
un'offerta pubblica di acquisto sulla totalita' delle azioni
ordinarie di Buongiorno per un corrispettivo pari a 2,00
euro per ogni azione. Venerdi' scorso il titolo Buongiorno
ha concluso la seduta con un prezzo di riferimento di 1,746
euro. Il capitale sociale di Buongiorno fa capo per il
20,19% a Mauro Del Rio (anche attraverso Capital B Lux Sarl
) e per il 3,76% a Van Den Heuvel Hoolger (attraverso
Selin). Mauro Del Rio si e' impegnato irrevocabilmente a
portare in adesione all'offerta tutte le loro azioni.
L'Offerta e' finalizzata al delisting del titolo Buongiorno
Monica Lodi Lod-Y-
[email protected]
 

tontolina

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il debito pubblico non è altro che uno specchietto per le allodole, utile per giustificare lo smantellamento totale e definitivo dell’industria strategica italiana in nome dell’imperativo categorico di “far cassa"
Per questa ragione il nuovo piano strategico elaborato da Finmeccanica ha suscitato l’approvazione di Morgan Stanley, che ha alzato il rating sulla società romana poche ore dopo che l’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ebbe esternato pubblicamente l’intenzione di “alleggerire” la holding attraverso la dismissione di alcune aziende “meno produttive”.


da Lo specchietto del debito, ricorda qualcosa?

Lo specchietto del debito, ricorda qualcosa? | STAMPA LIBERA
 

tontolina

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INDEBOLIMENTO dell'ENI: Parlare, inoltre, di concorrenza in un sistema estremamente corporativo ed oligopolistico come quello dell’energia appare quanto meno fuorviante, dal momento che i prezzi di petrolio e gas vengono stabiliti arbitrariamente da un cartello composto da un pugno di società petrolifere e da un numero altrettanto esiguo di istituzioni finanziarie che speculano sui rialzi.
 

tontolina

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da KEIN PFUSCH®: L' Aventino

Una nota azienda di moda si sposta nel Ticino. A pochi KM da casa. Per quale ragione lo fa?

Di certo non localizza per gli stipendi, che nel Ticino sono piu' alti. Non delocalizza per le tasse, perche' anche se ne Ticino sono piu' basse la differenza non basta ad ammortizzare la spesa nel breve termine. Col 5% ammortizzate in 20 anni. Col 10% in dieci anni. Senza contare il fatto che eludere ed evadere da quelle parti non e' semplice.


Inoltre, il franco svizzero si e' apprezzato e si apprezzera' ancora: significa che qualsiasi beneficio nella Svizzera rischia di essere vanificato dall'apprezzamento della moneta.


Dunque, perche' delocalizzano nel ticino?


La ragione e' semplice, e non ha niente a che fare con motivi economici.


La verita' e' che molti di quelli che sono ai remi stanno avendo l'impressione che mentre sono sempre meno pagati, dall'altro lato i passeggeri pretendano sempre di piu', e non si arrendano ne' all'idea di remare a loro volta ne' all'idea di pagare chi rema.​
Vedete, se ipotizziamo un modello economico tipo "nave passeggeri" divideremo chi sta a bordo in due categorie. I passeggeri e l'equipaggio.



Il modello economico sta in piedi se:




  1. I passeggeri pagano, e pagano bene, l'equipaggio per il suo lavoro.
  2. L'equipaggio non viene disturbato o intralciato dai passeggeri.

In questo modo, ovviamente il modello economico "nave passeggeri" sta in piedi. E' vero che e' iniquo nella misura in cui qualcuno se la spassa (i passeggeri del ponte di lusso) mentre qualcuno lavora come un negro (i marinai ) ma d'altro canto chi se la spassa HA PAGATO i marinai. Non e' (come diceva Marx) intollerabile che qualcuno consumi senza produrre: lo e' A PATTO CHE PAGHI i suoi consumi, e che li paghi BENE.


Il problema e' che quel meccanismo e' saltato.
Succede cioe' che i passeggeri, politici, vogliono viaggiare tutti in prima classe, senza pagare l'equipaggio. Essi dicono che in qualche modo il loro essere in prima classe in qualche modo finira' col beneficiare l'equipaggio, dunque essi hanno il diritto di consumare cio' che NON producono, senza per questo aver da pagare l'equipaggio, che (a detta loro) sarebbe beneficiato dal fatto che loro consumano.


Cosi' la sensazione che chi rema sta avendo, e sempre di piu' , e' che i passeggeri non pagheranno MAI. E che loro dovranno continuare a remare senza mai ricevere il dovuto.


Il motivo per cui le aziende lasciano l' Italia e i singoli emigrano
non e' la fuga dei cervelli o la ricerca di tasse minori. Quelli sono stati i primi ad andarsene. Oggi il problema e' semplicemente la sensazione chiara e netta di stare remando senza venire pagati. Di star mantenendo una torma di parassiti.
Voglio dire, chi mi paga molto piu' di quanto io venissi pagato in Italia non e' stupido. Se paga quel lavoro ritiene che lo valga.
Ma allora, perche' in Italia venivo pagato di meno? Perche' lo stupido ero io.


Ecco, in questo momento succede, e succede sempre piu', che le persone ai remi stiano abbandonando la nave. E i passeggeri iniziano ad incazzarsi.


Ci sono oggi milioni di disoccupati in Italia. Se da un lato questo e' il loro problema, forse dovreste iniziare a mettervi nei panni di chi si aspetta di ricevere i soldi a fine mese: tutte queste persone non lavorano e quindi non pagano tasse.


Quando eravate giovani e protestavate perche' tutto andava al ritmo del piu' lento, quando al lavoro siete snervati dall'incompetenza di quei parassiti che non fanno quel che dovrebbero, di quelli che lavorano male, vi viene risposto sempre allo stesso modo: "non hai scelta. Sei costretto a stare qui ed a lavorare per noi".


Ora, quello che sta succedendo e' che sempre piu' persone hanno scelta. Quando Bossi diceva che era meglio fare il federalismo perche' le regioni del Nord erano stufe di pagare per quelle del sud, al sud ci si diceva che "il nord non aveva scelta".
Chi sta ai remi, cioe', non ha alcuna scelta che mandare avanti la baracca mentre gli altri se ne stanno sul ponte a spassarsela.


Ebbene, le cose stanno cambiando:


Il nuovo fenomeno e' quello dell'emigrazione delle persone dalle zone piu' ricche dell' Italia. Non emigrano piu' dal sud, ma dal nord. Ed ogni volta che uno di questi se ne va via dal nord, ci sono meno soldi da mandare al sud per mantenerlo. In pratica, cari signori, chi remava sta lasciando la nave, e presto i passeggeri rimarranno da soli.


L'articolo parla dei 27000 iscritti all' Aire, il che esclude quelli che non si iscrivono, che sono circa il 50%. (2) Ora, se considerate che in Italia nascono circa 400.000 giovani/anno, si tratta del 12.5% della nuova popolazione che se ne va ogni anno. E con essa, il 12.5% del PIL differenziale, cioe' del PIL che dovreste guadagnare quando le nuove leve si metteranno ai remi.


Cosi' facendo, il fenomeno peggiora di entita': nel senso che quelli che se ne vanno hanno usufruito di scuole e formazione, a spese degli altri che remano, ma non hanno poi restituito quanto ricevuto. La Germania sta colmando il proprio bisogno di manodopera formata per svecchiare il parco lavoratori puntando su Spagna, Italia, Grecia, Francia e paesi dell'est europeo.


Che cosa si ottiene con questo? La nuova emigrazione non e' fatta piu' di persone che se ne vanno con la valigia in mano, e neanche di persone che manderanno in patria i soldi delle rimesse. La verita' e' semplicemente che si tratta di una perdita secca.



A questa si aggiungono le imprese che emigrano in Europa.




Questo e' il grafico delle aziende italiane che se ne sono andate.
Se sommate UE15, Nuovi Membri della Ue e Stati uniti e Canada ottenere una cifra impressionante di aziende (41.2%) che vanno a delocalizzare in paesi che non sono esattamente "la Cina dove vai a cercare gli schiavi che lavorano ad un dollaro al giorno".


Adesso qualcuno dira' che questi paesi UE stiano depredando l'italia. Beh, se parlate cosi' probabilmente siete proprio quei passeggeri di cui parlavo. Nessuno sta depredando l' Italia. Nessuno mi e' venuto a minacciare con la pistola. Nessuno mi ha forzato. Semplicemente , molto semplicemente, ero stufo di remare per altri.




Quelli che hanno depredato il paese non sono gli stati stranieri che stanno prendendo le aziende italiane, e quelli che hanno depredato il paese non sono gli stati che si stanno prendendo le figure professionali che vi e' costato di piu' formare.


Quelli che hanno depredato il paese sono dentro. Sono i passeggeri. Sono quei dirigenti che si sono riuniti a firmare documenti FALSI per mettere una grata di fronte ai binari del nuovo treno di Montezemolo. Sono tutti i dipendenti di trenitalia, di rfi, che temono la concorrenza perche' sanno di occupare , di usurpare un posto che non meritano. Sono quei sindacalisti che hanno visto la grata e si sono voltati dall'altra parte, ben sapendo che anche Montezemolo ha assunto personale e crea lavoro. Ma i lavoratori di Montezemolo sono di serie B, perche' non sono quel tipo di lavoratore che piace al sindacato.


Cosi', prima o poi la storia di Montezemolo e' scritta: adattera' i treni ad altre reti e andra' a lavorare in altri paesi. Quelli senza grate sui binari.


Ora, il punto non e' emigrare o meno. Il punto e' che la gabbia si e' rotta. Quello che terrifica gli italiani che parlano contro la globalizzazione non e' il fatto che con la globalizzazione il cinese gli faccia concorrenza. Quello che temono i Nuovi Cuccia e' che se tieni aperta la porta della stalla, IL "PARCO BUOI" TI MANDA A FARE IN CULO!


Quello cui state assistendo non e' piu' "emigrazione" o "delocalizzazione". E' un vero e proprio aventino, col quale chi remava si e' stufato, e rifiuta di mantenere passeggeri che non pagano.


Mi viene sempre in mente l'arroganza con la quale il borbonico medio diceva "ehi , tanto la secessione non si fa, e tu continuerai a pagare. Sara' sempre cosi' e non cambiera' mai nulla". Beh, la secessione la state avendo comunque, al ritmo di 40.000 persone formate e 22.000 aziende all'anno, andranno ad essere piu' ricchi di voi altrove, e il rubinetto dei soldi chiudera' piano piano.


A questo ritmo, ci saranno sempre meno persone a remare. I passeggeri riceveranno sempre meno soldi. Ma vorranno continuare a vivere come prima, il che significa vessare ancora di piu' i pochi che rimangono a remare. I quali non si ribelleranno affatto: chi sogna le rivoluzioni e' un illuso.


C'e' una rivoluzione, oggi, che si puo' fare senza nessuna violenza. Non e' difficile e non e' neanche necessario fare del male a qualcuno. Basta semplicemente smettere di remare per quei passeggeri.
Non e' uno sciopero generale. E' semplicemente emigrazione, e' semplicemente rimanere a casa sino ai 35 anni, e' semplicemente spostare l'azienda altrove.


La secessione la stanno facendo, la stanno facendo sotto o vostri occhi, il federalismo si sta facendo anche quello, e sotto i vostri occhi. E il rubinetto che credevate essere assicurato perche' l'equipaggio secondo voi DOVEVA mantenervi, oggi vi da' sempre meno.


Oh, per ora non ve ne accorgete, ma dentro di voi notate alcuni dettagli. Nel vostro ufficio si sta iniziando a risparmiare su questo e su quello, e lo sapete. Lo vedete. Sapete bene che adesso gli straordinari non sono piu' pagati (3) , e che di carriera non si parla piu', di aumenti di stipendio ancora di meno.


La verita' e' che qualcuno ha scelto di smettere di remare, e per ora questo vi sta colpendo solo nei dettagli. Ma sapete bene che l'inflazione c'e', e tra dieci anni avra' eroso un altro 10% del vostro reddito. Tra dieci anni, una fetta consistente delle nuove leve , quei nuovi fessi che prima remavano per voi, se ne saranno andati via. E non avrete nessuno a cui chiedere ancora soldi per mantenervi.


Potete ritardare. Potete pagare i nuovi dipendenti seicento euro l'anno. Potete fare, come ormai fanno molte aziende, il contratto part-time con straordinario che copre tutta la giornata: se arriva un'ispezione sono part-time, ma poi lavorano tutto il giorno. Ma tutto questo non fara' altro che accentuare il problema: un'altra azienda se ne va nel TIcino e da li' vi apre come delle cozze.


C'e' un unico modo di rispristinare il sistema economico, ed e' fare in modo che i passeggeri si mettano a pagare bene quelli che remano. Si chiama politica dei redditi, e occorre distinguere bene chi rema e chi non rema. Non c'entra la classe politica, non c'entrano le corporazioni. L'italia e' divisa in due parti, i passeggeri e quelli che remano.


Sinora i passeggeri credevano di essere su una galera, nella quale chi rema era costretto a farlo e sarebbe sempre stato costretto a farlo. Oggi i passeggeri scoprono -anche se non hanno ancora capito bene cosa stia succedendo- che quelli che remavano se ne stanno andando. Un tempo dicevano "qualcun altro prendera' il loro posto, avremo sempre piu' schiavi". Ma oggi si stanno accorgendo che la forza lavoro in italia sta calando sempre di piu', che i redditi (e quindi le tasse) stanno calando, e che i consumi (e quindi il reddito dei passeggeri "imprenditori") si sta assottigliando.


Qualcuno mi ha chiesto chi paga le tasse, se siano gli imprenditori o gli statali. Come se la divisione tra passeggeri e stato fosse la divisione tra passeggeri ed equipaggio. Ma e' falso: lo statale che lavora manda avanti la nave, cosi' come l'imprenditore parassita e' un passeggero.


La divisione tra passeggeri ed equipaggio non e' fatta di partiti politici, di stato contro privato, ma di due differenti tipi umani. Il parassita specializzato nel vivere con il lavoro altrui e il poveraccio che pensa ancora di vivere lavorando. Sono due tipi umani enormemente diversi.


Per decenni il parassita si e' illuso che qualche gabbia tenesse chiusi gli altri. Lo notavo quando si parlava di secessione: quando si faceva notare che alcune regioni davano sempre ed altre prendevano sempre, si ribatteva che i consumi del sud facevano comodo al nord. Quando si fa notare che la Germania abbia un'economia migliore , si dice "eh, ma loro hanno fatto l'euro per avere il mercato europeo, noi gli serviamo!".




Beh, ho brutte notizie anche su questo:


La secessione la stanno facendo anche loro.


, Portogallo, Spagna, Grecia e Italia pesavano, insieme, per il 9,16% sul totale dell'export della Germania.
Meno del 10%. La vostra gabbia , quella che secondo voi doveva costringere la gente a remare per voi, si e' rotta. Non c'e' piu'.


Adesso avete due scelte: o vi mettete a remare, o i balli sul ponte panoramico della nave presto saranno un sogno.
 

tontolina

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Lo Stato italiano, un cieco avido e gretto che vuole essere ingozzato e non pensa al domani

La chiusura della Richard Ginori è dipesa soprattutto dallo Stato italiano che non ha saputo intervenire nel giusto modo per salvare quella che era una delle nostre migliori industrie.

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Museo di Richard Ginori delle Porcellane di Doccia

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Il fallimento della Richard Ginori non è solo il fallimento di un’azienda, ma l’ennesimo fallimento dello Stato italiano che non ha saputo preservare ed aiutare un’impresa che ha portato le porcellane italiane in tutto il mondo.
Quello che doveva essere un vanto per l’Italia, un’azienda che produce porcellane di pregio dal 1735, diventa oggi un qualcosa da svendere e da rilevare, che porterà oltre 330 dipendenti alla cassa integrazione (La Richard Ginori chiude il 31 luglio).
La cosa sporca di tutto questo è che non è stata una notizia diffusa massicciamente; neanche in Toscana, dove l’azienda ha la sede a Sesto Fiorentino, la gente ne sa più di tanto.
Perchè la Richard Ginori ha dichiarato fallimento se proprio nel 2011 è riuscita a chiudere il margine operativo lordo in pareggio, cosa che non avveniva da molti anni? Proprio a causa della crisi della liquidità, nel 2011 la Ginori non è riuscita a fatturare tutto quello che poteva, non potendo pagare i fornitori, e questo le ha impedito di incrementare ulteriormente il bilancio del 2011.
Ma il vero problema, quello che ha indotto alla fine la Richard Ginori alla chiusura sono stati i debiti nei confronti di Equitalia, l’Agenzia delle entrate e l’Inps; un debito di 8,5 milioni di euro che ha avviato l’iter per congelare i finanziamenti erogati dallo Stato all’azienda (Richard Ginori in liquidazione: i debiti travolgono 277 anni di storia).
Questa è stata la vera causa di un fallimento che si poteva evitare; lo Stato a parole ci ha provato, ma solo a parole, ed aveva proposto di rilevare il Museo di Doccia, valutato tra i 40 e 50 milioni di euro; questa mossa avrebbe salvato l’azienda, e si era avviata anche una trattativa col Ministero dei Beni Culturali, trattativa che poi però è finita in un nulla di fatto.

Il fallimento della Richard Ginori riflette, come abbiamo detto in apertura, il fallimento dell’Italia, lo Stato Italiano non ha pensato a quello che la Richard Ginori poteva offrire, un’impresa che portava prestigio alla nazione, tasse, e che diventa, quando è a livelli alti e conosciuti in tutto il mondo, anche un vanto, un fiore all’occhiello del Paese.
Proprio per questo lo Stato italiano in questa vicenda si è rivelato avido, poichè non ha saputo salvare un qualcosa che avrebbe poi fruttato molto più di quello che sarebbe costato, gretto nel non riconoscere l’arte , la bellezza e l’unicità di quello che la Richard Ginori produceva: porcellane di altissima qualità, che molto spesso unite al genio di qualche Maestro (come è accaduto col connubio Missoni-Ginori) davano vita a qualcosa di unico.
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