Riflessioni di un amico (1 Viewer)

Fujiko80

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Intanto mi sto girando long


Perchè appiccicare l'etichetta di "felice-dei-ribassi-di-borsa" è un po' come attirare il pubblico ludibrio contro qualcuno (perchè la gente è euforica quando la borsa sale e quindi guarda in cagnesco il "ribassista") e la caccia alle streghe in questo senso è aperta da un pezzo - aspetto solo l'editto Napoleonico, dopo il gran ciarlare su hedge funds e altre amenità.

Avendo per giunta un po' di robetta (quasi il 40% del pf) investito in stocks, dichiararmi felice dei ribassi di borsa - sui quali pochi invero guadagnano e qui ha ragione Massimo Peppe - significa emulare quel tale che per indispettire la moglie si tagliò il batacchio (gergo mutuato dalle traduzioni di un bel libro di Ellroy).

Altro discorso è sostenere che quando il trend è al ribasso entare sui vari dips è un suicidio e io aspetto ancora la risposta al "che fare?" richiestole dopo la rottura di 29600 di mibtel.
Ma non voglio far polemica
Ci sarà "euforia" quando arriveranno le condizioni perchè la gente possa avvertire quella sensazione di benessere diffuso che ne è il presupposto.
Che poi lei (e qualcun altro) abbia associato il concetto di "benessere" alla presenza di certi personaggi al vertice della scala dei poteri planetario o anche soltanto di casa nostra rappresenta una scelta che alla prova dei fatti si è rivelata errata.

la Storia sta gia dimostrado che le tre B (Bush, Blair e Berlusconi) non saranno certo ricordati come statisti di prim'ordine (eufemismo...).

Ad ogni buon conto io sono euforico quando guadagno: al rialzo, o al ribasso non fa differenza.

Ho solo sperato (in cuor mio) che la crisi di questi ultimi mesi potesse far mutare qualche orientamento in certe politiche economiche e non che stanno riducendo il pianeta ad una latrina, con troppa gente costretta a leccare gli escrementi alrui per sopravvivere.

Non è acaduto: pazienza. Vorrà dire che il rialzo sarà meno lungo del previsto.
Ma intanto mi sto girando long - lo sono da oggi - e sarò felicissimo di vedere i terminali tutti colorati di verde, ci può scommettere.

Fino a quando non mi girerò al ribasso, ovvio.
Ad maiora.
 

Fujiko80

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Il mercato resta zoppo

Friedman purtroppo ricorda un altro Friedman, ben più arrogate e petulante e la scuola di economisti di Chicago che Dio sa solo quanti danni sta arrecando al mondo intero.

Bush ha finanziato il debito del Brasile con moneta stampata direttamente dalla Fed, che a questo punto - sempre indirizzata da assurde teorie economiche - è convinta che lasciare gli aggregati di massa monetaria fuori controllo può bastare ad eludere gli effetti di una crisi che è sistemica, ma che ancora si materializza con effetti solo regionali (altro che globale!).

Il punto di equilibrio, sottile, ma ancora individuabile, sul quale si regge tutta l'impalcatura creata con l'abiura della parità oro/dollaro è rappresentato dal prezzo delle commodities che viene tenuto a freno in ogni modo: o agendo direttamente sul mercato dei derivati (che guarda caso si trova proprio a Chicago) oppure con spaventosi accordi di cartello tra le majors del settore - ce n'è uno sul caffè che fa orrore solo a parlarne... - attivi soprattutto sulla fase dell'approvvigionamento.

Alcune volte mi trovo a chiedere se la crisi improvvisa della Enron non sia stata "voluta" proprio dai centri del potere finanziario, visto che gli intermediari stavano sfuggendo al controllo di chi conta in questi mercati, alimentando rincari dei prezzi svincolati dalla realtà.
Un po' come accade nel calcio dove i procuratori e vari agenti saranno ora messi alla porta, per contenere i costi di quel settore e garantire ai cartelli anche lì operanti potere di contrattazione e formazione dei prezzi sempre più illimitati.

Rifkin notava a metà degli anni '80 che la corsa (allora appena agli albori) alle biotecnologie rischiava di seppellire alcune economie del pianeta, quelle povere per definizione perchè traggono il loro sostentamento dalla vendita di materie prime allo stato grezzo. Più o meno soltanto la paura di veder riprodotte "in vitro" le stesse cose che esistono in natura calmiera i prezzi: se ciò non vale per il petrolio è solo perchè in questo particolare settore gli USA hanno il predominio commerciale con accordi di cartello ben saldi tra le loro imprese ed i paesi produttori - aldilà delle (finte) beghe in politica estera.

Così il sistema resta zoppo (perchè il dollaro non è un valore ma solo una misura di esso) ma può sopravvivere ed allora un colpetto ai tassi basta anche a far reggerne le fondamenta. Ecco perchè l'oro non decolla più.

E' un sistema che traccia una terza via, di sintesi, tra il collettivismo di stampo comunista e l'imperialismo economico realizzato attraverso i monopoli di fatto: il dogma dell'inflazione zero è in fondo un simbolo dell'egualitarismo di massa ed era un postulato dei piani quinquiennali ed altre amenità programmate nelle economie di stampo post-marxista.

Il punto è che il benessere (fittizio, perchè massificato) che così viene regalato alle economie USA dipendenti - tra cui soprattutto quelle europee - produce come conseguenza l'impoverimento di oltre metà del pianeta e può diventare un fattore di implosione sempre più incontrollabile.

Emigrazione indotta dalla povertà, regimi tiranneggianti in zone delicate del mondo e per di più uno sfruttamento indiscriminato delle risorse, perchè non più regolato dalle leggi domanda/offerta, stanno anche generando strane reazioni della natura, alle quali non si presta la dovuta attenzione ma che indicano che il sistema - in un modo o nell'altro - è giunto al limite.

Le borse - a mio giudizio - registrano gli eventi e soprattutto soffrono la mancanza di leadership capaci di offrire modelli nuovi di equilibrio e sviluppo: prolungare gli assetti esistenti non può e non potrà entusiasmarle più di tanto.

L'economia è sempre "politica": così si studia all'Università e così deve essere considerata. Creativa, non descrittiva.
 

Fujiko80

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E poi...

Prendo a prestito la frase che qualcuno ha scritto, molto opportunamente, per indicare che era pronta la "mattanza" per gli orsi.

E' vero. E sono gli orsi stessi a prepararla. Sono troppi, hanno affollato le sale operative, sgomitano, fanno troppi calcoli sui fondamentali e soprattutto... comprano put.

Il merato è sceso a spirale per tre mesi e gli internals per tutto il tempo raccontavano la stessa cosa: tu scendi? Ed io mi copro fino al collo di call.

E' andata così, tutti aspettavano il rimbalzo, tutti si coprivano di call, tutti perdevano.

Poi sono arrivate tre sedute di (finto) panico. Volumi alti, ribassi insistiti, fondi&assicurazioni che si disfacevano un po' di tutto. Liberazione di liquidità, la chiamava Roth, prima di andare in pensione. E' l'autentico oversold.

Non è solo una questione di oscillatori, non renderebbe bene l'idea. E' più che altro l'illusione di un ribasso senza fine, la diffidenza per ogni rimbalzo, la convinzione che sia finto e allora quelli che si coprivano di call, ora comprano put e più il mercato sale, più si scoprono ed il mese di agosto era carogna, con le scadenze mooooooolto ravvicinate.

Hanno perso, gli orsi. Si sono arrabbiati, hanno aumentato la posta. Perderanno ancora, il gioco funziona davvero a rovescio, in questi casi.
Per cui si sale, come avevo pensato.
E cominciamo a tracciare di nuovo le righe, per trovare le prossime resistenze, quelle che contano per davvero. Perchè a quei livelli è probabile che i tori siano tornati a sgomitare per guardare bene i terminali, faccia incollata allo schermo e abbiano comprato trooooooppe call.

Il mese di settembre è più carogna del precedente.
E' lungo, c'è spazio per la mattanza degli orsi, c'è spazio per la rivincita degli orsi.

C'è spazio per giocarsi tutti gli ultimi risparmi

A me questo mercato evoca immagini gangsteristiche di stampo Ellroyano (non ci far caso, sono reduce dalla bi-logia dei Kennedy).
In soldoni: qualcuno muove i fili, qualcuno incassa, molti perdono. Un po' come Las Vegas dei bravi Ragazzi.
Non c'è money flow, perchè non potrebbe essercene. Non ci sono soldi.
Ma ci sono i cartelli che tengono a bada quei "baluba" che producono materie prime (altra citazione, che nessun s'offenda).
Per cui si può stampare moneta e risolvere patti di stabilità con molto agio.
E' vero e proprio gangsterismo economico, sostituisci la Fed all'Fbi, sostituisci Greenspan a Hoover e ottieni un bel risultato.

Il casinò non è mai un casino. Stava per diventarlo, stava per degenerare, LORO non lo avrebbero tollerato, LORO non lo hanno permesso. LORO stanno aggiustando tutto.

Compartimentazioni.

Con buona pace di Gianlini che è lungo sul caffè. A me piace lungo, ma è tutta un'altra storia.

(Magari verrà fuori che le inondazioni le hanno volute LORO, ma a questo non credo).

A me fa un po' schifo la situazione così come la vedo (penso alla nuvola di sterco di vacca&altro che vaga sopra le nostre teste) ma solo perchè ho una figlia e non mi piace il mondo che LORO le stanno preparando. Però, se si sale un altro po', chiudo della carta da culo rimastami sul gozzo.

Poi torno short, quando capirò che LORO si sono stufati del gioco (magari ritornano al traffico d'armi, come nei libri).

L'unico sforzo che a cui mi dedico è cercare di capire quando LORO decideranno di cercare nuovi svaghi. Così è anche più divertente, credimi.
 

Fujiko80

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E poi...

Prendo a prestito la frase che qualcuno ha scritto, molto opportunamente, per indicare che era pronta la "mattanza" per gli orsi.

E' vero. E sono gli orsi stessi a prepararla. Sono troppi, hanno affollato le sale operative, sgomitano, fanno troppi calcoli sui fondamentali e soprattutto... comprano put.

Il merato è sceso a spirale per tre mesi e gli internals per tutto il tempo raccontavano la stessa cosa: tu scendi? Ed io mi copro fino al collo di call.

E' andata così, tutti aspettavano il rimbalzo, tutti si coprivano di call, tutti perdevano.

Poi sono arrivate tre sedute di (finto) panico. Volumi alti, ribassi insistiti, fondi&assicurazioni che si disfacevano un po' di tutto. Liberazione di liquidità, la chiamava Roth, prima di andare in pensione. E' l'autentico oversold.

Non è solo una questione di oscillatori, non renderebbe bene l'idea. E' più che altro l'illusione di un ribasso senza fine, la diffidenza per ogni rimbalzo, la convinzione che sia finto e allora quelli che si coprivano di call, ora comprano put e più il mercato sale, più si scoprono ed il mese di agosto era carogna, con le scadenze mooooooolto ravvicinate.

Hanno perso, gli orsi. Si sono arrabbiati, hanno aumentato la posta. Perderanno ancora, il gioco funziona davvero a rovescio, in questi casi.
Per cui si sale, come avevo pensato.
E cominciamo a tracciare di nuovo le righe, per trovare le prossime resistenze, quelle che contano per davvero. Perchè a quei livelli è probabile che i tori siano tornati a sgomitare per guardare bene i terminali, faccia incollata allo schermo e abbiano comprato trooooooppe call.

Il mese di settembre è più carogna del precedente.
E' lungo, c'è spazio per la mattanza degli orsi, c'è spazio per la rivincita degli orsi.

C'è spazio per giocarsi tutti gli ultimi risparmi

A me questo mercato evoca immagini gangsteristiche di stampo Ellroyano (non ci far caso, sono reduce dalla bi-logia dei Kennedy).
In soldoni: qualcuno muove i fili, qualcuno incassa, molti perdono. Un po' come Las Vegas dei bravi Ragazzi.
Non c'è money flow, perchè non potrebbe essercene. Non ci sono soldi.
Ma ci sono i cartelli che tengono a bada quei "baluba" che producono materie prime (altra citazione, che nessun s'offenda).
Per cui si può stampare moneta e risolvere patti di stabilità con molto agio.
E' vero e proprio gangsterismo economico, sostituisci la Fed all'Fbi, sostituisci Greenspan a Hoover e ottieni un bel risultato.

Il casinò non è mai un casino. Stava per diventarlo, stava per degenerare, LORO non lo avrebbero tollerato, LORO non lo hanno permesso. LORO stanno aggiustando tutto.

Compartimentazioni.

Con buona pace di Gianlini che è lungo sul caffè. A me piace lungo, ma è tutta un'altra storia.

(Magari verrà fuori che le inondazioni le hanno volute LORO, ma a questo non credo).

A me fa un po' schifo la situazione così come la vedo (penso alla nuvola di sterco di vacca&altro che vaga sopra le nostre teste) ma solo perchè ho una figlia e non mi piace il mondo che LORO le stanno preparando. Però, se si sale un altro po', chiudo della carta da **** rimastami sul gozzo.

Poi torno short, quando capirò che LORO si sono stufati del gioco (magari ritornano al traffico d'armi, come nei libri).

L'unico sforzo che a cui mi dedico è cercare di capire quando LORO decideranno di cercare nuovi svaghi. Così è anche più divertente, credimi.
 

Fujiko80

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Crisi Del Sistema Bancario ?

La bi-logia sui Kennedy è ottima e abbondante, oltre 1500 pagine. E scritta bene (per chi piace l'Autore, ovvio) ed è straordinariamente realistica nel suo essere romanzata, ma solo fino ad un certo punto (quale? L'autore dice che non lo svelerà mai).Ho letto una recente intervista di Ellroy in cui (era aprile 2001) professava "fiducia" per il sistema economico e politico degli USA: non so se lo dicesse per prendere in giro i lettori o la giornalista, oppure credesse veramente a quel concetto, ma entrambe le soluzioni in fondo sono in linea con il personaggio.Più che ad un E. sostenitore di Bush penso ad un E. convinto del fatto che, come i suoi nomi di carta fanno e disfano i giochi del potere e li utilizzano a loro esclusivo tornaconto, gli equilibri che si realizzano nel mondo reale dopo qualsiasi evento apparentemente catartico non sono mai eversivi. Ristabiliscono i giusti assetti, insomma. E contribuiscono a perpetuare i vincoli di potere.E' successo dopo l'11 settembre, qualsiasi cosa uno pensi sia REALMENTE accaduto.E' successo a fine luglio, quando i tre giorni che convolsero l'orso sono stati riassunti e riletti con le migliori buone intenzioni didattiche. "E' stata la Fed", "La Fed ha comperato 100 mln di contratti S&P al meglio!", "hanno salvato il Brasile, ergo il sistema bancario USA reggerà", e via discorrendo.Ci sono fondi di verità in tutto questo. E c'è soprattutto - ma lontaaaano da me l'intenzione di fare il Messia - UNA fondamentale verità.Gli USA governano il mondo, politicamente e militarmente, la FED comanda l'altra faccia del mondo, quella della finanza, checchè la si voglia ormai ridotta al rango di semplice dispensatrice di buoni pasto.
io però penso che non succederanno cose sconvolgenti, finchè la FED avrà il potere di stampare moneta senza alcun freno che non sia quello del pudore che, com'è noto, in certi ambienti è merce scarsa.E questo stato di cose durerà fino a quando il dollaro resterà il riferimento di TUTTE le transazioni commerciali, non solo di quelle che si formano sui desk.Avanzo un'ipotesi, anche se penso che qualcuno la bollerà come fastasticume letterario. Che agli USA e alla FED convenga che la gente si indebiti, che gli americani restino indebitati fino al collo, che il Brasile, la Turchia, tutto il mondo cosiddetto emergente, sia il più possibile indebitato. In dollari, ovviamente.
Che la FED sia in grado, in questo modo, di somministrare il denaro che essa stessa stampa fuori da ogni controllo come se si trattasse di fornire dosi di metadone ad un tossicodipendente. Che curarlo significherebbe scioglierlo dai vincoli, che forse sia meglio farlo proseguire nel vizio e così controllarne le reazioni.Il cittadino americano consuma come un drogato e la FED gli fornisce la dose quotidiana, anche quando il "sistema" sembra sul punto di crollare, anche quando la dose potrebbe essergli fatale. E il cittadino americano fa il bravo, il docile, non si oppone allo status quo, lascia MSFT gozzovigliare nel suo monopolio di fatto, accetta cartelli sul caffè, nuvolacce di sterco di vacca, zanzare killer e quant'altro; disprezza i no-global e vive convinto che in fondo essere eterodeterminati nel proprio destino non è poi tanto male.Basta che quel tale che parla di riforme in Brasile e quell'altro tale che fa il mussulmano nella Turchia occidentalizzata alla fine siano o sconfitti, o blanditi e l'aria è proprio quella.

E allora ecco che, per incanto, la Enron torna ad essere quel mirabile esempio di "capitalismo creativo" di cui parlava Friedman. Ci si può passare sopra. L'amico degli amici, il buon vechio Ebbers mica è andato in galera; quelli dell'Adelphia-fatta-in-casa sì, la solita storia dei figli e figliasti, tutto il mondo è paese, non per niente il nostro Signor B. è così entusiasta degli USA.c'è poco da fare il Messia: io queste cose le ho sempre pensate, altri le hanno fotografate meglio di me, io mi sono limitato a leggerle e a ritrascriverle, anche per poter dire che quegli altri - moooolto più credibili di me - la pensano più o meno allo stesso modo.Nessuna acredine da parte mia, ci mancherebbe. Anzi mi spiace che il nostro primo contatto abbia acceso scintille. Prometto di fare il bravo, da ora in poi.

Godiamoci intanto questo rialzo. In fondo è uno splendido esercizio dela magnanimità del potere dei Ragazzi. Hanno deciso di spartire qualche spoglia con noi, perchè non approfittarne? In effetti, se succedesse qualcosa di simile, sarebbe l'evento "esterno" che potrebbe sovvertire equilibri consolidati. Solo che, rispetto a due mesi fa, dubito che potrà realizzarsi in questi termini. Non mi sembrano maturate le condizioni perchè accada.In fondo NON UNA delle previsioni che avevamo abbozzato - chi qui, chi là - si è avverata.Il dollaro ha retto, quello che abbiamo visto a maggio non è stato un reale deflusso di capitali, quanto piuttosto una chiusura di posizioni lunghe sull'U.S. Dollar Index (l'open interest è crollato in poche settimane). Lo yen non ha rotto al rialzo perchè l'economia dei jap è subalterna ormai dalla fine degli anni '80.Il Sudafrica sta diventando sempre più "nero" e quindi l'oro non è un surrogato affidabile (credimi, è proprio così).Il chapter11 è una frode agli azionisti, ma salva le chiappe a occupazione e monopoli made in USA (anche su questo ti prego di credermi).Le materie prime sono sempre sotto controllo e quindi i prezzi all'importazione non destano preoccupazione.

Se qualcuno fa troppo il "birichino" - vedi in America Latina - si butta là qualche frase ad effetto - vedi O' Neill - e per miracolo improvvisamente le banche dell'Uruguay appaiono senza riserve. Scommetto che se Luna vince le elezioni, sarà perchè è già stato cooptato da chi conta (penso alla PG, alla Kraft e alla Nestlè, tanto per intenderci).Ho sperato anche io, soprattutto verso maggio/giugno, che fosse arrivato il momento buono per assistere al sovvertimento di certi equilibri, magari al crollo stile '29-30-31-32, ma quelli erano altri tempi, gli USA erano gli USA e non la globalizzazione, Hitler non era un ex agente Cia, i man-agers accoliti al servizio di bifolchi del midwest o mormoni in ascesa sociale. Ebbers si sarebbe suicidato, gettandosi dalla finestra del suo ufficio, invece ora lo vedono in Chiesa ad adempiere al suo nuovo munus publicum (la redenzione).Ho i miei dubbi anche sulla verità delle guerre, accese e spente ad intervalli regolari; e i filmati di Bin Laden che spuntano come funghi mi divertono come le repliche del Looney Tunes.

Con che vuoi fare opposizione? Con Berlusconi, Blair, Chirac ed il prossimo Stoiber? La rivoluzione non si fa davanti a un desk, Bandy. Mi spiace, ma è così. Imparato a mie spese.

Pensavo anche io alla catarsi purificatrice, credimi. Ma il capitalismo di oggi è diverso da quello di ieri, prima era terriero, poi si è trasformato in industriale, ora è esclusivamente finanziario.Peccato che i protagonisti siano sempre gli stessi, intendo come uomini, come famiglie, come "famiglie".Oggi impera il dollaro perchè i Chicago Boys (Chicago, guarda il caso, la città del crimine mafioso e gangsteristico per eccellenza...) hanno intuito che la mossa di Nixon del 1971 era stata ancora poco sfruttata.Dimmi tu PERCHE' io dovrei temere un avvitamento dei mercati SE loro hanno in tasca la soluzione.Dimmi chi ha guadagnato della bolla speculativa sul Nasdaq o chi sta lucrando i più importanti affari immobiliari e le relative plusvalenze.E rifletti... se io pago le materie prime (le principali) in dollari, che bisogno ho di preoccuparmi del tasso di cambio? Poco o nulla e così del disavanzo commerciale, visto che in fondo significa che al posto della carta (i dollari) io incamero a casa mia beni reali - e fa una bella differenza, credimi.

Siamo giunti al paradosso che JPM non può saltare per aria perchè un evento di questo tipo manderebbe al tappeto tutto il mondo, che WCOM non può chiudere i battenti perchè altrimenti in Europa non arriverebbero più i bites della rete, che MSFT stampa un nuovo sistema operativo all'anno e i chips vanno in obsolescenza in pochi mesi e per un componente che ti costerebbe 1 euro sei costretto a ricomprarti una macchina da 1000.

Chi lo decide questo? Il consumatore? No di certo. Questa è la VERA dipendenza, altro che decoupling.

Tu credi che Saddam salverà il mondo? Che i palestinesi che si mandano arrosto siano la nuova frontiera? Pensa ad Arafat, Nobel per la pace durante Clinton e poco più di un reietto ora. Qualcuno ha obiettato qualcosa in proposito? Neppure in M.O., dove leggo che i ministri del petrolio rassicurano: sopra i 28$ non ce lo mandiamo, il vecchio caro brent. E questo sarebbe VOLER alterare gli equilibri?

Pensa al caffè. Un bel cartello di multinazionali decide che il Vietnam, quella palude, può produrre il caffè. Costi di manodopera bassissimi - per forza, sono comunisti, sono figli del male - qualità scadente, ma chissenefrega. Però, però... il caffè si stocka e NON SI DETERIORA. E così, tra un chicco e l'altro di nuova produzione, tra tonnellate e le altre, influenzo il mercato dei futures: quando il prezzo tende a salire (carestie, inondazioni, ecc...) io ne butto in vendita quantità industriali, riserve infinite... e PAM! il prezzo tracolla... e PAM! il Guatemala salta per aria.
Frega qualcosa a qualcuno? Nada. Anzi un plauso a quelle Companies che tengono a bada gli zulù del posto e fanno sì che il mio caffè, quello alla tazzina aumenti poco poco, poco alla volta, secondo logiche di profitto caritatevoli e misurate.

E i peones del Guatemala? Chissenefrega, prendessero una roadway e venissero a lavorare quaggiù, se hanno voglia, se riescono a superare il filo spinato alle frontiere... I nuovi schiavi hanno reso lo spagnolo la seconda lingua più diffusa al mondo, ma non hanno granchè mutato la condizione dei popoli che la parlano. Neri o meticci non fa differenza: l'America non è più vergine, chi ha avuto ha avuto e non c'è posto per altre partizioni.
Pensa un attimo: un paese che in quindici anni di storia si regala due presidenti di discendenza diretta: un esempio di nepotismo che non si vedeva più dalle regge di Versailles, credo.

Entra nel made in USA: il rialzo è figlio di quella quaqquerata di Bush con i suoi grandi elettori, tutti solidi nello S&P, tutti pezzi da novanta del Nyse. Greenspan faceva il controcanto: "c'è poca recovery, poco capex in giro". Traduzione simultanea: affidatevi ai big, è finita la corsa all'oro comincia la cosa LORO.

Cosa ti aspetti dal futuro? Io vedo solo grandi monopoli in arrivo, prezzi bloccati, fonti inaridite e quando la terra avrà dato tutto quello che ha in corpo, riproduzioni in vitro, OGM, bioalimenti, biorame, biobatacchi e quant'altro. E naturalmente bioventi che mantengano a distanza debita la nuvolaccia di cui DOPO OTTO ANNI è trapelato qualcosa soltanto perchè gli USA si sentissero chiedere: "vi prego, fate qualcosa. Tenetecela lntano".

Tanto, chi muore? Chi soffre? La solita gente, quella che festeggia un matrimonio con colpi di moschetto (come in Italia si fa con le pistole a capodanno) e riceve megatoni in testa o napalm intelligente sulle barbe.
Oppure chi convive con le pioggie acide e l'aria irrespirabile, ma tanto fa il bagno nel Gange e allora tra la malaria e qualche enfisema ha già la durata media della vita compromessa.

Tu mi dici che la gente non si sveglia con il dio dollaro davanti agli occhi. Bene, se così fosse, allora basterebbe che i paesi arabi - quelli della nuova frontiera - vendessero il petrolio contro medicinali, appalti per la costruzioni di infrastrutture, cibo, piantagioni e quant'altro.
Ma loro voglono i dollari, solo dollari. E li spendono negli USA, questo fa ancora più paradosso.

Usemlab, sono d'accordo: torneremo a scendere. Le famiglie americane sono al collasso finanziario. Non si può ottenere che il mercato crolli in un quarto d'ora, d'accordissimo. Ma il SISTEMA non andrà in pezzi, o almeno ho questa impressione. Non bastano quattro ragionamenti logici su un forum o altrove per farlo saltare per aria. Controlla l'età media di chi vaticina imminenti catastrofi e considera che probabilmente invecchierà mentre O' Neill si sarà cambiato l'ennesimo paio di mutande per sedere sulle poltrone del potere.

Lietissimo se sarò smentito dai fatti, ovviamente. Nessuno ne sarà più felice, penso

<<L'assassinio di Martin Luther King non ha impedito l'affermarsi dei diritti civili per gli afro-americani>>


Mah...

<<Le stragi di stato in Italia non hanno impedito il crollo del sistema di potere che ne ingessava la vita sociale e politica>>

Mah...

<<Ma dagli tempo, benedetto uomo.
Anche Roma non fu fatta in un giorno.
Stampa, stampa, alla fine qualcuno si accorgerà pure che quei fogliettini di carta non valgono quello che gli dicono>>

At this moment il mio pessimismo è oltre il cosmico, la qual cosa significa che sono tornato rialzista.Ma per ora si sale: 3M stamperà nuovi massimi storici - intorno 135/138$ e non sarà solo merito del post-it, penso.

L'S&P dovrebbe arrivare a 980 e il Nasdaq a sfiorare i 1500, poi, chissà, tornerò più ottimista.



Potete investire il 30% del capitalein bond australiani che rendono il 7/8% l'investimento è a proiettato su un ritorno due anni,.Ovvio che confido molto sulla ebolezza dell'euro.


La prima (inflazione) è già in corso da tempo: roba subdola, strisciante, da ortaggi con prezzi capestro, mercati generali, robetta da commercianti avidi con gli euro che vengono ormai omologati alle lire (fatti fuori i tre zeri finali).E poi c'è un'inflazione più palese ma non dichiarata: l'obsolescenza delle tecnologie, i chips che vanno fuori produzione di semestre in semestre, i pc che vanno CAMBIATI (non riparati) al morire di ogni singolo componente.Infine c'è il contesto deflattivo delle materie prime, alla fonte, sui prezzi di approvvigionamento: il CRB è sempre lì, sono mesi che rimane lì, 200/210/200, dipende dalle oscillazioni del Nymex ("aumentate le riserve, o voi Europei": ricordi? Il monito di Bush ad inizio agosto e via con l'acquisto dei futures). Qualcosa incide anche l'oro, il resto piange.L'idea, a parer mio, è quella di creare recessione a balzelli, double dip, triple dip e così via: limitare l'accumulazione di materie prime, si fa un trimestre giù e uno su, si fa salire un pochinoooo (ma solo un petit peu) il prezzo di quello che non si ha e poi lo si rimanda giù (ha voglia Zibordi ad arrovellarsi sul prezzo del "rame anticipatore").Se le materie prime restano basse di costo, si stampa denaro e che il petrolio salga pure. Benedetto da Bush, figlio di petroliere e dalla Halliburton del suo amichetto. $$$$$ già vedo i loro occhi sui guadagni delle vendite delle scorte per l'inverno.

E poi dicono che Ellroy romanzava... Bah!



invece sono aumentati, te lo dice uno che fa la spesa al supermarket.
La benzina in termini reali +7/10%
il da riscaldamento gas +5%
non pariamo di luce e accessori.
Frutta&ortaggi.
Carne.


Ma.
Crollano i prezzi dei voli intercontinentali.Vanno ai minimi i prezzi dei modem esterni.L'Istat fa la media et voilà, il prezzo è giusto.In realtà se vuoi monitorare l'inflazione conviene guardare ai prezzi alla produzione: quelli sono in aperta deflazione.

Ma, ti ripeto, per me resta l'equivoco.
Gran parte delle commodities sono a prezzi da straccio - lascia perdere gli ultimi giorni, si sconta una recessione futura e quindi si fa principio di accumulazione, come da manuale.Il CRB index è attorno ai 220 punti (quindi un po' più di quanto indicavo prima). Siamo al'incirca ai livelli di marzo 2001, quelli del "grande inganno" (la recessione non c'è, ricordi?).Ma.

Se sovrapponi il grafico del crude a quello del CRB ottieni più o meno la stessa sequenza. Morale: forse i pesi sono distribuiti in modo da favorire l'oil - e da far sì che quest'ultimo condizioni pesantemente l'indice.Ad ogni buon conto, tranne che pe Corn, Cocoa, ualcosa dell'energia (ma non sembra così brillante oltre al petrolio) e un po' di toro incerto sui preziosi, non vedo granchè, anzi.Per cui le mie perplessità rimangono tali e qual

>>La cultura italiana, politica, letteraria o filosofica o economica in particolare ha sempre ragionato così visto che i suoi ingredienti principali in questo secolo sono di matrice cattolica, comunista e fascista<<


Francamente non capisco questo accanirsi contro la "cultura".

E soprattutto non capisco la banalizzazione che compendia questo tipo di tirate e che tende ad omologare (sempre) quello che si dice con quello che si è detto (e non si è realizzato) prima.

>>Se uno legge un poco di storia scopre che è praticamente dagli anni 30 che a livello di intellettuali in europa si è pensa a una crisi generale di tutto il sistema.
Anche chi non fa il professore o l'intellettuale di professione, se solo legge abbastanza assorbe la cultura del proprio tempo che è più o meno questa ed è in contraddizione con il meccanismo dei mercati finanziari e della tecnologia che avanza sempre<<

Cosa significa?
Alla fine dell'800 la tecnologia era il trasporto ferroviario: fallirono gran parte delle imprese del settore, ne seguì un bel mercato orso, il sistema - certamente - tracollò e poi si ristrutturò - certamente su nuove basi.

Ah, dimenticavo. Ci fu anche una guerra.

Negli anni '30 del XX° secolo, in conseguenza di un forte processo di innovazione industriale, arrivò una crisi durissima - finanziaria - che gettò sul lastrico milioni di persone, con disoccupazione ai multipli del multipli. Altro formidabile mercato orso, il sistema tracollò, poi si ristrutturò su nuove basi. Si inventò l'economia keynesiana, tanto per dirne una.

Ci fu anche una guerra.

Alla fine del secolo XX° un'ulteriore forte processo di innovazione tecnologica ha generato più o meno effetti omologhi a quelli della crisi degli anni '30, con conseguente forte caduta di valori finanziari e reali. Il sistema traballa, ancora non è crollato, forse reggerà, forse no.

Dovremmo chiudere gli occhi? Non c'è mica bisogno di dotte letture, basta dare un'occhiata ai grafici.

Il sistema è CERTAMENTE malato, molto malato perchè altrimenti non staremmo da due anni a discutere su ogni rimbalzo e ad intepretarlo come fosse (finalmente...) un cambiamento vero di trend.

Poichè non vedo gente illuminata all'orizzonte che apra la strada a nuove soluzioni sul piano economico (qualcuno pensa ancora che personaggi come Tremonti possano riuscirci?), credo che non sia monopolio di cattolici, fascisti e comunisti sperare e pregare di non dover aggiungere che alla fine...

... ci fu anche una guerra.

Magari se risolvessimo il nodo strutturale, che in fondo è rappresentato dalla perversa concatenazione tra banche -> risparmio privato -> imprese decotte; la smettessimo perciò di sprecare i soldi della gente per ri-finanziarie aziende morte e senza futuro come la Fiat (ed altre) solo perchè le banche sono troppo esposte per farle fallire e pensassimo a qualcosa d'altro ed impiegassimo i soldi del risparmio privato e pubblico per qualche altra intrapresa... magari eviteremmo la guerra (tipica via di uscita dalle crisi da sovraproduzione manifatturiera).

Mi piacerebbe vedere, per esempio, qualche governo spendere soldi per la bonifica delle terre, per operazioni di smaltimento rifiuti, o per il controllo in genere sul territorio piuttosto che per appalti costosissimi e inutili.

Altrimenti dovremo rassegnarci a raccogliere i resti delle città sepolte dalle piene dei fiumi e quant'altro.
Senza essere necessariamente nè cattolico, nè fascista, nè comunista
 

Fujiko80

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La nuova Frontiera (parte III - Sottopesare l'Europa sembra inevitabile)

E' un po' di tempo che non mi faccio vivo, ma il mercato è un pezzo che offre poco, poco davvero.
E se è vero che in USA molti indicatori lasciano pensare che il mercato azionario sia ancora tendenzialmente bullish, sia pure nel quadro di un movimento ribassista ampio e certamente non ancora esaurito, l'Europa appare sempre più incartata ed incapace di offrire spunti sia sul lato tecnico - ciò che può interessare gli operatori - sia sotto un profilo fondamentale, visto che ormai in Germania è recessione piena e per il resto il massimo che si può registrare è una crescita vicino allo zero nei prossimi due anni.

In fondo il mib30 continua a rimanere sotto 24800 e sotto quella quota si deve restare negativi, è inevitabile. E sotto il profilo tecnico ci siamo: d'altra parte, i problemi si struttura del nostro mercato non si risolvono i pochi mesi. Ci vorranno anni ed un processo distributivo concentrato su Eni, Telecom e qualche altra utility (ormai sono rimaste solo loro a tener su il listino) prima di poter tornare a guardare all'investimento azionario come a qualche cosa di premiante.
Ma i problemi dell'Europa dipendono anche da una pessima gestione degli strumenti monetari che se da soli non possono certo combattere i problemi che derivano da una cattiva congiuntura, certo in qualche modo possono aiutare a contenerli entro limiti accettabili.
Sotto questo motivo, bisogna che qualcuno lo dica: l'Europa è proprio alla deriva.
Sono giorni e giorni che la sessione mattutina dei mercati azionari serve solo a (ipotetiche) sistemazioni di portafoglio, senza una vera idea da proiettare sul mercato.
Immancabilmente ci si muove - e spesso neppure a proposito - soltanto dopo l'apertura di N.Y..
Il bello è che quello che succede negli USA - a livello aziendale - significa poco o nulla per noi, visto che con l'euro sopra la parità ormai qualsiasi prodotto made in... aggiungete voi il paese (area yen o altrove è lo stesso) risulterà più competitivo di quelli - pochi - che vengono realizzati dalle nostre parti.
La svalutazione - che nei momenti di crisi ha sempre colpito le monete oggettivamente più deboli, proprio come contrappeso alla debolezza delle economie che rappresentano - è quasi sempre associata all'idea di ripresa: in quanto serve in parte a reflazionare il ciclo economico e quindi a determinare la possibilità di espellere dal mercato imprese ed eliminare gli eccessi di prodotto.
Qualcuno ne rimane vittima, insomma, ma il mercato nel suo complesso ne beneficia, a medio termine almeno.
Una politica reflattiva concertata è quasi impossibile: ma è chiaro che i guai prodotti in Giappone dall'eccessivo rigore della politica monetaria - ai primordi di quella crisi - sono talmente sotto gli occhi di tutti che occorre bendarsi per non vederli... e invece niente.
La cosa più sconvolgente, oltre all'assenza di qualsiasi intervento della BCE a controbilanciare gli effetti di questa ridicola rivalutazione dell'euro, è l'assenza di qualsiasi utilità del massiccio afflusso di valuta che si sta generando in Europa.
Che ce ne facciamo, se le nostre imprese sono destinate a veder contratte le loro quote di mercato e quindi a destinare minori risorse agli investimenti. Ci compriamo ancora i bonds per far diventare gli Stati detentori dei 3/4 della liquidità mondiale e far loro pagare gli stipendi agli impiegati?
Forse qualcuno, nelle "alte sfere", non ha capito che uno stato dell'Unione non può - per vincoli indotti dal trattato CEE - fornire "aiuti" economici alle imprese e neppure nazionalizzare quello che non è servizio pubblico.
E non ha capito neppure che a fronte della rivalutazione del 17% della moneta, un aumento del 35% del CRB comporta comunque inflazione importata, mentre gli USA (beati loro) se ne fregano visto che stampano dollari a volontà.
Gli eccessi sono un errore, da una parte e dall'altra: è eccessiva la generosità Fed, è sbagliato il rigore BCE: la conseguenza però è che negli USA al mercato interno adesso si associa un ottimo mercato esterno (il nostro) per smaltire il supero di produzione; alle nostre imprese invece rimarrà ben poco con cui rilanciarsi nel 2003.
Ho paura che di questo passo finiremo presto in stagflazione, tipo primi anni '70.
Gli effetti per le borse non dovrebbero essere molto positivi, credo.

LUIGI LUCCARINI
 

Fujiko80

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Casino Is Open For Business

(13/11/02) L’espressione inglese che preferiamo per accompagnare l’apertura dei mercati azionari americani è: “Casino Is Open For Business”. Nessun tavolo verde è in grado di offrire le emozioni offerte dai mercati finanziari odierni. Tutti coloro che amano questa caratteristica dovrebbero ringraziare la bolla e i suoi creatori. La paura e l’avidità incorporate in ogni movimento di prezzo mettono alla prova il carattere, l’ego, i nervi, la psicologia di ogni trader; e da qualche anno i movimenti di prezzo sono sempre più violenti, ampi e imprevedibili.

Approcciando i mercati azionari con la dovuta astrazione, ovvero ignorando le implicazioni sull’economia reale (creazione/distruzione/trasferimento di ricchezza), riteniamo che essi costituiscano lo strumento più bello ed eccitante a disposizione di un individuo amante del rischio e del gioco, in particolar modo da qualche anno a questa parte.

Tuttavia, il problema attuale del mercato azionario è proprio questa estrema somiglianza a un frenetico casinò. I mercati azionari non dovrebbero essere un casinò. Lo sono diventati grazie alla bolla e lo sono rimasti ovviamente nel post bolla. L’estrema volatilità che caratterizza oggi il mercato è solo una ulteriore dimostrazione di come i minimi di lungo periodo siano in realtà ancora molto lontani.

Durante il primo lustro degli anni novanta la volatilità misurata dal VIX si mantenne in un range tra i 10 e i 20 punti. Dopo il primo formarsi della bolla, invece, il VIX si è mantenuto costantemente tra i 20 e i 40 punti con diversi picchi prossimi ai 50, un’area di volatilità, questa, riconosciuta dalla maggioranza dei trader come valido indicatore di acquisto (vedi a proposito l’articolo di Adam Hamilton “Trading Volatility Ratios” ).



I numerosi rally di trading che si sono succeduti negli ultimi due anni hanno offerto nel giro di pochissime settimane opportunità di profitto incredibili. Rialzi degli indici di oltre il 30% hanno visto numerose azioni performare di quasi il 100% in poche settimane. Una manna per qualsiasi speculatore.

Sul fenomeno della volatilità l’azione di oggi è esemplare: il Dow Jones è passato da -80 punti a +100 per tornare a -80 e poi risalire ancora una volta per chiudere praticamente invariato.
Analizzando bene la notizia che ha generato l’euforia del primo movimento rialzista la spiegazione è tutt’altro che razionale: l’accettazione da parte dell’Iraq della risoluzione ONU prolunga le incertezze e rimanda l’eventuale conflitto, perpetua il gioco a nascondino che sta facendo Saddam e che innervosisce l’ansioso apparato bellico americano. Niente di positivo in tutto questo. I mercati sono cinici, preferiscono certezze moralmente spiacevoli a incertezze, dal punto di vista umano, positive. Eppure il rally è stato tanto violento quanto insensato. Non a caso nel giro di qualche ora gli indici sono tornati sui minimi di giornata.

Movimenti al rialzo o al ribasso estremamente irrazionali si trovano tutti i giorni. Come segnala ad esempio Jim Cramer di Realmoney.com la notizia che gli ordini di Cisco fossero in aumento era già stata diffusa durante la Conference Call che aveva seguito l’annuncio degli utili trimestrali il 6 novembre. Eppure ieri è stata riciclata abilmente ed è riuscita a spingere su il titolo di un altro 10%, portando il rimbalzo complessivo dell’azione, dai minimi di ottobre, a oltre il 65%. Un totale nonsenso.

Nonsensi, dosi ordinarie del business da casinò che gli speculatori continuano a godere con estremo piacere e che invece lasciano estremamente frustrati sia gli investitori di lungo termine, che i trader meno flessibili e rapidi nel cogliere le inversioni di trend, per quanto assurde e immotivate.

Alla fine del mercato bear e prima della nascita del nuovo mercato bull non vedremo più queste azioni da cardiopalma, il mercato ritornerà ad essere lento e noioso. Che esso giunga intorno ai minimi assoluti in maniera controllata o che ci arrivi tramite uno movimento rapido e violento, su quei livelli le acque si calmeranno. Molto probabilmente non ci sarà nessun rimbalzo analogo a quello del 9/11 o del bottom relativo di ottobre. Su quei prezzi i partecipanti rimasti al tavolo da gioco saranno stati decimati e ricominceranno a lavorare in maniera più ordinata. Paura e avidità saranno più contenute. Investire nel mercato azionario tornerà per certi versi ad essere un lavoro serio. La maggior parte delle luci dei media che enfatizzano i movimenti odierni, suscitando alternativamente insensata euforia e impressioni di una catastrofe imminente, si saranno spente.

Forse allora i sopravvissuti alla bolla rimpiangeranno un po’ Easy Al e il suo movimentato e febbricitante casinò.

Lo staff di usemlab
 

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