NON HAi VERAMENTE CAPITO QUALCOSA FINO A QUANDO NON SEI IN GRADO DI SPIEGARLO A TUA (1 Viewer)

DANY1969

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NONNA [Albert Einstein) :-o:D
Buongiorno ripugnante famiglia :-o:D
Embè ... giornatine come oggi se ne vedono poche :V. Grisù ha caricato il lanciafiamme... speriamo che non venga sabotato dagli americani e inizi a sparare cetrioli :rolleyes::help::wall::wall:
Prima di prepararvi la colazione faccio un po' di ginnastica con le mie amichette :-o:eek:
 

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olly®

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PESARO
NONNA [Albert Einstein) :-o:D
Buongiorno ripugnante famiglia :-o:D
Embè ... giornatine come oggi se ne vedono poche :V. Grisù ha caricato il lanciafiamme... speriamo che non venga sabotato dagli americani e inizi a sparare cetrioli :rolleyes::help::wall::wall:
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Brava,io metto intanto il costume e vado al sole!!!:D:D:D
 

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unlui

Cymbius !
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domani long e sole su tutto il versante :-o
al racazzo gli fanno il chiulo a brandelli :-o
 

alicetta

Molmed, boia chi la molla!!!
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La maestra: "Pierino, cos'e' la cosa piu' grande che si puo' mettere in bocca?". "Il lampadario". "Ma che dici?". "Perche' ieri ho sentito il papa' dire alla mamma: Spegni il lampadario che te lo metto in bocca!".
 
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alicetta

Molmed, boia chi la molla!!!
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Licio Gelli: «Strage di Bologna fu causata da un mozzicone di sigaretta».


Le Torri Gemelle a New York crollarono per un guasto all’ascensore.
 
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silpla2000

che bello il yo yo
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Giorno rallisti del 3d ieri vi siete leccati i baffi e qualcuno ha pure scopato per la gioia, ma adesso arriva il bello, se il mariuccio non fa nulla il 2 agosto vivremo l'agosto più caldo di sempre sui mercati azionari e dei bond
Il presidente Bce ai suoi: «Non possiamo sostituirci ai governi»
Pronti a tagliare i tassi e
ad altri interventi straordinari




Il timore di Mario Draghi, confidato ai più stretti collaboratori, è di aver suscitato aspettative eccessive non solo nei mercati, ma soprattutto nei governi. La reazione al limite dell’isterìa alle sue parole di ieri potrebbe aver già ipotecato l’eventuale beneficio delle misure straordinarie ormai attesissime al prossimo consiglio direttivo, il 2 agosto. Anche se, fa notare qualcuno dall’Eurotower a microfoni spenti, il fatto di aver creato delle aspettative potrebbe tradursi in una pressione sui tedeschi a non deluderle, per non creare altri disastri sui listini.

Il fatto è che il presidente della Bce è un grande conoscitore dei mercati. Sa sempre come sorprenderli; lo ha dimostrato da quando è salito sulla poltrona più alta della Bce, a novembre scorso. Tagliò i tassi di interesse subito, all’unanimità, quindi con il consenso dei tedeschi perennemente angustiati dallo spettro weimariano dell’iperinflazione, e fece volare le Borse alle stelle. Da allora l’ex governatore di Bankitalia è stato abilissimo nel cogliere i mercati alla sprovvista, muovendosi sullo stretto crinale tra l’imperativo di non deluderli e quello altrettanto importante di non assecondarli troppo. Così, il primo a turbarsi ieri del mostruoso rally delle Borse europee scatenato dalle sue parole, è stato proprio lui.

In più, Draghi è convinto, almeno quanto i falchi dell’Eurotower, che la politica debba fare la sua parte. Ed è evidente dall’inizio della crisi che i governi si muovono sempre con enormi e costosi ritardi, rispetto all’”avanguardia” monetaria. Il presidente della Bce, insomma, non ha alcuna intenzione di togliere le castagne dal fuoco a un’eurozona impantanata nell’indecisione. «Non ci possiamo sostituire alle azioni dei governi», ama spiegare alle persone più fidate.

Oltretutto, Draghi è impegnato in una delicata operazione diplomatica nel consiglio direttivo: sta parlando ad uno ad uno con tutti i membri del board e soprattutto con il fronte “filogermanico” dei falchi, per creare il consenso maggiore attorno alle misure da intraprendere per salvare l’euro.

L’italiano non è Jean-Claude Trichet, che nel fine settimana del 9 maggio del 2010 consumò il famoso strappo con “l’azionista di riferimento”, ossia con la Bundesbank e i membri tedeschi del board che si dimisero successivamente entrambi. Ma nella gravissima situazione attuale, ammette una fonte del’Eurotower che rappresenta il fronte dei falchi, «ci rendiamo contro che rischia di saltare l’euro». La differenza rispetto al 2010 è che i falchi sono meno rigidi, sulle misure straordinarie.

L’importante è, come ha sottolineato ieri Draghi, «muoversi all’interno del mandato», tenendo ben presente che «la Bce farà tutto per salvare l’euro». E c’è una frase che la fonte tedesca segnala come essenziale. Draghi ha scandito che «i rendimenti sui bond dei titoli di Stato ostacolano il canale di trasmissione che garantisce il corretto funzionamento della politica monetaria».

Tradotto dal linguaggio dei banchieri centrali, vuol dire che gli spread spagnoli e italiani minacciano l’intero eurosistema. E sono le stesse identiche parole che Trichet usò nel 2010 per avviare il programma di acquisti di bond dei paesi allora in difficoltà, cioè Grecia, Portogallo e Irlanda. Nell’agosto del 2011 questo programma denominato Smp, Securities Market Program (inventato da un altro italiano, l’ex membro del board Lorenzo Bini Smaghi) fu esteso a Italia e Spagna.

Da venti settimane la Bce non compra più bond ma il messaggio di ieri è questo: li ricomprerà, ma forse limitandosi soltanto a quelli spagnoli. Basterebbe questo, forse, a riportare i mercati alla ragione, nel breve termine. Tuttavia, c’è chi si attende altre misure straordinarie, addirittura l’annuncio di un limite dei rendimenti oltre i quali la Bce interverrebbe o altre forme illimitate di aiuti. Chi si attende misure estreme, «americane», potrebbe però rimanere deluso. Primo, Draghi non vuole deresponsabilizzare i governi: mancano passaggi fondamentali alla messa in funzione credibile del fondo salva-Stati e nella testa del presidente dovrà essere quello, in futuro, il bazooka dell’eurozona. E manca anche un bel pezzo all’unione bancaria, politica e monetaria. Secondo, qualsiasi operazione di «quantitative easing» troppo spinta e incondizionata fa sempre alzare la testa ai tedeschi che lo interpretano come un finanziamento diretto dei debiti dei paesi, vietato dai Trattati.

La Spagna invece può essere aiutata, nel mese turbolento che ci attende e in attesa delle prossime mosse dei governi a settembre, con un paracadute come l’acquisto dei titoli di Stato. Anche perché Madrid ha appena firmato l’accordo per il salvataggio delle banche contro una manovra-monstre. È già un paese semi-commissariato dalla Ue: facile convincere anche i più tedeschi che sono meritevoli di un atto di fiducia come questo paracadute estivo.

Ma l’arsenale della Bce non finisce qui. Draghi ha dato già ampi segnali (quando avverte che ci sono sintomi di deflazione) che esistono margini per ulteriori tagli dei tassi di interesse, adesso o al più tardi a settembre, dall’attuale 0,75%. Ma anche per spingere sotto zero quelli attualmente nulli sui depositi. Sulle operazioni di liquidità, il presidente della Bce ha poi dimostrato molte volte di non avere «alcun tabù» come ama ripetere. Qualcuno prefigura già una terza operazione di liquidità a tre anni, un terzo “ltro” come si chiama in gergo, ma anche ulteriori allentamenti sui criteri per l’accettazione dei collaterali delle banche. E ci sono anche degli strumenti inediti che Draghi potrebbe buttare in campo come l’acquisto di bond delle aziende, per scavalcare il «grande freddo» delle banche.
 

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