Obbligazioni ANSALDO ENERGIA (1 Viewer)

tommy271

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È un casino Tommy... Non si può lavorare così
Io mi sono esaurito con i sudamericani... Abbiamo finito oggi... Poi si vedrà più avanti :cool:
Dalle parti di Buenos Aires un obolo si può lasciare, ma senza eccedere.
Sulla "993" ho una serie di convinzioni ... che possono anche essere sbagliate ... ma è una battaglia che si può giocare avendo attualmente prezzi tali che (in chiave negativa) si possono in qualche modo recuperare.
In chiave positiva, oggi ti porti a casa la cedola senza pagare rateo. Augurandoti che continui a pagare sino al 2029 quando inizierà a rimborsarti il capitale e la cedola salirà verso il 4.5%.

Su Ansaldo ho qualche perplessità, certamente in merito al prezzo attuale (un pò alto viste le news non proprio rassicuranti).
Siamo però in un clima di transizione a Roma, poi ci sono le elezioni.
Mi attendo che mettano una "toppa" per rimandare le decisioni con il prossimo esecutivo.
 

russiabond

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qquebec

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L’indebitamento netto verso terzi è pari a euro 787 milioni, rispetto a euro 619 milioni del dicembre 2021. A questo dato si aggiungono euro 242 milioni di finanziamento soci, rispetto a euro 236 milioni del dicembre 2021. Tale incremento è determinato dal cash flow operativo di euro -143 milioni (prevalentemente capitale circolante), oneri finanziari (inclusi interessi shareholder loan) di euro -23 milioni ed euro -10 milioni di investimenti strategici.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre preso atto che, anche per effetto degli eventi sopra evocati, la situazione patrimoniale della Società integra i presupposti di cui all’articolo 2446 del Codice civile
 

russiabond

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Genova. “UGL Metalmeccanici chiede certezze occupazionali. Da alcuni giorni sta emergendo una situazione economica dell’Azienda molto preoccupante, UGL Metalmeccanici del territorio accantona momentaneamente lo stupore dei dati economici dichiarati dall’Azienda perché a questi numeri non si arriva improvvisamente o per caso e quindi sa perfettamente che questo trend negativo andava dichiarato per tempo, quando forse si poteva intervenire con anticipo rispetto all’attuale situazione” spiega Gianfranco Elia, segretario regionale UGL Metalmeccanici.

E prosegue: “Ansaldo Energia ha 2400 dipendenti che per il nostro sindacato equivalgono ad altrettante famiglie, e per il nostro territorio, dove da decenni c’è l’implosione dell’industria metalmeccanica, sono dati importantissimi e se una chiusura di questa storica azienda porterebbe ad un impatto sociale devastante coinvolgendo anche l’indotto lavorativo legato all’Azienda”.

“UGL Metalmeccanici non è disposta a considerare neppure lontanamente questa possibilità. Non siamo neppure disposti a considerare una eventuale vendita dell’Azienda a multinazionali comunitarie o estere perché questo ha insegnato che in pochi anni avverrebbe il saccheggio del “know-how”, decentramento del quartier generale e ufficio vendite con conseguente eutanasia del sito fino alla sua chiusura. Questa purtroppo è storia vissuta su altre Aziende Genovesi e Liguri e Nazionali” continua ancora Elia.

E conclude: “Pensiamo inoltre che questa Azienda ha come maggior azionista la CDP, come tante altre aziende nazionali dove più volte si è intervenuti ricapitalizzando e oggi “navigano” serenamente sui mercati finanziari dimenticando i miliardi spesi per ricapitalizzarle. Non vorremmo che a causa della situazione politica attuale nessuno stia valutando questa momentanea soluzione per Ansaldo Energia, anche su questa possibilità UGL sarà molto attenta. Lavoreremo con tutte le nostre risorse affinché esista una soluzione unica: mantenere l ‘attuale stato occupazionale e la sede della nostra storica Azienda nel sito Genovese. Ringraziamo il Sindaco di Genova Marco Bucci e l’Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Mario Mascia per la posizione di attenzione presa in merito”.
 

russiabond

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Mentre a Roma si discute, altrove ci si dispera
I problemi reali del Paese reale. Riflessioni in vista delle politiche del 25 settembre.
Legnano – Con le alleanze politiche che si fanno e disfanno dall’oggi al domani, in vista delle politiche del 25 settembre, i problemi reali del Paese reale incalzano ed esasperano coloro i quali li stanno vivendo (e li vivranno) sulla loro pelle.
La condizione drammatica in cui versa Ansaldo Energia di Genova, con 2.500 posti di lavoro a super-rischio, è emblematica.
Anche perché l’azienda genovese – controllata da Cassa Depositi e Prestiti a sua volta guidata dalla mano pubblica – rappresenta una vera e propria eccellenza italiana della filiera energetica e perdere un simile patrimonio di conoscenze e competenze sarebbe veramente assurdo, oltre che irresponsabile.
Ansaldo Energia
inoltre innesca un indotto di piccole e medie industrie di rilevanza assoluta.
Un imprenditore del territorio ce lo testimonia con drammatica chiarezza: “Cdp senza governo non decide nulla e nell’indecisione stiamo distruggendo un baluardo tecnologico italiano, che da altre parti del mondo sarebbe protetto e salvaguardato come risorsa strategica di interesse nazionale. Tutto questo prosegue l’imprenditore metalmeccanico che si definisce “molto incazzato”nella più totale indifferenza generale e senza tenere conto delle conseguenze nefaste sulla filiera delle piccole e medie industrie del settore. Stiamo consegnando il mondo delle turbine – conclude con profonda amarezza e grande preoccupazione – a Siemens e Hyundai”.
Espressione significativa di un disagio ultra-concreto che il settore manifatturiero sta vivendo a causa di una crisi di governo surreale e del tutto priva di una motivazione minimamente comprensibile e giustificabile da parte di chi lavora e intraprende.
Ennesima dimostrazione di un sistema politico sempre più distante (e indifferente, nei fatti) dalle esigenze e dalle necessità del cosiddetto Paese reale.
Confindustria, nel dossier intitolato “Le priorità per un governo capace di riforme incisive, stabilità finanziaria e crescita coesa”, ribadisce che l’intero settore industriale “va considerato un asset strategico di sicurezza nazionale: senza industria non c’è crescita, nè coesione sociale” e aggiunge che il manifatturiero “continua orgogliosamente a fare la sua parte per rilanciare il Paese dopo i colpi inferti dalla pandemia” ed è “alle prese con il pesante impatto dell’invasione russa in Ucraina a cui porre rimedio”.
Cosa ne pensano le coalizioni politiche che … stanno facendo finta di mettersi insieme per affrontare il voto del 25 settembre?
Per favore, urge una risposta.
Luciano Landoni
 

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