Russia-Cina: accordo di scambi commerciali senza il Dollaro

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 21 Maggio 2014.

    21 Maggio 2014
  1. tontolina

    tontolina New Member

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    Durden: La Cina firma un accordo commerciale con una delle più grandi banche russe, VTB, per pagamenti Non-Dollar



    da Argento Fisico
    Ottimo “Bosque Primario”, mi ha battuto sul tempo nel tradurre questo post di Tyler .. grazie!
    Continua, passin-passetto, la lunga marcia per abbandonare il dollaro come base dei commerci mondiali che va avanti dal 1944 …


    Zero Hedge – China Signs Non-Dollar Settlement Deal With Russia’s Largest Bank
    Submitted by Tyler Durden on 05/20/201, traduzione di Bosque Primario di Come Don Chisciotte


    Lentamente – ma inesorabilmente – l’egemonia del DOLLARO si sta incrinando, sia per le gaffe in politica estera, che per le troppe linee-rosse oltrapassate, sia per la fragilità economica. Tuttavia,già il 1° giorno di Vladimir Putin in Cina, appare chiaro quanto le due nazioni siano più vicine che mai. La VTB – una delle più grandi Banche russe – ha firmato un accordo con la Bank of China per chiarire i pagamenti tra i due paesi nelle rispettive valute nazionali, senza dover più ricorrere ai Dollari USA per “investimenti bancari, prestiti interbancari, operazioni finanziarie e operazioni sul mercato dei capitali”. Kirill Dmitriyev, il Capo del Fondo per gli Investimenti Diretti Russi ha dicharato “insieme sarà possibile discutere di investimenti in vari progetti in modo più efficiente e più chiaro”, così la locomotiva russa continuerà la sua corsa in Asia.


    Come annuncia RT, Il primo giorno di Putin è andato bene …


    La VTB, la seconda banca russa, ha firmato un accordo con la Bank of China, che prevede una clausola per il pagamento dei debiti reciproci nelle rispettive monete nazionali.


    Con questo accordo, le banche si ripromettono di sviluppare un partnariato in molte aree commerciali, inclusa la cooperazione con pagamenti in Rubli e Yuan Renminbi, negli investimenti bancari, nei prestiti inter-bancari, nella finanza commerciale e nelle transazioni sui mercati di capitali” – questa la dichiarazione ufficiale della VTB.


    L’accorso sottolinea inoltre l’interesse del VTB Group ad una sua crescita sui mercati asiatici e servirà a rinforzare l’intersacambio commerciale tra Russia e Cina che già sono partner commerciali molto vicini, come ha dichiarato Vasily Titov, membro del CDA della VTB Bank.


    Ma non si tratta solo dell relazioni interbancarie…


    Nel primo giorno di un viaggio di due giorni in Cina il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che i due paesi daranno un impulso ai loro commerci bilaterali fino a raggingere un nuovo livello.


    I nostri paesi hanno fatto un lavoro enorme per raggiungere un nuovo tragurdo storico … la Cina si è fermamente attestata nella sua posizione di nostro partner commerciale chiave” ha detto Putin che ha aggiunto che il giro di affari tra Russia e Cina è aumentato di almeno il 2% durante il 2013, arrivando a circa 90 miliardi di dollari.


    Se continuiamo a questo ritmo, il livello del commercio bilaterale arriverà a $100 miliardi per il 2015 e noi siamo sicuri di andare in questa direzione” ha detto Putin.


    Un aumento della cooperazione è cruciale per gli investimenti, ha aggiunto Putin.


    Insieme c’è la possibilità di discutere di investimenti su vari progetti più efficientemente e più chiaramente” come si legge sull’Interfax di Kirill Dmitriyev, Capo del Fondo Investimenti Diretti russi.
    [​IMG]
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  2. 25 Maggio 2014
  3. tontolina

    tontolina New Member

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    la foto di Coscienze in rete.


    Ieri alle 21.32 ·
    [​IMG]



    Si tratta di cambiamenti epocali che avranno l'effetto di spostare sempre di più il centro geopolitico globale dall'asse USA-UE all'asse Russia-Cina, confinando, nel lungo termine, l'Europa alla periferia del mondo...
    Continua a leggere: Il declino dell'Europa
     
  4. 29 Maggio 2014
  5. tontolina

    tontolina New Member

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    Mentre gli Usa tramite i mercenari e la NATO porta morte e distruzione

    la Russia fa accordi/alleanze economicamente vantaggiose portando benessere.
    dopo aver firmato l'accordo con la Cina per scambi commerciali che estromettano l'intermediazione del Dollaro americano
    ora
    Il sogno di Vladimir Putin diventa realtà. Il leader del Cremlino ha firmato questa mattina ad Astana con i presidenti del Kazakistan...

    Firmato oggi il trattato per l'Unione Euroasiatica fra Russia, Bielorussia e Kazakistan



    Il sogno di Vladimir Putin diventa realtà. Il leader del Cremlino ha firmato questa mattina ad Astana con i presidenti del Kazakistan e della Bielorussia, Nazarbaiev e Lukashenko, il trattato che [​IMG]
    Firmato oggi il trattato per l'Unione Euroasiatica fra Russia, Bielorussia e Kazakistan



    segna la nascita dell'Unione Eurosiatica. Dal primo gennaio 2015 creera' uno spazio economico unico fra i tre Paesi, il mercato regionale più grande al mondo, con una popolazione di 170 milioni di persone e un Pil totale che sfiora i 2.7 trilioni di dollari. "La nostra Unione - ha sottolineato Putin definendo "storica" la firma - ha enormi riserve di risorse naturali, inclusa l'energia, che rappresenta un quinto delle riserve di gas mondiale e il 15% di quelle petrolifere". La Comunità Economica Eurasiatica, infatti, apre scenari enormi, non solo per gas e petrolio, ma anche per le infrastrutture. L'anti Unione europea, così è stata definita, per alcuni equivale a rimettere in piedi l'Unione Sovietica. I confini di questa Unione, del resto, sembrano destinati ad allargarsi, in prima fila ci sono già Kirghizistan e Armenia.

    di Marialuisa Pezzali


    Firmato oggi il trattato per l'Unione Euroasiatica fra Russia, Bielorussia e Kazakistan - Radio24
     
  6. 29 Maggio 2014
  7. tontolina

    tontolina New Member

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    ora non vedo il motivo di costruire un nuovo gasdotto dalla Russia all'Eeuropa

    potrebbero costruirne uno che passa dal Kirghizistan che confina propio con la Cina occidentale
     
  8. 3 Giugno 2014
  9. tontolina

    tontolina New Member

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    Grande Putin! Dopo l’accordo con la Cina adesso quello con il Giappone.

    Grande Putin! Dopo l’accordo con la Cina adesso quello con il Giappone.

    Grande Putin! Dopo l'accordo con la Cina adesso quello con il Giappone. - SENZANUBI


    I problemi globali dovrebbero sempre essere considerati ed analizzati in un’ottica globale.
    Questo richiede certamente informazioni, ed accesso alle medesime, ed un buon grado di cultura globale, ma soprattutto necessita di un’umiltà di base che porti a non perseguire analisi egocentriche.
    Una grande quantità di analisi sulla devoluzione ukraina prodotte in Europa sono proprio inficiate dal fatto di essere state scritte come se esistesse solo l’Europa ed il resto del mondo fosse materia inerte.
    Ciò non è vero. Ma proprio per nulla.
    Il baricentro produttivo mondiale si è spostato dall’Occidente all’Oriente, ed esso necessita di energia, ed energia a costi accettabili. Non esiste possibilità di sviluppo senza aver impostato e risolto la strategia energetica.
    E l’Europa non sembrerebbe essere stata in grado di formulare una sua strategia in materia.
    Come risultato della gestione della crisi Ukraina stiamo assistendo al progressivo spostamento delle strategie russe dall’Europa – intesa in senso geografico – verso l’Asia.
    Il nodo è ancora una volta quello energetico: il gas naturale e lo shale-gas.
    Abbiamo già riferito degli accordi sino-russi.
    2014-03-20. La Russia, suoi Alleati Strategici ed il loro peso.
    2014-05-19. Il processo di Dedollarizzazione. Cina, Russia ed Iran.
    2014-05-20. Accordo sino-russo sul gas da 456 miliardi di dollari.
    2014-05-23. Gas. Putin da un cazzotto nei denti all’UE e glieli spacca tutti.


    Adesso sembrerebbe essersi concretizzato anche un analogo accordo nippo-russo.
    Le base strategiche sono evidenti da questi numeri:
    «Japan is the world’s largest LNG importer, having purchased 87.49 million metric tons of LNG in 2013 according to the Japanese finance ministry
    «the price of natural gas will be two times lower than the export of liquefied natural gas.».
    «Japan, the world’s biggest LNG importer, bought 87.49 million metric tons of the fuel in 2013».
    «Japan spent a record 7 trillion yen last year on liquefied natural gas imports, more than double the cost three years ago».
    Sarebbero molte le considerazioni da fare.
    La Russia si sta avviando a svolgere un ruolo egemone nel contesto energetico asiatico, ossia in quella che è la macroregione produttiva mondiale.
    È vero che gli Stati Uniti si stanno riconvertendo rapidamente allo shale-gas e verosimilmente ne diventeranno anche un grande esportatore. Ma è altrettanto vero che il costo degli impianti di liquefazione deliquefazione è alto: raddoppia il costo del prodotto.
    L’Europa si avvia a diventare un mercato interessante ma secondario nell’ottica russa.
    Se alla secondarietà economica si aggiunge l’inesistenza politica, l’Europa evidenzierebbe tutte le sua debolezze, sempre che l’Unione Europea sopravviva.
    Putin si dimostra giorno dopo giorno uno statista di primo livello.
    The Diplomat. 2014-05-29. Is a Russia-Japan Natural Gas Pipeline Next?
    A group of Japanese lawmakers are interested in pursuing a $5.9 billion natural gas pipeline project with Russia.
    Following Russia’s historic $400 billion natural gas supply deal with China last week, Japanese lawmakers are looking to revive efforts to tap into Russian natural gas supplies themselves. A Bloomberg report shows that a group of 33 lawmakers in Japan are backing a 1,350 kilometer pipeline that would run between Russia’s Sakhalin Island and Japan’s Ibaraki prefecture, just northeast of Tokyo. The project is estimated to cost $5.9 billion and could yield as much as 20 billion cubic meters of natural gas per year (equivalent to 15 million metric tons of liquefied natural gas). The pipeline would make up 17 percent of Japan’s imports.
    The Japanese lawmakers backing the proposal belong mostly to the ruling Liberal Democratic Party and the New Komeito Party. The renewed interest in the pipeline is primarily due to Japan’s own energy shortages following the shutdown of all of Japan’s 48 nuclear reactors following the March 11, 2011 Tohoku earthquake and tsunami, which caused a triple meltdown at the Fukushima Daiichi plant. The Democratic Party of Japan government at the time decided to shut down Japan’s nuclear plants and begin moving the country away from a reliance on nuclear power following a public backlash after the Fukushima crisis.
    Based on current plans, natural gas originating on Russia’s Sakhalin Island would be transported via the Sakhalin-Khabarovsk-Vladivostok pipeline where it will be processed into liquefied natural gas for export to Japan. Russia has considered additional undersea and land-based pipelines to deliver gas to China, North Korea, and South Korea in the region, including one pipeline that would deliver gas to South Korea via North Korea.
    For Russia, a pipeline deal with Japan would be particularly compelling. Japan is the world’s largest LNG importer, having purchased 87.49 million metric tons of LNG in 2013 according to the Japanese finance ministry. Despite being the largest importer worldwide and its proximity to Russia, Japan only imported 9.8 percent of its LNG from Russia. The proposed pipeline would see that number grow substantially, in part because Japan could import natural gas instead of LNG. LNG is costlier to transport. Naokazu Takemoto, the Japanese parliamentarian heading the group in favor of the pipeline, estimates that “the price of natural gas will be two times lower than the export of liquefied natural gas.” Politically, given Russia’s current isolation with the West over its actions in Ukraine, a pipeline deal would also gain Vladimir Putin some vitally needed political currency. Indeed, Russia’s recent deal with China was likely motivated by the Kremlin’s political concerns — China seems to have won a deal at a very favorable price.
    If Japan and Russia formally begin negotiations for a pipeline, Tokyo will likely be able to win a favorable price as well. As Europe tries to reduce its dependence on Russia’s natural gas, Russia will lose a certain amount of leverage in negotiations. The group of Japanese lawmakers will propose the deal to Prime Minister Shinzo Abe, who will study the feasibility of the deal in June. It is likely that Abe will propose the deal to Vladimir Putin when he visits Tokyo later this year.
    Bloomberg. 2014-05-28. Japanese Lawmakers to Lobby Abe for Russian Gas Pipeline.
    Japanese lawmakers are reviving efforts for a 600 billion yen ($5.9 billion) natural gas pipeline from Russia, which last week signed a supply deal with China, to cut energy costs after the Fukushima nuclear disaster.
    A group of 33 lawmakers is backing the 1,350-kilometer (839 miles) pipeline between Russia’s Sakhalin Island and Japan’s Ibaraki prefecture, northeast of Tokyo, Naokazu Takemoto, the secretary general of the group, said in an interview on May 23. He plans to propose the project to Prime Minister Shinzo Abe as early as June so it’s on the agenda when Russian President Vladimir Putin visits in autumn, he said.
    The shutdown of Japan’s nuclear reactors after the 2011 Fukushima disaster has spurred renewed interest in the Russia-Japan pipeline link, which has been discussed for more than a decade, Takemoto said. The effort also highlights Russia’s expanding role as a energy supplier to Asia after the country signed a $400 billion deal last week to sell China 38 billion cubic meters of gas annually for 30 years.
    Japan spent a record 7 trillion yen last year on liquefied natural gas imports, more than double the cost three years ago, according to the Ministry of Finance. The country could lower its energy bill by getting gas directly by pipeline rather than more-expensive LNG, which is shipped by tankers, Takemoto said.
    “Building an LNG plant requires a lot of money and makes the per unit cost of gas very expensive,” said Takemoto, who serves in the House of Representatives as a member of the ruling Liberal Democratic Party. “Japan would be better off” buying gas via pipeline, he said.
    China Deal.
    The Russia-China accord for gas supplies by pipeline from eastern Siberia was probably reached at a price of $10.50 to $11 per million British thermal units, Bank of America Corp. said in a report yesterday. That compares with a current spot price of $13.30 for liquefied natural gas cargoes delivered to Northeast Asia. Spot LNG prices are at a 19-month low after falling from a record of $19.70 in February, according to data compiled by Bloomberg from New York-based Energy Intelligence Group.
    While Japan could buy Russian gas at a cheaper price similar to the China deal if the pipeline is built, Russia would also benefit from the project, said Osamu Fujisawa, a Tokyo-based independent energy economist.
    “Russia wants to extend its market,” Fujisawa said in a phone interview today. “It made a deal with China, and Japan is the next target. Then, Russia doesn’t have to rely on Europe,” which is trying to reduce dependence on the country’s gas supplies amid the crisis in Ukraine, he said.
    Post-Fukushima.
    The proposed Russia-Japan pipeline is designed to transport as much as 20 billion cubic meters of natural gas annually, according to proposals by the group consisting of lawmakers from ruling parties LDP and New Komeito. That’s equivalent to about 15 million metric tons of LNG, or 17 percent of Japan’s imports.
    All of Japan’s 48 reactors are shut for safety checks after the magnitude-9 quake and ensuing tsunami in March 2011 caused a triple meltdown at Tokyo Electric Power Co.’s Fukushima Dai-Ichi plant, shaking public confidence in nuclear energy. Power companies have applied for the Nuclear Regulation Authority’s safety review of 18 reactors.
    About half of Japan’s reactors may never be restarted because of the nation’s tougher safety standards, Yuji Nishiyama, a Tokyo-based analyst with JPMorgan Securities Japan Co., said in a May 26 phone interview. That means the utilities would have to keep importing a large amount of natural gas to fill the gap left by the shutdown, he said.
    Japan, the world’s biggest LNG importer, bought 87.49 million metric tons of the fuel in 2013, according to finance ministry data. Russia accounted for 9.8 percent of the country’s gas and was the fourth-biggest supplier after Australia, Qatar and Malaysia.

     
    Ultima modifica: 3 Giugno 2014
  10. 10 Giugno 2014
  11. tontolina

    tontolina New Member

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  12. 10 Giugno 2014
  13. Meres

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    Carissima, ti capisco col cuore.
    Con la testa, ti dico che chi ha il portafoglio all'altezza del culo:
    chi tocca il biglietto verde rimane al verde e col culo per terra.
     
  14. 10 Giugno 2014
  15. tontolina

    tontolina New Member

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    però gli USA e l'Europa stanno facendo di tutto per impoverirci

    se si formano di nuovo i blokki
    questa volta la Cina ritornerà agli antichi spendori

    e questi ultimi 100 anni saranno l'eccezione...

    tieni presente che la Cina prima di Mao ha sempre dominato il mondo
     
  16. 10 Giugno 2014
  17. Meres

    Meres New Member

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    Scusa, capisco, ma vorrei farti solo due domande:
    1) invece la cina fa di tutto per arricchirci?
    2) tifiamo il pil (procapite) e la cultura cinese?
     
  18. 10 Giugno 2014
  19. tontolina

    tontolina New Member

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    quello è compito nostro

    mentre gli USA sono guerrafondai e portano attentati guerre e morte

    io non tifo un capzo
    sono preoccupata

    e con un dolore profondo per gli ucraini per i siriani e i libici
    per non trascurare gli irakeni
     
    Ultima modifica: 10 Giugno 2014

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