Titoli di Stato Italia riflessioni e comparazione grafici di ex decennali (1 Viewer)

p_dinamite

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Ho fatto un grafico comparativo di come si son comportati 3 titoli nello storico passato in rapporto alle variazioni dei tassi bce:

btp 4.25 agosto 2014 (decennale fisso)
btp-i 2014 inflation decennale
btp 5.25 2029 (trentennale)

prendendo in esame i giorni immediatamente successivi alle variazioni di tasso bce

ho notato che il fisso (contrariamente a quanto mi aspettavo ha leggermente sovraperformato il btp-i)
e che cmq. Tutti ti danno il tempo (perdendoci un 2% max di uscire a partire dal primo momento in cui bce alza i tassi)
tenendo conto che la volta scorsa li ha tenuti fissi 2 anni e mezzo e che adesso nn è passato ancora 1 anno dall’ultimo taglio e che durante i tassi fermi le quotazioni sono cmq. Salite

mi verrebbe da fare questa strategia:
comprare il btp 4.25 scad. 2020 per un 60%
tenermi 2 ulteriori ingressi del 20% su eventuali storni (il primo a -3 % dai prezzi attuali e il 2° a -5%)
Aspettare ad uscire nei primi 2 giorni della comunicazione da parte bce dell’inizio dell’innalzamento tassi

So che i prezzi sono molto alti, e anche graficamente ad esempio sul 2029 si nota una resistenza statica che ha cominciato a sentirsi…
Sono perciò molto dubbioso… voi che ne pensate?
 

Imark

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Ho fatto un grafico comparativo di come si son comportati 3 titoli nello storico passato in rapporto alle variazioni dei tassi bce:

btp 4.25 agosto 2014 (decennale fisso)
btp-i 2014 inflation decennale
btp 5.25 2029 (trentennale)

prendendo in esame i giorni immediatamente successivi alle variazioni di tasso bce

ho notato che il fisso (contrariamente a quanto mi aspettavo ha leggermente sovraperformato il btp-i)
e che cmq. Tutti ti danno il tempo (perdendoci un 2% max di uscire a partire dal primo momento in cui bce alza i tassi)
tenendo conto che la volta scorsa li ha tenuti fissi 2 anni e mezzo e che adesso nn è passato ancora 1 anno dall’ultimo taglio e che durante i tassi fermi le quotazioni sono cmq. Salite

mi verrebbe da fare questa strategia:
comprare il btp 4.25 scad. 2020 per un 60%
tenermi 2 ulteriori ingressi del 20% su eventuali storni (il primo a -3 % dai prezzi attuali e il 2° a -5%)
Aspettare ad uscire nei primi 2 giorni della comunicazione da parte bce dell’inizio dell’innalzamento tassi

So che i prezzi sono molto alti, e anche graficamente ad esempio sul 2029 si nota una resistenza statica che ha cominciato a sentirsi…
Sono perciò molto dubbioso… voi che ne pensate?
Potresti postarlo, il grafico ? Ciao...
 

p_dinamite

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certamente allego un foglio di lavoro dove ho inserito come si sono comportati il 2029 il btp-i 2014 e il 4.25 del 2014 nelle date dove è intervenuta la bce

come si può vedere mi vien fuori che il btp secco è migliore come rendimento del btp-i Ho cercato delle spiegazioni e si possono dire che rende meno perché copre meglio dall’inflazione (quindi meno rischio)
D’altro canto è + volatile per la maggior duration e questo è un po’ un paradosso

D’altronde se vado a comparare cosa è successo nel 2003 (con quello che potrebbe succedere oggi) e come si son comportati i titoli mi verrebbe da dire che la soluzione ottimale sarebbe da comprarsi un decennale oggi e venderlo tra un annetto (che + o – i corsi dovrebbero reggere ancora per un anno) (vedi 2° pagina del foglio di lavoro
 

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p_dinamite

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son davvero dubbioso, perchè così di primo acchito mi verrebbe da pensare di poter comprare appunto il 4.25 scad. 2020 tenermelo un anno - anno e mezzo e venderlo prima che il cerino mi rimanga in mano...
d'altronde il rischio è molto alto... il 2029 ha dimostrato di sentire la resistenza statica e potrebbe iniziare un bello storno...

son veramente dubbioso...
 

Imark

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son davvero dubbioso, perchè così di primo acchito mi verrebbe da pensare di poter comprare appunto il 4.25 scad. 2020 tenermelo un anno - anno e mezzo e venderlo prima che il cerino mi rimanga in mano...
d'altronde il rischio è molto alto... il 2029 ha dimostrato di sentire la resistenza statica e potrebbe iniziare un bello storno...

son veramente dubbioso...
Mah, c'è anche da capire come inciderà nelle circostanze attuali una eventuale esigenza di rialzare i tassi... voglio dire che la gran mole di liquidità generata dalle cartolarizzazioni negli ultimi 20 anni adesso credo sia scemata un po' ovunque (ho dati solo per gli USA, dove sicuramente c'è stato il calo più sensibile, stante la grande quantità di cartolarizzazioni di debiti di modesta qualità specie degli ultimi 3-4 anni prima della crisi), sostituita dalla liquidità fornita dalle banche centrali tramite i repo a fronte di qualsiasi collaterale (a propria volta spesso utilizzata dalle banche per l'acquisto di TDS) e da quella generata in conseguenza di tassi a livelli molto bassi...

Credo sia un equilibrio assai meno stabile di quello avuto in anni recenti, con possibile maggiore volatilità anche sui TDS quando le politiche iperespansive dovranno cessare... e dovranno cessare prima che la disoccupazione si stabilizzi, altrimenti ci troveremo a combattere non solo con una disoccupazione elevata e la bassa crescita, ma anche con l'inflazione...
 

p_dinamite

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Credo sia un equilibrio assai meno stabile di quello avuto in anni recenti, con possibile maggiore volatilità anche sui TDS quando le politiche iperespansive dovranno cessare... e dovranno cessare prima che la disoccupazione si stabilizzi, altrimenti ci troveremo a combattere non solo con una disoccupazione elevata e la bassa crescita, ma anche con l'inflazione...
quindi la tua idea è che, seppur questa crisi sia indubbiamente + importante della precedente, i tassi bassi non rimaranno tali ancora per lungo tempo...
diciamo max ancora per 1 anno?

sicuramente gli stati non potranno basarsi solo la politica monetaria (altrimenti i tassi andranno davvero altissimi)

però d'altronde i presidenti delle banche centrali affermano continuamente che i tassi rimaranno bassi per un lungo periodo di tempo...
 

Imark

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quindi la tua idea è che, seppur questa crisi sia indubbiamente + importante della precedente, i tassi bassi non rimaranno tali ancora per lungo tempo...
diciamo max ancora per 1 anno?

sicuramente gli stati non potranno basarsi solo la politica monetaria (altrimenti i tassi andranno davvero altissimi)

però d'altronde i presidenti delle banche centrali affermano continuamente che i tassi rimaranno bassi per un lungo periodo di tempo...
Personalmente credo che per riassorbire la disoccupazione a fine crisi occorrerà fare un passo indietro nella politica di globalizzazione... e non sarà facile varare politiche protezionistiche, avendo contro non solo le potenze emergenti - che sono tali in virtù della globalizzazione - ma soprattutto le elitè manageriali occidentali, vero ceto socialmente dominante di oggi, che nella globalizzazione hanno visto una fonte di arricchimento...

Però, quando la disoccupazione si stabilizzerà, seppure su livelli alti, chi potrà lungo la catena produttiva tenderà ad incrementare i prezzi... a quel punto la scelta è fra inflazione (stagflazione) oppure rialzo dei tassi e ripresa del ciclo dei default artificialmente arrestato con il repentino abbassamento dei tassi nel post Lehman... in teoria, ci sarebbe non poco spazio per tenere a bada l'inflazione risorgente attraverso la leva delle politiche fiscali di rigore, delle quali peraltro si avvertirà un grande bisogno se si vorrà contenere l'indebitamento pubblico dopo il boom di questi anni...

Solo che inseguire le grandi e medie aziende è impresa fiscalmente tutt'altro che agevole, e tassare i redditi da lavoro é elettoralmente poco premiante ... presumibilmente tasseranno i consumi e cercheranno la maniera di forzare le aziende (incentivarle sarà meno facile) a produrre in loco, anziché delocalizzare, così da allargare la base imponibile...

Però quale sarà la volontà politica al momento di prendere le decisioni, questo chi lo sa ?

Circa la parte in grassetto, occorrerà vedere cosa succede adesso, dopo l'esaurirsi delle manovre di stimolo e nel mentre con l'attesa sottrazione di liquidità al sistema finanziario (almeno ti si sgonfiano i prezzi delle materie prime: in una situazione quale quella attuale, è già qualcosa... però ti verranno giù anche i valori borsistici, quelli dei bond speculativi, che in USA sono attorno al 50% del debito corporate...).

Se il quadro macroeconomico tiene e si stabilizza,e con esso la disoccupazione, i tassi saliranno almeno un po' verso il finire del secondo semestre dell'anno, secondo me ... altrimenti, succederà più tardi...
 

p_dinamite

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Però, quando la disoccupazione si stabilizzerà, seppure su livelli alti, chi potrà lungo la catena produttiva tenderà ad incrementare i prezzi...
questo è senz'altro vero... infatti parlando con diverse persone che occupano ruoli diversi lungo la catena distributiva mi han confermato che non vedono l'ora di alzare i prezzi non appena la Domanda riprenderà

a quel punto la scelta è fra inflazione (stagflazione) oppure rialzo dei tassi e ripresa del ciclo dei default artificialmente arrestato con il repentino abbassamento dei tassi nel post Lehman...
esatto, è proprio li che mi vengono i dubbi...
fino a tasso si potrà spingere la BCE... perchè se lo alzano troppo il sistema va di nuovo in crisi... non mi sembra che sia cambiato molto rispetto alla crisi precedente

in teoria, ci sarebbe non poco spazio per tenere a bada l'inflazione risorgente attraverso la leva delle politiche fiscali di rigore, delle quali peraltro si avvertirà un grande bisogno se si vorrà contenere l'indebitamento pubblico dopo il boom di questi anni...

Solo che inseguire le grandi e medie aziende è impresa fiscalmente tutt'altro che agevole, e tassare i redditi da lavoro é elettoralmente poco premiante ... presumibilmente tasseranno i consumi e cercheranno la maniera di forzare le aziende (incentivarle sarà meno facile) a produrre in loco, anziché delocalizzare, così da allargare la base imponibile...
qua non ti seguo però... innalzando la tassazione sui consumi, non si aumenta l'inflazione? te mi sembra che affermi che per tenere a bada l'inflazione faranno politica fiscale restrittiva aumentando ad esempio l'IVA, ma come può funzionare?


Se il quadro macroeconomico tiene e si stabilizza,e con esso la disoccupazione, i tassi saliranno almeno un po' verso il finire del secondo semestre dell'anno, secondo me ... altrimenti, succederà più tardi...
Lo penso anch'io... ma non + di uno 0.25 a settembre ed eventualmente uno 0.25 a dicembre...

Però, proprio per il discorso che alzando troppo i tassi aumenta il rischio di default di alcuni emittenti ho paura che la bce non si spingerà molto in alto e, che anche se lo facesse, questo rimarrebbe per 1-2 semestri (come l'ultima volta del resto) ragionando in questo modo, perchè non dovrei comprare dei btp fissi decennali ad esempio il 4.25 2020, cogliendo l'opportunità sugli storni di incrementare?

In teoria una strategia simile dovrebbe rendere a scadenza sicuramente di + che una basata sull'acquisto oggi di CCT aspettando che i tassi aumentino considerevolmente, altrettando sicuramente il portafoglio sarebbe molto + volatile

Anche perchè, se ripresa ci sarà il differenziale 2-10 andrà restringendosi e, quindi il fisso breve parte un pò svantaggiato...
 

Imark

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questo è senz'altro vero... infatti parlando con diverse persone che occupano ruoli diversi lungo la catena distributiva mi han confermato che non vedono l'ora di alzare i prezzi non appena la Domanda riprenderà



esatto, è proprio li che mi vengono i dubbi...
fino a che tasso si potrà spingere la BCE... perchè se lo alzano troppo il sistema va di nuovo in crisi... non mi sembra che sia cambiato molto rispetto alla crisi precedente



qua non ti seguo però... innalzando la tassazione sui consumi, non si aumenta l'inflazione? te mi sembra che affermi che per tenere a bada l'inflazione faranno politica fiscale restrittiva aumentando ad esempio l'IVA, ma come può funzionare?




Lo penso anch'io... ma non + di uno 0.25 a settembre ed eventualmente uno 0.25 a dicembre...

Però, proprio per il discorso che alzando troppo i tassi aumenta il rischio di default di alcuni emittenti ho paura che la bce non si spingerà molto in alto e, che anche se lo facesse, questo rimarrebbe per 1-2 semestri (come l'ultima volta del resto) ragionando in questo modo, perchè non dovrei comprare dei btp fissi decennali ad esempio il 4.25 2020, cogliendo l'opportunità sugli storni di incrementare?

In teoria una strategia simile dovrebbe rendere a scadenza sicuramente di + che una basata sull'acquisto oggi di CCT aspettando che i tassi aumentino considerevolmente, altrettando sicuramente il portafoglio sarebbe molto + volatile

Anche perchè, se ripresa ci sarà il differenziale 2-10 andrà restringendosi e, quindi il fisso breve parte un pò svantaggiato...
Sulla tassazione sui consumi, finché non hai ripartenza dei redditi (con un tasso di disoccupazione elevata, per quanto stabilizzato, le pressioni salariali dovrebbero restare contenute per qualche tempo, sebbene il mercato del lavoro sia tutt'altro che perfetto, ma la diffusione del precariato lo ha molto flessibilizzato un po' dappertutto in occidente), gli stati nazionali possono e forse devono provare a farlo, in una situazione in cui l'incremento fiscale - in condizioni di domanda cmq non robusta, che impedisce di "scaricare a valle" l'incremento fiscale - può disincentivare da un aumento dei prezzi ed indurre le aziende a farsi carico del peso fiscale aggiuntivo, almeno parzialmente.

Nel mentre la cosa fornisce risorse aggiuntive per ridurre l'indebitamento pubblico e sottrae liquidità al sistema...

Credo tuttavia che le cose andranno diversamente, e che la BCE, in osservanza dei suoi compiti istituzionali, incrementerà i tassi quando riemergesse l'inflazione e la cosa ci porterà a riscivolare in recessione...

Voglio dire che una situazione come l'attuale in USA, con i tassi alllo 0,25% e l'inflazione CPI attorno al 2,7% da noi dubito si vedrà mai... e forse è un bene...

Circa il grassetto, capisco, però mi chiedo cosa davvero farà la BCE ... e se lasciasse correre anche lei un po' di inflazione ? Ripeto: non credo lo farà, anzi, la mia idea di fondo resta quella esposta sopra, però qualche dubbio viene anche a me...
 
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p_dinamite

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Sulla tassazione sui consumi, finché non hai ripartenza dei redditi gli stati nazionali possono e forse devono provare a farlo, in una situazione in cui l'incremento fiscale - in condizioni di domanda cmq non robusta, che impedisce di "scaricare a valle" l'incremento fiscale - può disincentivare da un aumento dei prezzi ed indurre le aziende a farsi carico del peso fiscale aggiuntivo, almeno parzialmente.
sinceramente questo non lo credo possibile...
forse la grossa distribuzione, ma il commerciante e anche i piccoli market penso che siano già abbastanza "all'osso" infatti molti chiudono consegnando licenze
Quelli che stanno resistendo, non vedono l'ora di una ripresa per aumentare i prezzi e riprendere a guadagnare con i margini precedenti

Credo tuttavia che le cose andranno diversamente, e che la BCE, in osservanza dei suoi compiti istituzionali, incrementerà i tassi quando riemergesse l'inflazione e la cosa ci porterà a riscivolare in recessione...
sicuramente, e penso che questo sia un bene... però mi sa che comporteerà cicli molto ravvicinati con picchi di salite di tassi ogni 3 anni e altrettanti bruschi rallentamenti...

Circa il grassetto, capisco, però mi chiedo cosa davvero farà la BCE ... e se lasciasse correre anche lei un po' di inflazione ? Ripeto: non credo lo farà, anzi, la mia idea di fondo resta quella esposta sopra, qualche dubbio viene anche a me...
Quindi, in definitiva che fare?

se si suppone che appunto andrà come la volta scorsa senza troppi sbragamenti (diciamo tassi BCE max al 4.5%) penso che si possa impostare un discorso di trading medio in piramiding su appunto un decennale...

o forse è meglio essere attendisti e rimanere sul variabile Tipo CCT 2014-2015 perchè tra 4 anni ci sarà un altro giro di giostra con ripresa di tagli di tassi?

Bel dilemma:rolleyes:
 

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