Patrimoniale del 10% per chi ha 230mila € tra immobili e c/c (1 Viewer)

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Crisi/ Monti: Nessuna ipotesi di patrimoniale

di: TMNews Pubblicato il 20 luglio 2012| Ora 13:47
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'Puntiamo su evasione fiscale'

Roma, 20 lug. (TMNews) - Nessuna ipotesi di tassa patrimoniale allo studio del governo. Lo ha affermato il premier Mario Monti, smentendo quanto affermato da un quotidiano: "La patrimoniale non rientra nelle intenzione nè nei programmi di governo che abbiamo". Anche in questo caso, il premier è partito dal titolo di oggi di un quotidiano: "Leggo su un altro quotidiano che 'Monti e Merkel vogliono anche la patrimoniale sopra i 250mila euro'. L'articolo riferisce di 'una voce', ma questa voce io non l'ho sentita. Poi non capivo perchè 'Monti e la Merkel': la base indiziaria è una proposta che il presidente di una sezione di un Istituto di ricerca tedesco fa per Paesi che hanno eccessi di debito". Ma la patrimoniale "non rientra nelle intenzione nè nei programmi di governo che abbiamo, mentre ci sono una serie ampia di misure contro l'evasione fiscale e nel 'Salva Italia' abbiamo introdotto qualche elemento di tassazione patrimoniale", ha concluso il premier riferendosi al ritorno della tassa sulla casa.
 

tontolina

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Spunta un piano: costringere i ricchi a salvare l'Europa

Per tutti gli italiani con un patrimonio superiore ai 230.000 euro, contando sia i beni mobili (azioni, titoli etc.) che le case di proprietà (valutate a prezzi di mercato).
Stiamo parlando del 55% dei contribuenti.
Online i redditi dei politici italiani, ma non di tutti. Ecco chi si e' rifiutato

Molti onorevoli hanno detto "si" ma ci sono anche dei "pezzi da 90" del vecchio Governo che si sono opposti. Intanto c'e' l'ipotesi di un referendum di cui nessuno parla: quella per ridurre gli stipendi dei parlamentari. Via alla raccolta firme.

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Insieme al segretario del suo partito, Alfano, e al capo gruppo PdL in aula Cicchitto, anche Berlusconi ha detto no all'operazione trasparenza.


Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano -


Roma - In tutti i Comuni d’Italia e' possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennita' parlamentari. Ma in pochi lo sanno.

Anche perche' i media si stanno concentrando sui no di Berlusconi e Alfano all'operazione trasparenza dei redditi degli onorevoli. Bersani, Casini, Di Pietro e Fini hanno invece fatto il contrario. Mancano solo i leader del Popolo della Libertà (il Cavaliere è da sempre il più ricco di tutti, con un ‘tesoro’ annuale di 48 milioni di euro) tra i big dei partiti che hanno dato il loro assenso alla pubblicazione, sui siti di Camera e Senato, della propria dichiarazione dei redditi. Le dichiarazioni (su supporto cartaceo), pur consultabili da tutti presso il Servizio delle prerogative, delle immunità parlamentari e del contenzioso (a Palazzo della Sapienza, in Corso Rinascimento a Roma) sono state pubblicate online in nome di una maggior trasparenza, dopo il pressing dei deputati radicali eletti nel Pd.

All’iniziativa, naturalmente su base volontaria, hanno aderito il presidente dell’Assemblea di Montecitorio e leader di Fli Gianfranco Fini, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e quello dell’Idv Antonio Di Pietro, oltre al neo segretario leghista Roberto Maroni. Oltre a Berlusconi e Alfano, inoltre, manca all’appello anche l’ex leader del Carroccio Umberto Bossi.

Presenti, al contrario, tutti i sei deputati radicali del Pd che avevano condotto una battaglia parlamentare perché i redditi dei parlamentari fossero consultabili in rete: trattasi di Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco ed Elisabetta Zamparutti. A Montecitorio, tra i presidenti dei gruppi, ci sono più sì che no: online, infatti, sono i redditi di Benedetto Della Vedova (Fli), Massimo Donadi (Idv), Dario Franceschini (Pd), Silvano Moffa (Popolo e territorio) e di Gian Luca Galletti (Udc). Non hanno dato l’assenso, almeno per ora, il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, il presidente dei deputati della Lega Gianpaolo Dozzo e il presidente del gruppo Misto Siegfried Brugger, della Svp. Tra i big, hanno detto di sì alla pubblicazione in rete dei redditi anche Massimo D’Alema e la vice presidente della Camera Rosy Bindi.

Risultato simile al Senato, dove sono cinque quelli che hanno acconsentito alla pubblicazione e 3 quelli che hanno detto no. Rispetto alla Camera, però, diversa la provenienza politica degli assensi: presenti in Rete i redditi del capogruppo di Coesione nazionale Pasquale Viespoli, del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro e quello dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, il presidente dei senatori dipietristi Felice Belisario, il capogruppo Udc Gianpiero D’Alia.

Non disponibili sul sito di Palazzo Madama, invece, i redditi del capogruppo del Carroccio Federico Bricolo, quelli di Giovanni Pistorio, presidente del gruppo Misto, e quelli del presidente dei senatori del Terzo Polo e leader di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, che però ogni tre mesi pubblica la propria situazione patrimoniale e il saldo dell’estratto conto sul suo profilo Facebook.

Fra quanti, alla Camera, hanno dato l’ok per la pubblicazione in rete dei redditi anche alcuni ex ministri del governo Berlusconi, come Franco Frattini e Renato Brunetta, mentre, almeno per ora, non compare la dichiarazione dei redditi dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dell’ex titolare della Difesa Ignazio La Russa. Il numero dei deputati che ha dato il via libera alla pubblicazione dei dati patrimoniali on line è comunque in aumento, dai 205 di febbraio, infatti, gli ‘onorevoli redditi’ in rete sono passati ai 253 di giugno. Quanto al governo, Monti ha imposto per tutti, se stesso compreso, la pubblicazione on line dei redditi. E così è stato.
 

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ora nell'inferno delle tasse italico
Spunta un piano: costringere i ricchi a salvare l'Europa

Per tutti gli italiani con un patrimonio superiore ai 230.000 euro, contando sia i beni mobili (azioni, titoli etc.) che le case di proprietà (valutate a prezzi di mercato).
Stiamo parlando del 55% dei contribuenti.
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ah gia' un italiano che ha capitali per 230.000 euro complessivi e' ricco

si sono intruppati i neuroni a chi fa le tasse :lol:

perche' non riportano l'irpef al 1988 per i ricchi 66% e gia' che ci sono la diminuiscono ai poveri?

e una patrimoniale a scalari per chi ha piu' case e un controllo catastale per gli stranieri che a casa loro hanno due o tre ville?
 

tontolina

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ah gia' un italiano che ha capitali per 230.000 euro complessivi e' ricco

si sono intruppati i neuroni a chi fa le tasse :lol:

perche' non riportano l'irpef al 1988 per i ricchi 66% e gia' che ci sono la diminuiscono ai poveri?

e una patrimoniale a scalari per chi ha piu' case e un controllo catastale per gli stranieri che a casa loro hanno due o tre ville?

NO NO SANNO BENISSIMO


ma almeno i Francesi hanno messo come linea di demarcazione 1 milione di euro

i tedeschi hanno abbassato molto l'asticella
a forza di mangiare wustel e kartoffeln si sono bruciati il cervello
 

tontolina

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Di Ivano Antar Raja

L'Eurozona ha in programma di riportare l'economia al sedicesimo secolo, al feudalesimo, quando i proprietari terrieri e i banchieri erano la classe privilegiata. Il loro progetto è di ritornare a quei tempi.
Michael Hudson docente emerito di economia University of Missouri


Tenendo presente che questo governo di noneletti e tutti i nostri politici hanno come obbiettivo di salvare le banche e gli interessi speculativi immensi di un migliaio di amici di Monti e Draghi, e per quelli degli industriali Neomercantili tedeschi protetti dalla Merkel, a milioni dobbiamo soffrire terrorizzati dall’isteria del deficit.


Fonte: Altra Realtà: AIUTIAMOLI A FALLIRE

Informazione Consapevole: AIUTIAMOLI A FALLIRE
 
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翠鸟科
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taglialegna da CiubeBBa;at Tokyo as Zenigata;capt
Il piano esorta a imporre una tassa una tantum del 10% sugli asset totali in mano ai cittadini europei che detengono piu' di 309 mila dollari in portafoglio (per le coppie la soglia sale a $611.000). All'imposta verrebbe accompagnato un programma di 'prestiti forzati', secondo il quale i piu' benestanti verrebbero spinti a prestare denaro ai loro governi. Soldi che verranno restituiti nel tempo.


solo per dire, così aumenterebbe il debito, per definizione :rolleyes:
ciò basta per qualificare il livello della questione?

a chi non bastasse, faccia un paio di moltiplicazioni per vedere quale sarebbe l'importo previsto ... e quale l'impatto sul PIL ...
questo chiarirebbe la qualità della proposta



cmq, non importa:
su giornali dello stesso elevato livello scientifico ho letto che il mondo finirà il 12 dicembre 2012, quindi basta tener saldi i conti pubblici fino a quella data e poi tutto si risolve :)
 

tontolina

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INVESTITOR23

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ah gia' un italiano che ha capitali per 230.000 euro complessivi e' ricco

si sono intruppati i neuroni a chi fa le tasse :lol:

perche' non riportano l'irpef al 1988 per i ricchi 66% e gia' che ci sono la diminuiscono ai poveri?

e una patrimoniale a scalari per chi ha piu' case e un controllo catastale per gli stranieri che a casa loro hanno due o tre ville?
Infatti quello che frega la maggior parte sono gli immobili. Anche chi come me ha poco liquido avendo una casa da 300.000 euro, dovtrebbe essere tassato per 30.000 euro . Ho visto un video su you tube dove c'erano La Malfa, Monorchio e il suo degno amico Aletti. Quest'ultimo sosteneva che " il prestito forzoso e' l'unica via giusta mentre non 'e giusto per esempio ridurre i parlamentari e i loro stipendi. Per Monoirchio, poi chi non ha liquido, non deve preoccuparsi, si fa finanziare la somma da una banca che gli mette un'ipoteca su parte della casa. Allucinante, questi se fanno le canne, qui bisogna scendere in piazza, altro che abbozzare come pecore !
 

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