Reato di clandestinita' (1 Viewer)

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Rapine in Europa, 20 misure cautelari

Banda sgominata da Procura e Squadra Mobile di Novara

02 gennaio, 12:37
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(ANSA) - NOVARA, 2 GEN - Con 20 misure di custodia cautelare, alcune ancora in fase di esecuzione, la Procura e la Squadra Mobile di Novara hanno sgominato una banda di sudamericani che soltanto nell'ultimo anno anno e mezzo ha messo a segno colpi di in Norvegia, Austria, Belgio e in tutta Italia per un bottino di 10 milioni di euro. Gli arrestati sono originari di Colombia, Venezuela, Guatemala, Ecuador,Perù, Costarica,Messico; le accuse associazione per delinquere, furto e rapina.
 

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Vendola: vietato far sapere dei crimini degli immigrati



di ALTRE FONTI
I deputati di Sel hanno chiesto in un’interrogazione al Ministero dell’Interno, prima firmataria Annalisa Pannarale, di assumere ogni iniziativa di competenza affinché sia valutata la sussistenza dei presupposti per l‘immediata chiusura del sito internet Tutti i crimini degli immigrati che si propone quale sito d’informazione ed è basato su fatti di cronaca nera che avrebbero come protagonisti cittadini stranieri, migranti, rom e sinti. I deputati ritengono che la pagina web in questione abbia l‘esito potenziale di «incitare all’odio razziale e alla discriminazione, in aperta violazione dei principi della nostra Carta Costituzionale e della normativa in materia».
Infine si legge nell’interrogazione come l’iniziativa del sito Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo «si colloca peraltro nel solco di quanto sollevato con allarme dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD) nelle osservazioni conclusive e raccomandazioni all’Italia del 9 marzo 2012; il Comitato, infatti, aveva fatto riferimento esplicito alla diffusione preoccupante nel nostro Paese dell’incitamento all’odio razziale e di forme violente di razzismo attraverso i mass media, internet, e i social network, invitando le autorità italiane a una applicazione severa delle normative di contrasto penale alla discriminazione e all’incitamento all’odio razziale».
 

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Pesta la compagna e tenta di stuprarla: catturato cubano
Firenze, 2 gennaio 2014 - Ancora ubriaco dopo i festeggiamenti di Capodanno ha picchiato la compagna perché si era rifiutata di avere un rapporto sessuale con lui. L'uomo, un 41enne di nazionalità cubana, è arrivato a minacciare la partner con un coltello e a tentare di violentarla, ma lei è fuggita...
 

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Dopo i fanatici di Sel, e alcune associazioni finanziate da Soros, anche i parassiti della Cgil chiedono la chiusura dell’aggregatore di notizie Tuttiicriminidegliimmigrati.com, perché pubblica notizie. E questo non deve essere permesso in ‘democrazia’, dicono loro.
Denuncia in Procura: “Chiudete quel sito razzista. Incita all’odio verso gli immigrati”
LECCE – Col tempo sono cambiati i profili e i mezzi di diffusione, ma le forme di intolleranza razziale e la xenofobia hanno sempre le stesse facce e gli stesi slogan. La “rete”, infatti, pullula di blog e micrositi di “informazione”, creati per enfatizzare e diffondere notizie su crimini presunti o reali commessi da immigrati, presentando una visione parziale e distorta della realtà, oltre che strumentalizzare episodi di cronaca per attaccare migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Una vera e propria campagna mediatica dai contenuti razzisti che, attraverso la diffusione di informazioni false, volutamente esagerate o selezionate ad hoc, cerca di incitare l’opinione pubblica contro migranti o cittadini stranieri presenti sul nostro territorio.
Tra questi, uno dei più frequentati e cliccate è sicuramente “Tuttiicriminidegliimmigrati.com”, un sito che raccoglie gravi e presunti fatti di cronaca, ma solo se hanno come protagonisti cittadini stranieri, migranti, rom e sinti. Un sito che per non
lasciare nulla all’immaginazione diffonde slogan come: “Integrazione: aiuti l’immigrato e poi muori”, o “Hic sunt leones – Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo”. Motti che sono il preludio a un collage di notizie parossistiche e strumentalizzate per identificare l’immigrato con il crimine. A rendere il tutto più macabro, alcune mani insanguinate e vignette dal dubbio gusto.
Il caso in questi giorni è arrivato all’attenzione della Cgil-Cdlt (Camera del lavoro Territoriale) della Provincia di Lecce che, attraverso il segretario provinciale Salvatore Arnesano, ha deciso di rivolgersi allo studio legale degli avvocati Salvatore Centonze e Alessandro Stomeo. I due legali (da sempre in prima linea per la difesa e la tutela dei diritti degli immigrati) hanno depositato presso la Procura del capoluogo salentino una denuncia con cui si chiede “l’immediato oscuramento del sito ed il sequestro di tutto il materiale pubblicato e di quello strumentale alla diffusione dei dati”. “Può sostenersi – si legge nell’esposto – che l’autore o gli autori del sito internet, e chi lo alimenta, abbiano commesso il reato di propaganda d’idee fondate sulla superiorità razziale e di istigazione a commettere atti di discriminazione per motivi razziali. Con il presente atto si chiede che gli stessi siano identificati, sottoposti a procedimento penale e puniti per tutti i reati e circostanze aggravanti ravvisate dalle successive indagini”.
“Nelle ultime settimane, ed in particolare dopo il naufragio dei migranti avvenuto sulle coste di Lampedusa lo scorso primo ottobre – spiega Arnesano –, sono giunte alle nostre sedi numerosissime segnalazioni di iscritti al sindacato di origine extracomunitaria, ma anche italiani, che denunciavano l’esistenza di un sito internet con connotati dichiaratamente discriminatori, xenofobi e razzisti”. “Il sito in questione – si legge nella denuncia redatta dagli avvocati Centonze
e Stomeo – è “www.tuttiicriminidegliimmigrati.com”, che può essere visitato da chiunque. Si tratta di un sito internet realizzato con il solo fine di creare una raccolta, visibile all’intera rete, dei reati commessi in Italia da soggetti che hanno in comune solo il fatto di essere immigrati, che non ha nessun tipo di finalità e utilità se non quella di compromettere il riconoscimento, in capo agli stessi, dei diritti umani e delle libertà fondamentali principalmente in campo sociale e politico”.
I due penalisti leccesi evidenziano come si tratti “di una gravissima forma di incitamento all’odio razziale, per sua stessa natura ingiustificabile ed inaccettabile in una democrazia, come la nostra, improntata sulla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dove la dignità dell’uomo assurge a valore supremo da tutelare. E’ evidente che scopo principale del sito è quello di affermare la superiorità della razza italiana rispetto alla totalità della popolazione immigrata presente sul nostro territorio”.
Denuncia in Procura: "Chiudete quel sito razzista. Incita all'odio verso gli immigrati"
“l’immediato oscuramento del sito ed il sequestro di tutto il materiale pubblicato e di quello strumentale alla diffusione dei dati”.
Già li vedo i censori rincorrere i bit e tentare di ammanettarli.
Ma prima un’informazione di servizio al signor Andrea Morrone: ‘microsito’ sarà quello in cui lei scrive, almeno in termini di lettori.
Detto che ci tocca scendere una notevole serie di gradini intellettivi e culturali per commentare questo articolo, dobbiamo farlo. L’articolo è scritto male, è un coacervo di falsità tanto che, se avessimo una minima fiducia nel sistema giudiziario italiano – e non ne abbiamo – denunceremmo lecceprima.it per diffamazione.
Perché definire ‘crimini presunti’, notizie prese copiate e incollate – senza alcuna variazione – da altri mezzi di informazione, tra cui, notate l’ironia, anche lecceprima.it, è una diffamazione.
Non una notizia che il sito presenta è falsa: il signorino che ha scritto l’articolo è sfidato a trovare una notizia che non sia veritiera e che non abbia un link esterno a comprovarne la validità. Una.
Ma sappiamo bene quale sia la strategia dei media di distrazione di massa: mentire tutti insieme, così che la menzogna diventi verità. E quando qualcuno rompe il ‘monopolio’ della menzogna dicendo la verità, questa strategia entra in crisi. Quindi va chiuso.
Quanto a chi ha presentato la ‘denuncia’. Un sindacato dei lavoratori dovrebbe essere in prima linea contro l’immigrazione. Non fosse altro che per ‘diminuire l’offerta di manodopera’, aumentando così la forza contrattuale dei propri iscritti. Ma la Cgil non è più un sindacato da decenni. Oggi è un ente fatto di dirigenti autoreferenziali che vive di finanziamenti pubblici e dei soldi vampirizzati ai propri iscritti. Un moloch che fa dell’immigrazione un business. Lo fa attraverso i propri ‘patronati’ riscuotendo la ‘percentuale’ su rinnovi di permessi di soggiorno e sulle sanatorie.
E poi, gli immigrati servono alla Cgil, per mettere loro un fischietto in bocca e una bandierina rossa in mano. Penosi.
E così si sono rivolti a due ‘principi’ del foro per attaccare la libertà d’espressione. Un po’ come il PCC fa in Cina con i blogger dissidenti e con i tibetani.
E l’esposto somiglia tanto a quelli pubblicati dai giornali di Stato cinesi quando un blogger viene catturato per la rieducazione:
“Può sostenersi che l’autore o gli autori del sito internet, e chi lo alimenta, abbiano commesso il reato di propaganda d’idee fondate sulla superiorità razziale e di istigazione a commettere atti di discriminazione per motivi razziali. Con il presente atto si chiede che gli stessi siano identificati, sottoposti a procedimento penale e puniti per tutti i reati e circostanze aggravanti ravvisate dalle successive indagini”
Quindi, pubblicare articoli presenti in rete riguardanti i reati degli immigrati, significa, secondo la Cgil: ‘propagandare idee fondate sulla superiorità razziale’. Ora, io non credo esista una ‘razza’ definita ‘immigrati’. I romeni sono bianchi, i cinesi asiatici e gli africani negri. Poi ci sono gli indiani in parte australoidi e i nordafricani in parte bianchi. Ci sono i sudamericani che possono essere bianchi, negri o mulatti e meticci. Insomma, non ci pare proprio che il sito ‘discrimini’ su base razziale. Semplicemente riporta i crimini di una componente della popolazione in base al suo status giuridico di ‘immigrati’. Non che noi si pensi che dovrebbe essere punito chi pubblicasse un eventuale sito tuttiicriminideimeticci.com, ma non è quello che fa tuttiicriminidegliimmigrati.com
Consiglieremmo a Salvatore Arnesano, segretario di qualcosa nella Cgil, di trovarsi un vero lavoro, se ne gioverebbe il suo equilibrio e anche la sua comprensione della realtà che lo circonda. Forse anche la comprensione di quello che legge.
Studio legale degli avvocati Salvatore Centonze e Alessandro Stomeo. I due legali (da sempre in prima linea per la difesa e la tutela dei diritti degli immigrati)
Non è che sono in ‘prima linea nella difesa dei diritti degli immigrati’, come scrive con una ‘leccata’ il giornalista, è che riscuotono fior di euro dallo Stato, cioè da noi, patrocinando i vari ricorsi dei clandestini à la Kabobo. Clandestini che, una volta sbarcati in Puglia, dovrebbero essere espulsi, e che invece poi arrivano a Milano perché avvocati come questi due fanno ‘ricorso’. Passando poi alla cassa dei contribuenti per riscuotere, perché non lo fanno gratis. Anche per loro, come per la Cgil, l’immigrazione è un business. Molto fiorente.
Interessanti poi le tesi dei due azzeccagarbugli incaricati della persecuzione di chi osa pubblicare notizie:
I due penalisti leccesi evidenziano come si tratti “di una gravissima forma di incitamento all’odio razziale, per sua stessa natura ingiustificabile ed inaccettabile in una democrazia, come la nostra, improntata sulla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dove la dignità dell’uomo assurge a valore supremo da tutelare. E’ evidente che scopo principale del sito è quello di affermare la superiorità della razza italiana rispetto alla totalità della popolazione immigrata presente sul nostro territorio”.
Strana l’idea di ‘democrazia’ e di ‘libertà fondamentali, dei due bontemponi. Si pensi che noi, tra le libertà fondamentali, includeremmo anche quella di pensare e diffondere idee. Ma questa è una visione ‘obsoleta’ della libertà. Oggi, libertà significa chiudere la bocca di chi non la pensa come chi comanda.
Ma l’apice dell’ignoranza e del ridicolo, i due soloni – uno famoso per avere fatto risarcire un tunisino perché stava ‘troppo stretto in cella‘ e l’altro fanatico dell’immigrazione – lo raggiungono quando parlano di ‘razza italiana’: ma quale razza italiana? Ma quale ignorante pensa che esista una ‘categoria biologica’ definibile come ‘razza italiana’? Gli italiani sono un’etnia, non una ‘razza’. E il sito in questione non propaganda alcuna ‘superiorità razziale’ di una inesistente ‘razza italiana’ su una inesistente ‘razza migrante’. Tornate a scuola.
E pensare che questi due personaggi scrivono anche libri. Il che ci porta alla solita riflessione di come il paese sia, non in una crisi congiunturale, ma strutturale, a causa della catastrofe intellettuale che vede un branco di incompetenti assurti a ruoli che non li competono. Dal Colle ai tribunali, passando dai parassiti del sindacato, uno stuolo di fannulloni perditempo il cui quoziente intellettivo è inversamente proporzionale al proprio fanatismo vuole dire alla maggioranza silenziosa e produttiva del paese cosa è lecito pensare. E’ ovvia la risposta di quella parte di maggioranza silenziosa che ha rotto il silenzio ed è da noi rappresentata: fanculo.
La vostra paura è pari solo alla vostra ignoranza. Ormai quel complesso politico-giudiziario che come un cancro soffoca il Paese ha da tempo rinunciato alla battaglia delle idee, perché non ne ha di valide. Ti portano direttamente in tribunale, questa è la loro politica davanti a chi non la pensa come loro: non più una sfida sul piano politico e culturale, ma legale, fidando nella consustanzialità dell’organo giudiziario alla loro ideologia. Ti silenziano e ti distruggono liberando i cani delle procure. Perché sul piano culturale sanno di avere già perso.
Ovviamente non ci aspettiamo difese da parte di intellettuali e giornalisti di questo paese in nome della libertà d’espressione. Da tempo hanno venduto la loro libertà al miglior offerente.
E naturalmente, signori del Sistema, potrete chiudere siti, arrestare dissidenti, sequestrare libri e file, potrete anche impiccarci, ma fino ad allora noi penseremo, scriveremo e diremo quello che vogliamo. Perché questa è l’unica cosa che differenzia l’uomo da voi.
 

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Quanti sono gli immigrati in carcere?


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Immigrati 7 volte più propensi al crimine degli italiani

Circa il 7% della popolazione residente – gli immigrati – genera quasi il 36% dei detenuti. Cinque volte la loro presenza.
Gli italiani invece, con il 93% dei residenti, generano meno del 65% della popolazione carceraria, circa 0,7 volte la loro incidenza nella popolazione generale.
L’evidenza dei numeri ci dice che gli immigrati hanno una propensione al crimine che è circa 7 volte quella degli italiani.
In alcune regioni, quelle del centro-nord, l’incidenza degli immigrati nel totale dei detenuti è scioccante, e segue la loro maggiore presenza rispetto alle regioni del sud. Fuori controllo la situazione in una regione come la Toscana, se pensiamo che avendo meno immigrati – in percentuale – della Lombardia, ha però un’incidenza superiore nelle proprie carceri.
Da evidenziare, inoltre, che gli stranieri rappresentano il 43% dei nuovi ingressi in carcere, dato aggiornato.
Negli ultimi 11 anni l’ammontare della popolazione detenuta ha subito un incremento del 25,8%, esclusivamente per “merito” degli immigrati.
Se l’immigrazione non fosse correlata con il crimine, la popolazione carceraria dovrebbe “mimare” in modo perfetto quella generale: immigrati 7%, italiani 93%. Così non è.
Nel 2000, gli immigrati rappresentavano il 29% dei detenuti.
Ovviamente, questi numeri non tengono conto dei detenuti di etnia Rom e Sinti classificati come “italiani”.
 

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Arrestati 75 immigrati sudamericani: squartavano i cani per trafficare droga

mar. 19Uncategorized8 comments

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Figli di badanti

La Polizia di Stato di Milano ha eseguito 75 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di immigrati sudamericani, organizzati in gang di latinos. Gli stranieri erano dediti al traffico internazionale di droga e altri reati compiuti nel Nord Italia. Per loro l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di droga e detenzione d’armi. L’indagine, che vede coinvolti numerosi gruppi di giovani di origine sudamericana riconducibili al fenomeno delle cosidette pandillas, le violente gang di latinos che da qualche anno sono un fenomeno sempre più preoccupante anche in Italia, ha portato all’emissione di provvedimenti restrittivi per 54 maggiorenni e 18 minorenni, e alla denuncia in stato di libertà di altri 112 tra ragazzi e ragazze, rispettivamente 98 maggiorenni e 14 minori. L’operazione è coordinata dalle Procure della Repubblica presso il Tribunale ordinario e per i Minorenni di Milano. Per la prima volta è stata dimostrata l’esistenza del vincolo associativo tra le ‘pandillas’, che non si limitavano a reati comuni ma erano direttamente in contatto con emissari dei cartelli sudamericani per approvvigionarsi di ingenti quantitativi di cocaina. Gli immigrati usavano cani di grossa taglia come vettori della droga che importavano, imbottendoli di cocaina prima della partenza e poi uccidendoli per recuperarla. Il particolare è emerso dalle indagini che hanno accertato come gli animali venissero sottoposti a operazioni chirurgiche prima di partire, riempiendo di ovuli il loro intestino. Poi, una volta recuperati, venivano uccisi e squartati. Almeno una cinquantina i casi stimati dalle intercettazioni. Gli animali utilizzati erano San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador. Una volta arrivati a destinazione il cane veniva aperto e dalle sue viscere venivano estratti circa Kg 1,250 di cocaina purissima. La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone e poi ancora nel cellophane e dopo avvolta da uno scotch di vinile nero. Operazioni che servivano a renderla impenetrabile ai raggi x. L’unico animale scampato al “mattatoio” organizzato per il business è stato salvato grazie alla confessione della donna di un trafficante. Era l’aprile del 2012 quando, a Pisa, la polizia era intervenuta per la segnalazione di una lite in famiglia tra sudamericani. Tutto era nato dal malore dell’animale arrivato a Milano un paio di giorni prima: quando gli agenti sono arrivati all’appartamento, la donna ha raccontato agli agenti che nel cane era nascosta la droga e per questo si lamentava. A quel punto l’animale è stato portato dal veterinario per essere operato. Gli investigatori hanno così ricostruito una pista del traffico di droga.
 

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Milano: ondata di aggressioni e scippi contro anziane

dic. 31EVIDENZA, Milanono comments

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Milano – Preleva 600 euro dalla banca ma viene seguita e rapinata nell’androne di casa. E’ successo oggi alle 12,30 in via Carnia dove una donna è stata aggredita e derubata da una donna di origine sudamericana che dopo averla raggiunto all’interno del portone di casa si è fatta consegnare i soldi. In via Broggi, invece, attorno alle 13 un’altra anziana è stata bloccata sul portone di casa da un nordafricano che le ha strappato gli orecchini fuggendo poi a piedi.
 

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Reggio: Rosy Bindi in soccorso dei Rom chiede più finanziamenti

feb. 15Crimini Immigrati2 comments

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Reggio. Rosy Bindi: “La Cooperativa Rom 95 non può chiudere”
“Legalità è Coesione Sociale”. E’ stato questo il tema dell’incontro pubblico organizzato dal presidente della “Cooperativa Rom 1995″ Domenico Modafferi nel pomeriggio presso la sede di Via Reggio Campi e al quale hanno preso parte l’esponente del Pd candidata alla Camera Consuelo Nava, Nando Dalla Chiesa (docente di Sociologia della criminalità organizzata all’Università statale di Milano) e la Presidente del Pd e capolista alla Camera Rosy Bindi. Il Pd crede davvero che nell’Italia Giusta “nessuno debba rimanere indietro” e quindi accoglie l’appello del Presidente della cooperativa “Rom 1995″ che, nei giorni scorsi, ha invitato tutte le forze politiche a conoscere l’esperienza lavorativa dei Rom, oggi a rischio, “un’esperienza partita come una scommessa – afferma Modafferi – e che poi, negli anni, è diventata una realtà concreta ed importante per la città”.

Al di là di tutta la retorica, la sostanza è: soldi delle tasse agli Zingari.
 

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E’ morta a 9 anni, ammazzata da romeno ubriaco e drogato

dic. 28EVIDENZAno comments

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E’ morta al Bambin Gesù di Roma la bambina di 9 anni rimasta ferita nell’incidente di ieri sulla Nettunense a Campo di Carne nel territorio di Aprilia.
L’auto sulla quale viaggiava con i suoi genitori e due cugini di 18 e 20 anni si è scontrata frontalmente con un’altra macchina condotta da un cittadino romeno di 25 anni che avrebbe effettuato un sorpasso azzardato invadendo la corsia opposta. Cinque in tutto i feriti. A quanto si e’ appreso il romeno, anche lui ferito, e’ risultato positivo ad alcol e droga. Senza patente e assicurazione. La famiglia della piccola ha deciso di donare gli organi.
 

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Coppietta in balia di 4 Romeni: lui pestato a sangue

gen. 15Uncategorized31 comments

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Vittima dell'integrazione

Città di castello – Sabato sera Nicola Francesco – nella foto – si ferma a comprare le sigarette in un bar insieme alla sua ragazza. Poi risale in auto e, per motivi di precedenza, una macchina sorpassa, si mette di traverso e lo blocca: dalla macchina scendono 4 Rumeni noti alle forze dell’ordine accerchiano la coppia e poi tirato fuori il ragazzo dal veicolo e lo pestano a sangue causandogli diverse ferite gravi, traumi ed un’emoraggia interna. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale di Perugia.
Per domani è già prevista la scarcerazione dei Rumeni arrestati.
 

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