Prima rappresaglia contro la GRECIA: Obama non riceve Samaras alla Casa Bianca

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 28 Maggio 2013.

    28 Maggio 2013
  1. tontolina

    tontolina New Member

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  3. tontolina

    tontolina New Member

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    Si allenta decisamente la tensione finanziaria sulla Grecia, dove in un solo anno i rendimenti sui bond pubblici a dieci anni sono crollati dal 29% al 7,9% e dove la Borsa di Atene ha guadagnato sopra il 140%.
    Certo, non basta ad affievolire il disastro dell’economia, con un pil in recessione per il sesto anno consecutivo (-22% dal 2007) e un tasso di disoccupazione vicino al 30%, al 62% tra i giovani (Grecia travolta dalla disoccupazione, senza lavoro il 56% dei giovani).



    Privatizzazioni Grecia: Antonis Samaras prova a fare sul serio

    Ma adesso si apre il capitolo delle privatizzazioni, caldeggiate dalla UE, ma mai seriamente messe in atto dai governi precedenti. Il premier conservatore Antonis Samaras ha, invece, intenzione di fare sul serio. In tre anni sono stati incassati dalla vendita di asset pubblici solo 1,7 miliardi di euro, appena lo 0,7% del pil. Il piano iniziale della Troika (UE, BCE e FMI) parlava di 50 miliardi, poi ridotti a 30 e oggi ridimensionati a un più realistico ammontare di 22 miliardi.
    Il governo intende cedere gli asset più preziosi ancora nelle sue mani: la società elettrica, le ferrovie, il terreno dell’aeroporto di Atene, Ellenikos, ma soprattutto la società del gas Depa e la rete di gasdotto di Desfa. Ad oggi, l’azienda più importante ceduta sul mercato è il 33% di Opap, la lotteria di stato.



    Gazprom compra Depa e Desfa

    Ma le preoccupazioni di Bruxelles e di Washington sono tutte concentrate sull’offerta dei russi di Gazprom per l’acquisizione sia di Depa che di Desfa per una cifra di 1,8 miliardi di euro, più di tutte le precedenti privatizzazioni messe insieme. Si tratta della conferma che i greci guardano ad est, quando si tratta di vendere i gioielli di famiglia, dopo avere beneficiato di un monte-salvataggi dalla UE per 240 miliardi di euro.
    Un paio di settimane fa, il premier Samaras è volato a Pechino, nel tentativo di convincere i cinesi a puntare sulla Grecia come porta di ingresso per il mercato europeo, attraverso il controllo delle ferrovie, del porto di Pireo e dell’aeroporto Venizelos. Di ritorno, altra tappa fondamentale è stata in Azerbaijan, che dovrà decidere entro giugno se fornire il gas alla Tap (Trans Adriatic Pipeline, che farebbe arrivare il gas in Italia, passando da Grecia, Albania) o se attraverso il Nabucco West, passando da Turchia, Romania, Bulgaria e Ungheria, per giungere in Austria.
    Un caso intricato, che il premier Samaras avrebbe in mente di sciogliere in favore dei greci, vendendo a Gazprom la Depa e agli azechi di Socar la Desfa, influenzando così la decisione del governo di Baku.



    Le paure di Unione Europea e Usa

    Ma la tensione tra Grecia ed Europa sul punto è palpabile. Bruxelles ha aperto una procedura contro Gazprom, per valutare se abbia sfruttato la sua posizione dominante sul mercato europeo. Già oggi, ad esempio, il 90% del gas naturale in Grecia è importato dalla Russia. Se la società russa dovesse essere sanzionata dalla Commissione, Atene potrebbe vedersi costretta a interrompere le trattative sulla cessione delle sue società, ma in questo caso i russi avrebbero già pronta una proposta alternativa, che prevede che Depa e Desfa siano rilevate da un’altra società moscovita, la Sintez, per 1,8 miliardi.
    Gli USA guardano con timore ad Atene, perché ritengono che Mosca stia sfruttando le privatizzazioni elleniche per imporre ancora di più il proprio dominio sull’Europa, attraverso il ricatto del gas. Tanto che il presidente Barack Obama ha ricevuto alla Casa Bianca il premier turco Erdogan, ma non Samaras. Uno smacco, visti i rapporti storicamente tesi tra Atene e Ankara, dovuto al fastidio che Washington nutrirebbe per la politica eccessivamente filo-russa dei greci.
    Sembra quasi che gli eventi si stiano rivoltando contro Bruxelles, che ha salvato la Grecia a costi molto alti da un punto di vista sociale e politico. Non è un mistero che parte della stampa ellenica, della Chiesa greco-ortodossa e del mondo politico e affaristico di Atene tifi apertamente per Mosca e in funzione anti-UE.

    A ciò si aggiunge il legame religioso e culturale che lega i greci ai russi, che in una fase così drammatica per il paese gioca un ruolo determinante nello spingere a guardare a un est dal volto più rassicurante, anziché a un’Europa chiusa in calcoli ragionieristici e dominata da burocrati occhialuti.
    Fatto sta che il mantra delle privatizzazioni si sta trasformando in un boomerang per Bruxelles, che vede avanzare all’interno dei suoi confini la super-potenza moscovita, la quale userà ancora di più il gas come merce di scambio sul piano politico e dei rapporti economici con il Vecchio Continente.

     
  4. 28 Maggio 2013
  5. big_boom

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    ora nell'inferno delle tasse italico
    meglio i russi che gli Usa di oggi! gli Usa ora sono una dittatura di lobby sioniste e caste feudali

    secondo me anche la Germania si spostera' ad est
     

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  7. tontolina

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  9. tontolina

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    hanno applicato all'europa la ricetta consolidata

    ma la Russia è venuta in soccorso alla Grecia e mostra capacità economica
    e i Chicago Boys restano a bocca asciutta;
    come al solito volevano appropriarsi per un tozzo di pane della ricchezza delle nazioni colpite dalla ricetta del neo-liberismo made in Usa e getta nella disperazione


    Fmi ammette: errori gravi e colpevoli ritardi nel salvataggio della Grecia

    Fmi ammette: errori gravi e colpevoli ritardi nel salvataggio della Grecia - Il Sole 24 ORE
     
  10. 6 Giugno 2013
  11. tontolina

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    la storia della grecia sarebbe stata diversa se non avessero eliminato in quel modo Strauss Kann; il tipo era davvero ingombrante per poter colpire ed assassinare l'economia greca.... hanno preferito accusarlo di un reato non commesso agevolati dalla sua dipendenza sessuale...
     
  12. 7 Agosto 2013
  13. tontolina

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    Grecia: Atene batte la moneta complementare Ela

    Grecia: Atene batte la moneta complementare Ela | Scenarieconomici.it
    Ormai non solo economisti senza cariche istituzionali, nè interessi di vario tipo, hanno capito che l’attuale sistema economico basato sulla “superfinanziarizzazione”, sulla “superspeculazione” e sul “superindebitamento” non funziona, non funzionerà ed è destinato al fallimento, senza riserve.
    La Banca centrale greca non può che arrendersi all’unica soluzione sostenibile per uscire dalla crisi senza causare stragi e dissanguamenti: una moneta complementare all’Euro. Si chiamerà ELA (Emergency Liquidity Assistance), praticamente un fondo di liquidità di emergenza, concesso dalla BCE ad Atene nella speranza di salvare e rilanciare l’economia del Paese Ellenico. Ma la Grecia non è stata la prima a ricevere un simile trattamento; è avvenuta la stessa cosa in Irlanda, dove la BCE ha permesso la stampa di moneta liquida per dare respiro alle misere casse irlandesi.
    Cosa sta accadendo? Semplice: i portafogli di lavoratori e imprenditori sono vuoti! I primi non possono comprare beni e servizi offerti dai secondi; i secondi non possono dare lavoro ai primi. Questo circolo vizioso continua e peggiora poichè la moneta, che dovrebbe servire a creare lavoro e circolazione di beni e servizi diminuisce a causa del pagamento di interessi sul debito sempre maggiori, che si trasformano in maggiori tasse, peggiori servizi, minori agevolazioni dallo stato.Cosa fare? Ancora più semplice: dato che i responsabili di questa situazione non rientrano nella popolazione di lavoratori e imprenditori è sufficiente promuovere l’utilizzo della monete complementari e/o locali. In questo modo le famiglie avrebbero la liquidità in più necessaria ad arrivare a fine mese con il frigorifero pieno e gli imprenditori avrebbero la liquidità in più necessaria ad assumere nuovi lavoratori e investire nello sviluppo della propria impresa.
    Come fare?
    Informare, promuovere e divulgare i temi della moneta complementare e dei suoi effetti benefici all’economia collettiva.
     
  14. 9 Agosto 2013
  15. tontolina

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    anche la grecia come l'irlanda taglia le tasse
    Greece slashes restaurant taxes

    The restaurant sales tax, which was 23%, has been cut down to 13%.



    Greece slashes restaurant taxes - Aug. 2, 2013






    solo in Italia si continua con il metodo Troika
     
  16. 12 Novembre 2013
  17. tontolina

    tontolina New Member

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    Piano licenziamenti, dopo Atene c’è Roma

    di Ruggiero Capone
    09 novembre 2013POLITICA
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    Nessuna assunzione per i prossimi cinque anni, l’immediato licenziamento di altri seimila dipendenti pubblici, soprattutto il non rinnovo di tutti i contratti a termine: queste le condizioni che ha imposto nuovamente la Troika alla Grecia che necessita di aiuti.

    Richieste similari potrebbero essere indirizzate ben presto anche all’Italia, e perché, se l’Ue non dovesse ravvisare credibili (e certe) coperture di bilancio nella manovra di stabilità, è già pronta a chiedere che la disoccupazione salga in Italia di almeno altri quattro punti percentuali: nel caso del Belpaese potrebbero essere richiesti circa dieci volte più licenziamenti rispetto alla Grecia.
    Anche se va detto che le trattative tra il governo greco e la Troika (Fmi, Ue e Bce) sul nuovo “piano licenziamenti” proseguono con molte difficoltà.
    Ed il governo di Atene teme oggi una rivolta violenta della popolazione per costringere il Paese ad uscire dall’Euro. Soprattutto i greci non sopportano che i nuovi licenziamenti vengano considerati come indispensabili per dare il via libera alla concessione della tranche da un miliardo di euro approvata lo scorso luglio. Nonostante siano stati già licenziati 12.500 dipendenti statali, i rappresentanti dei creditori europei chiedono alla Grecia nuovi licenziamenti: precisando che vanno licenziati anche i seimila lavoratori con contratto a termine, tra loro molti dipendenti pubblici (ex posto fisso) messi in mobilità con il passato “piano licenziamenti”.


    Agli osservatori sembrano esauriti tutti i tentativi di spostare la trattativa sul piano politico: i tre funzionari della Troika non cedono se non vedono l’oggettiva disponibilità a corposi tagli di personale. Come se non bastasse, il Parlamento greco viene ora costretto ad approvare una legge che punisce con la reclusione (da sei mesi a due anni) chiunque violi le decisioni del regolamento Ue e, soprattutto, chi istighi e propagandi la disobbedienza verso le leggi europee.
    Voci di corridoio ci confermano che al premier italiano Enrico Letta sarebbe già stato chiesto, e da autorevoli personalità Ue, che anche l’Italia si munisca di leggi che puniscono chi rema contro l’Euro e i suoi numi tutelari. [e sarebbe l'inizio del fascismo comclamato ad opera del supstato europeo]

    Gli addetti ai lavori sono convinti che all’Italia verranno chiesti tra i 100mila ed il milione di disoccupati in più, ed entro il primo luglio 2014, giorno in cui scatterà il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Ue.

    Una comoda scappatoia sarebbe stata la chiusura della Rai, copiando proprio dalla vicina Grecia.
    Il che avrebbe permesso di dimostrare all’Ue che l’Italia ha il coraggio di mettere per strada circa 14mila dipendenti pubblici: operazione utile soprattutto alle casse dello Stato, non dimentichiamo che l’emittenza pubblica costa annualmente quanto un’olimpiade, ma rifila ai cittadini solo prove del cuoco e giochi a premi. Se non c’è servizio pubblico, anzi se fa più servizio pubblico l’emittenza privata locale, è il caso che si chiuda il “ministero” di viale Mazzini, ed in buona compagnia di Saxa Rubra e tutte le sedi regionali e altro ancora. L’Italia non ha bisogno della Rai, soprattutto in questo momento.


    Diverso è il caso della Grecia, dove l’Ert (televisione di stato greca) rendeva un grande servizio ai cittadini, e con telegiornali in grado di fotografare cronaca, problemi sociali ed economici, politica… L’irruzione della polizia negli studi di Atene della Ert ha scatenato la protesta dei greci: il loro servizio pubblico aveva previsto i piani di licenziamento quando ancora covavano nella pancia della Troika.

    Eroica la resistenza di giornalisti e tecnici: due giorni fa le forze dell’ordine sono intervenute ed hanno sgombrato la sede della tivù pubblica greca, occupata dallo scorso giugno dai dipendenti licenziati. L’ordine di sgombero è arrivato dal premier Samaras (uomo della Troika più del nostro Letta).
    Invece in Italia è toccato al ministro Saccomanni dire all’Ue che su tutto si potrà tagliare tranne che sulla Rai. È più facile che Letta consenta alla Fiat d’abbandonare totalmente l’Italia piuttosto che rinunciare alla Rai, dove notoriamente banchettano parenti e amichette di politici. Come a dire, levateci tutto ma non il gusto di mostrare la prova del cuoco all’Italia affamata.
    L'Opinione delle Libertà
     
  18. 12 Novembre 2013
  19. tontolina

    tontolina New Member

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    GRECIA, INVERNO AL FREDDO E AL GELO. LA TROIKA VIETA CAMINETTI E STUFE A LEGNA. LA SCUSA DELL’INQUINAMENTO PER SOSTENERE LA VENDITA DEL GASOLIO


    GRECIA, INVERNO AL FREDDO E AL GELO. LA TROIKA VIETA CAMINETTI E STUFE A LEGNA. LA SCUSA DELL’INQUINAMENTO PER SOSTENERE LA VENDITA DEL GASOLIO

    Posted on novembre 10, 2013


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    In Grecia verso stop a caminetti e stufe a legna
    Nuove norme per limitare inquinamento


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    ATENE – Come se già non bastasse il raddoppio del prezzo del gasolio che ha costretto milioni di famiglie greche a rimanere senza riscaldamento per tutto l’inverno passato, ora sta per arrivare anche il blocco dell’utilizzo dei caminetti e delle stufe a legna.
    Infatti, secondo quanto riferisce il quotidiano Elefterotipia, il ministro per l’Ambiente Yannis Maniatis ha preparato una circolare ministeriale in collaborazione con altri sei dicasteri competenti grazie alla quale verrà regolata la messa in funzione dei caminetti e delle stufe a legna nelle zone dove si registrerà un’alta concentrazione di particelle inquinanti dovute appunto al consumo della legna.
    FONTE:
    In Grecia verso stop a caminetti e stufe a legna - Rifiuti & Inquinamento - Ambiente&Energia - ANSA.it
     

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