Questa l'ho già sentita: In Italia stiamo meglio di altri Paesi (1 Viewer)

tontolina

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i politici stanno meglia sia per numero che per introiti

ma il popolo STA MALISSIMO e gli imprenditori del Nord si spostano in Slovenia-in Austria-in Svizzera
dove sono trattati con dignità e non perseguitati da un fisco asfissiante che li tratta tutti da evasori delinquenti


La benzina aumenta, il governo: “Tutto ok”. Ma in realtà l’auto non “tira” più

L'Assopetroli ha chiesto di abbassare le accise, come in Francia, ma secondo Passera stiamo meglio di altri Paesi. Ma ormai la fuga dalle quattro ruote è strutturale: il macchinone è sempre meno uno status symbol, è diventato un mezzo più costoso e stressante. Così a luglio si sono vendute un quinto di vetture in meno del 2011


di Giorgio Meletti | 24 agosto 2012Commenti (15)

Più informazioni su: benzina, corrado passera, emiliano fittipaldi, mercato dell'auto.

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Guiderai con dolore, e il pieno lo pagherai caro e lo pagherai tutto. Maledizioni bibliche fulminano gli automobilisti di ritorno dalle ferie. E non bastasse il prezzo della benzina verde sopra il tetto psicologico dei due euro, arriva la beffarda nota del ministero dello Sviluppo economico. Non ci possiamo lamentare, dicono gli esperti di prezzi del ministro Corrado Passera: “L’aumento del prezzo alla pompa nel nostro Paese è stato nettamente inferiore all’aumento sui mercati internazionali”.

I prezzi sopra i 2 euro sono eccezioni, e, sentenzia il governo, “l’attenzione posta in questi giorni sulle punte di prezzo registrate in alcune aree di servizio rischia anzi di fornire un alibi per effetti imitativi”. Colpa dei tg, insomma, se sale la benzina.
E comunque poteva andare peggio. Da giugno i prezzi internazionali dei carburanti (calcolati dalla compagnie petrolifere) sono cresciuti del 22 per cento per la benzina e del 18 per cento per il gasolio, mentre in Italia il prezzo alla pompa è salito del 4 per cento. Secondo il governo (e secondo l’Unione petrolifera che poco prima aveva diffuso analoga nota), le compagnie italiane sono state virtuose (ascoltando la moral suasion dei ministri tecnici) e da maggio a oggi avrebbero più che dimezzato i propri margini. Grazie al loro sacrificio, dunque, si è sentito meno l’effetto dei cinque aumenti consecutivi delle tasse sui carburanti (accise e Iva) decise dal governo Monti.
L’Assopetroli, che associa imprese di distribuzione, si è insospettita. Chiede al governo di abbassare le accise come è stato deciso in Francia, e si augura che oggi il Consiglio dei ministri non decida – come indicato da voci ricorrenti – un nuovo aumento della pressione fiscale sui carburanti.
Ce ne sarebbe abbastanza per decidere di lasciare l’auto in garage (per chi possiede vettura e box) se non fosse che ormai la fuga dalle quattro ruote ha assunto un carattere strutturale che solo in parte ha a che fare con l’accanimento fiscale di cui il settore è vittima. Sempre più l’auto appare “roba del secolo scorso”, come il settimanale l’Espresso ha titolato un’inchiesta di Emiliano Fittipaldi.
L’auto è sempre meno uno status symbol, chi va in giro con il macchinone rischia automaticamente di essere preso per un evasore fiscale o un malavitoso. Il viaggio in auto è diventato sempre meno piacevole con il passare degli anni. Strade trafficate, autostrade perennemente occupate dai cantieri infiniti, città impenetrabili e parcheggi introvabili provocano anche nei più incalliti appassionati del volante una crescente voglia di treno. C’è poi il problema dei giovani. Tra il 2005 e il 2010 le vendite di auto tra gli under 29 sono calate di oltre il 28 per cento. In Sardegna e Calabria si sono dimezzate. Pesa la crisi economica, certamente, soprattutto quella specifica delle nuove generazioni: avere un lavoro che ti consente di pagare le rate dell’auto prima dei trent’anni diventa sempre più raro. Ma cambia anche il modello culturale. Il giovane benestante che deve festeggiare la laurea si fa finanziare un viaggio esotico con volo low cost, e non gli passa neppure per la testa di fare come suo padre, che si fece regalare l’auto con cui organizzare un estenuante giro per le capitali europee. I dati del mercato non danno scampo. L’auto è un prodotto che non tira più.
Nel primo semestre del 2010 i consumi di carburante sono calati del 10 per cento rispetto a un anno prima. Girano meno le merci, naturalmente, ma anche i privati usano meno l’auto per gli spostamenti, e non solo per il caro benzina. In generale l’auto è diventato un mezzo più costoso e stressante che in passato, e subisce la concorrenza di altre modalità: treni ad alta velocità, dove ci sono; oppure voli low cost per le distanze più lunghe, accoppiati magari al noleggio di un’auto a destinazione , visto che il pacchetto risulta spesso più conveniente. D’altra parte il taglio dei chilometri percorsi appare l’unico modo di salvarsi dal caro benzina, visto che a una riduzione del 10 per cento dei litri consumati corrisponde una crescita del 9 per cento degli euro spesi dal benzinaio, soprattutto a causa della pressione fiscale: il gettito delle accise e dell’Iva è infatti aumentato nello stesso periodo del 18,6 per cento.
E così passa la voglia di cambiare l’auto. Nel mese di luglio sono state vendute in Italia 108 mila vetture, il 21 per cento in meno delle 137 mila immatricolate nel luglio 2011, che a loro volta erano il 12,7 per cento in meno del luglio 2010. Era dagli anni ’70 che non si vendevano così poche auto. Chi ce l’ha pensa a farla durare. E almeno per un po’ gli unici a guadagnarci saranno i meccanici.
Da Il Fatto Quotidiano del 24 agosto 2012
 

tontolina

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la lotta all'evasione colpisce solo chi infrange la legge. Falso

Meno pressione=Meno evasione


http://www.linkiesta.it/blogs/apologia-di-socrate/meno-evasione-meno-pressione

Le discussioni seguite al mio ultimo pezzo su evasione e lotta all'evasione mi fanno intendere che il mio tentativo di chiarire alcuni punti di base è riuscito solo in parte.


In particolare c'é chi è ancora convinto che, se chi oggi evade pagasse le tasse per intero, i cittadini onesti potrebbero beneficiare di una minore pressione fiscale. Si tratta un argomento estremamente fuorviante, cerchiamo di capire perché.

Innanzi tutto è sbagliata l'ipotesi implicita che la spesa pubblica sia una componente fissa e che, in una specie di gioco a somma zero, la sua copertura vada ripartita tra onesti e disonesti:
meno pagano i disonesti più devono coprire gli onesti e così la pressione va alle stelle.



Questo ragionamento è almeno parzialmente falso e sicuramente fuorviante.

Intanto la spesa pubblica non é fissa:
-la componente per il servizio del debito varia in funzione della fiducia che gli acquirenti hanno nel nostro paese e delle condizioni di mercato
-la componente restante, detta anche primaria, varia nel tempo e negli ultimi 10-20 anni è sempre cresciuta



Prima illusione da sfatare:
se la spesa varia in modo indipendente dall'evasione, non è affatto detto che una minore evasione possa contribuire a ridurre la pressione fiscale.

Senza una riduzione nella spesa pubblica non è pensabile che ci possa essere alcuna riduzione nella pressione fiscale: chi dice qualcosa di diverso mente sapendo di mentire.


Questo per non dire del fenomeno della traslazione d'imposta: Chi oggi evade, se fosse costretto a pagare, probabilmente cercherebbe di trasferire una parte delle maggiori imposte sui consumatori

Di qui la seconda illusione: la lotta all'evasione colpisce solo chi infrange la legge.
Falso, meno sono concorrenziali i mercati (e in Italia concorrenza insieme a merito è una bestemmia) più è vero che il conto finale lo pagano sempre i consumatori.
E quindi? Lasciamo perdere gli evasori? Li giustifichiamo?


Terza illusione italica: chi non è favorevole alle crociate anti e evasione è amico e difensore di chi infrange la legge.
Non è così, l'evasione va perseguita perché è un reato e tollerare i reati mina le fondamenta dello stato di diritto. Se la legge non vige per tutti e non viene fatta applicare, a che serve avere la legge?




Dunque al netto della retorica, dispensata al popolo bue per distrarlo dal livello oltre la grazia di dio delle imposte, l'evasione va perseguita perché è reato e come ogni altro reato, affinchè lo stato di diritto continui ad essere la fondamentale infrastruttura, che consente al paese di crescere e di rimanere nella parte civile del mondo.
No all'evasione, dunque, per civiltà e legalità non certo per una immaginaria e fuorviante lotta di classe, che fa comodo a chi ha la coscienza sporca se non quanto almeno come gli evasori.
@massimofamularo
 

tontolina

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la crescita di Monti



Le speranze governative .


Ieri il consiglio dei ministri si è riunito per decidere l'agenda autunnale . La parola d'ordine sarebbe la crescita . Usiamo il condizionale perchè visto quanto deciso , temiamo il tutto sia più un libretto delle speranze che interventi risolutivi , o anche solo di aiuto .

Innanzitutto una breve analisi politica : quanto deciso ieri non sono misure vere e proprie , ma l'agenda per l'autunno , come già detto . Ovvero una sorta di programma delle decisioni da prendere . Da prendere , appunto . Qual'è il problema ? Tra 8 mesi più o meno si vota . Cosa vuol dire questo ? Semplice : i provvedimenti realmente importanti per il paese costano in termini politici , ovvero detto chiaramente , fanno perdere voti . I provvedimenti inutili , nella situazione di eccesso di spesa e di debito pubblico in cui è l'italia , ovviamente no . Ecco che è prevedibile che il governo , ma soprattutto il parlamento , cercherà di non prendere decisioni importanti che costano voti , ma anzi farà di tutto per aiutare la propria maggioranza parlamentare .

Andiamo allora a vedere cosa vorrebbe fare il governo .
Per aiutarci ecco la lista degli interventi : http://www.ilsole24ore.com/art/noti...i-limpiego-riforma-220744.shtml?uuid=AbbgEHTG

1) Liberalizzazioni e concorrenza : in sostanza viene anticipato di qualche mese il disegno di legge . Campa cavallo che l'erba cresce .

2) Mercato del lavoro : intendimenti generici su un aumento della fluidità del mercato tramite misteriosi interventi statali . Buona fortuna.

3) Crescita sostenibile : la parte più importante è la presentazione al Cipe di progetti d'investimento per 15 miliardi . Notoriamente le presentazioni , soprattutto se ben fatte in power point , con musica d'accompagnamento e tante belle parole sono un grande volano per la crescita . Ovviamente sto facendo ironia.

4) Digital divide : l'obiettivo è l'azzeramento del digital divide . Vedremo . Per ora belle parole . Importanza molto relativa.

5) Scuola , università e ricerca : scuola più digitale e razionalizzazione del sistema degli enti pubblici di ricerca , oltre che le solite belle parole sull'importanza della scuola pubblica . Parole , tante parole.

6) Ambiente e territorio : Chiusura dei contratti già decisi di opere infrastrutturali e difesa del made in Italy agroalimentare . Niente di nuovo.

7) beni culturali e turismo : il solito piano in power point da presentare.

8) Salute : non commento neppure : per la crescita economica non c'è nulla , nemmeno in senso lato.

9) Famiglia : più o meno come per la voce salute tranne la revisione delle detrazioni fiscali per le famiglie : da approfondire ma visto che non ci sono soldi niente illusioni .

10) Diplomazia: ratifica di cose già scritte .

11) Internazionalizzazione ed export : la parte più promettente sono gli inventivi per attrarre investimenti esteri . Poteva essere una buona occasione , ma come sempre mancano i soldi , quindi niente agevolazioni fiscali , ma snellimento di procedure amministrative . Ovviamente è importante , ma da un lato vogliamo vederlo realizzato , visto che l'Italia su questi temi ha un track record impietoso , dall'altro ci chiediamo perchè una impresa che mediamente in Europa ha tassazione sui profitti del 45% , nel mondo sotto il 40% , dovrebbe scegliere di investire in Italia dove pagherebbe invece il 70% . Il mercato non sarà iper-efficiente e totalmente razionale , ma ci pare difficile ipotizzare che sia il contrario , ovvero perfettamente stupido .

12) Immigrazione : niente di interessante .

Per concludere rimane una misura adottata , chiara e precisa , ovvero l'assunzione a tempo indeterminato di insegnanti per coprire posti vacanti pari a 11892 posti , e altri insegnanti per 21112 posti http://www.adnkronos.com/IGN/News/P...i-a-proroghe-ai-terremotati_313628905653.html
Questa misura in un momento di crisi di liquidità statale , con l'obiettivo del pareggio di bilancio e la necessità di tagliare la spesa pubblica è perlomeno irrazionale , all'apparenza .

Già il rinnovo dei posti vacanti è opinabile visto il fatto che se c'è una cosa di cui la scuola pubblica italiana non difetta sono proprio i dipendenti , anche e soprattutto nel confronto internazionale . Ma quello che proprio lascia basiti è l'assunzione di altri 21000 insegnanti . Le cose sono due : o la misura serve alla crescita come spaccia qualche sindacalista poco avezzo all'economia , e all'ora se si è convinti di questa favola bisognava assumerne molti di più , o , se come pensiamo la crescita non c'entra nulla , di fatto ci siamo mangiati con questo provvedimento grossa parte dei risparmi di spesa che si sperava di ottenere con la spending review . Calcolatrice alla mano , se ipotizziamo un costo medio per lo stato di 3500 euro mensili per un insegnante tra salario e oneri contributivi , abbiamo : 3500*13*21000=955.000.000 . Ovvero abbiamo un aggravio di spesa per circa 1 miliardo di euro annuo .

Come abbiamo detto prima siamo troppo vicini alle elezioni e la campagna elettorale probabilmente è già iniziata e come sempre a spese dei cittadini .
 

porchetto

la casa non fallisce
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punto 7) beni culturali.
lo stato rinuncia al minimo controllo sulla manutenzione dei beni culturali togliendo le agevolazioni fiscali legate alla corretta manutenzione degli stessi, adesso se un proprietario lascia andare in malora un bene culturale come lo si può costringere a mantenerlo correttamente ?

altro che power point qui questo governo fa più danni delle cavallette
 

tontolina

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nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie non più scelti dal presidente della Regione ma dalla Giunta. Anche i concorsi per primariati vengono congegnati in maniera da renderli meno permeabili alle infiltrazioni della politica.


fingono di accorgersi ora che la politica è intrecciata alla delinquenza e alla corruzione

il caso Dacò di Comunione e Liberazione ha tolto definitivamente le fette di salame sugli okki alla gente!
se succede in Lombardia... chissà che succede in Sicilia!!!!!


Un tetto alle parcelle dei medici
E per le visite niente contante


L'assistenza di base dovrà essere garantita 24 ore su 24

ROMA - Cambierà la vita professionale di molti medici il decreto sulla sanità che il ministro Renato Balduzzi si appresta a portare in Consiglio già questa settimana. Cambia il lavoro dei dipendenti ospedalieri con attività intra-muraria, la libera professione svolta in ambito aziendale in strutture esterne, la cosiddetta «allargata». Più controlli e trasparenza. Cambia l'organizzazione dei medici di famiglia chiamati ad aggregarsi in associazioni per garantire un'assistenza 24 ore su 24 sul territorio in modo da decongestionare i pronto soccorso. Viene inoltre disegnato un nuovo sistema di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie non più scelti dal presidente della Regione ma dalla Giunta. Anche i concorsi per primariati vengono congegnati in maniera da renderli meno permeabili alle infiltrazioni della politica.
REGIONI - C'è un filo conduttore comune in queste iniziative all'apparenza disomogenee e di diversa natura. Nella bozza del provvedimento si parla tra l'altro di contrasto al tabacco, al gioco d'azzardo e al consumo di bevande gassate e dolci da attuare quest'ultimo attraverso l'introduzione di una tassa per i produttori. Secondo Balduzzi «trasparenza, efficienza, regole certe e liberalizzazione di risorse fanno crescere il Paese». Le Regioni però sono guardinghe. Luca Zaia, governatore del Veneto, è negativo: «Non condivido il decreto in molti punti. Ce lo hanno mostrato solo tre giorni fa. Sarei più drastico sullo strumento dell'intramoenia. Bisogna combattere il sospetto dei cittadini convinti che se paghi vieni curato tempestivamente altrimenti fai la lista d'attesa. Un equivoco da chiarire».
TARIFFE - I pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall'ospedale in assenza di spazi dedicati diventano tracciabili: carte di credito, bancomat, bonifici, assegni, no al contante. Le prestazioni hanno tariffe minima e massima. Previsto un prelievo del 5% da investire nella riduzione dei tempi d'attesa. In mancanza di spazi ospedalieri la Asl può prendere in affitto altre strutture o mettere a disposizione ambulatori esterni. Se si tratta di studi privati devono essere collegati alla rete aziendale. In questo caso il medico dipendente in rapporto di esclusiva col servizio sanitario (il 95% hanno compiuto questa scelta) non può lavorare dove siano presenti medici non dipendenti. Per avere l'autorizzazione, su base annuale, dovrà garantire un fatturato pari o superiore a 12 mila euro.
INTRAMOENIA - I direttori generali che entro marzo 2015 saranno stati inadempienti nel rispetto delle scadenze rischieranno la riduzione del 20% dello stipendio. All'intramoenia è dedicato l'intero articolo 2 con una regolamentazione che fa uscire questa attività dall'ombra (delle cliniche private). La ricognizione delle Asl sull'esistente deve avvenire entro dicembre 2012 anche sui fatturati dei professionisti. «In linea di principio sono d'accordo, la tracciabilità ha un valore. Il decreto corregge il sistema ma non la contraddizione. Il cittadino penserà sempre che chi paga è trattato meglio», rileva Giovanni Monchiero presidente di Fiaso, la federazione dei direttori di Asl e aziende sanitarie. «L'intramoenia svolta nella casa di vetro pubblica è un vantaggio per noi e i cittadini.
MEDICI DI BASE - Il pericolo è che nelle Regioni finora inadempienti sia istituzionalizzata la libera professione nello studio privato», commenta Massimo Cozza, segretario di Cgil medici Funzione Pubblica. I medici di famiglia accolgono con favore la riforma della medicina territoriale, «aperta» 24 ore su 24 sette giorni a settimana. «La sanità si avvicina al cittadino - spiega Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, la federazione dei medici di base -. Pensiamo ad aggregazioni di 15-20 colleghi compresi quelli di guardia medica. Ognuno di noi sarà in grado di occuparsi di un paziente non suo grazie alla cartella clinica elettronica».
Margherita De Bac
[email protected]
 

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