Pratica meditativa (1 Viewer)

Claire

ἰοίην
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Ho qualche minuto di quiete, prima di un pomeriggio abbastanza pieno di impegni e lo dedico al mio proposito di stamattina, scrivere un thread meditativo, visto che so già che avrà un enorme successo:-o;)

Ippocrate diceva press'a poco (le parole precise non le ricordo) che l'erore maggiore dei nostri tempi nella cura del corpo umano, è la separazione dell'anima dal corpo.

Partendo da questo assunto si capisce come, anche per il padre della medicina occidentale, il benessere fisico di un corpo dipendesse anche da uno stato mentale positivo.

La meditazione è una pratica utile per aumentare la consapevolezza che ogni individuo possiede di se stesso e della realtà che lo circonda e quindi, utile, infine, per incrementare il benessere della persona.

Ognuno di noi, ovviamente, insegue la felicità, lo "stare bene", ma, nonostante ciò molto spesso si resta vittime di pensieri angosciosi, di ricordi dolorosi, di giudizi negativi di vario genere, di aspettative per il futuro che non ci fanno stare tranquilli.

La meditazione ci viene in aiuto per imparare ad accettarci senza giudicarci con severità, allontanando le preoccupazioni, ridimensionando aspettative e delusioni e facendoci sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti del presente in cui viviamo.

Il discorso è abbastanza lungo, ma ora non posso continuare, perchè il dovere mi chiama.
Ma tra giovedì scorso e ieri sera ho già dedicato del tempo di qualità alla meditazione (che avevo appreso nel passato e che mi ha sempre sostenuto in almeno un paio di momentacci della mia vita) e posso garantire che ho un atteggiamento mentale molto più positivo.:)
 

Ignatius

sfumature di grigio
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Giustissimo, sacerrimo.

Ma è vero che vale anche il contrario? Ovvero che il benessere del corpo aiuta anche la mente?

Settimana scorsa ho avuto qualche ora per parlare con il mio fratello ricco, che mi ha (talebanamente) illustrato alcune Verità; discutibili in quanto popperiane, ma popperiane (coerenti con esperimenti scientifici e vere fino a smentita).

Tra queste Verità, ad esempio, ha dichiarato che erano stati sottoposti ad un trattamento innovativo alcuni pazienti che soffrivano di forme depressive.

Anziché farmaci o sedute dallo psicanalista, a questi "malati" è stato commissionata mezz'ora di attività fisica (al giorno) + l'obbligo di vedere mezz'ora di film comici (al giorno) + l'obbligo di appuntarsi, su dei post-it sparsi per la casa, un tot. di pensieri positivi al giorno.

Pare che, dopo un mese di trattamento, i malati fossero tutti guariti e, anzi, alcuni di essi erano "borderline" dal lato opposto, ovvero manifestavano euforia poco controllabile.


In questi casi io dico "non so se è vero, ma se lo fosse non costa nulla provarci".

Tra i miei film preferiti, nel genere antidepressivo, "Una pallottola spuntata" e "L'aereo più pazzo del mondo".



Ho notato un'altra cosa, tornando più in topic.

Qualche settimana fa, ho provato a fare il vuoto nella mente (e senza collegarmi a FinanzaOnLine, si badi bene :D).
Non lo facevo da anni.
Sarà stata una coincidenza: non ho prove popperiane... però, in quello stesso periodo, ho ricominciato a dormire ricordandomi, al risveglio, i sogni fatti.


Orsù, Claire: quando hai tempo, illustraci i segreti della meditazione (parti da un corso ultra-base, però: siam tutti scarsi, a parte te).
 

patatina 77

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Giustissimo, sacerrimo.

[]

Qualche settimana fa, ho provato a fare il vuoto nella mente (e senza collegarmi a [omissis], si badi bene :D).

[]
Igno, mi sa che tu sei un espertone anche se sei partito dalla fase due, quella del vuoto, ancorchè la uno quella dell'alienazione.

L'uomo è come un bicchiere, arriva il punto che è pieno spesso di cose negative e in quanto pieno non lo si può riempire con le positive, bisogna prima svuotarlo ma prima ancora allontanarlo, alemno idealmente dalle negative.
Solo allora possiamo riempirci con le cose positive.


Tutto questo io l'ho capito diversi anni fa quando lavoravo l'aglio un lavoro alienante, non quando lo raccoglievo li siam proprio alla frustrazione, bensì quando realizzavo i grappoli come quello in foto.

Per ore si fanno sempre gli stessi movimenti. Inizialmente cominci a pensare magari a progettare, poi pensi alle cose più disparate, poi alle più irrazionali al limite del vaneggiamento, poi ti limiti ad ascoltare alla radio fino a quando il cervello si spegne e non pensi più.
Mi ero ridotto a recitare il rosario con radio maria se non altro perchè la cantilena delle preghiere mi faceva cadere in catalessi e mi pareva che pur non pensando a niente il tempo passasse prima rispetto che al non pensare e basta.

Dico questo perchè in un'esperienza del genere, se presa nel giusto modo, può avere un che di terapeico.
 

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ConteRosso

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Tra queste Verità, ad esempio, ha dichiarato che erano stati sottoposti ad un trattamento innovativo alcuni pazienti che soffrivano di forme depressive.

Anziché farmaci o sedute dallo psicanalista, a questi "malati" è stato commissionata mezz'ora di attività fisica (al giorno) + l'obbligo di vedere mezz'ora di film comici (al giorno) + l'obbligo di appuntarsi, su dei post-it sparsi per la casa, un tot. di pensieri positivi al giorno.

Pare che, dopo un mese di trattamento, i malati fossero tutti guariti e, anzi, alcuni di essi erano "borderline" dal lato opposto, ovvero manifestavano euforia poco controllabile.


In questi casi io dico "non so se è vero, ma se lo fosse non costa nulla provarci".

Tra i miei film preferiti, nel genere antidepressivo, "Una pallottola spuntata" e "L'aereo più pazzo del mondo".
spero che si tratti di uno scherzo la depressione vera è una cosa seria
e ti dice uno che purtroppo l'ha provata, anche se moltissimi anni fa
quando sei depresso non hai voglia certo di vedere un film comico
anche uscire di casa diventa una fatica e così via...
quanto a pensieri positivi proprio non se ne trovano purtroppo
 

Ignatius

sfumature di grigio
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spero che si tratti di uno scherzo la depressione vera è una cosa seria
e ti dice uno che purtroppo l'ha provata, anche se moltissimi anni fa
quando sei depresso non hai voglia certo di vedere un film comico
anche uscire di casa diventa una fatica e così via...
quanto a pensieri positivi proprio non se ne trovano purtroppo
Sì, ho preso il tutto con ampio beneficio d'inventario (ma t'assicuro che lui non era assolutamente faceto).

Però son convinto che, depressione o meno, qualche risata faccia comunque bene anche alla mente, e non solo al fisico, così come qualche corsa o qualche flessione.
 

Ignatius

sfumature di grigio
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Igno, mi sa che tu sei un espertone anche se sei partito dalla fase due, quella del vuoto, ancorchè la uno quella dell'alienazione.
Grazie, troppo buono.

L'uomo è come un bicchiere, arriva il punto che è pieno spesso di cose negative e in quanto pieno non lo si può riempire con le positive, bisogna prima svuotarlo ma prima ancora allontanarlo, almeno idealmente dalle negative.
Solo allora possiamo riempirci con le cose positive.


...poi ti limiti ad ascoltare alla radio fino a quando il cervello si spegne e non pensi più.
Anche tu sey molto saggio. :up: Per me, quando la parte razionale del cervello si spegne, tutto il resto inizia a ripararsi e ricostruirsi.
 

Claire

ἰοίην
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Giustissimo, sacerrimo.

Ma è vero che vale anche il contrario? Ovvero che il benessere del corpo aiuta anche la mente?

Settimana scorsa ho avuto qualche ora per parlare con il mio fratello ricco, che mi ha (talebanamente) illustrato alcune Verità; discutibili in quanto popperiane, ma popperiane (coerenti con esperimenti scientifici e vere fino a smentita).

Tra queste Verità, ad esempio, ha dichiarato che erano stati sottoposti ad un trattamento innovativo alcuni pazienti che soffrivano di forme depressive.

Anziché farmaci o sedute dallo psicanalista, a questi "malati" è stato commissionata mezz'ora di attività fisica (al giorno) + l'obbligo di vedere mezz'ora di film comici (al giorno) + l'obbligo di appuntarsi, su dei post-it sparsi per la casa, un tot. di pensieri positivi al giorno.

Pare che, dopo un mese di trattamento, i malati fossero tutti guariti e, anzi, alcuni di essi erano "borderline" dal lato opposto, ovvero manifestavano euforia poco controllabile.


In questi casi io dico "non so se è vero, ma se lo fosse non costa nulla provarci".

Tra i miei film preferiti, nel genere antidepressivo, "Una pallottola spuntata" e "L'aereo più pazzo del mondo".



Ho notato un'altra cosa, tornando più in topic.

Qualche settimana fa, ho provato a fare il vuoto nella mente (e senza collegarmi a FinanzaOnLine, si badi bene :D).
Non lo facevo da anni.
Sarà stata una coincidenza: non ho prove popperiane... però, in quello stesso periodo, ho ricominciato a dormire ricordandomi, al risveglio, i sogni fatti.


Orsù, Claire: quando hai tempo, illustraci i segreti della meditazione (parti da un corso ultra-base, però: siam tutti scarsi, a parte te).
La frase di Ippocrate che ho citato in incipit in effetti parla di interconnessione di anima e corpo, perciò può darsi benissimo che sia vero quello che racconti Igno.
Ma l'approccio di questo tipo di meditazione (che poi definirò meglio) è diverso.
Nell'ottica meditativa in parola, non ci sono avvenimenti negativi di per sé. Quello che ci fa tribulare è la percezione e l'involontario giudizio che diamo in automatico a questi eventi che ci accadono.

Invece per quel che riguarda la connessione tra la pratica meditativa e la medicina, molti sono i protocolli terapeutici che sono stati messi a punto negli ultimi anni che hanno al centro o che utilizzano in accostamento ai metodi tradizionali, la meditazione.
Potrei citarne alcune, ma sappiate che non conosco le terapie di cui sto parlando, perchè sono tutte terapie mediche e io non ho mai praticato meditazione all'interno di un protocollo terapeutico medico.
La prima di queste terapie è stata messa a punto ancora alla fine degli anni '70 dal medico americano Kabat-Zinn e serviva per la riduzione dello stress (MBSR).
Sulla base di questa pionieristica terapia ne sono state messe a punto altre, di cui una, recentissima (2002) e interessantissima, volta alla prevenzione delle ricadute della depressione (MBCT).
Dei primi anni '90, una terapia che affronta il disturbo borderline della personalità (DBT).
Infine, la ACT del 1999 studiata per permettere al paziente di accettare di non poter avere il controllo su ogni cosa...

Chiuso il lungo excursus di integrazione tra meditazione e medicina, passo a dire qualcosa in più sul tipo di meditazione di cui sto parlando.

In italiano la si potrebbe chiamare "meditazione consapevole" o semplicemente "consapevolezza".
In genere, essendo un concetto ricchissimo e complesso nel suo significato, si utilizza il termine inglese MINDFULNESS, che a sua volta è la traduzione della parola SATI (una parola della lingua pali, la lingua delle più antiche scrittute buddhiste).
All'interno del buddhismo ci sono diverse tradizioni di pensiero: la più diffusa nell'area meridionale e sud-orientale da più di 2500 anni si chiama theravada.
Nell'area dell'Asia orientale, invece vengono praticati il buddhismo mahayana e lo zen.
Infine, in Nepa, India, Buthan ed in altre zone ancora, predomina il buddhismo tantrico, o vajrayana.
Quella che interessa a noi è la prima di queste correnti, la theravada, all'interno della quale esistono due tipi di meditazione: la samatha (concentrazione, quiete) e la vipassiana (chiara visione).
La Mindfulness fa proprio parte della pratica vipassiana che, come ho appena accennato, significa "chiara visione", "visione penetrativa" ed indica la netta e chiara consapevolezza di quel che sta accadendo nel momento presente. Quindi non ci si concentra su un quesito o un oggetto specifico, si tratta di sviluppare la massima consapevolezza di tutto quel che si produce nel presente, per coglierne la reale natura.

Quindi la Mindfulness significa prestare attensione con intenzione al nostro presente, così come è realmente, ripulendo la nostra visione dai condizionamenti mentali, dai desideri e dai timori.
 

Claire

ἰοίην
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Igno, mi sa che tu sei un espertone anche se sei partito dalla fase due, quella del vuoto, ancorchè la uno quella dell'alienazione.

L'uomo è come un bicchiere, arriva il punto che è pieno spesso di cose negative e in quanto pieno non lo si può riempire con le positive, bisogna prima svuotarlo ma prima ancora allontanarlo, alemno idealmente dalle negative.
Solo allora possiamo riempirci con le cose positive.


Tutto questo io l'ho capito diversi anni fa quando lavoravo l'aglio un lavoro alienante, non quando lo raccoglievo li siam proprio alla frustrazione, bensì quando realizzavo i grappoli come quello in foto.

Per ore si fanno sempre gli stessi movimenti. Inizialmente cominci a pensare magari a progettare, poi pensi alle cose più disparate, poi alle più irrazionali al limite del vaneggiamento, poi ti limiti ad ascoltare alla radio fino a quando il cervello si spegne e non pensi più.
Mi ero ridotto a recitare il rosario con radio maria se non altro perchè la cantilena delle preghiere mi faceva cadere in catalessi e mi pareva che pur non pensando a niente il tempo passasse prima rispetto che al non pensare e basta.

Dico questo perchè in un'esperienza del genere, se presa nel giusto modo, può avere un che di terapeico.

Per rispondere adeguatamente alla riflessione di Patatina dovrei fare un salto in avanti abbastanza consistente e quindi preferisco non farlo, per non complicare le cose.
Ma, stai certo, che non dimenticherò di citare questo tuo racconto al momento giusto, per dirti come si comporta chi si approccia alla meditazione di consapevolezza nei riguardi di episodi come questo.:)
 

Claire

ἰοίην
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Il mondo dei sogni
Appena potrò aggiornerò il thread.
Nel frattempo, ho deciso, di iniziare alla prativa meditativa anche i miei figli e, per invogliarli ad avvicinarsi al tema, oggi io e la piccola di casa abbiamo realizzato un piccolo "giardinetto zen yin e yang"
Nella parte con la terra è stata seminata una piantina :)

Manca una candela: mia figlia, col pallone, ha rotto il portacandela :(

 
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