oggi è l'aniversario di Via FANI e del rapimento di Aldo Moro (1 Viewer)

tontolina

Forumer storico
oggi è l'anniversario di Via FANI e del rapimento di Aldo Moro


Articolotre



Strage di via Fani. 37 anni di misteri


Articolotre - ‎22 minuti fa‎




strage via fani misteri -G.C.- 16 marzo del 1978, 37 anni fa. Alla Camera dei Deputati si sarebbe dovuto tenere il voto di fiducia per il quarto governo di Giulio Andreotti, il Partito Comunista Italiano avrebbe dovuto concorrere direttamente alla maggioranza ...
 
Ultima modifica:

tontolina

Forumer storico
Omicidio Moro: 'Sulla Honda a via Fani due 007, dovevano proteggere le Br'

Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, racconta all'ANSA la sua inchiesta su Via Fani

23 marzo, 15:34



346fe10483f511a11c9907bf02bb0643.jpg
Guarda le foto 1 di 2
La strage di via Fani, era il 16 marzo 1978, nel riquadro Enrico Rossi

Correlati

Associate

Rapimento Moro, Quel giorno in via Fani





346fe10483f511a11c9907bf02bb0643.jpg


"Tutto è partito da una lettera anonima scritta dall'uomo che era sul sellino posteriore dell'Honda in via Fani quando fu rapito Moro. Diede riscontri per arrivare all'altro. Dovevano proteggere le Br da ogni disturbo. Dipendevano dal colonnello del Sismi che era lì".

Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, racconta all'ANSA la sua inchiesta.

L'ispettore racconta che tutta l'inchiesta è nata da una lettera anonima inviata nell'ottobre 2009 a un quotidiano. Questo il testo: "Quando riceverete questa lettera, saranno trascorsi almeno sei mesi dalla mia morte come da mie disposizioni. Ho passato la vita nel rimorso di quanto ho fatto e di quanto non ho fatto e cioè raccontare la verità su certi fatti. Ora è tardi, il cancro mi sta divorando e non voglio che mio figlio sappia. La mattina del 16 marzo ero su di una moto e operavo alle dipendenze del colonnello Guglielmi, con me alla guida della moto un altro uomo proveniente come me da Torino; il nostro compito era quello di proteggere le Br nella loro azione da disturbi di qualsiasi genere. Io non credo che voi giornalisti non sappiate come veramente andarono le cose ma nel caso fosse così, provate a parlare con chi guidava la moto, è possibile che voglia farlo, da allora non ci siamo più parlati, anche se ho avuto modo di incontralo ultimamente...". L'anonimo fornì anche concreti elementi per rintracciare il guidatore della Honda. "Tanto io posso dire, sta a voi decidere se saperne di più".

Il quotidiano all'epoca passò alla questura la lettera per i dovuti riscontri.

A Rossi, che ha sempre lavorato nell'antiterrorismo, la lettera arriva sul tavolo nel febbraio 2011 "in modo casuale: non è protocollata e non sono stati fatti accertamenti, ma ci vuole poco a identificare il presunto guidatore della Honda di via Fani". Sarebbe lui l'uomo che secondo uno dei testimoni più accreditati di via Fani - l'ingegner Marini - assomigliava nella fisionomia del volto ad Eduardo De Filippo. L'altro, il presunto autore della lettera, era dietro, con un sottocasco scuro sul volto, armato con una piccola mitraglietta. Sparò ad altezza d'uomo verso l'ingegner Marini che stava "entrando" con il suo motorino sulla scena dell'azione.

"Chiedo di andare avanti negli accertamenti - aggiunge Rossi - chiedo gli elenchi di Gladio, ufficiali e non, ma la "pratica" rimane ferma per diversi tempo. Alla fine opto per un semplice accertamento amministrativo: l'uomo ha due pistole regolarmente dichiarate. Vado nella casa in cui vive con la moglie ma si è separato. Non vive più lì. Trovo una delle due pistole, una beretta, e alla fine, in cantina poggiata o vicino ad una copia cellofanata della edizione straordinaria de La Repubblica del 16 marzo con il titolo 'Moro rapito dalle Brigate Rosse', l'altra arma". E' una Drulov cecoslovacca, una pistola da specialisti a canna molto lunga che può anche essere scambiata a vista da chi non se ne intende per una piccola mitragliatrice. Rossi insiste: vuole interrogare l'uomo che ora vive in Toscana con un'altra donna ma non può farlo. "Chiedo di far periziare le due pistole ma ciò non accade".

Ci sono tensioni e alla fine l'ispettore, a 56 anni, lascia. Va in pensione, convinto che si sia persa "una grande occasione perché c'era un collegamento oggettivo che doveva essere scandagliato". Poche settimane dopo una "voce amica" gli fa sapere che l'uomo della moto è morto e che le pistole sono state distrutte. Rossi attende molti mesi- dall'agosto 2012 - prima di parlare, poi decide di farlo, "per il semplice rispetto che si deve ai morti".




Omicidio Moro: 'Sulla Honda a via Fani due 007, dovevano proteggere le Br' - Cronaca - ANSA.it
 

tontolina

Forumer storico
Commissione Moro, fascicolo scomparso: il presidente Fioroni vuole chiarimenti

Commissione Moro, fascicolo scomparso: il presidente Fioroni vuole chiarimenti - Il Fatto Quotidiano

COMMENTO NOSTRO: Scompare un fascicolo del Ministero dell'Interno con un documento "segretissimo" sulla provenienza delle munizioni usate nella strage di Via Fani: venivano da un deposito del Nord Italia, "forse riconducibile all'organizzazione Gladio", dice l'articolo. Io toglierei il forse... Si sa da anni, se non da decenni ormai, che parte delle munizioni provenivano da forniture speciali date solo a forze statali militari non convenzionali. Tutto ciò è stato appurato da perizie, e anni dopo, quando vennero scoperti i depositi Nasco dell'organizzazione Gladio, si riscontreranno le stesse caratteristiche nelle munizioni di quei depositi. Non serviva quindi un "documento segretissimo" del Viminale. Strano poi che questo fascicolo sia scomparso dall'Archivio centrale dello Stato. Sì, molto strano... Da non crederci proprio. Chi l'avrebbe mai detto?
 

Users who are viewing this thread

Alto