Obbligazioni SAIPEM (1 Viewer)

piasintein

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A differenza che nel 2016, questa volta l'Adc sarà difficile da digerire, benché necessario. Saranno offerte azioni a forte sconto e sarà iperdiluitivo. Posto che Eni e Cdp faranno la loro parte, resta un buon 57% da raccattare sul mercato e se le banche, che sono anche creditrici, dovranno fungere da garanti e di diventare azioniste Saipem non gliene può fregar di meno, cosa potranno chiedere in cambio? :mmmm: :brr:
nell'adc da 3.5 mld del febbario 2016.... il 12% dell’aumento, pari a quasi 500 milioni di euro, non fu sottoscritto. Infatti quell'adc fu un flop e ci pensò prima MB a rioffrirlo e poi il consorzio di banche garanti ad azzerare l'inoptato......non ci vedo particolari differenze rispetto al sentiment 2016 ..anzi c'era il petrolio sui minimi.....adesso sta sui max
 

londonwhale

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Per il bond 2022 la via maestra sarebbe l'anticipo dell'aumento di capitale da parte di Eni e Cdp (come hanno fatto gli Agnelli per Juventus). Serve, però, prima l'approvazione dell'Assemblea. Ma se si rimborsa a 100 il bond 2022 e poi si ristrutturano gli altri, potrebbe saltar fuori un problema di disparità di trattamento fra creditori. O sbaglio?
Questa considerazione l'ho fatta anche io: è praticabile un rimborso ad aprile e un fallimento a giugno? lo sconto delle sacdenze più lunghe rispetto al 2022 è importante
 

NoWay

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Scusate, ma non state facendo una serie di considerazioni senza punti davvero certi? C'è indubbiamente un bel problema, quanto grande si saprà solo il 23...
 

percefal

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La società ha avviato contatti con le banche dato che il mancato rispetto di alcuni covenant potrebbe far scattare il rientro accelerato di alcuni prestiti. Tali eventi rendono probabile una rinegoziazione del debito con le banche insieme con un rafforzamento del capitale della società grazie a un intervento degli azionisti, in primis Eni e Cdp.
Più il messaggio successivo:

Ancora più significativo è stato l’andamento dei bond emessi dal gruppo, con le obbligazioni in scadenza ad aprile 2022 che hanno toccato un minimo a 84,944 euro, prima di risalire in area 93,5 euro ( immag.1); parallelamente i bond in scadenza nel 2028 sono scesi fino a 71,485 euro (immag.2), prima di rimbalzare in area 80 euro (rendimento a scadenza del 7,101% annuo). Medesimo andamento ha riguardato il CDS a 1 anno ( immag.3), passato dai 143,25 p.b. del 28 gennaio agli attuali 2.087,68 p.b. (+1.357,36%), con un massimo toccato a quota 2.564,55 p.b. ed il CDS a 5 anni ( immag.4), balzato dai 443 p.b. del 28 gennaio agli attuali 1.056,72 p.b. (+138,54%), dopo aver toccato un massimo a quota 1.189,43 p.b., denotando un deterioramento significativo del merito creditizio della società, rilevato anche dall’agenzia di rating Moody’s, che ha declassato il debito di lungo termine da Ba3 (“subject to substantial credit risk”) a B1 (“speculative and subject to high credit risk”), con outlook negativo.
 

Fra41

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Saipem: sos a banche, 500 mln per ripagare bond (Mess)
ROMA (MF-DJ)--Allarme bond per Saipem a cascata del terzo profit warning sui conti lanciato il 31 gennaio. Da qualche giorno Rothschild, assieme a Paolo Calcagnini, nuovo capo della pianificazione e controllo finanziario, hanno avviato un negoziato serrato con le principali banche guidate da Intesa Sanpaolo e Unicredit per ottenere un bridge in tempi brevi da 500 milioni necessario per ripagare la prima tranche del bond da 1 miliardo totale su un monte complessivo di 3 miliardi. Lo scrive il Messaggero spiegando che la tranche e' in scadenza il 5 aprile con un rendimento del 2,75% ma per quella data quasi certamente il gruppo petrolifero di San Donato Milanese non avra' incassato l'aumento di capitale almeno di 1,5 miliardi, facente parte della manovra finanziaria da approvare il 23, congiuntamente ai conti 2021. Le banche, pero', avrebbero posto una condizione per aprire il rubinetto: un committment di Eni (30,54%) e Cdp (12,55%), che hanno sindacato una quota del 25%, a coprire almeno 1 miliardo della futura ricapitalizzazione. Unicredit piu' di Intesa Sanpaolo, sin dai primi colloqui relativi all'intera manovra finanziaria, ha assunto una posizione piu' rigida in una partita dall'esito al momento tutt' altro che definito. I due grandi azionisti hanno gia' ottenuto il commissariamento dell'a.d. Francesco Caio, avendogli affiancato due top manager: l'Eni ha distaccato il dirigente Alessandro Puliti con la carica di direttore generale e Cdp ha trasferito il suo vice dg e cfo Calcagnini. I due nuovi manager hanno gia' avocato la gestione di Saipem, lavorando ventre a terra per quantificare la perdita. Di questo rosso, 500 milioni deriverebbero da una commessa nel Mare del Nord per conto di Edf. In questo contesto nebuloso, la societa' tramite Alessio De Comite, managing director di Rothschild e grande esperto di ristrutturazioni, ha aperto un confronto multilaterale con azionisti e banche per tentare di confezionare la cintura di sicurezza. Ieri si sarebbe svolta una nuova call con le banche riguardante l'intero piano di ristrutturazione tra aumento e debito di cui il prestito-ponte da 500 milioni per il bond e' un tassello che si vorrebbe sistemare al piu' presto per tranquillizzare il mercato
 

russiabond

Grazie Europa...
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Saipem: sos a banche, 500 mln per ripagare bond (Mess)
ROMA (MF-DJ)--Allarme bond per Saipem a cascata del terzo profit warning sui conti lanciato il 31 gennaio. Da qualche giorno Rothschild, assieme a Paolo Calcagnini, nuovo capo della pianificazione e controllo finanziario, hanno avviato un negoziato serrato con le principali banche guidate da Intesa Sanpaolo e Unicredit per ottenere un bridge in tempi brevi da 500 milioni necessario per ripagare la prima tranche del bond da 1 miliardo totale su un monte complessivo di 3 miliardi. Lo scrive il Messaggero spiegando che la tranche e' in scadenza il 5 aprile con un rendimento del 2,75% ma per quella data quasi certamente il gruppo petrolifero di San Donato Milanese non avra' incassato l'aumento di capitale almeno di 1,5 miliardi, facente parte della manovra finanziaria da approvare il 23, congiuntamente ai conti 2021. Le banche, pero', avrebbero posto una condizione per aprire il rubinetto: un committment di Eni (30,54%) e Cdp (12,55%), che hanno sindacato una quota del 25%, a coprire almeno 1 miliardo della futura ricapitalizzazione. Unicredit piu' di Intesa Sanpaolo, sin dai primi colloqui relativi all'intera manovra finanziaria, ha assunto una posizione piu' rigida in una partita dall'esito al momento tutt' altro che definito. I due grandi azionisti hanno gia' ottenuto il commissariamento dell'a.d. Francesco Caio, avendogli affiancato due top manager: l'Eni ha distaccato il dirigente Alessandro Puliti con la carica di direttore generale e Cdp ha trasferito il suo vice dg e cfo Calcagnini. I due nuovi manager hanno gia' avocato la gestione di Saipem, lavorando ventre a terra per quantificare la perdita. Di questo rosso, 500 milioni deriverebbero da una commessa nel Mare del Nord per conto di Edf. In questo contesto nebuloso, la societa' tramite Alessio De Comite, managing director di Rothschild e grande esperto di ristrutturazioni, ha aperto un confronto multilaterale con azionisti e banche per tentare di confezionare la cintura di sicurezza. Ieri si sarebbe svolta una nuova call con le banche riguardante l'intero piano di ristrutturazione tra aumento e debito di cui il prestito-ponte da 500 milioni per il bond e' un tassello che si vorrebbe sistemare al piu' presto per tranquillizzare il mercato

Eccellente :cool:
 

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