Russia-Cina: accordo di scambi commerciali senza il Dollaro (1 Viewer)

tontolina

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Se Putin dovesse fare quello che si sospetta ci sia dietro il continuo accumulo di oro , tra qualche hanno quando l ammontare di oro sara idoneo e gli passa il rublo al golden standrd il dollaro fara il botto altro che in silenzio
Intanto gli USA appoggiano la guerra nello Yemen
e mandano i Panzer in Europa dell'est e ripudiano l'accordo di Minsk



:sad:

la guerra ritorna in Europa

L'Austria comincia a tuonare ululando che non vuole alcuna guerra e che vuole restare neutrale al conflitto voluto dagli USA che hanno organizzato il colpo di stato nazista in Ukraina
 

tontolina

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intanto
Obama cala le brache. Resa senza condizioni. Vince la Cina

Obama cala le brache. Resa senza condizioni. Peggio dei viados. - SENZANUBI

Tutti nella Superbanca Cinese. Gli Svizzeri, da Invitati (di Maurizio Blondet) #Blondet

Tutti nella Superbanca Cinese. Gli Svizzeri, da Invitati (di Maurizio Blondet) #Blondet - Rischio Calcolato





È stata tutta una corsa, una gara. Con sgomento dispetto e incredulità di Washington, tutti i suoi alleati si son precipitati ad entrare nella Banca Asiatica di Investimento e Infrastrutture (BAII) creata da Pechino:
Germania, Francia, (incredibile) Italia, e persino il Regno Unito .

Il Governo americano ha «privatamente» rimproverato Londra per questo tradimento. Pubblicamente o quasi, ha espresso il dubbio che Stati non appartenenti al G-7 (ossia al Regno del Bene globale) siano capaci di operare prestiti e investimenti «secondo gli standard appropriati» specie sul piano «della protezione sociale» e «dell’ambiente» (siete pregati di non ridere: la predica viene dal Paese del fracking, degli OGM Monsanto e del più alto numero di detenuti al mondo, dove il carcere è stato chiamato ‘la cassa integrazione dei negri’).


L’effetto di questo avvertimento?

L’Australia, la Nuova Zelanda, per non parlare dell’India e l’Indonesia, si sono affollati alla porta della neonata banca cinese. 35 nazioni in tutto.



La Corea del Sud ci sta pensando.
L’unico vero e forte alleato rimasto fuori su ordine americano è il Giappone.
Ma colto da tentazione irresistibile, Taro Aso, il ministro delle Finanze di Tokio, ha dichiarato che prenderà in considerazione l’adesione alla banca cinese «se garantisce un meccanismo credibile per dare prestiti», frase che ha qualcosa della scusa pietosa.



Tutto questo è già stato scritto, ed altri hanno sottolineato che la banca cinese segna l’inizio della fine dell’egemonia finanziaria americana, esercitata attraverso i suoi organi sovrannazionali come FMI, Banca Mondiale, Banca Asiatica di Sviluppo (sempre diretta da un giapponese) di cui ha scritto le regole e in cui ha la maggioranza decisionale; altri, più ottimisti, hanno salutato l’inizio della de-dollarizzazione.



Pochi, mi pare, hanno sottolineato l’importanza dell’adesione di un altro Paese. Piccolo, neutrale, e non inserito nei sistemi d’alleanza americani. Prendo la notizia della Xinhua, l’agenzia ufficiosa di Pechino:
«La Svizzera decide di partecipare al processo di fondazione della BAII».
Notare: non si parla di semplice adesione. La Svizzera ha regalmente deciso di «partecipare al processo di fondazione» della superbanca. Il resto del comunicato suggerisce che Pechino l’ha graziosamente invitata a sedersi alla sua destra.



«In quanto uno dei primi Paesi d’Europa occidentale a fare questo passo – continua Xinhua la Svizzera potrà così partecipare alla preparazione degli statuti di questa importante istituzione finanziaria. Ciò ‘le permetterà di ben posizionarsi nella nuova istituzione’, secondo un comunicato del governo elvetico. (…) La Svizzera considera di poter svolgere un ruolo importante ‘per assicurare che la nuova banca rispetterà gli standard internazionali [ecco la risposta a Washington, ndr] della sue attività operative e nella cooperazione allo sviluppo. Essa potrà, a questo scopo, mettere a profitto la sua lunga esperienza, e credibilità di cui gode presso le banche multilaterali di sviluppo».
Pechino dunque non solo dà agli gnomi di Zurigo un posto da fondatore al vertice della BAII; riconosce alla Svizzera il ruolo di proboviro, di garante e giudice della onestà della nuova istituzione.
Divertente la piccola bugia iniziale: la Svizzera non è stata «uno dei primi Paesi» ad aderire. Il primo, primissimo ad offrirsi è stato il Regno Unito, e proprio per «guadagnare il vantaggio di essere il primo», iscrivendosi alla banca cinese prima degli altri Paesi del G-7, dirottare verso la piazza di Londra le transazioni asiatiche future, e avere il potere di conformarne gli statuti e dare le «garanzie» sugli standard, insomma di conformare la BAII secondo i criteri, l’ideologia e l’egemonia globalista anglo-americana.
Anche Cristine Lagarde, a capo del Fondo Monetario, s’è detta «deliziata» di collaborare subito con la BAII, per lo steso motivo di Londra: influire sulla sua creazione e la sua costituzione.
Pechino ha invitato invece la Confederazione al posto ardentemente desiderato da Londra.
E la BAII non è la sola: la Cina ha proposto anche una New Development Bank per i suoi BRICS (Brasile, Russia, India e SudAfrica), per non dire del progetto Via della Seta, che intende collegare con reti ferroviarie veloci i vicini nell’Asia Centrale. Lo stesso Economist dei Rotschild ha scritto: «La Cina, stracolma di riserve in valuta e ansiosa di convertirle in soft power, sta creando una architettura alternativa» a quella che ha garantito l’indiscusso dominio della finanza anglo e della sua ideologia negli ultimi 70 anni; e «l’America, sia che l’abbia fatto apposta o per inettitudine, ha fatto della questione un test della sua forza diplomatica. È stato un disastro…».
Decisa a continuare su questa strada, Washington ha sparato un missile intercontinentale a testata multipla Minuteman III – l’arma da guerra atomica – e l’ha fatto «per dare una visuale al mondo», ha detto il colonnello Tytonia Moore, responsabile del lancio. Chiusi nel loro mondo.
Invece è da chiedersi cosa mai ha indotto la servile Roma ad unirsi agli altri servi europoidi in questo sgarbo agli USA.

Il fatto è che nei circoli che in qualche modo contano avanza la sensazione che il sistema globale americano non solo è in un vicolo cieco, se vogliamo al capolinea; e per di più sull’orlo del precipizio. E a denunciarlo sono proprio gli operatori che più si avvantaggiano del sistema.

Paul Tudor Jones, un grosso e rispettato trader, ha sgomentato molti dicendo, in tv, che «siamo al colmo di una disastrosa market-mania», intendendo i mercati finanziari, i soli dove ci si arricchisce mostruosamente, «una mania delle peggiori della mia vita».

Evocata l’iniquità insostenibile fra «l’1% e il resto dell’America, e fra gli USA e il resto del mondo», ha aggiunto: «questo divario non può durare e non durerà.
Storicamente, questo genere di divaricazione si riduce in tre modi:

con la rivoluzione, con le tasse più alte, o con la guerra. Nessuna di queste è nella mia lista dei desideri…».



Ray Dalio, il fondatore del fondo speculativo Bridgewater Associates (gestisce 165 miliardi di dollari) ha scritto ai suoi clienti che la politica della FED rischia di far esplodere un crack «stile 1937». Che cosa accadde allora?

Che la Grande Depressione nata nel 1929 ebbe un ulteriore aggravamento, mostrando il fallimento del New Deal. Ciò perché esattamente come oggi, per drogare l’economia in recessione dal ’29, la FED ‘stampò moneta’ a perdifiato. La moneta e i bassi interessi alimentarono una (nuova) bolla della Borsa. Quando la FED rialzò i tassi (prematuramente, si disse) la bolla scoppiò, e ci fu una ricaduta spaventosa nella disoccupazione di massa, e nei fallimenti. E un rigelo della Grande Depressione in tutto il mondo (salvo che nel paese del Male Assoluto, ma questo è un altro discorso). E sì che nel 1937 gli Stati Uniti erano, finanziariamente, un’«isola, e non come oggi un attore d i un mondo globalizzato» dove i capitali possono andare e venire alla velocità della luce e senza confini; nel ’37 la Borsa esauriva tutta quanta la «finanza speculativa»; oggi il mercato del debito (obbligazioni e Titoli di Stato) giganteggia, e sopra questo titaneggia – fino a farlo sembrare un nano – il mercato dei derivati: 690 trilioni, contro i 70 trilioni di tutti i mercati azionari e obbligazionari.

Ora, i derivati sono sensibilissimi a variazioni dei tassi d’interesse primari, decisi dalle banche centrali: le quali o si paralizzano, o rischiano l’Apocalisse.
«Il mercato è iper-sopravvalutato, sta per arrivare una correzione significativa»: parole del capo della Federal Reserve di Dallas, Richard Fisher, al momento di lasciare la poltrona per la pensione. Lo sa benissimo, che i trucchi delle Banche Centrali hanno sempre meno effetto. La durata dei periodi di stabilità che seguono ad ogni «intervento» o «salvataggio» diminuisce, e l’ampiezza di ogni nuova crisi si espande. Sono molti operatori a dire che la prossima farà sembrare il 2008 (la crisi dei subprime con quel che ne è seguito e non ancora concluso) un ruttino.




E in Europa? Un certo vento di fallimenti bancari ha cominciato ad alzarsi. Inaspettatamente, nell’area tedesca: l’austriaca Hypo Alpe Adria, già nazionalizzata nel 2009 è fallita. Vienna non ha voluto o potuto più «salvarla» (ci aveva messo 5,5 miliardi di euro dei contribuenti, volatilizzati), quindi il peso del crack cade sugli azionisti e, novità, sui correntisti. Gli azionisti hanno imbarcato perdite per 7,6 miliardi: e fra questo un investitore chiamato Düsseldorfer Hypotherkenbank, che tratta obbligazioni securitizzate (pfandbriefe), un mercato in Germania di 400 miliardi di euro. Prontamente fallita. Altrettanto prontamente, l’associazione delle banche private tedesche BDB l’ha presa in carico, attraverso il fondo di garanzia dei depositi, per assicurare i correntisti che, fino a una certa cifra, non avrebbero perdite: piccolo particolare, la Düsseldorfer non tiene conti correnti di privato. Segno più rivelatore di panico non si può immaginare.
Come non bastasse, gli USA – questi maestri della morale – hanno accusato la Banca Privata di Andorra di riciclaggio, che significa il divieto di operare in USA. Lo staterello di Andorra ha dichiarato di nazionalizzare la banca privata: così si è scoperto che il bilancio della banchetta che ha garantito (3,1 miliardi) è quasi pari al bilancio statale di Andorra (3,5). E il micro-Paese non sta sotto l’ombrello protettivo della BCE, dunque deve provvedere da sé. Subito dopo, una filiale della banca di Andorra da essa posseduta, la Banco Madrid, è andata in fallimento… Non sappiamo ancora cosa hanno escogitato alla BCE per frenare quello che sembra un effetto-domino. Ancor meno se e per quanto funzionerà.
Speriamo nei cinesi, e nello sviluppo che sapranno innescare…
di Maurzio Blondet
 

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ora nell'inferno delle tasse italico
Quando si tratta di debito i ricchi occidentali calano le braghe e fanno vedere quello che sono nella realtà perché disposti a tutto per avere una rendita da debito sulla gente che lavora.
I cinesi non sono gli ultimi idioti di questo mondo e conoscono il reale valore dei soldi.
 

tontolina

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Cina e Russia dimostrano il loro isolamento con esercitazioni militari congiunte

Cina e Russia dimostrano il loro isolamento con esercitazioni militari congiunte - World Affairs - L'Antidiplomatico
L'asse Mosca-Pechino è frutto dell'inetta e aggressiva politica estera statunitense. Michael Krieger


La guardia d'onore cinese che si è unita alla parata militare nella capitale della Russia questo fine settimana, sotto gli occhi del presidente cinese Xi Jinping, ha segnato più di un riconoscimento simbolico del contributi dei due paesi alla vittoria degli Alleati nel 1945.



La partecipazione della Cina riflette anche un aggiornamento dei suoi legami militari con la Russia, comprese le esercitazioni navali congiunte e una ripresa degli acquisti di armi, che potrebbero complicare gli sforzi a guida Usa per contrastare l'espansione delle attività militari, dicono analisti e diplomatici di entrambe le nazioni.

"Sono fondamentalmente convinto che, nonostante le loro differenze su alcuni interessi nazionali, in realtà affrontino lo stesso nemico comune ", ha detto Gilbert Rozman, un esperto di relazioni Cina-Russia presso la Princeton University.

- Dal Wall Street Journal: China Parades Closer Tie in Moscow

Uno dei temi chiave del blog Liberty Blitzkrieg è stata la disattenzione e l'inettitudine dei responsabili dell'elaborazione della politica estera statunitense.

Il problema con la politica estera degli Stati Uniti attuale è che non è di natura difensiva. Piuttosto, tutte le indicazioni confermano che il governo degli Stati Uniti sta attaccando il mondo; mosso principalmente dal suo ego e dalla volontà di dominio, scrive Michael Krieger sul suo blog. Gran parte del mondo ha iniziato a vedere gli Stati Uniti non come un partner forte, ma come un grande narcisista. Quello che la leadership americana non riesce a capire è che assumendo un tale atteggiamento sta semplicemente rendendo gli altri all'estero paranoici e minacciati, e quindi si avvicinano tra loro e si allontanano dagli Stati Uniti

Gli esempi dei disastri della politica estera degli Stati Uniti dall'11 settembre sono molti, ma il più evidente oggi è il disastro nei confronti della Russia.

Come i lettori consapevoli sapranno, il governo degli Stati Uniti ha tentato di applicare forti pressioni sull'economia russa, nel tentativo di indebolire la posizione di Vladimir Putin a casa, e in ultima analisi, rovesciare il suo governo. E' ormai chiaro che questa strategia ha completamente fallito. A peggiorare le cose, la "strategia" ha semplicemente solidificato la convinzione tra le potenze emergenti della necessità di contrastare l'aggressione degli Stati Uniti. Questa convinzione ha preso le forme del rapporto sempre più stretto tra la Russia e la Cina.

Per riassumere, non solo la strategia degli Stati Uniti ha fallito, è in realtà servita ad indebolire notevolmente la posizione americana, avvicinando pericolosi rivali geopolitici.

Dal Wall Street Journal :

PECHINO - La guardia d'onore cinese che si è unita alla parata militare nella capitale della Russia questo fine settimana, sotto gli occhi del presidente cinese Xi Jinping, ha segnato più di un riconoscimento simbolico del contributi dei due paesi alla vittoria degli Alleati nel 1945.

La partecipazione della Cina riflette anche un aggiornamento dei suoi legami militari con la Russia, comprese le esercitazioni navali congiunte e una ripresa degli acquisti di armi, che potrebbero complicare gli sforzi a guida Usa per contrastare l'espansione delle attività militari, dicono analisti e diplomatici di entrambe le nazioni.

Gli unici altri paesi stranieri che hanno inviato truppe alla parata sono stati l'India, la Mongolia, la Serbia e le sei ex repubbliche sovietiche.

Tre navi della Marina Militare cinese hanno anche fatto una rara incursione nel Mar Nero per unirsi alle commemorazioni nel porto meridionale di Novorossiysk

Le navi cinesi prenderanno parte ad esercitazioni congiunte con la Marina russa neo pel Mar Mediterraner la prima volta, secondo le autorità cinesi e russi.

Entrambe le parti dicono che le esercitazioni non sono dirette verso gli altri paesi, ma i tempi, dopo l'annessione della Crimea alla Russoa, e la posizione, sul fianco meridionale della NATO, hanno aggravato le preoccupazioni occidentali circa un emergente asse Mosca-Pechino.

Un asse che è stato causato dall'inetta e aggressiva politica estera statunitense, ribadisce Krieger.

Mercoledì scorso, il governo russo ha presentato un progetto di accordo sulla sicurezza informatica con la Cina in base al quale i due paesi si impegnano a non condurre attacchi informatici l'uno contro l'altro e a contrastare la tecnologia che può influenzare negativamente la loro politica interna.

Xi sembra anche condividere alcune affinità personali con il presidente russo Vladimir Putin, che è visto da molti in Cina come un forte, capo patriottico.

L'anno scorso, Mosca e Pechino hanno organizzato esercitazioni navali congiunte per la prima volta nel Mar Cinese orientale, dove la Cina è coinvolta in una disputa territoriale con il Giappone. Nel mese di settembre, Putin e alcuni dei suoi soldati si uniranno ad una parata militare in Cina per celebrare l'anniversario della sconfitta del Giappone nel 1945.

Il Pentagono dice che la Cina sta lavorando, con la Russia, su un nuovo programma di progettazione e produzione dii sottomarini che potrebbero essere utilizzati per cercare di evitare che le navi degli Stati Uniti intervengano in un conflitto in Asia.

"Sono convinto del fatto che, nonostante le loro differenze su alcuni interessi nazionali, in realtà affrontino lo stesso nemico comune , ha detto Gilbert Rozman, un esperto di relazioni Cina-Russia presso la Princeton University.

"Credo che stiano entrambi inviando il messaggio che il loro rapporto è più forte di quanto si creda e se gli altri hanno intenzione di fare pressione sui due Paesi nelle loro arene, i due risponderanno insieme."
 

tontolina

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Tutto è iniziato nel mese di aprile con una valanga di offerte tra Argentina e Russia durante la visita del presidente Cristina Kirchner a Mosca.
E continua con investimenti per 53 miliardi di dollari offerti dal premier cinese Li Keqiang in visita in Brasile durante la prima tappa di un altra offensiva commerciale sudamericana – accompagnata da una dolce metafora: Li che viaggia su una metropolitana made-in-China e si prepara alla nuova linea della metropolitana di Rio de Janeiro che sarà completata in occasione delle Olimpiadi del 2016.


Se gli Stati Uniti c’entrano qualcosa in tutto questo?
No, per niente.
A poco a poco e inesorabilmente, i membri BRICS, Cina e, in misura minore, Russia – hanno letteralmente ristrutturato il commercio e le infrastrutture dell’America Latina.
Innumerevoli missioni commerciali cinesi hanno toccato ininterrottamente questi lidi, così come fecero gli Stati Uniti tra la prima e la seconda mondiale. In un incontro chiave tenutosi in Gennaio scorso con i leader aziendali latino-americani, il presidente Xi Jinping ha promesso di convogliare nei prossimi 10 anni 250 miliardi di dollari per progetti d’infrastrutture.
I maggiori progetti d’ infrastrutture in America Latina sono tutti finanziati da capitali cinesi – eccetto il Porto di Mariel a Cuba, finanziato dalla brasiliana BNDES e gestito da un’operatore portuale di Singapore, la PSA International Pte Ltd. La costruzione del Canale Nicaragua - più grande, ampio e profondo di quello di Panama - è stato avviato lo scorso anno da a una società di Hong Kong che prevede di terminarlo entro il 2019.

L’Argentina, dal canto suo, si è aggiudicata 4,7 miliardi di dollari cinesi per la costruzione di due dighe idroelettriche in Patagonia.
Tra le 35 offerte presentate durante la visita di Li in Brasile, ha trovato spazio anche un finanziamento di 7 miliardi di dollari per il gigante petrolifero brasiliano Petrobras;

la vendita di 22 jet cargo brasiliani Embraer alla Tianjin Airlines per 1,3 miliardi di dollari;
e una raffica di accordi che riguardano il gigante del ferro VALE.

Gli investimenti cinesi serviranno soprattutto a ristrutturare la fatiscente rete di strade, autostrade, ferrovie e porti brasiliani; gli aeroporti sono in condizioni abbastanza soddisfacenti, grazie ai lavori di ammodernamento effettuati l’anno scorso per la Coppa del Mondo.
La star di tutto questo show è senza dubbio la proposta di $30 miliardi di dollari per una mega-ferrovia di 3.500 chilometri dall’Atlantico al Pacifico, precisamente dal porto atlantico brasiliano di Santos al porto pacifico peruviano di Ilo, passando per l’Amazzonia. Logisticamente si tratta di un ‘must’ per il Brasile, poiché gli offrirebbe finalmente uno sbocco al Pacifico. Chi ne beneficierà maggiormente saranno i produttori di materie prime - dal minerale di ferro ai semi di soia – per le esportazioni in Asia, e soprattutto in Cina.
La ferrovia Atlantico-Pacifico può essere un progetto estremamente complesso - che coinvolge tutto e tutti, dalle questioni dei diritti ambientali a quelle territoriali, e soprattutto, per il fatto che si dà la preferenza a un costruttore cinese ogni volta che le banche Cinesi mettono mano alla borsa e deliberano linee di credito. Ma questa volta si andrà avanti.
E i soliti sospetti sono, ovviamente, molto preoccupati.

ATTENZIONE ALLA GEOPOLITICA
La politica ufficiale brasiliana, fin dagli anni di Lula, è stata quella di attrarre i migliori investimenti cinesi. La Cina è dal 2009 il primo partner commerciale del Brasile; prima lo erano gli Stati Uniti. Questo trend iniziò con la produzione di alimenti, ora va verso investimenti in porti e ferrovie; la prossima tappa sarà il trasferimento di tecnologia.

La Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS e la China Infrastructure Investment Bank (AIIB), di cui il Brasile è uno dei principali fondatori, avranno sicuramente un ruolo fondamentale in questo scenario.
Il problema è che questo nuovo quadro commerciale dei BRICS si sta sviluppando sullo sfondo di un processo politico piuttosto contorto. Le prime tre potenze sudamericane - Brasile, Argentina e Venezuela, che, tra l’altro, sono anche parte di MERCOSUR – hanno dovuto affrontare tentativi di “destabilizzazione", causati dai soliti sospetti, che attaccano regolarmente la politica estera dei presidenti Dilma Rousseff, Cristina Kirchner e Nicolas Maduro, e guardano con nostalgia ai vecchi tempi della ‘buona relazione di dipendenza’ che avevano con gli Stati Uniti.
Con diversi gradi di complessità – e di conflitti interni - Brasilia, Buenos Aires e Caracas stanno tutti affrontando contemporaneamente degli attacchi al loro ordine istituzionale. I soliti sospetti non cercano neanche di nascondere il loro totale distacco diplomatico dai primi tre paesi sudamericani.
Il Venezuela, che è sotto sanzioni USA, è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale americana – cosa che non può neanche considerarsi uno scherzo. La Kirchner è stata sotto continuo attacco diplomatico, per non parlare dei ‘fondi speculativi avvoltoio’ (vulture funds) degli Stati Uniti in Argentina. Con Brasilia, i rapporti sono praticamente congelati dal settembre del 2013, quando Rousseff sospese una visita a Washington in risposta allo spionaggio NSA su Petrobras e sulla sua stessa persona.
E questo ci porta ad una questione di strategia geopolitica cruciale, finora irrisolta.
Lo spionaggio NSA potrebbe aver fatto trapelare deliberatamente informazioni sensibili per destabilizzare i programmi di sviluppo brasiliani – che comprendevano, nel caso della Petrobras, l'esplorazione del più grande giacimento di petrolio individuato dai primi anni del 21° secolo.

Quello che ora sta accadendo è estremamente importante poiché il Brasile è la seconda maggiore economia del continente americano (dopo gli Stati Uniti); è la più grande potenza commerciale e finanziaria latinoamericana; ospita la seconda più grande banca di sviluppo mondiale, la BNDES, ormai superata dalla Banca del BRICS; e ospita anche la più grande società dell’America Latina, Petrobras, che è anche uno dei giganti mondiali dell’energia.
La maggiore pressione su Petrobras arriva dagli azionisti statunitensi – che si comportano come degli autentici avvoltoi, chini sulla preda, in attesa di un suo sanguinamento, pronti ad approfittarne, alleati con quei lobbisti che detestano il fatto che a Petrobras spetti il primato nell’esplorazione petrolifera di quei giacimenti…
In poche parole, il Brasile è l'ultimo grande stato sovrano-barriera contro l’illimitato dominio egemonico nelle Americhe.

Qualcuno doveva pur mettere i bastoni fra le ruote al Grande Impero del Caos.


CAVALCANDO L’ONDA CONTINENTALE
La realizzazione di una partnership strategica in continua evoluzione tra le nazioni BRICS ha raggiunto gli ambienti di Washington provocando non solo incredulità, ma anche paura. Washington non può permettersi di recare alcun danno alla Cina, ma a Brasile e Russia sì, è più semplice; anche se la prima causa dell’ira funesta di Washington è proprio la Cina, che ha avuto l’ardire di venire a fare shopping nel cortile sotto casa USA.
Ancora una volta, la strategia cinese – come quella Russa - è quello di mantenere la calma e adottare un profilo "win-win". In Gennaio scorso Xi Jinping ha incontrato Maduro e ha fatto delle offerte. Poi ha incontrato Cristina Kirchner e ha fatto lo stesso – proprio nel momento in cui gli speculatori stavano per sferrare un altro attacco al Peso argentino. E ora, la visita di Li in Sud America.
E’ inutile dire che gli scambi tra il Sud America e la Cina continuano ad espandersi. L’Argentina esporta cibo e soia;
lo stesso fa il Brasile, oltre a petrolio, minerali e legname;
la Colombia vende petrolio e minerali;
Perù e Cile, rame e ferro;

Venezuela vende petrolio;
Bolivia, minerali.

La Cina esporta per lo più prodotti ad alto valore aggiunto.
Uno sviluppo importante da tenere sott’occhio nell’immediato futuro è il progetto Transul, che fu proposto per la prima volta nel corso di una conferenza BRICS l'anno scorso a Rio. Transul rappresenta un’alleanza strategica Brasile-Cina che collega lo sviluppo industriale brasiliano per un parziale outsourcing di metalli in Cina; mentre aumenta la domanda cinese di metalli – si prevede da oggi al 2030 la costruzione di 30 megalopoli – il Brasile contribuirà a soddisfarla. Pechino ha dato finalmente la sua approvazione definitiva.
Con queste premesse, il Nuovo Grande Quadro appare inesorabile e inevitabile: BRICS e nazioni sudamericane, che confluiscono nell’ UNASUR - l’Unione delle Nazioni Sudamericane - stanno scommettendo su un ordine mondiale multipolare e su un processo di indipendenza continentale.
È facile capire quanto tutto questo sia distante dalle dottrine di Monroe.


Pepe Escobar è corrispondente dall’estero per Asia Times / Hong Kong, analista per RT e TomDispatch, con frequenti contributi a siti web e programmi radiofonici trasmessi dagli Stati Uniti all'Asia orientale.
Fonte: http://rt.com
Link: BRICS trample US in South America ? RT Op-Edge
22.05.2015
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63
 

tontolina

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Brics stanno per varare un nuovo sistema Swift.



Brics stanno per varare un nuovo sistema Swift. - SENZANUBI


«Il codice SWIFT viene assegnato dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (in italiano: Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali) con sede legale a Bruxelles, in Belgio. La società è stata fondata nel 1973 dai principali azionisti di Clearstream e Euroclear. Dalla società che esegue i pagamenti, prende il nome lo SWIFT, che nel gergo tecnico bancario indica un bonifico internazionale.» [Fonte]
*
«Clearstream Banking S.A. (CB), facente parte del gruppo Cedel – Deutsche Börse Group, è una delle principali stanze di compensazione insieme ad Euroclear. Ha sede in Lussemburgo.
È stata creata nel 2000 dalla fusione di Cedel e Deutsche Börse Clearing, società facente parte del Deutsche Börse Group che possiede la Frankfurt Stock Exchange. La fusione è stata completata nel 2002. La cooperativa bancaria ha 1700 dipendenti in sette paesi, tra cui gli USA, l’Inghilterra e la Germania.
Clearstream, nel 2000, trattava 50 trilioni di euro all’anno, una cifra paragonabile a quanto trattato annualmente da Euroclear e 450 volte maggiore del bilancio statale del Belgio. Nelle sue casse, nel 2000, aveva depositi per 9000 miliardi di euro.
La società offre servizi di custodia e compensazione (settlement) a circa 2500 clienti internazionali.
Il numero delle transazioni giornaliere, secondo una statistica interna, supera le 250.000.
Possono avere un conto di compensazione banche ed intermediari finanziari abilitati; un accesso è tuttavia consentito anche a società corporate di gruppi multinazionali, ma a discrezione di Clearstream.
Clearstream e Euroclear detengono il monopolio quasi completo degli scambi di obbligazioni a livello internazionale. I principali azionisti delle due società hanno fondato nel 1973 la Swift, società per lo scambio di denaro nelle differenti divise nazionali.
I principali azionisti delle tre società sono banche e società finanziarie private. A partire dagli anni ottanta, il regolamento di Clearstream ammette l’apertura di conti correnti riservati, non pubblicati nelle liste che regolarmente sono distribuite agli aderenti al sistema.» [Fonte].
*
In realtà lo Swift è molto ben di più di un semplice codice di interscambio nelle contrattazioni internazionali.
È il convettore mondiale di tutte le informazioni economiche e finanziarie.
Queste le sue dimensioni nel 2000, ultimi dati disponibili.
- Clearstream, nel 2000, trattava 50 trilioni di euro all’anno;
- Nelle sue casse, nel 2000, aveva depositi per 9000 miliardi di euro;
- Offre servizi di custodia e compensazione (settlement) a circa 2500 clienti internazionali;
- Clearstream ammette l’apertura di conti correnti riservati, non pubblicati nelle liste che regolarmente sono distribuite agli aderenti al sistema.
* * * * *
Il sistema Swift è ignorato dai più, ma chi lo governa ha un potere di gran lunga maggiore di quello della World Bank e del Fondo Monetario Mondiale messi assieme. Tutti nomi ignoti ai più: gente che non ama la pubblicità.
Se non si capisse questo semplice concetto non si potrebbe comprendere la grandiosità dell’intuizione del Presidente Putin, di voler costruire un sistema analogo e concorrente allo Swift, che lentamente ma inesorabilmente lo metta in un canto.
Servirà ancora del tempo, ma per chi si muova in un’ottica strategica non è certo una manciata di anni che possa spaventare. Incapsulare lo Swift è ben più importante che avere le portaerei….
*
«SWIFT is a member-owned cooperative through which the financial world conducts its business operations with speed, certainty and confidence. More than 10,800 financial institutions and corporations in over 200 countries trust us every day to exchange millions of standardised financial messages. This activity involves the secure exchange of proprietary data while ensuring its confidentiality and integrity.
Our role is two-fold. We provide the proprietary communications platform, products and services that allow our customers to connect and exchange financial information securely and reliably. We also act as the catalyst that brings the financial community together to work collaboratively to shape market practice, define standards and consider solutions to issues of mutual interest.
SWIFT enables its customers to automate and standardise financial transactions, thereby lowering costs, reducing operational risk and eliminating inefficiencies from their operations. By using SWIFT customers can also create new business opportunities and revenue streams.
SWIFT has its headquarters in Belgium and has offices in the world’s major financial centres and developing markets.
SWIFT does not hold funds nor does it manage accounts on behalf of customers, nor does it store financial information on an on-going basis.». [Fonte].
*
«The Groups.
- The Marketing group articulates and delivers market segment specific solutions that respond to the needs of our customers. It runs the product portfolio focusing on key components such as ease of use, total cost of ownership reduction and product simplicity. The marketing group also includes global Communications, Sibos, Innovation, Partner Marketing, and Standards (a key component of SWIFT’s value proposition).
- The Operations group is essential to our day-to day delivery of the SWIFT services. The group manages and operates the services used by customers on a 24/7 basis, including the running of SWIFT’s operational centres and global network. The group also includes central customer support services, the incident and crisis management function and internal systems and services management.
- The Information Technology group brings together SWIFT IT development and testing. This division is responsible for the delivery of the core FIN and SWIFTNet messaging solutions, as well as interface products, matching, business and enterprise applications. The Information Technology group is also responsible to ensure best in class cyber, logical and physical security solutions in addition to driving infrastructure and technology evolution to ensure that SWIFT’s global network works securely, efficiently and effectively.
- The Finance and Administration group is responsible for financial management, corporate planning, monitoring Company performance, billing, purchasing, logistics and general administration services as well as for understanding our competitors and their offering. The Finance and Administration group is also in charge of pricing.» [Fonte].
*
«Governance at SWIFT.
SWIFT is a cooperative society under Belgian law and is owned and controlled by its shareholders. The shareholders elect a Board of 25 independent Directors, which governs the Company and oversees the management of the Company. The Executive Committee is a group of full-time employees headed by the Chief Executive Officer.
Board committees
The Board has six committees
The Audit and Finance Committee (AFC) is the oversight body for the audit process of SWIFT’s operations and related internal controls. It commits to applying best practice for Audit Committees to ensure best governance and oversight in the following areas:
- Accounting
- Financial reporting and control
- Legal and Regulatory oversight
- Security
- Budget, finance and financial long-term planning
- Ethics programmes
- Franchise Risk Committee
- Audit oversight
The AFC meets at least four times per year with the CEO, CIO, CFO, CRO, General Counsel and Chief Auditor, or their pre-approved delegates.
The Committee may request the presence of any member of SWIFT staff at its discretion. External auditors are present when their annual statements/opinions are discussed and when the Committee deems appropriate.» [Fonte].
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Pravda. 2015-06-23. BRICS to create multinational payment system to replace SWIFT
BRICS countries intend to create their own multilateral financial system that would be similar to SWIFT, Russian Deputy Foreign Minister Sergei Ryabkov said in an interview with RIA Novosti.
According to the official, “finance ministers and heads of central banks of BRICS countries discuss the whole range of issues, including those related to the organization of payment systems and prospects for transition to settlements in national currencies,” Pravda.Ru reports.
BRICS countries will establish the new system to avoid financial control of the United States and the EU. “Whether it is SWIFT or not, it goes about the possibility of establishing a multilateral system of payments in the form of an association that would ensure greater independence, and, more precisely, create guarantees for the countries protecting them from the risks associated with arbitrary decisions in this area,” the Russian official said.
SWIFT is the world’s largest system for the transmission of financial information. The international payment system unites together more than 10,000 banks in more than 200 countries. More than 600 Russian banks are connected to SWIFT, ranking Russia second in the world after the United States on this indicator. However, Russia is listed in the second top ten of SWIFT members in terms of wire transfers via SWIFT.
Noteworthy, Western leaders have repeatedly discussed the issue of disconnecting Russia from SWIFT within the framework of sanctions related to the conflict in the east of Ukraine.

RT. 2015-06-23. BRICS starts examining SWIFT alternative.
The BRICS members have kicked off consultations on an alternative to the global SWIFT system that processes about 1.8 billion financial messages annually, said Russian Deputy Foreign Minister Sergey Ryabkov.
The BRICS system for the transmission of financial information is expected to protect the member countries from any possible disruptions, and provide better security.
“The finance ministers and executives of the BRICS central banks are negotiating … setting up payment systems and moving on to settlements in national currencies. SWIFT or not, in any case we’re talking about … a transnational multilateral payment system that would provide greater independence, would create a definite guarantee for[BRICS – ed.]countries on risks associated with arbitrary decisions …made by countries that have current payment systems under their jurisdiction,”Russian Deputy Foreign Minister Sergey Ryabkov told RIA in an interview published Wednesday.
Ryabkov’s interview comes prior to the July BRICS summit in the Russian city of Ufa.
The summit will see the launch of projects expected to solidify the group’s ever growing role on the world political stage. Among them are the $100 billion BRICS New Development Bank (NDB), targeted to compliment the World Bank and bankroll the group’s infrastructure projects, and a currency pool worth another $100 billion, expected to protect BRICS from exchange rate volatility.
Russia has recently joined China’s Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), aimed at funding infrastructure projects in the Asia-Pacific region that is not expected to compete with the NDB, but complement it, said Ryabkov.
Those who state the contrary are trying to pit BRICS nations against each other, he added.
“The United States and, perhaps, the European Union cannot but feel jealous about such initiatives. They see them as a reflection of the processes leading to an objective reduction of the weight of the founding fathers of the Bretton Woods system in the global financial and economic architecture,” said Ryabkov, adding that the criticism will only intensify when the bank is officially launched.
A number of countries, mainly in Asia, Latin America and Africa, have expressed interest in the activities of the NDB, said the minister.

RT. 2015-05-28. BRICS summit in Russia to launch New Development Bank & currency pool – Putin.
Russia expects to launch the $100-billion BRICS New Development Bank along with a currency reserve pool worth another $100 billion at the July summit in Ufa, said Russian President Vladimir Putin.
“We expect to reach agreement in Ufa on the launch of practical operations of the BRICS Bank and a pool of currency reserves,” Putin said on Thursday at a ceremony to receive the credentials of ambassadors of foreign states, TASS reports.
Putin recalled that the BRICS was created in 2006 under Russia’s initiative, and that the group “has already become an influential factor in world policy and economy.”
“Russia is interested in further intensifying cooperation between the BRICS countries and developing new interaction mechanisms, including in the financial and economic sphere,” he said.
An additional impulse would be given in the next days “to the development of inter-parliamentary relations, humanitarian and information cooperation, the intensification of contacts between trade unions and non-governmental organizations,” he added.
The agreement on the establishment of the New Development bank was signed by the BRICS countries in July 2014. The bank seen as rival to the existing US-led institutions, the IMF and World Bank, will finance infrastructure projects and ensure the sustainable development of the group and other developing countries.
President of the Russian Chamber of Commerce Sergey Katyrin took over the chairmanship of a business council of BRICS, an economic association made up of Brazil, Russia, India, China and South Africa, on April 1.
The reserve currencies pool worth $100 billion is intended to protect national currencies from volatility in global markets and will allow the five BRICS member states to depend less on fluctuations in the world economy, bypass market volatility and other negative factors.
The upcoming BRICS Summit is to be held in the Russian city of Ufa on 8-9 July. The countries are expected to discuss the IMF reform that should give a louder voice to developing countries in decision-making, and the possibility of creating an independent BRICS rating agency. Russia was chosen to assume the BRICS rotating leadership in April 2015.

Forbes. 2015-06-01. Russia Wants To Convince BRIC Partners To Create Alternative Banking System.
Russia has decided it will take the lead in disrupting the dollar denominated unipolar world. It’s first attempt is to create an alternative to the Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication system, aka the SWIFT code, which is a Western-led financial backbone dealing with $6 billion transactions daily.
Some anti-Russia European politicians have called on removing Russian banks from the SWIFT system. The reason? Ukraine. For a country no one has talked about since the days of the old Soviet Union, Ukraine has driven a wedge between Russia and the Western world. When Barack Obama was elected president six years ago, there was this notion of a coming reset of Russian relations. While there has been one significant bump in the road since, namely the Magnitsky Act which banned Russians involved in the death of Sergei Magnitsky, then a lawyer for an American-run hedge fund named Hermitage Capital, nothing has been as much of a canyon-sized rift as Ukraine.
As a result, Russia has been clamoring to figure out how to get on with life without Europe and the United States. It’s turned to China, a trading partner that remains basically non-existent to this day. But truth be told, despite the rhetoric, despite the fledgling Eurasian Economic Union, Russia needs Europe. And it probably doesn’t want to shut its doors with the United States either, despite having very little trade with the country.
Russian president Vladimir Putin sees the world through a geopolitical lens, heavily tinted with the distrust of an old KGB spy. To Putin, everything Washington and Brussels does that remotely involves Russia is a coup de etat of some sort against Moscow or Russian pride. Putin came out against the investigation against FIFA last week, for example, citing U.S. over-reach on matters of international law. Russia is holding the World Cup in 2018. Again, some European politicians have called on Russia to lose its hosting privileges because of…Ukraine.
This weekend, Russia banned nearly 90 politicians from traveling to Russia, including those who wanted to ban FIFA from holding the 2018 World Cup there, and others who were behind the March 15 decision to extend sectoral sanctions. Russia was slapped with sectoral sanctions in July and again in September.
And now, Russia is back discussing an alternative to the SWIFT system.
The Russian Central Bank (RCB) said Friday it will bring this idea of a BRICS SWIFT to its emerging market partners. Even if China agreed, the RCB knows SWIFT cannot be replaced.
“Seriously speaking, there is no (alternative) to SWIFT in the world right now. The only issue that might be of interest to all of us is to consider and discuss the possibility of creating a system that would apply to all BRICS countries to protect ourselves, used as a backup,” Olga Skorobogatova said.
 

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