Obbligazioni bancarie Obbligazioni Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (2 lettori)

Piedi a Terra

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dai non prendertela... qui siamo anche per divertirci... non fare sempre l'"ingessato"...
te lo dico in amicizia
Siamo tutti in amicizia, qui, siamo tutti per divertirci. Non e' questo il punto.
La realta' e' che pochi sapevano fin dall'inizio come sarebbe andata a finire questa storia delle banche venete: molto male.
Erano non di piu' del numero di dita in una mano (io direi il numero di dita dell'addetto alla sega circolare, 3), ed avevano informazioni che hanno potuto condividere solo in parte per colpa di un clima ostile e votato all'ottimismo solo per la presenza straripante di un numero altissimo di detentori di junior bond che comprensibilmente hanno sempre visto in malo modo qualsiasi informazione negativa che gettasse discredito ai loro investimenti.

Andrea,
hai spesso l'attitude di sommergere l'interlocutore con fiumi di paarole.

Non sei d'accordo sul fatto che in PT il Fondo di Risoluzione sia comunque intervenuto non avendo i soldi, ma facendoseli prestare ?

Non sei d'accordo che al momento il sistema bancario ha scaricato sulla fiscalità generale (magari ci guadagnerà , ma ora è sul suo groppone) il problema delle Venete ?

Puoi dimostrarmi con svariati paragrafi la bontà generale dell'operazione nel lungo termine, ma questi sono dati di fatto.
Io postero' piu' tardi come ultimo intervento in questo 3D la posizione di banca d'Italia sulla vicenda, espressa ieri e riportata oggi sui giornali.

La bonta' generale dell'operazione di LCA appare conclamata da parte di BDI. Lo Stato ci guadagnera' miliardi dal recupero degli NPL forse a 40, 50, magari anche 90 come avvenne con il Banco di Napoli sempre da parte della SGA (credo)
 

Piedi a Terra

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«Lo Stato potrebbe non perdere nulla o qualcosa di estremamente ridotto nell'operazione sulle banche venete», evidenzia il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta, nel corso di un briefing in via Nazionale.


Un concetto ribadito, poco dopo, anche dal Capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo:
«Lo Stato anticipa una somma di cui tornerà in possesso nel tempo». Insomma: è sbagliato «dire che lo stato ci perde. «I 4,8 miliardi di esborso di cassa torneranno indietro con la vendita degli attivi. Lo Stato - chiarisce Panetta - anticipa una somma e aspetta il rientro».

E i 17 miliardi circolati?

«È una cifra che non esiste e comprende garanzie che non saranno attivate».


A poche ore dalla comunicazione ufficiale della messa in liquidazione con nomina dei commissari e cessione di parte del perimetro delle ex popolari venete a Intesa in «totale continuità operativa», Bankitalia è intervenuta per voce dei suoi autorevoli vertici sull’operazione e, soprattutto, sui suoi costi.

La previsione di «costi molto contenuti», fino a zero per lo stato, si basa secondo la Banca d'Italia, sul fatto che l'attivo della liquidazione di Popolare Vicenza e Veneto Banca ammonta a 11,7 miliardi ed «è capiente» per controbilanciare l’esborso.

L'attivo di liquidazione comprende crediti deteriorati netti per circa 12 miliardi, già svalutati da Atlante, in gran parte costituiti da inadempienze probabili (gli ex incagli) con buone probabilità quindi di essere recuperate dalla Sga, il soggetto pubblico attivato con il decreto per il recupero dei crediti. Insomma con questo embrione di bad bank nazionale (che al nostro paese non fu concessa, ndr) si potrà evitare di «svendere» i crediti a un valore di 20 agli operatori esteri e ricavare un valore di 40, che è quello indicato dalle analisi di via Nazionale e nella relazione tecnica del decreto. Si vedrà fra «3-5 anni» con i primi consuntivi se il processo di recupero procede come previsto.

Non si tratta di mera contabilità, ma anche evitare che imprenditori e privati del Veneto si vedano sottrarre «case e capannoni».


I costi sostenuti dallo Stato, spiegano, sono poco più di 5 miliardi da non confondere con i 17 miliardi di risorse «mobilitate» che è un nozionale dei rischi massimi «come il massimale delle assicurazioni ma quello che paghi, molto inferiore, è il premio». Nel conto a favore della procedura di liquidazione delle due banche venete vanno messe però anche le partecipazioni che non sono state trasferite a Intesa e che «sono di valore». In via Nazionale ricordano, tra le altre, l'interessenza nella sgr Arca, che potrà essere venduta anche con una plusvalenza. E soprattutto Bim che Intesa non vuole.

Le partecipazioni delle due banche venete ammontano a 2 miliardi per cui «certamente i 4,8 miliardi di anticipo torneranno indietro».

Il riferimento è al contributo pubblico per cassa da circa 3,5 miliardi dato a Intesa e che corrisponde al 12,5% delle attività ponderate per il rischio oggetto di acquisto. C'è poi il contributo pubblico da 1,285 miliardi versato a Intesa per fronteggiare gli oneri sul personale e sulla ristrutturazione della rete. Dalla Banca d'Italia chiariscono un altro punto: la possibilità che ha Intesa di retrocedere entro tre anni crediti in bonis ad alto rischio non è priva di paletti.

Da escludere, quindi, comportamenti opportunistici da parte della Banca guidata da Carlo Messina nei confronti della procedura di liquidazione nella valutazione di quella tipologia di crediti. La liquidazione delle due banche venete è stata fatta nel rispetto delle regole Ue e l'impatto sull'Unione bancaria, sostiene il vice direttore generale della Banca d'Italia e membro del Consiglio di Vigilanza Bce Fabio Panetta, «sarà positivo». A giudizio dell'esponente della Banca d'Italia il fatto che anche nel caso italiano, dopo i recenti salvataggi realizzati in Portogallo e Spagna, non si applicato il bail-in previsto dalla direttiva europea Brrd non vuol dire tradire lo spirito della legge europea ma «evitare uno shock». La liquidazione ordinata era senza alternativa, spiegano da palazzo Koch. Quanto all’offerta dei fondi rimbalzata in questi giorni e su cui anche il ministro Padoan è intervenuto, si precisa: «C’è stata una proposta non formalizzata di alcuni fondi di investitori che non è stata giudicata ammissibile».

La proposta degli hedge fund, ha spiegato Panetta, è stata bocciata da Dg Comp perché «mettevano troppo poco capitale» e conteneva una serie di clausole che estraevano troppo valore delle banche con poco capitale privato.
 

Piedi a Terra

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Quando leggo dichiarazioni simili, e qui se ne sono lette a decine da parte di coloro che dovevano vigiliare, non l'hanno fatto, ed oggi battono le mani, di cui mi e' passata persino la voglia di sottolineare tutte, mi cadono le braccia.

Ad esempio una tra le perle che non avevo sottolineato

Lo stato e' intervenuto "anche evitare che imprenditori e privati del Veneto si vedano sottrarre «case e capannoni».

Queste cose le puoi dire o scrivere solo perché il 99,9% delle persone non ha conoscenza del merito delle cose.Se vuoi recuperare il 40% devi proprio sottrarre case e capannoni al piu' presto, altrimenti non recuperi che il 10% che sappiamo gia' che lo stato recuperera' alla fine.

Altroche' guadagni a lungo termine....
Dicono queste corbellerie solo per coprire le loro responsabilita' di non aver vigilato in passato.
 

Sentenza

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Quando leggo dichiarazioni simili, e qui se ne sono lette a decine da parte di coloro che dovevano vigiliare, non l'hanno fatto, ed oggi battono le mani, di cui mi e' passata persino la voglia di sottolineare tutte, mi cadono le braccia.

Ad esempio una tra le perle che non avevo sottolineato

Lo stato e' intervenuto "anche evitare che imprenditori e privati del Veneto si vedano sottrarre «case e capannoni».

Queste cose le puoi dire o scrivere solo perché il 99,9% delle persone non ha conoscenza del merito delle cose.Se vuoi recuperare il 40% devi proprio sottrarre case e capannoni al piu' presto, altrimenti non recuperi che il 10% che sappiamo gia' che lo stato recuperera' alla fine.

Altroche' guadagni a lungo termine....
Dicono queste corbellerie solo per coprire le loro responsabilita' di non aver vigilato in passato.
infatti,che vuoi che ti dicano,ma la domanda che mi faccio dove sono spariti i fondi delle venete prestati ad amici e amici degli amici,camuffati in altri asset,spesi volatilizzati portati all'estero,insomma dove sono finiti si possono tracciare???????'
 

070162

Bond..... solo BOND
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«Lo Stato potrebbe non perdere nulla o qualcosa di estremamente ridotto nell'operazione sulle banche venete», evidenzia il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta, nel corso di un briefing in via Nazionale.


Un concetto ribadito, poco dopo, anche dal Capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo:
«Lo Stato anticipa una somma di cui tornerà in possesso nel tempo». Insomma: è sbagliato «dire che lo stato ci perde. «I 4,8 miliardi di esborso di cassa torneranno indietro con la vendita degli attivi. Lo Stato - chiarisce Panetta - anticipa una somma e aspetta il rientro».

E i 17 miliardi circolati?

«È una cifra che non esiste e comprende garanzie che non saranno attivate».


A poche ore dalla comunicazione ufficiale della messa in liquidazione con nomina dei commissari e cessione di parte del perimetro delle ex popolari venete a Intesa in «totale continuità operativa», Bankitalia è intervenuta per voce dei suoi autorevoli vertici sull’operazione e, soprattutto, sui suoi costi.

La previsione di «costi molto contenuti», fino a zero per lo stato, si basa secondo la Banca d'Italia, sul fatto che l'attivo della liquidazione di Popolare Vicenza e Veneto Banca ammonta a 11,7 miliardi ed «è capiente» per controbilanciare l’esborso.

L'attivo di liquidazione comprende crediti deteriorati netti per circa 12 miliardi, già svalutati da Atlante, in gran parte costituiti da inadempienze probabili (gli ex incagli) con buone probabilità quindi di essere recuperate dalla Sga, il soggetto pubblico attivato con il decreto per il recupero dei crediti. Insomma con questo embrione di bad bank nazionale (che al nostro paese non fu concessa, ndr) si potrà evitare di «svendere» i crediti a un valore di 20 agli operatori esteri e ricavare un valore di 40, che è quello indicato dalle analisi di via Nazionale e nella relazione tecnica del decreto. Si vedrà fra «3-5 anni» con i primi consuntivi se il processo di recupero procede come previsto.

Non si tratta di mera contabilità, ma anche evitare che imprenditori e privati del Veneto si vedano sottrarre «case e capannoni».


I costi sostenuti dallo Stato, spiegano, sono poco più di 5 miliardi da non confondere con i 17 miliardi di risorse «mobilitate» che è un nozionale dei rischi massimi «come il massimale delle assicurazioni ma quello che paghi, molto inferiore, è il premio». Nel conto a favore della procedura di liquidazione delle due banche venete vanno messe però anche le partecipazioni che non sono state trasferite a Intesa e che «sono di valore». In via Nazionale ricordano, tra le altre, l'interessenza nella sgr Arca, che potrà essere venduta anche con una plusvalenza. E soprattutto Bim che Intesa non vuole.

Le partecipazioni delle due banche venete ammontano a 2 miliardi per cui «certamente i 4,8 miliardi di anticipo torneranno indietro».

Il riferimento è al contributo pubblico per cassa da circa 3,5 miliardi dato a Intesa e che corrisponde al 12,5% delle attività ponderate per il rischio oggetto di acquisto. C'è poi il contributo pubblico da 1,285 miliardi versato a Intesa per fronteggiare gli oneri sul personale e sulla ristrutturazione della rete. Dalla Banca d'Italia chiariscono un altro punto: la possibilità che ha Intesa di retrocedere entro tre anni crediti in bonis ad alto rischio non è priva di paletti.

Da escludere, quindi, comportamenti opportunistici da parte della Banca guidata da Carlo Messina nei confronti della procedura di liquidazione nella valutazione di quella tipologia di crediti. La liquidazione delle due banche venete è stata fatta nel rispetto delle regole Ue e l'impatto sull'Unione bancaria, sostiene il vice direttore generale della Banca d'Italia e membro del Consiglio di Vigilanza Bce Fabio Panetta, «sarà positivo». A giudizio dell'esponente della Banca d'Italia il fatto che anche nel caso italiano, dopo i recenti salvataggi realizzati in Portogallo e Spagna, non si applicato il bail-in previsto dalla direttiva europea Brrd non vuol dire tradire lo spirito della legge europea ma «evitare uno shock». La liquidazione ordinata era senza alternativa, spiegano da palazzo Koch. Quanto all’offerta dei fondi rimbalzata in questi giorni e su cui anche il ministro Padoan è intervenuto, si precisa: «C’è stata una proposta non formalizzata di alcuni fondi di investitori che non è stata giudicata ammissibile».

La proposta degli hedge fund, ha spiegato Panetta, è stata bocciata da Dg Comp perché «mettevano troppo poco capitale» e conteneva una serie di clausole che estraevano troppo valore delle banche con poco capitale privato.
scusa ma stando così le cose non ci sono pure i soldi per i subisti ? o_O
 

apaci2

Ad bestias
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ADC prec era tramontato (non vi erano condizioni credibili, le venete non sono MPS), la risoluzione avrebbe creato un danno gigantesco senza risolvere il problema...
La situazione era deteriorata a tal punto che SRB ha valutato l'intervento con LCA l'unico possibile nell'interesse pubblico.

Nell'ambito del concesso dalle normative, non vi erano altre soluzioni mi pare (se tralasciamo gli arabi, i cinesi e i fondi che sempre vogliono salvare tutti a parole...)
 

duetto

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Intervengo per la prima volta in quanto obbligazionista subordinato Pop. Vicenza 254, acquistata in emissione e lasciata nel cassetto.

A pochi mesi dal termine dell'operazione, azzeramento ( tecnico e/o di sostanza ) come da previsione del DM, il quale a sua volta si rifà alle novelle normative, cosiddette europee, intervenute successivamente ed in costanza di rapporto contrattuale.

Lasciando stare, al momento, gli aspetti squisitamente giuridici della questione, ed essendo stato fatto confluire con un atto arbitrario dello Stato nella Bad Bank ( che si è sottratto alla normale procedura prevista dalle norme italiane sulla liquidazione coatta aministrativa ) , mi chiedo se, in qualità di creditore, non possa e/o non debba conoscere oggi, in maniera chiara e netta, chi sono i debitori delle venete, atteso che la presunta violazione della normativa sulla privacy potrà valere per il pubblico indistinto, non certatmente per i creditori delle banche.
 

marcoc82

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ma possibile che nessuno parli dei subordinati azzerati? come se non esistessero!!!!!!
 

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